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[...] Cultura« Colpa di nessuno», giallo [...] Sandro Onofri sugli orrori della nuova borghesia Sabato 25 [...] Sandro Onofri è Ics i [...] oggi, a prestare attenzione al mondo della periferia urbana, [...] vita degradata delle nuove classi [...] al pullulare di esperienze e [...] comportamenti [...] in esso hanno luogo, alle [...] torme di [...] e di [...] libati ad [...] economiche al lini [...] della legalità. Mi mondo [...] che a tram» lezioni politiche, [...] che a suggerire [...] condanne o capziose giustificazioni, egli [...] ad entrare il più possibile dentro questo mondo [...] a [...] nella [...] cupa [...] e lo la senza lasciarsi [...] dalla fascinazione del degrado, senza compiere il rito [...] nel «male». Onofri ha in ogni [...] disponibile e innocente: lesta dalla pane del [...] chi. [...] sulla vita degradata, mantiene un [...] semplice e razionale, [...] e modesto, attento [...]. Il suo sguardo sembra ancora [...] di una aulica morale proletario, che sa [...] nella particolarità degli oggetti e [...] sa discriminare le diverse realtà, è pronta ad intervenire [...] esse, in modo mite ma sicuro, sa [...] con il male sociale, senza [...] alla [...] durezza, ma anche senza arretrare [...] fronte ài suol caratteri Inquietanti. Pur essendo essenziale per Onofri [...] per [...] giovani [...] romano [...] di . Ideologia o celebrazione della [...] e basta ricordare II modo In cui egli ha saputo guardare quasi [...] alla vini degli «Indiani» [...] nel libro Vile (ti risenti, [...]. Roma, peritai! [...] ottusa Una donna morta [...] che, cercando [...] finisce sulla tracce di [...] il nuovo romanzo di Sandro Onofri, «Colpa [...] da Theoria. Una storia di [...] di nessuno, [...] scende [...] di una Roma slabbrata e [...] prepotente e aggressiva: segue [...] alti e i gesti quotidiani [...] quelli che un tempo erano dei «borghesi piccoli piccoli» [...] che oia. Un [...] accecata da uno sviluppo eco-nomico [...] e disordinato, dalla modificazione [...] fisico. È un orizzonte sociale che [...] ereditato, trasferito ad un [...] più basso, trasformato in comportamento [...] massa, il [...] immoralismo, la [...] "indifferenza" di certi borghesi della [...] di Moravia Questo mondo paria per bocca di un [...] che racconta In prima [...] la propria vicenda: Paolo Berlini, [...] dopo [...] visto fallire le speranze di [...] sociale suscitate dalla [...] iniziale disinibii [...] alio studio, ha sposa-to Laura, [...] ragazza incontrata durante un viaggio in America, ed è [...] da [...] inserito in un ambiente dominato [...] un certo Italo, padrone dì [...] che specula sui risparmi dì [...] pensionati. In tutta la prima [...] Paolo, che, alle dipendenze di Italo,, esegue [...] di convincere le [...] sottoscrivere contratti di investimento, [...] di questo inferno sociale: la [...] voce è tutta [...] e ci comunica lutto [...] che non è più [...] ad ogni orizzonte morale, [...] immersa nei suoi traffici delinquenziali. Nella figura di [fato si [...] di un io che -considera [...] mondo, la società e le sue manifestazioni, religione, cultura, [...] solo un insieme di stupidità. A questa [...] legano atteggiamenti come quello [...] personaggio del giro di (tato, Daniele, che [...] lamentosa, come se rivendicasse [...] e considerasse che qualsiasi cosa venga fatta [...] ebbene lui la farebbe meglio» (p. /// [...] /// Al [...] Paolo manca qualcosa per [...] In fondo dentro quésta [...] c'è in lui [...] dolore e di fallimento, un residuo legame [...] (rappresentati da una figura paterna solida e [...] qualche modo io porta a staccarsi da [...]. Un [...] che lo «salva» è [...] un apparente delitto: egli crede di [...] ucciso la propria moglie, [...] trasforma [...] detective di se stesso, [...] le circostanze, ritrovando [...] groviglio che [...] senza che egli se [...] la moglie stessa e la [...] famiglia ad Italo (la [...] viene maneggiata da Onofri con sicurezza, che [...] districarsi agevolmente in un groviglio piuttosto complicato). Attraverso questo schema del [...] ogni momento tiene desta [...] e la curiosità del [...] Onofri [...] fa cosi «vedere» da vicino i modi [...] i rozzi programmi di vita, la piccola [...] quotidiana, [...] e sgangherato «machiavellismo [...] ammorta [...] del nostro presente, che [...] luoghi del degrado urbano e suburbano. E, attraverso la voce [...] ci mostra che lutto [...] il più resistente, il più sordo e [...] nostro tempo; uno [...] molto più determinante, per [...] vita e dei rapporti umani, dei teatri [...] degli illusori simulacri televisivi e pubblicitari. La [...] scrittura dà la sconsolata [...] realtà ormai modellata da questo spirita, da [...] cieca «morale» (a cui in parte resistono [...] di Paolo e varie figure di emarginati [...] vita in cui Paolo viene ad imbattersi [...] del vero assassino e che sembrano [...] ciò che conia e [...]. In una serie di [...] riconosciamo i luoghi in cui davvero si [...] che negli [...] e negli ambienti della [...] «pubblico») il colore e la qualità di [...] da quella «morale». Sono luoghi che si [...] avvolgono su se stessi in una rappresa [...] intorno a [...]. Ogni cosa visibile appare [...] Colpa ài nessuno, come avvitata in una [...] una ostinata negatività: come se la vita [...] essere solo un deformante prolungamento di se [...]. C'è una violenza delle cose [...] delle ligure, un loro continuo scomporsi, che fa pensare [...] di Federigo Tozzi, ottenuto non attraverso una violenza sul [...] ma attraverso [...] visiva, che sembra scaturire dal [...] stessi della realtà. È un mondo che si [...] che si fa male o fa male per il [...] stesso esserci, ma che non possiamo Ignorare, se non [...] che si espanda e ci sommerga: Onofri ci aiuta [...] e a [...] nelle sue sorde, spiacevoli, inquietanti [...]. /// [...] /// È un mondo che si [...] che si fa male o fa male per il [...] stesso esserci, ma che non possiamo Ignorare, se non [...] che si espanda e ci sommerga: Onofri ci aiuta [...] e a [...] nelle sue sorde, spiacevoli, inquietanti [...]. (0) (0) ![]()
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