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Dopo [...] passato una parte importante della [...] vita a oc-cuparsi dei problemi del Mezzo-giorno come leader [...] e con la pubblicazione di articoli, saggi e libri, [...] direttore [...] ora presidente [...] Fonda-zione [...] spiega: «Se non riusci-remo a [...] questo pesante si-lenzio sul Mezzogiorno e del Mez-zogiorno sarà [...] difficile portare [...] in Europa con tutto il [...] pe-so e le sue risorse. Non basterà ri-spettare i [...] Maastricht. Oltre-tutto se il Sud [...] condi-zioni (disoccupazione di massa, degrado delle strutture [...] il paese si divide». È il tema -il Sud [...] -che il Pds affronterà nel seminario di [...]. Perché tanto pessimismo, on. [...] Non si tratta di [...] dovere di porre le classi dirigenti del [...] settentrio-nali) di fronte alle loro responsabi-lità. Si tratta di spostare [...] dai giochi di potere e dal rapporto [...] al [...] va [...]. /// [...] /// Tutti grida-no, accusano (gli [...]. /// [...] /// Il Mezzo-giorno, invece, tace. Se è vero, per [...] sinistra e il governo [...] si sono assunti il [...] risanare un paese vis-suto per decenni sul [...] sva-lutazione della lira, non si riesce an-cora [...] dibattito e a crea-re una consapevolezza di [...] che non è vero che stiamo facendo [...] mettendo tas-se: stiamo finalmente creando le condizioni [...] dal dilemma che ci pone la mon-dializzazione [...] quale si gioca il futuro di tutti, [...] non eversiva. E qual è, secondo [...] O si compete sulla creazione di un [...] e, dunque, competitivo per la qualità del [...] la dotazione di infrastrutture, per la densità [...] regolazio-ne politica, imprese, mercati finan-ziari e ambiente [...] anche [...] ma non restiamo a [...] Europa. E, no-nostante le leggi [...] verso una strada di ar-rangiamenti (bassi salari, [...] prima o poi con-durrà non solo il Meridione [...] del paese alla periferia del mondo avanzato. Lei dice: pericoli sulla tenuta [...] del paese. Non è una so-pravvalutazione [...] Bossi è la febbre non la malattia. La realtà e che [...] unifi-cazione del paese non è più pensa-bile [...] vecchio patto tra Nord e Sud (in [...] al Sud, cioè sostegno dei red-diti invece [...] la garanzia al Nord di un grande [...] milioni di abi-tanti). La mondializzazione e la [...] Stato hanno fatto sal-tare questo patto. Perciò -Bossi o non Bossi [...] Nord non può più [...]. Lo sente come handicap [...] che lo investono, ogni giorno di più [...] moderna che, per restare tale, si [...] e quindi ha bi-sogno [...] stato e di un di-verso sistema Paese. Ma questo pat-to -questo è [...] su cui vorrei richiamare [...] -non può più [...] nemmeno il Mezzo-giorno. Anche il Mezzogiorno è or-mai [...] regione aperta. Il che signi-fica che [...] livelli della competizione tra le grandi aree [...] a competere sul-la qualità oppure è costretto [...] sui prezzi. Ma il lavoro nero di [...] ragazza della Puglia co-sterà sempre molto di più di [...] di una [...] coetanea albanese. Quindi, lei dice che [...] è una strada obbligata. Quali con-dizioni servono al Sud [...] Il compito principale della nuova classe dirigente [...] Mezzogiorno [...] quello di far leva sulle risorse esi-stenti [...] che il Sud è in gra-do di [...] che altri, [...] rimuovano gli ostacoli politici [...] loro pieno dispiegarsi. Questo compor-ta una vera [...] mentale: uscire dal pietismo riven-dicativo, assumere un [...]. Bisogna capire che nelle condizioni [...] anche una regio-ne in ritardo [...] saltare diretta-mente dentro [...] senza percorrere tutte le tappe [...] cam-mino storico delle altre. La società meridionale non [...] pro-duttivo, la nascita di un tessuto im-prenditoriale [...]