[...] al nazismo costò sacrifici [...] a stento riusciamo a immaginare; e solo [...] sacrifici e a quelle sofferenze fu possibile [...] Germania di Hitler e assicurare alle generazioni successive [...] libertà e di democrazia. Di [...] il carattere di freschezza, [...] che il libro conserva. Opera di memorialistica, [...] Resistenza spicca con un [...] e non solo perché una viva passione [...] a gradevolezza di scrittura. [...] nel volume di Natta, [...] singolare, che lo differenzia da [...] simili, per lo più propensi a narrare [...] personale. Al contrario, egli intende [...] di [...] o autoeducazione comune che [...] lager: «non più i fatti della [...] vita, che pur contano, [...] alla memoria, ma gli atti e i [...] un generale valore umano» (135). E in effetti [...] non sembra emergere sugli avvenimenti [...] la [...] vicenda individuale. È privilegiata la dimensione [...] che Natta racconta acquista senso soltanto se [...] a consapevolezza storica, giusta [...] che egli ha in comune con tanti [...] generazione. Momenti, situazioni, oggetti di [...] che in altri scritti si accampano con [...] evidenza, [...] sono assenti o compaiono [...] e scarne. Fuggevolmente sono ricordate, ad [...] bilance, con cui si [...] razioni di pane. Si accenna di sfuggita [...] freddo e alle malattie, che pure costituivano [...] vita dei prigionieri. E una narrazione asciutta [...] corrisponde ad un sentimento di tiepida simpatia, [...] malcelata freddezza, per ogni forma di reducismo [...]. Quello che interessa a Natta [...] il faticoso cammino di [...] democratica, dai primi incerti [...] che affiorano negli animi, a una consapevole [...]. Cosi il racconto non [...] linea rigorosamente cronologica, ma si aggruma su [...] le letture, le riflessioni, i contatti, e [...] attraverso le quali viene maturando una nuova [...]. Nel libro è preso in [...] solo il periodo della prigionia; il prima e il [...] sono esclusi, e si sorvola anche sui combattimenti contro [...] tedeschi [...] settembre, quando Natta è giovane [...] di artiglieria [...] di Rodi. [...] rimane per il primissimo [...] finché verso la fine del gennaio [...] è condotto con i [...] Lero, e poi nel marzo ad Atene. Di questi trasporti in [...] ricordo indelebile della massa di uomini accalcati [...] irrespirabile e del puzzo soffocante. Era un trattamento inumano [...] italiani, ai quali non fu riconosciuto lo [...] di guerra. Per loro, esclusi dalle [...] difese dei trattati internazionali, sarà coniata [...] «internati militari», a indicare [...] incerta tra la prigionia e la deportazione. ///
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Per loro, esclusi dalle [...] difese dei trattati internazionali, sarà coniata [...] «internati militari», a indicare [...] incerta tra la prigionia e la deportazione.