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[...] Viktor [...] e presiden-te di turno, accoglie [...] dopo [...] come vuole il protocollo, gli [...] dieci leader socialisti e [...] che sono al go-verno [...]. Sono diven-tati tanti dopo [...] del tede-sco Gerhard [...] e [...] Massimo [...]. No, non si prepara [...] nel grande albergo sul lago di [...] al pranzo che pre-cede [...] e proprio [...] quello per intender-ci con [...] i capi di governo ed il presidente [...] Jacques [...] avviene la svolta più [...]. [...] dopo la fati-cata per risanare [...] bilanci e realiz-zare lo storico progetto di una moneta [...] che stia al pari di dollaro ed yen, [...] a cercare le vie per [...] la cre-scita, rilanciare gli investimenti e ridurre la forte [...] che affligge tutti. Sul vertice [...] indubbiamente, pesa [...] venuto dalla riunio-ne [...] rosso» dove è ri-tornata [...] la discus-sione sulla rigidità del famoso «Patto [...] strumento che detta le regole per il [...] pubblici e stabilisce le sanzioni per chi [...] dei parametri (il rapporto tra de-ficit pubblico [...] lordo, per esempio, non deve an-dare sopra [...]. [...] esce prepotente [...] di una nuova «inter-pretazione» del Patto. Oltre la «stabilità» [...] la «cre-scita». [...] detto, qualche giorno fa [...] Bruxelles, [...] premier francese Lionel [...] parlando di rimodulazione dei [...] a [...] giovedì, due ministri delle Finan-ze, [...] Oskar [...] ed il francese Dominique [...] lo ripete [...] Massimo [...] che aveva incontrato [...] a Parigi ancor prima [...] governo. Tutti [...] di cambiare i toni [...] il rigore ma va dosato, adesso che [...] misure che incentivino gli inve-stimenti e, dunque, [...] lavoro. /// [...] /// Co-me dice [...] un «parame-tro» che serva per [...] politiche co-munitarie [...] della mo-neta unica e del [...] unico. Il summit, convocato per [...] finisce nella prima giornata [...] svolta. Ma la pru-denza non [...] tutto. Si sa che, sebbene [...] defezioni, i fautori delle politiche monetariste sono [...]. [...] è del fronte banchieri. Il presidente della Banca [...] manda una cartoli-na di [...] in guardia sul rilassamento della ge-stione delle [...]. Proclama: «La stretta osservanza con [...] obiettivi del Patto è una condizione incontrovertibile per dare [...] politica economica una sufficiente flessibilità». I leader socialisti rin-graziano e [...] con una cortese sollecitazione: «Per favore, abbassate i tas-si [...]. Il tedesco [...] che sarà anche il [...] Dife-sa della Ger-mania, annun-cia: «Ogni ese-cutivo chiederà [...] in questa direzione». Si profila un dialogo, [...] il mondo della politica e quello delle [...]. E riaffiora, con prepotenza, [...] con-fronto tra [...] ed indi-pendente Banca centrale [...] Consiglio dei ministri [...]. Ritorna il dibattito [...] della Banca di Francoforte, vale [...] dire sulle for-me del proprio [...] conto alle altre istituzioni [...]. Come reagiranno i banchieri? Di [...] potranno fare del tutto finta di nulla, [...] in una realtà politica che è profondamente [...] mesi, passo dopo passo. Sin da una riunione [...] pri-ma [...] quando un docu-mento del commissario De [...] che sottolineava con durezza gli [...] monetaristi venne ad-dolcito dagli stessi ministri. Fu un segnale inequivocabile [...] politica economica [...] sarebbe cambiato, ancor prima [...] Kohl e del suo alleato, [...]. Esce il portoghese Antonio [...] e conferma tutto: «Sì, [...] che esistono le condizioni per una significative [...] al livello internazionale». A [...] volta, [...] conferma questa necessità. Non lo dice ma [...] si parla perché anche Fa-zio possa convincersi [...] passo. Fa discutere, per la [...] proviene, la proposta di aumentare gli inve-stimenti [...] para-metro del [...] del deficit. [...] ri-lanciata nientemeno che Mario Monti, [...] un guardiano attento del rigore pronto a [...] deragliamen-to, a giudicare con severità ogni tendenza [...]