Se [...] del male lo deve liberare [...] male, [...] lungo il monte [...] espiazione dovrà [...] attraverso il pentimento e la [...] a ritrovare la propria vera identità nelle acque del Lete. Nel Purgatorio il circolo fatale [...] ricordo fissato su un unico punto viene spezzato dalla [...] che il ricordo per [...] pio può trasformarsi in un [...] a operare il bene («per la puntura della rimembranza [...] che solo [...] dà delle [...] 20), e che si attenua [...] più man mano che [...] nel pentimento e [...] si scioglie dalla vita passata. Quando le anime dedite alla [...] e [...] ricompaiono nel Purgatorio in veste [...] penitenti, non restano incatenate, come maestro Adamo, al circolo [...] del tormento: fame e sete vengono imposte loro per [...] col contrappasso temporale secondo il principio [...] «in fame [...] sete [...] si rifa santa» (XXIII, 66). Perciò anche il tempo [...] nel suo volto benigno, come solenne danza [...] ora che passa alleggerisce il peso e [...] fino a che finalmente [...] più lieve di quanto non fosse in [...] in piano [...]. ///
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In questo mondo domina [...] che impone di non [...] dei penitenti, di volgere lo sguardo esclusivamente [...] che è la carità divina, e di [...] pensiero su coloro che sono rimasti esclusi [...]. Cosi, subito [...] Catone spiegherà a Dante [...] Marzia, che in vita «piacque tanto agli [...] non (mi) può» da [...] costretta a restare nel Limbo (i, 85). Dopo che il passaggio [...] Lete [...] sciolto la memoria da ogni rimorso, il [...] dopo tappa la gerarchia celeste dei beati, [...] ormai soltanto nei gradi sempre più alti [...] Dio e che dissolve in sé ogni [...] passata. Ma Dante non sarebbe il [...] del mondo terreno se non avesse trovato una [...] via peculiare per rendere ancor [...] perfetta [...] felicità della beatitudine eterna attraverso [...] sguardo retrospettivo [...] terrena. E [...] nel cielo di Venere, [...] il tempo trasfigurato possa trasmutare, purificare e [...] del tempo rammemorato. Quella che era stata una [...] peccatrice non ha bisogno di obliare il suo passato [...] di [...] giacché ella stessa, in quanto [...] redenta, può perdonare «lietamente» la propria [...] lietamente a me [...] di mia sorte, e non [...] forse forte al vostro vulgo [...] 34). ///
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Quella che era stata una [...] peccatrice non ha bisogno di obliare il suo passato [...] di [...] giacché ella stessa, in quanto [...] redenta, può perdonare «lietamente» la propria [...] lietamente a me [...] di mia sorte, e non [...] forse forte al vostro vulgo [...] 34).