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Le porte erano I [...] i chiavistelli arrugginiti. La carestia toccava a [...] gli animali le cose. Lo squallore era impónente [...] luce del sole. Il sole, divenuto nemico. Succhiava glorioso i resti [...] che costituiva la vita. Se tuttavia non era [...] che battendo il tempo sul marciapiede avvertiva [...] un uomo valido e nutrito. Il tempo battuto dal [...] un rumore certo, inesorabile, netto con dentro [...] zufoli. [...] che lo percepiva più [...]. [...] del soldato straniero pareva [...] terra, più grande, più corposa, le altre [...]. Gli uomini erano solitari. [...] sospettava le compagnie. [...] si difendeva, difendeva quel [...] desolazione di gatto falciato, appiattito, di dove [...] punte acute di lamenti. Tutto quello che avveniva [...]. Ingiusto essere costretti a [...]. Uno cercava [...] ebreo nel fondo dei [...]. Rimaneva insieme con lui [...] facce esposte come a testimonianza di questo [...]. In silenzio, perché la [...] e non aveva parole. Qualche spavalderia, come insegnare [...] Internazionale » ai romani di passaggio? [...] Internazionale [...] non va eseguita alla [...] ballabile, ma lenta, solenne. Le battute larghe danno [...] folla immensa che avanza implacabile. La « futura [...] di quella corona di suoni [...] religiosi, che gli inni mettevano in capo agli imperatori [...] tempo. Ahimè, dov'era la folla? Si [...] dei propri fantasmi. Uno aveva magari creduto che [...] entrare in piazza cantando [...] Internazionale [...] la gente sarebbe scesa cantando [...]. Dapprima persone sole fra [...] poi a gruppi, poi [...]. Le folle, le aveva [...] dietro gagliardetti di canzonacce spavalde e minacciose [...] sottomissione. Poi [...] imperiale, solenne e impopolare, [...] come un fondale di teatro. E dietro il brillante [...]. Uno si ritirava nel [...] vi diveniva giocattolo di altri fantasmi. Scriveva in sedi manifeste e [...] sul carattere della nazione « alleata [...] a cominciare dal tradimento del [...] protagonista della [...] storia, un cavaliere romano [...] caro ad Augusto. Studiava [...] « La radice è [...] ricchezza è un prodotto. Chi lascia fuori la [...] sotto terra il ramo non farà che [...] e [...] alle ruberie; contribuirà ai [...]. Non pensare ad [...] monete, [...] porcellana: farsi ricchi, è [...] a Parma nel [...] Manlio Dazzi ha scolto fino [...] oggi una intensa e ricca [...] di docente. Direttore di alcune tra [...] Importanti biblioteche italiane, membro di antiche e gloriose [...]. [...] ha retto vari incarichi universitari [...] venuto pubblicando tutta una casta [...] saggistica e letteraria. Autore di sicuri studi [...] su Goldoni, [...] Settecento italiano, su Leopardi, [...] Molière, Ratine, ecc. Dazzi è anche [...] re e poeta di singolare [...]. Vive ormai da molti [...] Venezia. Vedere improbi ed essere incapace [...] è colpa. [...] ed eccessività fanno perdere la [...]. Se dal principe escono [...] ritorneranno come torture [...]. E dedicava la [...] ironia [...] degli uomini che sopportano governi [...] corruzione, [...] e stortura. Ma dove erano i [...] meno « [...] » leggeva, o se [...] intelligenza della tirannia ha la fronte bassa. Solitudine, sospetto, indifferenza. Commentava [...] in scuola: « Contro [...] un usurpatore e tiranno, che offende nel [...] che v'è di più sacrò, e perciò [...] tra la viltà paurosa e benpensante dei [...] alla timidezza disciplinata e colpevole della sorella, Antigone [...] una torcia. Ma i fermenti si [...] amorfa. Quella sera si sarebbe discusso [...] casa [...] dello Statuto [...] operaia in una fabbrica. Uno diceva: [...] Voi fate un dono di [...] che è un loro [...] di pelo, uri pittore poeta [...] di quadri, tutto quello che si può essere quando [...] -attività sazia da sola, un uomo instabile e fervido [...] una ape. [...] due donne: una studentessa, [...] crespi, una donna di mezza età, bionda [...] sotto la pelle della faccia quelle larghe [...] derivano da chi sa quale squilibrio organico [...] pietà come un segno di predestinazione. [...] era il figlio di [...] strumenti di precisione. Era cortese come uno [...]. Pelle bianca e rossa lentigginosa, [...] rossi lavati [...] cravatta chiara a palline fra [...] risvolti [...] abito crema, elegante. Un fantolino lavato e [...] tutto tre volle al giorno, [...] fasciato in fasce stuccate [...] fresco. [...] del cognac scaldato nelle [...] dentro le palme ondeggiava. Le parole erano fatue. /// [...] /// Quelle della studentessa avevano [...] viola. Quelle del giovane signore [...] la saliva prima di uscire di bocca. Le parole del pittore [...] industriale, ne svelavano le raffinatezze costose. E quello ne arrossiva [...] sorriso di vanità Quando le parole del [...] a far la ruota del tacchino intorno [...] rossa a un tratto tacque e restò [...]