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Sono intervenuti in nome [...] persone molto diverse tra loro, si sono [...] delle volte scontrate, persone che pur [...] tutte liberali, hanno manifestato [...] mondo, della politica e dei diritti nella [...] del prossimo futuro, così distanti tra loro [...] che la parola stessa coltivi per vocazione [...] una sorta di [...] adattabile a molte diverse [...]. Di fronte al fervore [...] delle libertà che sembra animare chiunque abbia [...] disposizione, e di fronte a una insospettabile [...] di studi sul liberalismo che accompagna il [...] cosa [...] di meglio di [...] che raccolga, appunto sul [...] concetto di libertà nei moderni, i saggi [...] di alcuni fra i più autorevoli pensatori [...] Novecento? Gaetano Pecora, docente alla [...] di dottrina dello stato, [...] un libro («La libertà dei moderni», [...] editore, lire 35 mila) [...] di Aron, Berlin, Bobbio, Calamandrei, Dahrendorf, Einaudi, [...] Salvemini, Sartori, centrando [...] più importante per il [...] stordito [...] ossia la possibilità di [...] esauriente disamina storica e filosofica dei concetti [...] si confrontano nella società moderna. Alla fine della lettura, [...] strumento in più per discernere sia quello [...] non ha nulla a che vedere, sia [...] questo concetto ha a che vedere, ma [...] a soluzioni distanti tra loro. Intendiamoci: che il termine [...] è solo un bene. Come è un bene [...] aperta del duemila tutti la vedano «inevitabilmente» [...] liberali. Il problema, o meglio [...] quando i principi affrontano i grandi temi [...] e dalla globalizzazione. In questo caso [...] culturale non sarà mai una [...] ma [...] chance per trovare soluzioni sagge. Liberalismo, nove «saggi» in [...] Uno scritto del presidente ceco Vàclav Havel [...] finzione scenica, drammaticità e arte di governare Quel [...] chiamato politica dove può sempre spuntare un [...] Un sistema di segni [...] parola [...] umano come ad una [...]. Un dato ambiguo e [...] il senso della teatralità può muovere verso [...] può anche sollecitare le passioni e i [...] gente. E che [...] veramente la politi-ca? La [...] ri-sponde che essa è la cura degli [...] cura e la loro ge-stione. Senza dubbio, prendersi cura delle [...] pubbliche, provvedere ad esse e [...] signi-fica proprio, logicamente, pren-dersi cura [...] e del mondo in cui [...] vive. E ciò significa comprendere [...] e percepire tutte le dimensioni [...] nel mondo. Non so immaginare come [...] essere tale senza che percepisca anche la [...] questa [...] umana; dunque la drammaticità [...] aspetti essenziali del mondo, di come [...] vede il mondo e, [...] come uno degli strumenti fondamentali della co-municazione [...]. Una politica che non abbia [...] inizio, un centro ed una fine, una esposizione e [...] una catarsi; che non abbia gradualità, tensio-ne e suggestività; [...] soprattutto [...] con il quale da uno [...] concreto su perso-ne concrete si fa una dichiarazio-ne sul [...] come totalità; una politica che non abbia tutto que-sto [...] secondo una mia incrollabi-le convinzione, una politica ca-strata, mancante [...] una gamba, sdentata, e quindi pessima. Teatro e dramma sono [...]. Nello spazio li-mitato della [...] li-mitato, [...] limitato dei personaggi o [...] at-trezzi, essi dichiarano qualcosa sul mondo come [...] umano e tenta-no -come [...] ri-tuali -di esercitare una influenza su questo [...] mondo e il suo ordine. Il teatro ha, in [...] carat-tere di segno e senza dubbio an-che [...]