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[...] AGOSTO [...] donna delle pulizìe arrivò [...] uf-fici come ogni mattina, alle 6 e [...] che consentivano di puntua-lità [...] e i primi convogli periferici. Abitava infatti in un [...] a una ventina ai chilometri dal centro [...] appunto lavorava per [...] di pulizie. Ciò le imponeva di [...] condizione nelle lunghe nebbie [...] si dispiegavano fino alla primavera, attorno alla [...]. Aveva ormai superato la [...] con preoccupazione e sollievo insieme, [...] prossima della pensione. Entrò da una porta [...] solito corridoio illuminato [...] luce freddamente azzurrina, al [...] grembiule grigio, una specie di cuffia intesta, [...] da riempire d'acqua, un secchio di plastica [...] alcuni stracci. Gli [...] del suo [...]. Nella distribuzione I le [...] paio di piani. Spolverare, tirare i pavimenti, [...] dalle carte buttate, risistemare in ordine sedie [...] spostate. Con novità minime, a lei [...] percepibili, nel vuoto ossessivo e muto delle stanze, una [...] lasciata di traverso su un tavolo, un [...] posato sul [...] poltrona, una lettera dimenticata chiusa, [...] foto di famiglia ancora da sistemare sotto vetro. Ascoltava per un poco [...] la trovava, non tanto per le musiche [...] primi [...] quanto per accendere una [...] suono di compagnia. Non ne seguiva cioè il [...] o il messaggio, ma si il rumore, la [...] che la presenza, la [...] corporalità. La donna delle pulizie [...] Marta. In un certo modo [...] protagonista inconsapevole di questa storia, di un [...] a rompere [...] operativa dei suoi gesti, [...] della [...] lineare continuità. /// [...] /// Qualcosa come l [...] dialettico [...] e [...]. Inoltre ci si sarà [...] quanto sia dentro la norma anche [...] di questo racconto, quasi [...] o una reminiscenza neorealistica. Piano, banale, stilisticamente neutro. [...] parte si tratta di [...] un po' squallido in una vicenda di [...] sa ancora nulla, priva di suggerimenti [...] di sintomi, usata per [...] in attesa di un colpo di scena. E inevitabile in questi [...] regole della quiete stilìstica, di tono basso, [...] descrizione fenomenica. /// [...] /// Anzi varrà la pena [...] ulteriori informazioni). Marta era rimasta vedova [...] giovanile, con due figli sulle spalle. La prigionia le aveva [...] durante la guerra. Un caso per nulla eccezionale: [...] situazione abbastanza diffusa. Solo che Marta non [...] e a lei era toccato, e le [...] dover provvedere per tutti. Mestieri ne aveva tentati, [...] prima di approdare [...]. Né le ore pomeridiane, passate [...] rigovernare un paio [...] «per quadrare il bilancio», le [...] spazi di umane [...]. Chiunque [...] affermare che Marta era [...] per tutto un modello o un prototipo [...] i sociologi chiamano alienazione. Di quella condizione. Caricò su un ascensore [...] suoi strumenti e salì al tredicesimo piano, [...] una targa [...] lucido dichiarava, in lettere [...] Sip [...] Società Internazionale dì Progettazione. Aveva tentato di farsi [...] dire quel [...] che le riusciva un [...] non oscuro. Voleva dire, le spiegarono, [...] cose che prima non [...] necessario stendere dei disegni di quel che [...] I [...] e del come, [...] le cose, far dei [...]. Una casa, per esempio, [...] dise-gna e poi la si costruisce nei [...] forme deside-rate. /// [...] /// Per molte attività. Che è quello che faceva [...] la Sip, attingendo a capitali [...] parte del mondo, una multinazionale [...] una miriade di succursali, [...] si dicevano essere lo or [...] il Vaticano gli azionisti di maggioranza. Marta non capiva molto [...] della questione, ma le pareva di [...] il senso complessivo, e [...]