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Il Dossier Intervista al [...] Alessandro Cavalli: il momento più alto di politicizzazione Intervista [...] Luciano Gallino: per gli impiegati tutto cambiò, un [...] Il Sessantotto influì anche su quel cinema che [...] C'è una lettura molto [...] tra I giovani e il Sessantotto: da [...] più numerosi si va a scuola, anche [...] espande, [...] il mercato del lavoro [...] qualificate. Il tasso di partecipazione [...] popolazione) tende a diminuire: dal 78 per [...] al 66 per cento del [...]. /// [...] /// Ma è tutto [...] che può spiegare la protesta [...] quindi la fortissima politicizzazione di quegli anni o il Sessantotto Indica qualcosa [...] nella condizione [...] discutiamo con II professor Alessandro Cavalli, docente di sociologia [...] di Pavia. Tenendo conto che restiamo [...] piccole minoranze. Le ricerche che vennero [...] che il sei per cento del giovani [...] mollo impegnato nella politica. /// [...] /// Adesso siamo al 2 [...] 2,7 per cento. Cifre oscillanti, ma che rivelano [...] parabola negativa. Cerchiamo cifre assolute, quel [...] su una popolazione giovanile di sette milioni [...] i sedici [...] e I venticinque anni), [...] di militanti attivi», [...] milione di militanti, In [...] profondamente diviso tra realtà [...] e campagna? Diviso si, [...] I [...] flussi migratori si erano ormai assestati, mentre [...] una crisi economica, si Intravedevano altre tendenze [...] era raggiunto un tasso di scolarizzazione molto [...]. Ed ecco il primo [...] rottura: una università destinata alla formazione delle [...] Incontra le esigenze di [...] di massa. La prima domanda degli [...] riforma. Ma questo non spiega [...]. Sì, il Sessantotto italiano [...] colore [...] di un movimento internazionale, [...] rivolta degli studenti a Berkeley, Cecoslovacchia, Francia, [...] I diritti civili. La (ine della guerra [...] frontiere e apre spazi di azione politica. Consente [...] di tensioni che prima, [...] che appariva [...] diviso e minacciato oltre [...] impensabile, Ovunque cosi sì rimuove una condizione [...] sviluppo di [...] di protesta o solo [...] A questi esempi, a questi mo-delli, a queste [...] la vicenda italiana, che conosce ragioni strutturali [...]. La scuola ad esemplo è [...] ragione. In fondo la nostra [...] viva, in trasformazione, di grande mobilità sociale. [...] di massa [...] è segno di mobilità sociale [...]. Ma te attese sono [...]. Si creano appetiti e [...] appare oscuro e incerto. Mentre ci vorrebbero certezze. È vero infatti che [...] battaglia ideologica fu [...] quello della famiglia che [...] o piccole borghesi ma che [...] quello della scuola che [...] pagava. C'è un altro [...] della condizione giovanile: dopo la [...] e la politica, Il consumismo, [...] comparsa [...] della modi, la [...] comune. MI sembrano però fenomeni [...]. Una coda che [...]. Chi stava nel movimento [...] alla produzione di [...] cultura più che al [...] cultura. Non andava in discoteca. Piuttosto suonava la chitarra e [...] le sue canzoni. /// [...] /// Vestiva una divìsa unificante un [...] militare. Ma nel senso dì [...] Castro, cioè rivoluzionario. Il movimento giovanile al tende I [...] tra gli [...]. Ma [...] anche gli operai, giovani e Immigrati, [...] come stari i dimostrare [...]. Ma [...] il discorso andrebbe articolato. [...] andava incontro ad una [...] modernizzazione, specialmente, e ovvio, nelle grandi concentrazioni [...] Nord. Ma proprio questa necessità [...] la classe degli operai comuni. Non siamo ancora alle [...] industriale. Nella forza e nella [...] scopriva la rivendicazione di [...] diritti. Gli operai ottennero alcune conquiste, [...] gli [...] niente. Non sono [...]. Faticosamente una riforma [...] si è via via realizzata. Se questo era [...]. Forse l'Incontro fra operai e [...] un peso, oltre le contingenze, [...] al è modificata la cultura [...] lavoro. SI, è cambiata la [...]. Lo si vede ad esempio [...] del precariato d'oggi e nel rifiuto totale [...] che segnava la resistenza di [...] cultura piccolo borghese. Ma [...] è regina, se [...] mutano i segnali di una [...] sociale: lavoro, abiti, Volvo. Quella rivoluzione che divise i [...] Gallino, [...] pioniere in Italia della sociologia [...] e del lavoro, in tempi recenti ha iniziato ad [...] anche di informatica e intelligenza artificiale, senza però dimenticare [...] studi di sociologia generale. Gallino nel [...] insegnava già da tre anni [...] di Torino. Il movimento insomma [...] visto da vicino. Ma con lui proviamo [...] di studenti, almeno non solo. Puntiamo [...] sui ceti medi di [...] «fetta» del corpo sociale che i più [...] quella stagione cruciale tendono a mettere in [...]