. La ricchezza immensa e [...] imper-scrutabile viene racchiusa in una [...] lapidaria, che in verità sem-plifica tutto sul piano dei [...] ma che [...] tenta di trarre dalla materia [...] ciò che è più importan-te, veramente essenziale e colpire [...] una notizia fulminea su que-sto mondo [...] umano. Giacché tutto ciò che [...] vale anche per que-sta mia riflessione -è [...] e disperata semplificazione delle cose e un [...] fuori dal suo corso confuso qualcosa di [...] deve essere evidente al primo sguardo. Il segno drammatico si [...] anche per altre cose. Ad esempio per un [...] di non dire tutto o per una [...] significati; quando nella concreta azione scenica è [...] messaggio più generale, ma questo messag-gio non [...] o verbalizzato, semplicemente si irradia soltanto [...] teatrale oppure è concepito [...] teatrale. Si distingue poi per [...] carattere di avve-nimento limitato nel tempo e [...]. Detto altrimenti, è una parte [...] vita [...] che si pone come fine [...] dire qual-cosa sulla vita. È certo importante anche la [...] teatrale; sempre il teatro presu-me [...] certa comunità, e [...] di essa è notevolmente fa-vorita [...] questa condizione o cir-costanza. Tutte queste cose, a [...] assai note e per le nostre orecchie [...] di sicuro un loro riscontro an-che nella [...]. Un mio amico una [...] che la politica è «il tutto concentrato». Lo è la giurisprudenza, [...] la fi-losofia e la psicologia. E lo è in [...] il teatro. Il teatro come sistema [...] rivolge la parola [...] umano come ad una [...] lui come ad un membro della comunità [...] in cui è racchiuso, [...] av-venimento della vita e del mondo e [...] la sensibilità umane. Non so immaginare una [...] avere successo, e a lungo, senza che [...] di questa cosa (. La politica è investita [...] sotto molti altri aspetti. Se viene il Presidente [...] la rivoluzione a Praga, pro-prio il 15 [...] nazi-sta, non deve poi [...] stesso fatto parla con una lingua molto [...] analogo, se vengono da noi il Pre-sidente [...] signora Presi-dente del Consiglio britannico nel periodo [...] di Monaco. E se si in-contrassero [...] la prima volta nella storia re-cente di [...] -nelle piccole città [...] centrale i maggiori rappresentanti [...] stati mitteleuropei con-temporanei, se anche non si [...] niente, il fatto stes-so costituito da questi [...] significato di grande importanza sul piano politico. Hanno la lo-ro individuazione [...] suggestività, sono lapidarie abbreviazioni che rivelano sem-pre [...] -una certa sostanziale corrispon-denza, hanno la loro [...] mille volte, speri-mentata ed accettata da tutti. Af-finché un tale o [...] politico come segno di una totali-tà abbia [...] dunque il suo importantissimo ruolo, di es-so [...] a conoscenza. Particolarmente oggi, [...] dei mass media, vale [...] ciò che non ha la pubblicità do-vuta, [...] non è tutto sommato accadu-to. Chiunque dubitasse [...] spazio-temporale della politica e anche [...] dei segni oppure dei rituali politici, non potrebbe però [...] quella presenza di drammaticità e di teatralità nella politica [...] è nascosta nella [...] dipendenza contemporanea dai mass media. Viviamo [...] in cui per esempio [...] Presidente degli Stati Uni-ti un uomo che [...] capace di diventa-re una star della televisione. Vi-viamo [...] in cui i politici [...] agenzie specializza-te nella creazione della loro im-magine [...] media, [...] in cui molti politici [...] meno di insegnanti di esibi-zione televisiva e [...] declamazione di discorsi, [...] in cui più [...] di loro di-venta addirittura [...] mass media e sorride più alle tele-camere [...] e accarezza i capelli dei bambini soprattutto [...] è ripreso dalle te-lecamere, e assume una [...] dal punto di vista delle te-lecamere. Altri invece trascorrono gran [...] vita con i giornalisti influenti perché sanno [...] della cosa di cui si tratta e [...] come di essa scriveranno loro o altri [...]