. Perciò ne parlo, personaggio [...] eccedere nelle sue sventurate fortune, al contrario [...] invece fatto i [...]. Non è il sovraccarico che [...] interessa, ma si la norma. Sarei anzi tentato di [...] handicappato. /// [...] /// Anche così Marta può offrirsi [...] vesti delia vittima. [...] Portinari è nato nel 1926 [...] Cambiano (Torino). Dopo essersi laureato con Getto [...] Torino, ha insegnato nei licei. Nel [...] è [...] alla Hai di Torino e [...] frattempo ha insegnato Letteratura Italiana e Contemporanea [...]. Da otto anni è [...]. Milano dove è responsabile [...]. Ila [...] su Ungaretti, Saba, Nievo e [...] saggi «l,e parabole del reale» (Einaudi), «La storia [...] di realismo». Portinari ha inoltre pubblicato [...] cambio di moneta» (Mondadori), «Viaggio in mezzo [...] c, recentissimo, «Relazioni di viaggio». Vittima del mondo così [...] 'è. Donde [...] di una scrittura opaca, nel [...]. E [...] media, forse. Molti stanno peggio di [...]. /// [...] /// Ma allora è un [...]. Incominciò il suo itinerario quotidiano [...] al solito, da un anticamera con la lucida e [...] scrivania [...] usciere. Nient'altro che un telefono [...] carta e biro erano chiuse in un [...]. [...] (a turno) era [...] dipendente della Sip da [...] con cui scambiava poche parole. Non sapeva bene [...] anche per [...] della divisa color antracite, molto [...] promozione o declassamento? Alle 6 e 30 però non [...] nessuno, [...] due ore ancora. Era Illusione della padrona. Oltre tutto era sabato. Non pensò che il [...] vuoto fino al lunedì mattina. /// [...] /// [...] tredicesimo piano [...] era occupato alla DG. /// [...] /// Era quella la residenza [...]. Avrebbe dovuto conoscere e [...] dei progetti, ma quei segni sui tecnigrafi [...] muti o poco significativi. Ci passava in mezzo, [...] che passava in [...] al mondo, al cosmo. E alta discrezionalità progettistica [...] non cosà, con tutte le conseguenze del [...]. Quella stanza, li e [...]. /// [...] /// A istinto, senza [...] letto [...] o Voltaire, in quelle [...] Marta [...] immaginare di vivere nel migliore dei mondi [...] che il migliore dei mondi possibili era [...] riservava il peggiore dei trattamenti. /// [...] /// [...] ché se lei e simbolo, [...] modello o riferimento, anche la Sip ne assorbirà la [...] FOLCO [...] si caricherà un poco di [...]. Di quali [...] in specie, è [...] al di là della [...] Marta? E certo che, così come stanno le [...] un bel margine di mistero di ambiguità [...]. Tanto che vien naturale [...] nasconda per caso il dop-piofondo di una [...]. E preoccupanti inganni. D'altronde Marta non sa [...] davvero le cose, ha la sensazione, lei [...] che ci sia un residuo oscuro. E un sospetto di [...] fuori da qualcosa, abbandonata al secchio, allo [...] alle 6 e 30, al tram, al [...] altrove, senza varianti; con una [...] progettazione sorda, circoscritta alla [...] cena, in un universo scolorito ma da [...]. Come, però, con quali [...]. Marta non era lì per [...] né per filosofare. Marta era la donna [...]. Il che presupponeva che [...] uscisse d'ordine, nel senso che qualcuno lo [...] metteva in disordine. Dunque, ripristinare [...] e la pulizia era [...] le desse (o conferisse) un [...] se non [...] di dignità. Quel girare le chiavi [...] luogo esclusivo, escludente, riparato. [...] senza bussare, liberamente. Se [...] voluto avrebbe potuto rivoluzionare [...] oggetti, ma non le venne mai in [...]. Sì limitava, al più, [...] radio, oppure le veniva la tentazione, con [...] a disposizione, di [...]. Ma a chi telefonare? Si [...] nella ripetizione quasi meccanica del giorno dopo [...] senza nessuno strappo, nessuna [...]