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Signor Lang, lei è [...] cinema. Ha visto il film di [...] che tra qualche giorno sarà [...] alla mostra di Venezia? Ero andato a [...] come tutti gli altri, per [...] curiosità di [...] recita-re Bernard [...]. Ma dalla sala so-no uscito [...] di [...] assistito ad una parabola su [...] Parigi depressa, tetra, invernale, dai colori lividi, malata ipocondriaca. La storia è su [...]. Al primo, interpretato sullo [...] Fabrice Luchini, gli dicono che non ha il [...]. [...] interpretato da [...] fanno il brutto scherzo di [...] credere che la biopsia rivela un tumore e fi-nisce [...] lo stare male davvero. Una metafora sulle paturnie di [...] Francia in attesa del gran tornado in arrivo per [...] e in-verno? Ha ragione. Il film può essere [...] una metafora o allegoria, volontaria o involonta-ria [...] uno stato di ipocon-dria collettiva, raccontata attraver-so [...] di singoli indi-vidui. Con un intreccio complesso, [...] le ipocondrie, tra malattia immaginaria e malattia [...] profonde. Non saprei [...] se si sta per [...] sulla Francia il tornado [...] di cui si parla. Non sono un profeta. Direi però che [...] certamente una sorta di forte [...] nervosa collettiva. Come tutte le depressioni [...] oggettive, razio-nali, e altre più difficili da [...]. Non è che pretendo [...] psicanalisi delle nazioni, ma ho [...] che quel che succe-de [...] Francia non sia in fin dei conti [...] quel che sta accadendo in molti altri Paesi [...]. La maggior parte dei go-verni [...] sta mostrando incapace di ridare ai propri popoli una [...] collettiva [...] una prospettiva. [...] un senso diffuso di impotenza. Si tratta di una crisi [...] morale, intel-lettuale, spirituale. Che coinvolge tutti, anche [...] anche la Ger-mania. Anche se ha conseguenze [...] drammatiche a secon-da della psicologia storica di [...] Paese. Se in Francia questo [...] di vivere, si fa sen-tire più violentemente [...] dovuto al fatto che per secoli, da Francesco I [...] V Repubblica di De Gaulle, [...] il tono gene-rale, il [...] dice in musica, è venuto dallo Stato [...]. E quan-do manca il [...] ribellione contro lo Stato centrale. Altrove, da voi in Italia, [...] in Germania, la gente è [...] abituata, in momenti di [...] su se stessi, arran-giarsi senza aspettare miracoli [...]. Lo Stato centrale ha [...] che in Francia [...] collettivo. Se viene meno [...] una capacità pro-positiva [...] la cosa è vissuta meno [...]. Da noi invece si [...] di un [...] quasi spasmodica, di un [...] Stato che talvolta può assumere [...] toni reverenziali, ma si [...] quando le atte-se non trovano risposta o [...]. Si parla sempre più di [...] da più parti, come origine del ma-lessere e [...] di una Francia e di [...] Europa entrate in fase di deflazione e depressione economica, [...] le vecchie ricette tradizionali ereditate da [...] epoca, in cui il pericolo [...] invece [...] rischiano di condurre [...] sociale in ciascun Paese e [...] europea. La spiegazione puramente mone-taria o [...] mi pare insuffi-ciente. Non ho nessuna difficoltà [...] termine deflazione. Per me la cosa [...] la deflazione della idee, la deflazione [...] la deflazione delle ener-gie, [...] governo. Il fatto che molti [...] atteg-giamento timido, impaurito, ango-sciato. Il fenomeno non riguarda [...] Francia. Si verifica a livello [...]. Succede in Svezia dove [...] di sinistra, sociali-sta, come in Germania dove [...] la destra. La sola eccezione, in [...] è rap-presentata forse [...]. Voi state cercando di [...] di nuovo, originale. La vedo come [...] di [...] su cui è troppo presto [...] esprimere giudi-zi, ma da cui tutti ci attendiamo molto. In Europa spesso le [...] ad un Paese e poi grazie ad [...]