. E in questo modo [...] quelli che considerano il teatro come una [...] o addirittura soltanto una decorazione o spezia [...] qualcosa che non ha niente a che [...] politica, diventano spontaneamente atto-ri, drammaturghi, registi e [...] e di avanspettacolo. Chi possiede questo senso [...] società verso ope-re grandi e devote, può [...] una cultura politi-ca democratica, il coraggio e [...] altrettanto bene può mettere in moto nella [...] e le passioni peggiori, fanatizzare le folle [...]. Di tutti gli esempi [...] basta [...] uno: la passione nazista [...] suggestivi. Ricordiamo-ci i congressi giganteschi [...] e tutti i cortei, [...] le altre cerimonie che li accompagnava-no, ricordiamoci [...] da Hitler e di [...] il culto nazista della [...] le tenute di [...]. A stento si può [...] più mostruo-sa della teatralità politica. E quan-te persone costoro [...] loro tempo ad infiammare! Anche oggi -e addirittura [...] Europa [...] possibili indicare molti governan-ti che sfruttano [...] stru-mentario teatrale e drammatico [...] cieco e ottuso il cui punto finale [...] rappresentato dalle guerre, dalle epurazioni etniche, dalla [...] di con-centramento e dal genocidio. Sì, della teatralità e della [...] la politica non farà mai a meno. Ma proprio la teatralità [...] della politica posso-no essere anche lo strumento [...] perversità. [...] il confine? Dove finisce [...] per il carattere peculiare e per la [...] na-zione o per la simbolica dello sta-to [...] giro diabolico delle camicie scure e degli [...] Dove finisce la mirabile arte di rivolgere [...] tutto il cuore al pubblico e dove [...] de-magogia o più semplicemente una bugiarda buffonata? Come [...] la comprensio-ne della struttura drammatica [...] umano e della necessità [...] vivere collettiva-mente determinati rituali comin-cia a tramutarsi [...] in un attentato alla libertà [...] e [...] del cammino verso la [...] Temo che la scienza moderna non disponga del [...] riconoscere questo confine. Dunque non esiste altra [...] su costanti così non esatte come il [...] senso del limite e della misura, del [...] della coscienza e della [...]. E [...] incontriamo la grande differenza [...] come gene-re artistico e la dimensione teatra-le [...]. Uno spettacolo di fanatici [...] della cultura, non mette in pe-ricolo nessuno [...] questa pluralità, o [...] lo spazio della libertà. Ma lo spettacolo pazzesco [...] può ridurre in una disgrazia infinita milioni [...]. Vàclav Havel [...] Ha subìto anche il [...] Il [...] di cui riportiamo a fianco ampi brani [...] da [...] intitolato «Politica come teatro», [...] intero oggi dalla rivista «Crocevia» (Esi, Napoli). Il presidente della Repubblica Ceca [...] pronunciato [...] (Accademia [...] musica e spettacolo) di Praga, [...] ottobre 1996 e non era stato ancora [...] Italia. Havel, che ha [...] anni, oltre che uomo politico [...] anche apprezzato drammaturgo, nelle cui [...] ha un ruolo centrale la [...] contemporaneo con un potere perversamente [...] e votato [...]. Dissidente «numero uno», è [...] volte e in totale per cinque anni [...]. È stato tra i [...] 77» e del «Forum [...] ex dissidenti che ha guidato il paese [...] totalitario. [...] popolarità di cui gode ha [...] di carattere morale prima ancora [...] intellettuale. Pur potendo scegliere gli [...] e gli onori di [...] dorata, Havel non ha mai [...] lasciare il suo paese, affermando che la battaglia democratica [...] con tutti gli altri. Vaclav Havel Pavel [...] Un saggio di Franco Rella [...] autoritratti di tre grandi artisti come espressioni [...] pittura» Van Gogh, quando il filosofo impugna [...] Da [...] che si ritrae come Cristo [...] Rembrandt e al «Campo di grano con corvi». [...] ha il compito di «salvare» [...] nostro effimero destino. Fin dagli anni 70, [...] as-soluta preminenza nel panorama fi-losofico italiano, la [...] Franco Rella tende ad una proficua contami-nazione di [...] a reperire il punto di intersezione tra [...] a comprende-re la complessità [...] in un modello di [...] disper-da la forza [...]