. Monti trova uno spiraglio [...] Trattato [...] Maastricht per coniugare il ri-gore con lo [...] dei conti in pareggio [...] a condizione che il deficit serva a [...] ma non la spesa corren-te. È una vecchia idea [...] pre-sidente [...] che [...] cita espressamente. [...] di Romano Prodi, quella di [...] mano alle riserve in valu-ta per [...] agli investimen-ti, è bella ma [...] praticabile. [...] del Regno Unito, della Svezia [...] della Danimarca che non stanno nella moneta unica. Più agevole sarebbe [...] di un prestito europeo come [...]. Basta mettersi [...] le idee non mancano [...] rosso che plaude, nel frattempo, [...] che il [...] pos-sa presto riunirsi per discutere [...] minacce provenienti dalla crisi finanziaria mondiale. [...] «In Germania comando io» [...]. /// [...] /// E [...] elettori». /// [...] /// Ma finora sono rimaste [...]. La ricetta è semplice: [...] del lavo-ro e rilanciare gli investimenti per [...] ca-pitali pubblici e privati. /// [...] /// È un progetto di [...]. [...] viene dipin-to come un [...] in versione moderna e [...] Libro bianco di-venta una sorta di Vangelo per [...]. /// [...] /// [...] lo sottoscrivono subito. Anche il premier di [...] Carlo Azeglio Ciampi, lo elogia, pur [...]. E ha ragione, il [...] Ciampi: [...] condizioni politi-che per [...] non ci sono. Il contesto storico è [...] Europa prevalgono i governi di centro-destra, incalzati dalla [...]. A dettare legge sono [...] restritti-ve e monetariste. E quel piano vie-ne [...] «tec-nocratico» e di «sinistra». Il primo siluro arriva [...] Londra. Il governo conservatore di Major [...] sonoramente. Kohl, invece, che deve [...] con [...] e con [...] è più cauto. /// [...] /// E così, a poco [...] Libro bianco finisce nel cassetto. Diventa una specie [...] sogni». Tutti [...] citano, ma i fatti, le [...] econo-miche prendono [...] strada, [...] dei pa-rametri di Maastricht. Bonn, Pari-gi, Roma, Madrid devono [...] di bilancio rigorose per contenere [...] alza-re la barriera dei tassi contro [...]. Tutti pensano al risana-mento [...] rilancio [...]. Ogni tanto, ai vertici [...] qualcuno ci prova a mettere timidamente sul [...] problema della di-soccupazione. [...] appelli, ma nessuna poli-tica concreta. [...] ad avanza-re la carta [...] su scala comunitaria delle politiche del lavoro [...] Romano Prodi. Lo fa [...] italiana, al vertice di Firenze. Ma stavolta a [...] ci pensa Kohl in persona. Il cancelliere ha fin troppe [...] da pelare per convin-cere i tedeschi ad accettare il [...] le politiche per [...] si possono fare solo [...] na-zionale. Dunque, ognuno pensi per [...] europee per [...] non se ne parla. Qualche tempo dopo, ad Amster-dam [...] Lussemburgo, la musica [...]. La chiamano la politica delle [...]. /// [...] /// In sostanza si conferma [...] una poli-tica europea del lavoro, ma [...] si stabiliscono degli impegni [...] nazionale. Si dispone che ogni paese [...] prepari un piano per [...] sul quale si espri-merà annualmente [...] commissio-ne europea. È un monitoraggio, dunque [...] da una politica concreta per [...] ma è pur sempre qual-cosa. [...] si è riunita e, tra [...] ha dato dei giudizi piuttosto duri sulle po-litiche avviate [...] governo Prodi per [...]. Ma ormai a Bruxelles [...] giudizio è cambiato. [...] si è spostata a sinistra [...] una politica sovranazio-nale per [...] è più un tabù. Perfino un conser-vatore illuminato [...] Mario Monti parla senza peli sulla lingua [...] investimenti pubblici per rilan-ciare [...]. Lo stesso Prodi, appena [...] essere più so-lo sul fronte della lotta [...] fa coraggio e, poco prima di venire [...] proposta di utilizzare le ecce-denze delle banche [...] creare posti di lavoro. Si tratta di una [...] tipo [...] miliardi di lire, cioè [...] quanto servi-va per finanziare il piano [...]