. Pareva una torcia accesa abbandonata [...] accosto a «ina parete. Tutti a un certo [...]. I bicchieri erano fermi Le [...] bevevano dentro come insetti luminosi calati su [...]. Pareva tutto incorniciato da [...] come i suoi occhiali Lo statuto per [...] medica, domestica degli operai era dovuto al [...] Natale del papa. La gestione del fondo [...]. Presidente [...] era il figlio del padrone. La lotta col padre [...] lo aveva esaltato. La cerimonia della fondazione lo [...] commosso Il discorso inaugurale era candido come una cotta [...] nel cesto delle monache. Le donne si annoiavano, [...] di convenienza Il pittore offerse le sigarette, [...]. Rigirava le piastrelle giapponesi appese [...] muro, per [...] ; una scritta illeggibile Parlava [...] ; piano che poteva, con quella [...] I voce che pareva uno [...] irrequieto, alla bionda vicina [...] so sofà. /// [...] /// La rossa lo seguiva [...] dovunque, certo per distrarsi Intervenne pronta e [...] pittore rovesciò un portacenere, come se toccasse [...] contratto e diritto rimediare ai suoi malanni. Nello statuto erano regolate [...] dei funerali. Prevenne [...] di tutti: [...] Che ho scritto io, [...] loro rappresentante. E [...] dorata lo ronzava in [...] sapeva già di memoria e di cerimoniale. Tutto [...] nella bambagia, tutto era [...] a [...] come le palme che [...] al papa la domenica degli olivi. Ma 1 Uno misurava [...] papale: difesa della essenza e dignità della [...] del fondamento morale della società, del dovere [...] tutte le singole energie a svilupparsi in [...] comune; condanna [...] e delle sue finzioni [...] ad abbattere le barriere intellettive e giuridiche [...] a superare gli isolamenti nazionali e di [...]. Il pittore [...] tolti gli occhiali e [...] suo disteso sbadiglio. I suoi occhi di [...] lenti, ora dilagavano nella miopia come uova [...] capelli e la barba [...]. La bionda [...] accostata alla rossa e procedeva [...] a [...]. [...] nello sguardo della donna, [...] che aveva neri e densi, una invocazione [...] godeva la ragazza, più alta, più asciutta, [...]. Il papa tende la [...]. Uno citò: [...] inculca che se bisogna [...] risoluti contro [...] bisogna pure essere pieni di [...] verso gli erranti e con [...] aperto per [...] aspirazioni, speranze, motivi [...]. Ci sarà anzitutto da [...] e il lordume delle loro digestioni. Ci divide da voi [...] fede, la disciplina del credente. Ma il cristianesimo è [...]. Duri come ciottoli, siamo [...] quel fiume, arrotondati come ciottoli da scagliare. Ci spaura [...] dei monsignori. [...] a una crociata sociale pare [...] a tutti gli uomini di buona volontà. [...] la svolta della società nelle [...]. La Chiesa [...] compreso. E sarebbe il momento [...] gran papa. Noi siamo già da [...] congiurati e dei crociati. Noi, i condannati, gli [...] finalmente compresi. C'è posto nella [...] crociata per i fuori del [...]. Questo sarebbe da domandare [...]. Il giovane signore disse [...] fine della udienza chiederò questo a S. Uno non ebbe tempo [...] la domanda era retorica. Squillò [...] campanello del telefono. Uno entrò contrariato nello [...]. Il telefono era il [...] violenta di un estraneo [...] solitaria nel suo studiolo [...] dei suoi pensieri. Dopo tutto quel tumulto di [...] formato un silenzio [...]. Nel silenzio fu un [...] un No, di incredulità e di gioia [...]. /// [...] /// Il suo grido si [...]. Fece un segno di [...] mano. Ripeteva frase per frase, [...] notizia, come glieli comunicava il capo [...] stampa. Guardava i compagni lì [...] studiolo, avidi, protesi. Forme di materia evocata, [...]. [...] svaniti, cere sfuse Non [...] nei volti, ma solo due occhi senza [...] artificiale nelle donne, dimenticata là II pittore [...] aperte come se fra un apparato di [...] da scena, un incanto lo avesse fermato [...] II giovane signore era diventato solo una fontana [...] Uno aveva un impeto d'amore per loro Ripeteva [...] le frasi della persona invisibile, con voce [...] come un annunciatore. [...] gridò: [...] Viva [...] qua. Scoppiarono subito supposizioni, previsioni. I movimenti erano elettrici. Tutti si avviavano a [...] raccoglievano le loro borsette. Anche la fontana di [...] si fosse fermata, ma la pallidezza [...] su quella faccia colpi [...] casa, che prese per il braccio il [...] portava automaticamente, e lo mise innanzi alla [...]