Attribuendo questa morte alle [...] sicure della iella, Malerba traveste la crudeltà [...] e della [...] decisione di romanziere in [...] caso o [...] destino immotivato. Questi esempi illustrano il [...] felicissimo, che le due scritture tessono [...]. Ma queste non sono [...] scritture del romanzo. Ovidio è un pittore [...] un grande artista, un poeta delle immagini [...] costante riflessione sul mondo e sul rapporto [...] realtà analoga a quella che uno scrittore [...]. La visione che Ovidio [...] largo spazio nel romanzo e si presenta [...] più elaborata che, per quanto ne so, Malerba [...] scritto su questo tema. Anche su questo tema [...] la visione [...] che è propria al [...] Ovidio [...] la visione della letteratura propria a Malerba, [...] due versanti è [...] operazione più delicata e [...] caso delle due scritture romanzesche. La ragione per questa [...] che scrivendo su questo argomento Malerba non [...] al suo mestiere di scrittore e mettere [...] in moto la [...] macchina scrittoria di romanziere, [...] in qualche modo visceralmente compromesso. Di [...] un gioco più elaborato, [...] di occultamenti e mascheramenti. In quanto romanziere di [...] Ovidio attribuisce alla scrittura una serie di forze [...] alcuni dei quali abbiamo già passato in [...] il potere e [...] di arginare la condizione [...] il caso o la mano sinistra di Dio [...]. Un altro potere che Ovidio [...] scrittura di romanziere di se stesso è [...] la memoria delle cose. Troviamo molte corrispondenze fra [...] scrittura e quelli della pittura di Ovidio. Il personaggio in quanto [...] è un tipo non del tutto simpatico, [...] della [...] bellezza, convinto della [...] eccezionale bravura, misogino, misantropo, [...] però, creatore instancabile, sobrio, lucido, ironico e [...]. Egli è dominato da [...] di creare, nella bellezza, immagini che sfidano [...] e concetti «a lunga durata» come egli [...] una definizione precisa. Quella ossessione e quel [...] gli sono originari, nativi, e costituiscono le [...] essere: «A diciotto anni, quando cominciai a [...] Belle Arti, ero già un artista completo, [...] del mio talento, ma avevo deciso di [...] zanzare che le lezioni di un professore [...]. Io sono nato pittore. Raccolgo nel mio Palazzo [...] Memoria [...] immagini, le elaboro mentalmente e poi le [...] quadri. Tutta la mia pittura [...] perfeziona nella mia mente prima che sulla [...]. Quando mi siedo davanti [...] soltanto dare esecuzione al quadro che è [...] di me in tutti i suoi particolari [...]. Non copio la realtà, [...] o addirittura [...]. In tutto questo il Cielo [...] le Muse non [...]. O ancora parlando del [...] Ovidio menziona la «febbre interna che, [...] a [...] e a qualche astuzia, può far sortire [...] (p. ///
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O ancora parlando del [...] Ovidio menziona la «febbre interna che, [...] a [...] e a qualche astuzia, può far sortire [...] (p.