. Ma per-ché questa crescita [...] fac-cia un salto di qualità occorre smantellare [...] bu-rocratico, statalistico, assistenziale. Spetta alla sinistra liberare [...] del lavoro e [...] il che è impossibile [...] fuori dalle grandi reti dei mer-cati moderni. Ma i mercati non [...] natura. /// [...] /// E per costruire nel Mezzogiorno [...] che non sia solo il luogo della [...] costruire nuove regole, organizzare nuove istituzio-ni, nuove [...] e privato. In ciò consiste la [...] che vogliamo. Significa uscire dal paradosso [...] Sud troppo stato (nel senso di col-lusione [...] fondo perduto, trasferimenti assistenziali, investimenti pubblici faraonici) [...] di beni pubblici (deficit di istruzione, sicurezza, [...]. Ma anche per far questo [...] risorse. Come [...] dal mo-mento che nel [...] anche per reazione al vecchio clientelismo assistenziale, [...] al trasferimen-to di risorse a favore del Sud? [...] fondamentale è mette-re il Mezzogiorno [...] di attivare uno sviluppo [...]. Il che non significa [...] e forse medio periodo non saranno necessari [...]. Ma il punto essenziale [...] il sistema eco-nomico italiano deve scendere su [...] quello della tran-sizione verso il postindustriale e [...] europea. Il Nord può pensare [...] problema spostan-do le sue risorse [...] e [...] il Sud? Gli conviene? La [...] sempre più tra si-stemi e non è [...] dove il 40 per cento della popo-lazione [...] quello che produce. E ancora: il Nord [...] suo deficit demografico con gli extracomunitari. Ma quali problemi sociali, [...] pubblico, di sviluppo selvag-gio dei centri urbani, [...] tutto questo comporterebbe? La linea più con-veniente [...] il Nord come per Sud, è, quindi, [...] sostegno dei redditi ai [...] investi-menti produttivi [...] Sud. Ovviamen-te ciò acutizza ancora [...] que-stione di costruire nel Sud un am-biente [...] e fattori repulsivi (le mafie, ma non [...] at-trattivi. Questa è la questione [...]. Nel mondo circolano enormi [...] di investimenti convenienti, capitali che non han-no [...] conoscono motivazioni patriottiche. Perché es-si scelgono certe [...] Spa-gna o del Portogallo e a quali con-dizioni [...] at-tratti dal Mezzogiorno [...] Questo ragionamento modifica in [...] del meridionalismo. Il terreno su cui [...] lo sposta-mento di risorse dal Nord ad Sud [...] di assegnare al Mezzo-giorno un ruolo autonomo [...]. /// [...] /// [...] il cardine della riflessione che [...] facendo al [...]. Con una formula possiamo dire: [...] della questione meri-dionale. Non esiste più una risposta [...] nazionale al pro-blema del Mezzogiorno. [...] orizzonte meridionalista deve cam-biare. Il provincialismo ci uccide. Se vogliamo ricreare, sentimenti [...] convenienza del Nord allo sviluppo del Mezzogiorno, [...] ragioni [...] dobbiamo in-serire lo sviluppo [...] Sud [...] una più complessiva convenienza [...] a investire nel Mezzogiorno. Non è solo un [...] ma perfino di politica estera. Perché il Sud non [...] questa dimensione? Altre regioni [...] già lo fanno. Per-ché il Mezzogiorno non [...] questo che vuol dire [...] meridio-nale? Europeizzazione significa che la questione meridionale [...] più come [...] que-stione dello stato italiano. Va con-cepita come parte [...] gene-rale questione europea, cioè [...] europeo verso questa grande [...] cuo-re del Mediterraneo che è un luogo [...] milioni di persone con un piede già [...]. Bisogna lavorare di più [...] me-diato dal Mezzogiorno continenta-le [...] grandi isole. Quindi si potrebbe dire, [...] della vecchia tradizio-ne meridionalista, che il problema [...] Mezzogiorno è il modo attuale di [...] co-me grande questione nazionale? Si, [...] chiaro che ci sono i problemi di [...] Sud, di un protagonismo diverso ri-spetto a [...] un ruolo [...] delle sue nuove classi [...]. Il dato nuovo, positivo, [...] far leva è che un progetto federalista, [...] le energie del Mezzogiorno e a creare [...] in gra-do di organizzare uno sviluppo en-dogeno, [...] abbastan-za solide nelle positive esperienze di governo [...]