. [...] infilò la chiave a serratura [...] del Capo della Progettazione, Marta si accorse che la E irta era rimasta aperta, irò la maniglia e entrò. La luce era rimasta [...] colpo, fu come percossa negli occhi da [...] imprevedibile: di fronte a lei, alla scrivania, [...] uomo, di corporatura robusta, [...] avanzata, con una gran [...] un «bel vecchio» insomma, che lei non [...] conosceva soltanto 1 usciere. Si tirò indietro per [...] ma [...] non si mosse, rimanendo [...] una monumentale immobilità. Essa riprovò a [...] qualcosa, «serve. E allora un baleno le [...] la mente (o la memoria?), sentì [...] già visto quel volto, eppure [...] seppe [...] in una storia. Gli si avvicinò con [...] ormai. /// [...] /// Un compito enorme, a [...]. Nessuno ci pensa, questo [...]. Neanche quelli della Sip, che [...] a fronte [...] ricostituzione [...] di Marta. Una metafora del divino. [...] passò alla sala riunioni, [...] zeppi di mozziconi, schiodò le finestre bloccate [...] condizionamento d'aria, per meglio aerare [...] satura [...] fumo non disperso. [...] della discussione del giorno precedente [...] erano sufficienti per [...] temi e consistenza. Rimaneva solo il caos [...] foglietti appuntati. Dopo la sala riunioni [...] giro degli uffici, col suo gran mazzo [...]. In verità questo era [...] la convinceva: [...] signore doveva essere morto, visto [...] si comportava proprio come un morto. /// [...] /// Nessuno [...] intesa, a [...]. Aspettare [...] Ecco [...] qualcuno cui telefonare. Dove? Constata [...] mortale, si risolve a [...]. In questi casi è [...] oltre che [...]. [...] eccezionale. Com'è possibile rendere il [...] dei suoi gesti, ora, in che modo? Con [...] di stile, sarebbe la risposta più ovvia. Però, una morte è [...] così straordinario da pretendere, da giustificare ecc. Si è agitata, sì. E poi non è [...] vero problema, ma chi è morto. Non il fenomeno ma [...]. O no? Non è [...] fenomeno. In ogni caso credo [...] non perdere la calma, tenendosi su un [...] media, senza scosse, in attesa dello svelamento. /// [...] /// C'è un morto, [...]. Perciò [...] diventa [...] colore, [...] in sé). Un filo di sirena, [...] Marta che la polizia stava arrivando. [...] con la svogliatezza [...] chi era, cosa faceva, come [...] accorta di, se conosceva il morto, quando sarebbero arrivati [...] ufficio gli [...] se aveva il numero di [...] di qualche dirigente della Sip. Si chiamava Marta, era [...] pulizie al tredicesimo piano. La [...] partecipazione poteva concludersi a questo [...]. Uscì di scena, [...] il defunto tra le braccia [...] salvo attendere [...] richiamata come colei che aveva [...] il cadavere. Quel che aveva da [...] non era molto, quel che potevano sapere [...]. Concluse in fretta la [...] stanze e si ritirò, non senza ripetere [...] altri piani la cronaca della singolare esperienza. /// [...] /// E pur vero che [...] sorpresa e la curiosità di sapere chi [...] vecchio barbuto. /// [...] /// La [...] curiosità era comunque condivisa [...] inquirente, che da [...] del defunto. Un giovane ispettore, venuto [...] aveva sì fatto la [...] brava diagnosi, pigra se [...] convincente (collasso, infarto, aneurisma). Un «colpo», dunque. Del resto tutto lo [...]