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Giovedì 17 novembre [...] 1 [...] di una famiglia [...] cui le autorità russe negano [...] status di [...] arrivati una p. /// [...] /// Il più grasso si [...] mio marito e gli ha detto: tu [...] roba al confine, altrimenti uccido prima [...] poi [...] poi Alek-sandr e infine Roman. E sono andati via. Erano i nomi dei [...]. Siamo alle porte di Mosca, [...] lei si chiama Ljudmila [...] ucraina di nascita, tagica [...] di educazione. Ha 39 anni e [...] di chi non può permettersi di escludere [...] dieta. Non [...] bella ma forse lo [...] solo a 20 anni, quando ha sposato Moussa, [...] musulmano, di sette anni più vecchio di [...] cristiana. È una brava persona Moussa, [...] sempre stato, ma è pericoloso essere delle [...] Tagikistan, la repubblica più povera della ex Unione [...] Urss primo produttore di [...]. Da queste parti i [...] dei «banditi». Per esempio se quella [...] parla [...] Moussa avesse accettato di [...] della droga per la mafia afghana forse [...] ricco e [...] comunque continuerebbe a vivere [...] di [...] non lontano dalla capitale [...]. E siamo partiti. Cosi, su due piedi, [...] a nessuno, e su un [...] vecchio di venti anni [...]. Era il 14 agosto [...] caldo tremendo, forse 48 gradi. Attraverso [...] e il [...] volevamo raggiungere la Russia, [...] patria, [...] posto dove credevamo potessero [...] noi», [...] . Ljudmila deve [...] raccontato la storia a [...] il minimo interesse per i suoi guai [...] stanca. Con la fronte appoggiata [...] fa uno sforzo tremendo per ricordare quei [...] attraverso deserti e steppe, villaggi e capitali. Si guarda [...] su un letto sfatto [...] Valentina [...] 70 anni, la vicina [...] voluti seguire a ogni costo perché senza [...] stata persa; un po' più lontano ascolta [...] la testa dalle ginocchia [...] 9 anni, il suo [...] a lei con gli occhi lucidi e [...] sta seduto zio [...] il pensionato russo che [...] nel suo minuscolo appartamento. [...] non può fermarsi proprio [...] è in sala, il sipario è alzato. Versa il té che ha [...] assolutamente preparare per [...] straniera, [...] i dolcetti che ha fritto [...] al mercato, e riprende. Le guardie tagiche non [...] quelle [...] invece si impegnano in [...]. Poi diventano esplicite: o [...] In (Ila per ottenere un pezzo di pane In [...] mercanti [...] Mosca non salva Ljudmila [...] Hanno fatto tremila chilometri per scappare dai padroni [...] Tagikistan e raggiungere Mosca ma [...] non fanno pena a [...] profugo non si dà a chi scappa [...]. Ma i vigili urbani [...] per Ljudmila [...] suo marito e i [...]. Hanno loro rilasciato un [...] dove c'è scritto che «dopotutto sono anche [...] potranno [...] nel caso che altri [...]. DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE MADDALENA TU LAN TIte 500 mila rubli o non andrete in [...] posto. Prima pensiamo a un [...]. Le guardie però ripetono [...] chiaro che non ci siamo sbagliati: vogliono [...]. Siamo presi dalla disperazione. [...] e si "accontentano" di soli [...] rubli. A [...] la capitale [...] una donna ci offre la [...] casa, La stia generosità ci fa dimenticare la cattiveria [...] guardie e ci [...] con il Paese. Poi affrontiamo la steppa [...]. Nuova interruzione, stavolta per [...] piccolo della famiglia. [...] anni, il primo nel mirino [...] banditi. Egli trasporta da una stanzetta [...] cuscini o coperte con aria indaffarata e [...]. Ljudmila gli dice qualcosa in [...] si ferma [...] poi riprende il suo lavoro. La madre decide di non [...] più e riprende. E infatti mentre attraversiamo il [...] verso [...] ci [...] la polizia. Ci fermano, sequestrano i [...] per [...] ci chiedono soldi. Stavolta non potevamo nemmeno [...] più un rublo, tutto era stato speso [...] la steppa è lunga c non potevamo [...] a secco mentre [...]. I poliziotti allora si [...]