. Ma sui caratteri peculiari di [...] assetto federalista a fronte di una realtà storica e [...] come quella del Mezzogiorno [...] do-vremmo riflettere bene. Il problema del Mezzogiorno [...] a problema economico e ammini-strativo. È un problema di [...] rap-presentanza, di classe dirigente, di politica. Perciò abbiamo bisogno di [...]. Dobbiamo sape-re che la [...] tuttora risulta sempre più minoritaria (so-cialmente oltre [...]. Il compito nostro è creare [...] parti-to che non si limita a rappresentare determinati interessi [...] valori ma che partendo da [...] cioè dalla lot-ta contro le [...] vecchie e nuove e contro [...] sociale, riesca ad assumere una [...] più ampia basata su una vi-sione [...] e degli sviluppi pos-sibili della [...] storia. [...] Tutto è in movimento e [...] sinistra sbaglia se «gioca» da ferma Alfredo [...] 3. È, forse, il terrore [...] paura di essere schiacciato sulla famigerata «alternativa [...] di chi, per ansia di far dimenticare, [...] grande forza di rinnovamento deve essere in [...] una risposta globale, un complesso di riferi-menti [...]. Questa è la sensazione [...] leggendo [...] di Umberto Ranieri [...] del 29 di-cembre, in [...] il mio articolo del 5/12, sostiene -mi [...] -che la sinistra oggi saprà fare al [...] mestiere solo se, rinunciando ad ogni ideologia [...] strumenti di analisi e proposta a [...] disposizione, intro-durrà molti piccoli [...] che produrranno nel loro insieme un generale [...]. Ma chi ha davvero [...] con questo secolo non può avere paura [...] il capitalismo [...] e feroce degli anni [...] sia con le armi della politica di [...] ogni pic-cola conquista, sia con la capacità [...] più ampia ragione al-la battaglia per grandi [...] possono prescindere dai ri-sultati di una analisi [...] una strategia globale. Una moder-na forza politica [...] momento di un analisi capace di «connettere [...] i nessi. Guardare solo vicino, ragionare [...] di ciò che si ha, non permette [...] esprimere ciò che i cittadini vogliono e [...] cui [...]. È questo bisogno di con-frontarsi [...] la società sul tema della prospettiva comune, questo sentire [...] un dovere per una forza di sinistra e di [...] il pre-sentare una visione globale e [...] con la gente, ciò che Ra-nieri definisce [...] di una nuova ideologia totalizzante»? Le questioni in discussione, mi pare vadano oltre la semplice [...] generazionale, come invece suggeriva il Corriere della Sera commen-tando [...] due articoli apparsi [...]. La differenza è [...] di cosa sia stato [...] e di mercato e di quali siano [...] crisi odierna, se mi [...] definire così [...] tasso di disoccupazione e [...] dei consumi e dei risparmi del ceto [...] i paesi occidentali. Ranieri con-trappone al giudizio [...] quarantennale del capitali-smo democratico e di mercato [...] «armonia», «la socie-tà affluente di quegli anni [...] da profonde fratture di classe, generazionali, di [...]. Ma [...] di società moderne e [...] come le nazioni occidentali post [...] guerra mondia-le non può essere statico. Della vita reale di [...] parte integrante conflitti e fratture tra diversi [...] da sti-molo continuo per affrontare e concentrarsi [...] a ma-no sempre più complessi e sempre [...] di giustizia e di [...] quella del semplice bisogno. [...] È UN CASO che [...] grande società capitalista democratica e di mercato [...] elemento di conflitto e quindi da risolvere, [...] la questione ambientale e le profonde fratture [...] interno. La progressività della società [...] dalla continua manifestazione di conflitti e sforzi [...] allargare sempre più la base della partecipazione [...]. È grazie a questo [...] dinamico che una società può contenere al [...] qualsiasi momento rivendica-zioni ed esigenze senza generare [...]