. La proposta trova subito buona [...] anche se [...] il rappresentante [...] davvero tanti e altri temono [...] ef-fetti inflattivi che una simile mas-sa di liquidità immessa [...] merca-to può creare. I dubbi, però, non [...] che il vento è cambiato. [...] di governo europei è socialista. E ora, vertice dopo [...]. Una giornata «normale», con [...] programma di incontri e visite, [...] agenda zeppa di impegni. Il sindaco trova anche [...] incontrare una rappresentanza dei dipendenti comunali, brinda-re [...] qualche rega-lo (fra cui un cornetto [...] parlare, persino, brevemente, coi [...]. È la prima volta [...] é anche ministro. È la pri-ma volta [...] di Napo-li, «capitale del problema lavoro», assume [...] lo porterà ad essere responsabile delle politi-che [...] aggiungendo che é «una [...] si può vince-re; e chiedo alla città [...] mano per essere vittoriosi in [...]. Dopo le polemiche sul [...] non poteva non affrontare [...]. Problema che esiste, ha [...] ministro, ma non dal punto di vista [...] «Già [...] mi era stato proposto [...] Prodi [...] incari-co dello stesso tipo -ammette il sindaco [...] Napoli [...] allora non [...] e quindi dissi no [...]. Oggi quelle condizioni sono [...] il lavo-ro svolto, abbiamo posto le basi [...] lavoro futuro. Questa doppia sfida darà [...] assessori di farsi co-noscere, di intavolare un [...] città, di solidificare legami». Nella giunta «ci sono [...] va-lide, che sapranno farsi valere ed apprezzare» Nessun [...] resta il sindaco di Napoli. Chi sperava in un [...] o in dimissio-ni fra qualche mese, resta [...]. [...] non ha al-cuna intenzio-ne [...] cari-ca di primo cittadino di Napoli, almeno [...] avrò la forza fisica e mentale di [...] incari-co». Anni fa [...] dal cortile del Maschio Angioino, [...] di sindaci, lanciò un invito al decentramento, [...] Roma qualche ministero, a dare un «segnale [...] modo, di vero federalismo. Oggi questa «vec-chia» idea [...] lui sostiene, infatti, che «si spe-rimenterà dal [...] rapporto tra ministeri e città, tra centro [...]. È un ban-co di [...] che dovrà es-sere la seconda Repubblica e [...] sindaci, che fanno il loro ingresso [...] politica naziona-le». Per il nostro paese [...] in altri è una realtà conso-lidata da [...] doppio inca-rico non fa che ripercorrere strade [...] altri paesi europei. Si era parlato, per [...] Napoli, anche di una possibi-le delega per [...] ancora nelle mani del Tesoro e quindi [...] Ciampi. Una cosa é certa, [...] Ciampi lavoreremo a stretto contatto. Nel governo si lavorerà [...] spirito di squadra ed entrambi ci occupe-remo [...]. [...] ricorda, a conferma delle sue [...] il rapporto per-sonale che lo lega al ministro del [...] (che é anche cittadi-no onorario di Napoli e che [...] primo ministro scelse Napoli come sede del [...] del 1994, [...] e fa capire che per [...] questi motivi, che la delega va-da [...] o [...] non ci sa-ranno problemi nel [...] as-sieme. Poi annuncia che pro-prio per [...] problematiche sul mezzogiorno avrà un grosso ruolo [...] sottosegretario Isaia Sales [...] «È una personalità che ha [...] molto. Troveremo modi e forme [...] suo prezioso contributo, ma é troppo presto [...] quale ruolo e in quali forme». I croni-sti lo hanno [...] consumato politico il sindaco di Napoli ha [...] domanda su questo punto, su eventuali polemiche [...]. La vera questione politica, sottolinea [...] «é quella di dare una [...] un segnale forte di cambiamento. Occorre fare per [...] e lo svi-luppo quello [...] é stato fatto negli anni scorsi per [...] Europa». Ma [...] è convinto che questo [...] che deve essere accom-pagnato anche dal sostegno [...] cominciare da quella di Napoli che ha [...] capace di accettare e vin-cere grandi sfide. E quindi, se-condo il [...] di accettare e vincere anche questa doppia [...] trova di fronte. /// [...] /// E quindi, se-condo il [...] di accettare e vincere anche questa doppia [...] trova di fronte. (0) (0) ![]()
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