. Un tempo [...] il modello svedese, in [...] le speranze di sono appun-tate sul laburismo [...] Harold Wil-son, poi è stato il turno della Fran-cia [...]. Sento il bisogno di [...] di una scossa salu-tare per tutta la [...] mi pare a corto di fiato. Chissà che [...] della nuova coalizione [...] non riesca ad essere un [...] trascinante. Ecco perché spero con [...] forze che questa nuova Italia in trasformazio-ne [...] non sia [...] delle deflazione intellettuale. Una cosa sono le misure [...] rigore finanziario, che possono essere dolorose quan-to necessarie, [...] la capacità di [...] con una pioggia di idee, [...]. Ci vuole una politi-ca [...] tempo stesso rigorosa sul piano finanziario e [...] delle leggi, degli impul-si, delle iniziative. Strano, qualche giorno fa un [...] connazionale di [...] colloca-zione politica, Alain [...] mi dice-va pressapoco la stessa [...] che quello [...] è [...] governo europeo di cui gli [...] far parte. [...] che veniva vista come la [...] malata [...] ruota del carro, improvvi-samente diventa [...] faro cui rife-rirsi nella burrasca. Fossi nei pan-ni di Prodi [...] imbaraz-zante il concentrarsi di tante atte-se. [...] non ha torto. Certo si tratta di un [...] che cerca una via nuo-va. Non dico che [...] trovata, perché oggigiorno governare è [...]. Ma è di tutto [...] di un cammino nuovo. Vorrei però aggiungere che [...] per [...] non è nuo-vo. Era una delle cose che [...] han-no sempre unito molto a [...] che [...] anche lui [...]. Ho vissuto con mol-ta [...] passi di [...] nei rapporti col vostro Pae-se, [...] di tensione che matu-ravano. Anche se non basta [...] clima di serenità si limiti alle parole. Bisogna [...] nei fatti. Non basta firmare accordi, [...] si realizzino. Ci sono campi in [...] fare moltissimo per contrastare il grigiore, [...] dominanti in tutta Europa. Ad esempio? Dovunque ci [...] risposta è che non ci sono i [...]. Vuole un esempio? Il [...] che è malato in tutti i Paesi. E che non [...] verso di guarire se [...] sul piano quantita-tivo. Le idee a sinistra [...] magrissi-me. Si presenta come soluzione [...] tempo di lavoro. Ma io credo che [...]. Certo lavo-rare meno é una [...] di civil-tà. Ma non credo che [...] il problema [...]. Voglio dire che in [...] la prima cosa da fare è creare [...] inventare qualcosa di più forte. Quanto avremmo da imparare [...] adattamento delle vostre pic-cole imprese! Anche dove sono al [...]. Ci si at-tarda a volte [...] cercare di resuscitare [...] di una vecchia sinistra statali-sta. Quando avremmo invece biso-gno di [...] ideo-logica del tutto nuova. Ebbene, io sono convinto che [...] quel che ri-guarda [...] i rapporti tra individui debba [...] dominante nel discorso di una nuova sinistra europea. Che sia un [...] meno [...] e in compenso sappia nuovamente [...] sognare, far sperare. /// [...] /// [...] di domani, è ormai evi-dente, [...] delle idee. Dove la scommessa si [...] perde se si è capaci di mobilitare [...] talenti. Ce lo sta mostran-do [...]