. [...] della staticità [...] che traspare dalle parole di Ranieri si riflette, ancora, [...] identificazione dello Stato sociale come [...] prima, insieme alla logica consumistica e [...] della crisi odierna. Nessuno dei grandi padri culturali [...] politici [...] di [...] sociale, da Roosevelt a [...] da Eduard Bernstein a Karl Marx, ha mai creduto che esso potesse assumere una ed [...] sola forma buo-na per [...]. Nessuno, e tantomeno, assai [...] nei miei libri o nel mio articolo, [...] che il New Deal con i suoi [...] il sistema di posta pneumatica fos-se la [...]. Il fatto che questo [...] sia, oggi, uno strumento [...] mantenere quello che promette, vissuto come ostacolo [...] trampolino, rivela che negli anni esso non [...] ed adeguato strategicamente alle trasformazioni continue dei [...] del profitto e della distribuzione di op-portunità [...]. È evidente che oggi esiste [...] grande questione fiscale perché ad una [...] di tutte le attività corrisponde [...] struttura statuale che non ha seguito lo stesso percorso. Si continua a rispondere [...] creando strutture anziché opportunità finanziarie a favore [...] soggetti che proprio [...] diventano sempre più deboli. Tra questi i giovani [...] fila. Ranieri si chiede «quale [...] ha avuto a disposizione le opportunità di [...] che sono consentite oggi a chi, viaggiando [...] Internet, [...] presu-mere a ragione, di controllare un nuovo [...]. I giovani cono-scono con Internet [...] telescopio Hubble, ma nulla del proprio futuro. Questa generazione percorre mille [...] sa dove porta-no, accumula nozioni, ma non [...]. Ha fame di opportunità, [...] farsi vedere e di essere padrona del [...] partecipare ad uno sviluppo da cui oggi [...] fuori. Mai co-me oggi ad [...] informazioni ha fatto seguito una mancanza quasi [...] sulla realtà individuale e collettiva. Quei giovani che oggi [...] di cittadinanza non vogliono la fine del [...]. Vogliono che lo [...] sociale non risponda più [...] della collettività creando strutture, apparati, imprese di Stato, [...] diventi socio finanziatore di tutti gli individui [...] società. Stato socio e non Stato [...]. Il passaggio da un [...] offre assistenza ad uno capace di restituire [...] proprio questo: liquida-re gli investimenti impegnati oggi [...] per mettere a disposizione di ciascun cittadino [...] gli strumenti finanziari necessari a partecipare ai [...] benessere. I vantaggi del mercato [...] avranno scatenando la competizione con le «tigri [...] lavoro a basso costo, ma utilizzando il [...] di accumulazione del capitale [...] in un certo senso, tutti capitalisti. Mi permetto una ci-tazione ricordando [...] che Eraclito dice nel frammento 43: «Ciò che si [...] può essere conosciuto solo da ciò che si muove». Se la cul-tura di [...] e liberale, sa farsi porta-voce di un [...] interrogare i cittadini e le forze economiche [...] le loro esigenze e lo sviluppo della [...] diventa conseguenziale disegnare e portare a ter-mine [...] di portata più limitata. Non è possibile, invece, [...] interventi, alla fine, vadano a comporre una [...] e oggi così necessaria. La sinistra deve valutare [...] rapporto tra politiche a breve e quadro [...] proprio la mancanza di analisi ge-nerale e [...] realtà, [...] a mode liberta-rie ed [...] impediscono di comprendere a fondo le trasformazioni [...] e la collegano agli occhi dei cittadini [...] un meccanismo di tutela delle componenti sociali [...] costoso. La sinistra, che [...] dina-mico è stata inventrice, [...] gettare addosso la croce della difesa di [...] per molti e la paternità ideale del-la [...]. [...] Master [...] «Rivoluzione liberale per il [...] Sud» ALDO VARANO Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Direttore editoriale: Piero Sansonetti Vicedirettore: Marco Demarco (vicario) Giancarlo Bosetti Redattore capo [...] Luciano Fontana Pietro Spataro [...] 