. An-che in [...] libro, in cui più [...] della visibilità del pensiero attinge al mondo [...] lo sguar-do inquieto di Rella traccia costella-zioni [...] di senso, per-corsi analogici, slittamenti metoni-mici e [...] dialogare tra loro i quadri ammirati nelle [...] libri [...]. Pur forgiata nella cultura [...] di incanto, di provare quello stupore che [...] ogni pen-siero filosofico, costantemente affa-scinato dal processo [...] forma della lacerante [...]. [...] anche illuminanti saggi [...] e [...] di Savi-nio), si tratta di [...] il tragico con [...] di conferire un senso alla [...] del dolore, allo scandalo della sofferenza, [...]. Proprio laddove la filosofia ha [...] il suo compi-to, trattando la mor-te come un mero [...] di redenzione dello spi-rito, dimenticando [...] cifre esistenziali [...] e del miste-ro, della passione [...] notte, ometten-do [...] di una cognizione del dolore. Il terreno privile-giato di [...] pittura è [...] che Rella felicemen-te definisce [...] sé», analizzato in tre espres-sioni paradigmatiche, quelle [...] Rembrandt e Van Gogh. Il primo, dopo essersi [...] ancora auliche di Cristo in pelliccia, si [...] di-sarmata nudità, con lo sguardo or-mai proteso [...] in un disegno conservato a Weimar. Van Gogh affermava che [...] cento volte per dipingere come Rem-brandt, alludendo [...] autoritratti, in cui il pittore si raffigura [...] intriso di morte, soggiogato da un ineluttabile [...]. Come ave-vano già intuito [...] e Rilke, fin dalla [...] è im-manente alla vita, alla [...] forma interiorizza-ta, configurandosi come [...] e irrecusabile che de-termina la nostra inquieta [...]. Quanto a Van Gogh, Rella [...] lettura del tutto origina-le: [...] autoritratto, in chia-ve pressoché [...] olandese sarebbe il «Cam-po di grano con [...] le ali dispiegate dei corvi formano [...] di Vincent prima di [...] di prendere congedo dal mondo. Sullo sfondo del quadro, [...] di sole, destinate [...] al tramonto, non sareb-bero [...] occhi di Van Gogh, ormai inabissati nel [...]. [...] prende dunque dimora nel [...] si dispiega tra vita e morte, tra [...] nella temporalità patica [...] partecipe di quella stessa [...] fronte ai libri della propria biblioteca, ci [...] leggere tutti. Ma, al di là [...] e tremore esi-stenziale, [...] -come la letteratu-ra -custodisce [...] in cui etica ed estetica diventa-no indiscernibili: [...] nella forma la caducità [...] di conferire un signi-ficato [...] transi-torietà [...] di salvare le cose [...] esse, il no-stro effimero destino. Forse anche questo è [...] patetico tentativo di giustificazione intellettuale. Ma -come viene ricordato [...] conclusivo -Leopardi ci ha in-segnato che senza [...] sarebbe vita, si avvertirebbe sol-tanto [...] abissale della morte. Non rimane allora che affidarsi [...] una sorta di nichilismo estetico, nel senso [...] di [...] come antropologia progressiva, uno smalto [...] una rete tesa sul nulla, così come [...] concepito Flau-bert e Kafka, Benn [...] Beckett. Anco-ra un segno, una [...] anche solo un balbettio o un singhiozzo, [...] nulla e affidare [...] di un lettore o [...] uno spet-tatore, alla fedeltà di un interlocu-tore, [...] un erede. Marco Vozza Confini di Franco Rella Pendragon 1997 [...]. /// [...] /// Marco Vozza Confini di Franco Rella Pendragon 1997 [...]. (0) (0) ![]()
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