. Non era infrequente [...] di morte tra gli alti [...] quasi una [...] professionale, un virus sociale, compensativo [...] moralizzare, delle alte soddisfazioni dirigenziali, tra potere e denaro. Le apparenze indicavano [...] del vecchio a quella [...] quella specie. Una morte [...] bella( comoda, invidiabile, arrivò [...] della polizia, che automaticamente fotografò la situazione. Sulla scrivania un mazzo [...] un barattolo con penne e matite, un [...] vaschetta di fermagli, un posacenere, una lampada [...] rastrelliera con lettere e cartoline, [...] un bicchiere vuoto, la [...] giovane donna con un [...] (eppure gli sembrava [...] già visti in qualche [...] esotico, egizio, tunisino, mediorientale. Nessun segno di confusione. La norma rispettata. Il caso sarebbe stato [...] una precisa disposizione non richiedesse la dichiarazione [...] legale. Che venne, infatti. /// [...] /// Innanzitutto constatò, non saprei [...] scientifici, che la morte del vecchio non [...] infarto collasso aneurisma, mandando [...] le semiotiche certezze [...] e rimettendo in gioco [...] precedente, spostando in là il campo [...] se non era morto [...] gli era stata procurata c per mano [...] E proprio la mano di chi, che interessa [...] la [...] scommessa professionale, fino a [...] facoltà e delle possibilità deduttive. È fatale che il [...] la coda, finché non si colga il [...]. Bisognerebbe applicare perciò le [...] visto che ci sono tutti gli elementi [...]. /// [...] /// Però questo un «giallo» [...] mi precipito quindi verso la soluzione, [...]. Il medico, secondo schema, [...] attenzione sul bicchiere vuoto posato sulla scrivania. /// [...] /// Omicidio? Con quali motivazioni? La [...] del [...] impediva, per quel sabato, [...] dirigenti della Sip. Bisognava arrangiarsi da soli, [...] a [...] per altro. /// [...] /// [...] settimana, quella in corso, [...] molti appunti, spesso indecifrabili ma [...] riferiti a una vasta operazione, della quale il vecchio [...] essere il progettista e il realizzatore. Da [...] si poteva risalire [...] del morto. Gli inquirenti lessero o [...] brandelli di frasi e parole: «La terra. Sembravano, ed erano, i [...] di un puzzle, non sufficienti a rispondere [...] avrebbe voluto, cosa voleva fare? Ma bisognava [...] dal progetto realizzato (se lo era), per [...]. In attesa, compiere le [...] tutto, portare il morto [...]. Interrogare, [...] rogare, senza escludere. Marta: se fosse stata lei [...] il [...] avvelenato? A [...]. Prima di [...] raccolse le [...] il vecchio aveva indosso. Una penna d'oro, un fazzoletto, [...] calcolatore, [...] triangolo. /// [...] /// Vi trovò pure [...] lettera. [...] e la lesse con -visibile [...] per [...] subito nella tasca [...] della [...] giacca, [...]. E [...] quando [...] rientro nella stanza con i [...] gli disse: [...] c'è niente, proprio niente di [...]. E la [...] si potrebbe chiudere il [...] cosa in sospeso, ma anche in confusione. /// [...] /// [...] parte se la lettera è [...] al materiale [...] ci sarà una buona ragione, [...] il mistero non ha senso. Intanto sappiamo che, senza [...] vecchio non verrà mai identificato, nemmeno lunedì. Per paura o per [...] credere. Ma anche [...] mantiene il silenzio sul [...]. Per omertà ? Per ragioni [...] pubblico, arriva a sostenere nella [...] coscienza, [...] deformata. Eppure assicuro che il [...] quelli che si trovano di [...] nei casi di suicidio. /// [...] /// Assieme alla consueta richiesta [...]. In fondo si trattava [...] che non aveva resistito alla vergogna della [...] suo progetto, al fallimento, in un sovrapporsi [...] imprevidenza, crudeltà di condizioni, in-sensatezza complessiva, infelicità [...]. II vecchio [...] vergognato e [...] ucciso. Un caso come molti [...]. Non si capisce allora [...] nome della pubblica quiete, ha fatto sparire [...] confessione. Io immagino che [...] fatto per la firma [...] pié di pagina. Il gran barbuto [...] firmato: [...]. Non si seppe nulla [...]. Alla Società Internazionale di Progettazione [...] riposavano. /// [...] /// Alla Società Internazionale di Progettazione [...] riposavano. (0) (0) ![]()
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