. Mi rattrista che le [...] queste questioni solo marginali, o attinenti solo [...] singoli Stati. Da quando non [...] è grigiore anche a Bruxelles. Prendia-mo per fare un [...] che abbiamo iniziato parlando di cinema, [...] campo degli au-diovisivi, che [...] di una discussione a Venezia, dove spero [...] vostro Veltroni. Ri-corderete che ero stato [...] della cultura di [...] a in-trodurre il tema [...] nelle discussioni in seno alle istituzioni europee, [...] trattato di Maastricht un paio di articoli [...] com-petenza europea in questo campo. E dire che la [...] in quella sede ho parlato di cinema [...] per pazzo. Ma di-co che ora [...] passo in [...] andare molto oltre tutto [...] è fatto. Perché non trattare i media, [...] cinema, [...] alla stessa tregua in cui [...] tratta [...] aeronautica o [...] Penso ad esempio che biso-gnerebbe [...] dei fondi strutturali ad una [...] di rilancio dei cinema nazionali. Nominando una personalità di [...] abbia la missione di in-coraggiare i Paesi [...] la propria cinematografia, con un impegno da [...] gover-no di contribuire ciascuno con due [...] per ogni [...] stanziato dalla Comunità. Una sorta di Monsieur Cinema [...]. Scusi ma la [...] è [...] Non ho proposte da fare [...] nome. La persona si troverà. Quel che ci vorrebbe [...] guidi un piccolo commando che salvi que-sto [...] dei settori in cui è in gioco [...]. Che è, ri-peto, la [...] del futuro. Basta leggere quel che [...] del lavoro di Clinton, Reich: le nazioni [...] competere saranno quelle che più investiranno [...] e [...]. [...] capito anche in Giappo-ne. Sarebbe ora lo capissimo [...] Eu-ropa. Per Jack Lang, ministro [...] Cultura [...] intimo di [...] lo spettro che minaccia [...] Francia [...] il resto [...] non è tanto quello [...] della deflazione eco-nomica, quanto quello di una [...] delle idee, [...] delle energie, della speranza. DAL NOSTRO CORRISPONDENTE SI EGMUND [...] CLINTON GIUNGE [...] elettorale in condizioni che nessuno [...] suoi predecessori recenti aveva conosciuto. /// [...] /// Nei settori ad alta [...] del X XI secolo [...] Usa [...] in grado di vincere le sfide della [...]. [...] e i tas-si di [...] livello più basso da un quarto di [...]. Milioni di [...] posti [...] stati creati negli ultimi quattro anni. Cifre da capogiro per [...] Europa [...] nella morsa tra alta inflazione, bassa crescita, [...] inchiodata nella disputa astratta sul [...] di Maastricht. Ma è sul terreno difficile [...] che Clinton è riuscito a [...] dei repubblicani. Ha «tolto il tappeto [...] a [...] aprendosi alla revisione di [...] Sta-to sociale, quello americano, che ha ruotato [...] e sui trasferimenti monetari «passivi» del governo [...]. In questa vi-cenda Clinton [...] sue doti tattiche dichiarandosi disposto, nei mesi [...] la proposta di riforma delle politiche sociali [...] del Wisconsin, Thompson, autore del motto «amare [...] riassume la linea di cambiamento delle politi-che [...] conservatori. Poi, dopo due rinvii, [...] progetto di legge presentato dal Congresso a [...] avvia la svolta. Poteva fare diversamente? Avrebbe consentito [...] di ri-lanciare una grossolana offensiva [...]. Questa volta con poche [...]. Del resto, la decisione [...] che impone di raggiungere il pareggio del [...] non lasciava molti margini. Per procedere in questa [...] equilibrato e non distruttivo e non lasciare [...] antisociale di [...] Clinton doveva mostra-re con [...] essere in grado di avviare la riforma [...] sociale che aveva avuto origine nel New Deal. Muovendo in questa direzione [...] i conti con una duplice esigenza. Prima di tutto quella [...]. Se, come sostiene nel [...] Paul Kennedy, [...] degli Stati Uniti del X XI [...] è di accrescere la produttività [...] per assicurare un più [...] la riforma del [...] condiziona seriamente [...] americana nella competizione globale. E [...] aspetto, quello politico culturale. Non si tratta solo [...]