. Moussa viene picchiato a [...] abbandonato per terra. Un camionista di passaggio [...] riusciamo a rimetterci in marcia. [...] ar-riviamo da cui ii [...] che si mostrano molto felici [...]. Facciamo festa, mangiamo, cantiamo, [...]. Poi andiamo a dormire [...] Sulla strada ci rendiamo conto clic siamo [...] tutto: abiti, benzina, utensili da cucina, tutto, [...]. Siamo talmente disperati che [...] tentare di recuperare qualcosa, ma quando ci [...] di niente e negano di [...] qualcosa. Non ci resta che [...] siamo poco più che miserabili e chiunque [...] tiene alla larga. A [...] sempre in [...] ci soccorrono delle truppe [...] po' d'acqua e un [...] benzina, ci danno [...] e [...]. Il guasto al [...] Ci trasciniamo fino a [...] dove zio [...] che era venuto con [...] in Russia ci lascerà, finisce in ospedale [...] si rompe un piede. Qualcuno ci offre altra [...] volentieri ma quando lo usiamo ci rendiamo [...] gasolio e il [...] va a pezzi. /// [...] /// Prova e riprova alla [...]. Quando abbiamo abbandonato [...] città [...] da attraversare prima , [...] Russia, abbiamo sentito una gioia profonda: i [...] per finire, [...] ci avrebbe accolto a [...]. Come ci sbagliavamo! Cosa gli dà fastidio? Il [...] che Ljudmila ora parlerà male di russi? Ma la [...] sembra non [...] e continua. Ci restiamo tre giorni [...] hanno tanta compassione di noi che piangono [...] tempo in cui ci danno le medicine. A Samara raccogliamo bottiglie [...] sfamarci e comprare la benzina, a [...] non facciamo pena a [...] la fame finché un armeno ci porta [...] per farci mangiare e dormire una [...]. Al villaggio [...] ci danno da mangiare, [...] e un po' di soldi, ma dobbiamo [...] nel [...]. E ci vengono a [...]. Giravano intorno al mezzo [...] r. Così come non dimenticherò [...] mano che o siamo avvicinati a Mosca [...] la paura è cresciuta: nessuno ci ha [...] casa, al massimo ci hanno fatto [...]. E finalmente arriviamo neila capitale. Per prima cosa andiamo [...]. Con molta gentilezza ma [...] ci fa capire che non so ne [...] rimanere a casa [...] anche lui ha i [...] la nostra famiglia, 7 persone, ò troppo [...]. Ci dà un po' [...] arrivederci. Vendo [...] anello che ho. Nel frattempo ci trasferiamo [...] a [...] dopo il [...] di un giovane». La compassione del [...] diventa la nostra casa [...]. Ma non possiamo [...] dentro anche perché è [...] lo fanno notare i «gal», i vigili [...] Mosca, i quali però, commossi dalla nostra sorte, [...] un biglietto sopra il quale ce scritto: [...] questo automezzo, lasciate stare, [...] anche loro. Legga, legga, c'è scritto [...]. E Ljudmila [...] mostra un bigliettino sgualcito [...] una preziosa reliquia perché c'é scritto che [...] Moussa e i loro quattro figli sono [...]. Risolto più o meno [...] la legge bisognava però risolvere quello con [...] fa a dormire [...] in un [...] a Mosca quando fa [...] zero? E arriva zio [...]. Lo incontrano per caso al [...] e molto semplicemente gli chiedono se può [...] in casa [...] per qualche tempo. Il vecchio risponde che [...] coinquilina e che se [...]. Anzi comincia a strillare [...] pazzo e che «quei [...]. [...] allora si arrabbia c decide: [...] spazio che gli è destinato nella casa lo usa [...] gli pare e fa entrare la famiglia sotto il [...] tetto. Questo accadeva un mesetto [...]. E [...] parte come fanno a [...] che in Tagikistan [...] una strisciante guerra civile ma [...] non scappano dalla guerra ma dai padroni della droga [...] questo non ò previsto. Che faranno allora? Intanto [...] zio [...] il quale per il [...] lamenta: Ljudmila vende [...] al mercato, i figli [...] Roman [...] Aleksandr, 18 e 17 anni, si arrangiano [...]. E Moussa? Non fa niente: [...] parte ò solo un bravo [...] e adesso che non deve guidare più nemmeno il [...] ha capito che la [...] vita é cambiata davvero. Forse erano meglio i [...] era meglio la droga. /// [...] /// Forse erano meglio i [...] era meglio la droga. (0) (0) ![]()
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