2) [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Lungi da noi la [...] comune mezzo gaudio o di facili po-lemiche [...]. Anche perché dal-la Germania [...] mol-to da imparare. In quel paese difatti [...] sul come af-frontare situazioni difficili, non sca-dono [...] proprio di casa nostra, nella rissa generaliz-zata, [...] fra diverse scuole di pensiero, [...] sempre e solo agli [...] delle cose che non vanno. Prendiamo il cancelliere Kohl. Di fronte ai dati [...] del suo paese si [...] «Non [...] alcuna ra-gione di fare [...]. La fase più debole [...] e le possibilità di [...] di rotta hanno solide [...]. Vi immaginate quel che [...] Italia di fronte a simili affermazioni? Da [...] da «inco-sciente» a «falsario», da «incapace» ad [...] di insulti e di scherno lo avrebbe [...] perentorie richie-ste di dimissioni, di ignobili cacciate [...] governo, vuoi dalle forze politiche di opposizione, [...] degli industriali. È ciò che puntualmente [...] Prodi e al suo ministero. Anche il nostro presidente [...] Consiglio, [...] mantenendo ferma la linea del rigore e [...] della spesa pubblica, si sta ri-volgendo, dopo [...] legge finanziaria, a tutte le parti sociali [...] con fidu-cia, si avviino alla «fase due», [...] rilancio [...] che il governo per [...] pro-muovere con una serie di provvedi-menti [...] di cui gli incentivi [...] non sono stati che il passo iniziale. Altri, rivolti segnata-mente alla [...] indu-stria, sono in arrivo e si [...] a breve termine. Per fornire cioè -come [...] Kohl -solide basi [...] di rotta. Prendiamo i sindacati tedeschi. Come ci informa il [...] Paolo Sol-dini da Berlino, di fronte allo spettro della [...] proposto al governo, ai partiti [...] e agli imprenditori di [...]. [...] cioè di una concertazione sociale [...] elimini fratture insanabi-li, scontri frontali, resistenze corpora-tive. Quella stessa già in [...] Italia da anni e che ha sinora evitato [...] termini ancora più salati i momenti di [...]. Quel fumoso tavolo dalle [...] sindacati, imprenditori, continuamente irriso dai soloni del [...] del mercato senza regole, ma senza del [...] per bande degli interessi particolari la farebbe [...]. Il presidente della Confindu-stria, Fossa, [...] i suoi atteggia-menti oltranzisti ha non poco [...] in pericolo la pace sociale, auspica adesso [...] per risolvere [...] trat-tativa sul contratto dei [...]. Meglio tardi che mai: [...] di cui necessita tutta [...] nascere sol-tanto se i soggetti che la [...] procedere sulla strada della contrapposizione per ritornare [...] di accordi globali, la-sciando da parte le [...] una ripresa inflazionistica o nel ripu-dio del [...] solo in-vece ci può tenere in compagnia [...] Grandi [...]. È il paese intero, difatti, [...] stanco dei litigi, delle furbizie [...] cui continua a far mostra la [...] classe dirigente. Si guardi ai risultati [...] del Nord Ita-lia: crolla [...] fiducia nelle istituzioni, politiche, industriali, sindacali che [...] dieci per cento mostra interesse per le [...] Stato, ed è comprensibi-le di fronte ai sabotaggi [...] «giochini» cui si stanno dedicando con tanta [...] del Polo. Agli italiani inte-ressa, oggi, [...] primo posto delle loro aspettative sta difatti [...] a ruota dalla sanità, dal fisco, dalle [...]. È su questi temi che [...] pubblica attende un «colpo [...]. Chiede che le sia [...] per quanto amara essa sia, ma esige [...] di certezze, di comu-ni responsabilità, di impegno [...] di ciascuno. Più che mai è [...] siamo tutti nella stes-sa barca. O ci si salva [...] assieme si affonda. /// [...] /// O ci si salva [...] assieme si affonda. (0) (0) ![]()
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