. Eppure anche la borghesia [...] preparandosi a [...]. Il ceto medio -dice Gallino [...] il peso e le proporzioni poi raggiunte [...]. [...] al suo interno meno [...] e non mancava un orientamento [...] progressista, che già a cavallo tra gli anni Cinquanta [...] i Sessanta aveva contribuito alla sprovincializzazione del paese, [...] nei circuiti internazionali, pur trattandosi [...] un ceto relativamente esiguo. E non dimentichiamo quegli [...] scoprendo il mondo [...] ecco un esempio di [...]. Che talvolta però reagirono [...] fronte alla protesta studentesca. Perché sentivano di essere [...] quelli che erano i primi beneficiari, i [...] minori, cui invece intendevano preparare un avvenire [...] meno duro. In effètti una buona [...] studenteschi proveniva dal ceto media [...] occorre distinguere. A Torino e Milano [...] attivi, i più in vista erano non [...] borghese, ma [...]. A Roma invece venivano [...] più basso, più vicino al ceto medio [...] da famiglie di dirìgenti industriali e docenti [...]. Parlo naturalmente delle punte [...] menti che diedero parole e colore al [...]. Altri giovani studenti li [...] appartenevano a questa fascia alta del ceto [...]. A [...] male davvero la rivolta stu-dentesca [...] quei professionisti che non si accontentavano più dello studio [...] ma guardavano [...] e alla politica, credendo cosi [...] svolgere una funzione modernizzante. [...] la contestazione era in primo [...] alle strutture arcaiche [...] però coinvolgeva anche loro. Il movimento del [...] non viveva di sottigliezze: [...] era il nemico, il ceto medio rappresentava [...] andava radicalmente cambiato. Non si facevano distinzioni [...] della pubblica amministrazione e ceti emergenti che [...] dal [...] a rimettere in circolo [...]. Professore, lei ha tradotto [...] a una [...] di Marcuse, uno del libri [...] del [...]. Che parlava di consumismo, [...]. Già, ma in Italia [...] e si lavorava moltissimo nel [...]. Marcuse puntava il dito [...] società, quella americana, che aveva [...] alti livelli di consumo [...] prima di noi. Quando il suo libro arrivò [...] eravamo vent'anni indietro: [...] sfasamento nei cicli della modernizzazione. Uno dei tanti problemi [...] psicologici del [...] fu di guardare alla [...] lenti culturali sbagliate, utili magari per capire [...] Stati Uniti, non noi. In [...] dopoguerra era ancora vicino, [...] ancora agli inizi, così come i consumi, [...] incominciando a diffondersi i modelli di vita [...] media. Ma [...] stato, tra [...] e [...] Il boom. Che però aveva toccato [...] Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, senza parlare della successiva congiuntura. E solo con la [...] Sessanta che si assiste a una crescita [...] termini quantitativi che di estensione territoriale. Ripeto, col consumismo si attaccava [...] che non [...] ancora». Eppure [...] ceto medio qualche [...] vo per sentirai Investito dalla [...] generale [...]. Non bisogna sopravvalutare la [...] movimento del [...]. Che fu grande, ma [...] masse vedevano e capivano poco, nonostante (e [...]. Se si facesse un [...] come, ad esempio, buona parte del ceto [...] se ne accorse. Di lì non vennero né [...] né adesioni, li [...] operaio ebbe una visibilità molto [...] rilevante. E negli strati [...] si verificò una decisa spinta [...] sinda-calizzazione. Ricordo il palazzo degli [...] Ivrea tutto deserto per uno sciopero. Non era mai successo prima. È stato anche per me, [...] per tutta la società, un evento che ha permesso [...] maggiore circolazione di idee, che ha cambiato i rapporti [...] la gente, che ha favorito una diminuzione [...] un aumento dei soggetti sociali, [...] diversa valutazione della donna, una maggiore solidarietà. Può forse somigliare ad [...] ad un evento storico non compiuto, ma [...] Sessantotto è cambiata la società, siamo cambiati noi. Anche se oggi c'è [...] fare -la solidarietà non c'è più, [...] è tornato prepotente e [...] celebrazione della vita sociale come giungla (lotterie, [...] -tutto quello che di importante è avvenuto [...] (aborto, divorzio, femmini-smo) non sarebbe accaduto senza [...]. Quel clima di fermento [...]. Un esempio: il modo [...] ai personaggi femminili di una storia, il [...] donna. E curioso come i [...] oggi, per esempio, si basino sulla filosofia [...]