. Il pittore accorse. Furono quasi riempite tre [...] di Giancarlo Colli Manlio [...] vuotate [...] fiato. Le donne dimenticate. La bionda si rivolse [...] il suo sguardo di cagna punita. La bottiglia era vuota. Si incalzarono per le scale, [...] una muta di cuccioli. [...] dove scendeva il pittore quando [...] in città, tutti i clienti erano [...] intorno al banco con le [...] nella luce sciapa dei diffusori [...] e il direttore con una premura in redingote, manovrava [...] due telefoni. Allora Uno scodellò le [...]. La piccola folla di [...]. Alcuni rimanevano lì in [...] a voce bassa rientrando in sala: [...] Che succederà ora? la [...]. Le poltrone accolsero posteriori [...]. Entrò nella cabina telefonica, [...] ebreo dei crepuscoli in [...]. Le linee erano occupate. /// [...] /// Ci sono comunicazioni trasparenti. Uno vide la polizia. Le linee continuavano ad [...]. /// [...] /// Un signore grande e grosso [...] una pera [...] vestito [...] abito blu nuovo fiammante, gli [...] fece innanzi col petto tronfio. I riflessi metallici delle sue [...] mandavano sù una sbarra verticale fra loro. Intorno si ricomponeva la [...]. Allora Uno vide le [...] suoi compagni: quella del pittore con un [...] uno giù, segno di enorme imbarazzo, quella [...] lo mirava pietosa a bocca aperta, quella [...] guardava [...] come una gatta pronta [...]. Ma lei chi [...] un nome che scomparve [...]. Aggiunse con tono di intimidazione: [...] Membro del Direttorio [...]. Il cognac suggeriva a Uno: [...] Di quale? [...] Ma il silenzio generale gli [...] in gola. La Stefani per esempio. E il signore uscì [...] con il suo abito nuovo, [...] riflessi delie sue scarpe, la [...] carica, come il gallo dal [...]. Un comandante di marina disse: [...] Non può essere. Si sarebbe ucciso. Uno fece per rientrare [...]. Il direttore lo avvicinò [...] redingote: [...] Prego, signore, il signore [...] mi ha proibito, signore, di lasciarvi usare [...]. Ma se proprio volete, [...]. Ma le linee erano [...] lui aveva [...] direttore abbassò il capo, [...] a nudo un bellissimo collo da [...] signore. Al giornale era una [...] stracciati su tutti i pavimenti. Camminare sopra guance [...] occhi, orecchi mozzi, faceva impressione. Là [...] delle vendemmie antiche. Il pittore copiò a [...] i messaggi. Questa gente non ha [...]. Porco qua e porco [...] peste peggio di prima. Il disprezzo aveva già [...] e allontanano il cadavere che puzza. Ma sono intrigati a [...] han fatto insieme. [...] riconoscere che [...] di tutti era diversa. Ma il [...] non [...]. Incontravano gente nella via [...] chiusa nella propria ombra, ma la fiducia [...]. La proposizione sembrò a Uno [...] il sentimento che era [...] come un soffio di [...]. E anche un po' [...]. Il giovane signore dalle [...] un pezzo. /// [...] /// Anche gli ectoplasmi delle [...] nel sonno [...] letto [...]. La mezzanotte scoppiò sulla [...] suono grandioso. Celebrava la nascita [...]. La piazza aveva una [...] come se fosse stata disegnata allora per [...] libero comune. Uno sorrise alla [...] illusione di un tempo, e [...] evocare i fantasmi accennò al principio [...] Internazionale ». [...] trovò [...] ebreo. Si abbracciarono senza parole. E abbracciò la [...] compagna, la piccola cantante [...] con grandi occhi stupiti. E fecero insieme un [...]. Il principio di girotondo [...] inaugurato nelle rare ami-cizie di Uno [...] di quel sensitivo cofanetto [...]. Era sta-: [...] la notte [...] festa tradizionale [...]. Proibita la festa dal tacco [...] erano scesì in barca con il pittore e il [...] si--gnore, per [...] e al largo Matilde aveva [...] per loro quella enigmatica risposta degli esseri supremi alla [...] domanda della terra: [...] Monde, tu nous [...] Tra la la [...] On [...] Tra la la. Universi fra i quali [...]. Uno aveva accompagnato [...] sottovoce con un ricordo [...] sfasato di RaveL ; Le [...] erano grandi e [...] ti nella notte [...] sul capo dei [...] cinque sperduti che volevano darsi [...] di festa. Nemmeno ora dice-,, vano [...] del [...]. [...] lo i loro occhi [...] lume e un riso. Il pittore mostrava intanto [...] comandante di marina. Dopo [...] letti, pensoso [...] il re che parla, c'è [...]. L'albergo era comodo, rosa, confortevole. Il discorso della chiarezza [...]. Arriverà alle sue conseguenze. Uno e il pittore [...] come chi aspetta. Tutto quello che era [...] effimero, se si poteva veramente inaugurare il [...]. [...] i giornali erano pieni [...] tirannello aveva avuto delle amanti. La parola libertà era [...] piccoli. Dopo cinque giorni di [...] Uno lesse un comunicato: [...] ministero della giustizia dichiara [...] dei condannati politici è subordinata al provvedimento [...] ». La grazia non cancellava [...]. Allora Uno pensò che [...] tempo di meritare la carcere. /// [...] /// Allora Uno pensò che [...] tempo di meritare la carcere. (0) (0) ![]()
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