. Va superata [...] idea di solidarietà sociale che [...] esaurisce [...] dello Stato; vanno fatte emergere [...] forme di socialità, non va sottovalutata la disincentivazione dello [...] di iniziativa individuale che è [...] perverso delle [...] assistenziali. Sono temi presenti nelle [...] conservatori non ra-dicali, dagli editorialisti del [...] Journal, a Francis [...] oggi tra gli animatori [...] americana. /// [...] /// La riduzio-ne [...] presidente democratico del «secolo americano» [...] una sorta di Zelig pronto a ogni giravolta non [...] convincente. LA SPREGIUDICATEZZA non fa [...] Clinton. [...] chi ha scrit-to che [...] charme di Roosevelt con il carattere politi-co [...] Nixon! I conservatori nei paesi [...] neoliberista sono sulla difensiva. Le società che hanno [...] permanenza della destra al governo si di-battono [...] temi irrisolti dei deficit pubblici. Le politiche [...] side non hanno funzionato. È un improbabile tentativo, [...] di riesumare i miti [...] risanamento del deficit, vertiginosi sgravi fiscali, ripresa [...] quadratura del cerchio! In verità, più che [...] Clinton è alla ricer-ca di risposte efficaci [...] oggettivamente si pongono: dalla li-mitazione del potere [...] alla riforma della sicurezza so-ciale, [...] della lotta alla criminalità [...] cul-ture che rinsaldino i legami familiari, alle [...]. Lo scontro politico e [...] tali questioni tagliano trasversal-mente il [...] tradizionali. Sono adeguate le risposte? La [...] ancora in grado di fornire un punto [...] come sostiene qualcuno, «è piccola cosa rispetto [...] cultura e nella vita sociale che decidono [...] maggiore del benessere dei cittadi-ni»? [...] giungiamo al cuore del [...]. Per prepararsi al nuovo secolo [...] far fronte alla competizione planeta-ria, scrive Paul Kennedy, [...] ha bisogno di profonde trasformazio-ni. Tirare [...] comporterebbe un [...] declino. [...] consapevolezza di ciò? O magari [...] ragione chi sostiene che «il paese ha bisogno di [...] Pearl [...] pacifica che faccia prendere coscienza [...] americani dei guai in cui si trovano?». Forse non sarà il caso [...] giungere a tanto. [...] ha mostrato una capacità straordinaria [...] questo secolo di fare i conti con le novità [...] le sfide. E [...] mostrata anche i democra-tici [...] contrastare [...] accettando, allo stesso tempo, [...] modernizzazione e della innovazione. Ce la faran-no? Certo [...] caso di ricordare, in queste ore, che [...] facili slogan delle convenzioni elettorali a determinare [...] qualità necessario nella classe dirigente e nella [...] del cimento. Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Direttore [...] Antonio Zollo Vicedirettore: Giancarlo Bosetti Marco Demarco Redattore [...] Luciano Fontana Pietro Spataro [...] 2) [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// In mancanza di un [...] del capo dello Stato, del Parlamento -che [...] cit-tadini se con la mafia dovremo an-cora [...] ce ne potremo liberare, qualsiasi commento sugli [...] giorni resta, a mio parere, praticamente inutile. Dobbiamo discutere ancora dei [...] Ebbene [...] sono più di seimila, tra i protagonisti [...] e forse [...] prossimo saran-no diecimila («diecimila [...] creati al Sud», potrebbe inti-tolare Feltri) e [...] paese al mondo che viva una simile [...]. Tra i seimila transfughi [...] della malavita, [...] di tut-to: [...] il furiere, [...] il colonnello, [...] ci sono gli ex capi [...] incursori, alcuni ex generali, qualche ambasciatore, un ministro del [...] in carica fino a poco fa. Hanno detto molto, ma [...]. Però hanno fatto sì [...] Cosa Nostra sia stata messa in rotta; talmente in [...] Cosa Nostra, per sopravvivere può logicamente pensare [...] le fila dei «pentiti», per in-torbidire, deviare, [...]