. La donna viene misurata [...] pelle nuda, come oggetto da ghermire, come [...] bisogni istigati e poi repressi. Devo dire che il [...] aveva visto la donna negli anni Cinquanta [...] commedie questi sempre come puttana, a parte [...] invece cambiato stile. Ricordo quando lavoravo con Antonio Pietrangelo [...] è morto proprio nei 1968, come fosse [...] suoi film. Lui era un regista [...] si occupava di problematiche femminili, mostrando la [...] i suoi aspetti. Con lui e Maccari [...] La Visita, La parmigiana, Adua [...] compagne, ma era un cinema che allora [...]. Il Sessantotto, dunque, non [...] mio modo di fare cinema. [...] non è un film [...] al contrario, si inserisce bene prima de Una [...] e dopo // commissario Pepe. Ovviamente rispetto ai film [...] mercato cambia [...] la logica narrativa, la [...] con la materia, ma ho [...] che ci sia sempre [...] mio lavoro, lo vengo da una provincia [...] da Trevico in provin-cia di Avellino, che [...] Cinquanta si spopolava di anno in anno. I giovani andavano a [...] lavoro [...] in Germania e nel nord Italia, a Torino, nel triangolo industriale. Questa meridionalità c'è sicuramente [...] film precedenti, ma in quegli anni, quelli [...] cui fu «concepito» [...] le [...] periodiche visite al paese [...] di quel momento mi spinsero ad intervenire [...]. Prediche che risultavano oscene, [...] famiglia, per esempio, tese a mantenere intatto [...] sul piano sociale, veniva distrutto. Si operava, infatti, in [...]. [...] della famiglia, allora, [...] solo un argomento specioso, [...] corrispondeva a nessuna volontà politica. Erano ancora lontani ii [...] del divorzio ma era invece [...] contraddittoria tra la richiesta [...] certi istituti e la loro parallela distruzione [...] ne ignoravano i problemi connessi. [...] interna è stata addirittura [...] quella in altri paesi [...]. Una cattiva coartazione era [...] Svizzera, ma in Italia si rivelò lacerante. Si portarono grandi masse [...] allo spostamento senza preoccuparsi di fornire servizi [...] mense, luoghi di incontro. Insieme al lavoro venivano [...] soli-tudine, terreni favorevoli per sollecitazioni pericolose come [...] droga, la malavita. Spinto da tutte queste [...] copione di poche pagine, scritte più che [...] stesso, per capire quella realtà, per seguire [...] 17-18 anni che partiva dal suo paese [...] Torino con la speranza di un lavoro. Lì scopriva che il lavoro [...] una specie di regalo, come [...] una lotteria -una della prime in Italia fu proprio [...] del lavoro -e che regnavano durezza, degrado, emarginazione. Anche i rapporti con [...] non erano facili. È vero che in Italia [...] capire un po' più a fondo il [...] rispetto, per esempio, alla Francia, [...] si scagliò contro tutti [...] che [...] pubblica potesse [...] con il partito comunista [...] anche vero che i rapporti erano molto [...]. Per esempio nelle manifestazioni [...] filmare non eravamo ben visti. Una mattina, ricordo, volevamo [...] misto dove [...] anche un gruppo di [...] fonico, un compagno abbastanza semplice e ingenuo [...] di andare in mezzo a loro per [...] mentre noi avremmo filmato dal camioncino, passava [...] una carta di credito: «siamo del pei». Conclusione: il camioncino fu [...] costretti a saltare giù. A Torino arrivai, dunque, [...] pagine [...] il mio amico [...] senza nessuna copertura produttiva. Avevamo solo una struttura [...] un operatore, un fonico, un elettricista. Cercai Diego Novelli, allora [...] che fu un Virgilio preziosissimo e poi [...]. Ci portò dappertutto, ci [...] realtà, ragazzi di Lotta Continua, tra cui Vichi [...] che, davanti ai cancelli [...] era la più attiva, la più focosa, [...] e una determinazione che io incontravo per [...] in una ragazza. Restammo a Torino un [...] con la convinzione di fare ciò che [...] conoscere la destinazione dì tanto lavoro. Quando il prodotto fu [...] lavorai con Gregoretti alla [...] per la fase finale [...] di alcuni dialoghi incomprensibili in presa diretta) [...] a molti [...] ma nessuno si dimostrò [...]. Solo Agostini, della [...] lo prese per [...] e [...] lo distribuì sia nei [...] nei cine-forum. Nel mio lavoro, dunque, [...] una scissione, che ho cercato di ricomporre, [...] attività strettamente professionale, che ha le sue [...] comici, in quelli che si fabbricavano sulla [...] attore, Totò per esempio, e quello che, [...] mio interesse verso la documentazione della realtà. Per questo considero [...] un mio film a [...]. /// [...] /// Per questo considero [...] un mio film a [...]. (0) (0) ![]()
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