. Altre strategie non ha: militarmente [...] politicamente è al bando, [...] è fuori gioco. Se voi foste Cosa Nostra, [...] la stessa cosa? E non vi fareste [...] nel vede-re che ogni vostra sparata va [...] sui giornali? Violante [...] che tratta segretamente con Brusca [...] quasi bevuta. Falcone ucciso perché Andreotti [...] della Repubblica è diventato tema del giorno, [...] sia scomodato neppure un mafioso. Contro De Gennaro (bestia [...] Costa No-stra da dieci anni almeno, perché [...] messa al tappeto) sono [...] soliti, come da dieci anni a questa [...] poi ritirato la mano solo per prepararsi [...] prossima volta. Il vero fatto è [...]. È [...] ed è altrettanto diffi-cile non [...] sotto protezione. Se un qualsiasi Tizio di Brancaccio rivela che ha fatto una rapina con Caio e Sempronio, occorre [...] perché altrimenti, a casa [...] a Brancaccio durerebbe poco. Ma Tizio, oltre a [...] molto altro e ora che sta in Friuli [...] figli, la suocera e un cugino, vuole [...] vanno i suoi affari a Brancaccio. E se ne frega [...] mafia, perché lui aveva solo il problema [...] pelle. Tizio deve essere protetto? È [...] deve essere protetto, anche perché senza Tizio [...] presi Caio e Sempronio. Qual-cuno propone di [...] lì a Bran-caccio, in [...] ammazzi-no la moglie e che Santoro porti [...] casa, accusando lo Stato che non [...] protetto? E così è [...] dei seimila. Totò Cangemi, che era [...] Cupola di Cosa Nostra, però, è diverso da Tizio [...] Brancaccio. E Brusca ancora di [...]. E Riina, quando sarà il [...] turno, ancora di più. È logico che da [...] si aspetti di più, ci si aspet-ti [...] avere protezio-ne. Così come è sacrosanto [...] sia stata tolta a Felice Maniero, [...] capo della mafia ve-neta [...] Brenta, [...] che il Manie-ro faceva la bella vita [...] beffe delle regole del suo contratto. Ma, di nuovo, il [...] che, essendo così tanti i «pentiti», la [...] più in-governabile ed è già un miracolo [...] di sangue che riguardano i «pentiti» siano [...] che le «vendette dei pentiti» riescano ad [...]. Per cui ogni modifica [...] tuteli, dia maggiore rigore, vagli le dichiara-zioni, [...] è natural-mente necessaria, ma questa non sarà [...] non ci posso-no essere utili le esperienze [...] dato che la situazione italia-na è del [...]. Il rischio vero cui [...] (forse quello in cui già siamo) è [...] situazione torbida, senza fine, di [...] o camorristi [...] molto loquaci, sullo sfondo [...] prevedibi-le fine. Questo sarebbe, di fatto, [...] di essere di Cosa No-stra: ed è, [...] visto in questi giorni, ancora di notevole [...]. Se continua così, semplicemente [...] si saprà più chi è il nemico. Ed è per questo [...] una dichiarazione di intenti del nostro governo [...] ma benvenuta. Darebbe un obiettivo, perlomeno. Come quando Kennedy disse [...] andato sulla Luna; e poi ci andò [...]. Visto che ci siamo, [...] «chiudere» Tangentopoli facendosi versare dagli inquisiti per [...] una cifra equivalente a 20-30. Il governo ha, ufficiosamente, [...] se ne parla, per motivi etici. Il «pool» di Milano, [...] un condono (anche se immenso) si darebbe [...] spugna su quattro anni di inchieste. Vero; ma è anche [...] anni di inchieste che hanno messo al [...] della vita pub-blica non hanno alzato automati-camente [...] moralità pub-blica, con il più famoso degli [...] preso il venti per cento dei voti [...] il presidente della più importante azienda italiana [...] diventa-to proprio perché inquisito. E, dunque, sarebbe davvero [...] in attesa di maggiore moralità, gli inquisiti [...]. /// [...] /// E, dunque, sarebbe davvero [...] in attesa di maggiore moralità, gli inquisiti [...]. (0) (0) ![]()
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