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Suoi sono ad esempio [...] il parco urbano su [...] industriale a [...] il parco pae-saggistico di [...] include una intera ac-ciaieria della [...] a [...] la rivitalizza-zione [...] un tempo occupata dalla [...] dichiarata Unesco [...]. [...] del grande Parco Urbano a [...] (Berlino), in [...]. Architetto [...] «Quando si comincia a sviluppare [...] progetto [...] da capo. È possibile invece usufruire [...] degli elementi già esistenti. La sfida per noi [...] quali parti si voglio-no recuperare e valorizzare [...] nuova proposta urbanistica. In questo processo [...] da tenere conto che [...] negativi delle strutture preesistenti possono diventare ri-sorse. Nel caso di Sesto SanGiovanni [...] non sarà unica. La nostra proposta non potrà [...] che rimanga nel tempo e [...] lo spazio. Pensiamo piuttosto a un [...] sostenibile e flessibile, che può essere indirizzato [...] e che accompagni la città nella [...]. Un approccio alla «ricostruzione» [...] «La nostra filosofia non è quella di togliere [...] un altro, come negli [...]. Proponiamo interventi non chirurgici, [...] linea con la medicina moderna, cioè interventi [...]. [...] ovunque, ma le soluzioni [...] perchè dipendono dalle caratteristiche del luogo. Davanti a un progetto [...] ci sono generalmente una serie di problemi [...] devono trovare soluzioni che si presentano diverse [...]. In questo senso è importante [...] è avvenuto a Sesto San [...] si [...] di promuovere [...] di chi abità lì, [...]. Quanto può valere nel «caso» [...] la [...] maturata [...] in Ger-mania? [...] quelli sperimentati altrove in Europa. Le grandi aree ex [...] Francia, Olanda, Germania, Lussemburgo e Italia in fondo [...]. [...] gli stessi, a prescindere dal [...]. Anzi queste aree dismesse [...] fare parte di un determinato territorio tanto [...]. Lei ha visitato molte [...] in partico-lare ha conosciuto Milano e il [...]. /// [...] /// E mi ha colpito [...] abbandono dei parchi e elle aree verdi. In Italia, ad esempio, [...] sono sempre il simbolo del paradiso, [...]. [...] i ragazzi sono in [...] grandi zone di verde sono completamente abbandonate [...] di sè, nei propri spazi che dovrebbero [...] le manifestazioni di pro-blemi come la droga, [...]. /// [...] /// Le periferie urbane rappre-sentano [...] del mondo il luogo materiale e simbolico [...] separazione, più oggi di un tempo [...] industriale erano la città [...] città [...] produttiva, del lavoro operaio [...] antagonista. Sesto San [...] è stata [...] a Milano e, meglio ancora, [...] stessa di satellite pro-duttivo al [...] del grande capita-le, funzionale e [...] perchè separata non lo fu [...]. Anzi Sesto San Giovanni [...] fortuna manifatturiera proprio al collegamento e alla [...] una ferrovia, la prima ferrovia, aperta tra Milano [...] Monza, inaugurata nel 1840. La ferrovia indicò lo sviluppo: [...]. Lungo [...] che collega Milano a Sesto, [...] industriali, Breda, [...] Marelli, Pirelli pensarono di [...] azien-de in espansione, [...] insediamenti urbani, ripagando (come [...] Pirelli) i loro trasferimenti con ricche speculazioni edilizie. Gli ope-rai con le [...] le [...]. [...] viaggio dentro [...] senza confini tra un territorio [...] e [...] senza una identità morfologica, perchè [...] panorama era [...] contiguità tra case e fabbriche, [...] industria. [...] fa:i [...] questo agglomerato indistinto li conobbe [...] anni Trenta [...] agli ultimi Settan-ta. Altra identità era quella [...]. [...] e [...] contro la cittadina industriale e [...]. Poi è venuta la [...] la fase della deindu-strializzazione e anche le [...] colori politici si sono attenuati, la contiguità [...]. La città industriale, qualsiasi [...] questi anni lascian-do [...] di un profonda trasfor-mazione [...] materiali del suo passato: sono fabbriche abbandona-te [...] deserte di lavoro e di uomini, immensi [...]. Il trenta per cento [...] Sesto San Giovanni (dieci milioni di metri [...] produttive oggi per la maggior parte dismes-se. Stanley Kubrick usò i [...] di Londra in ro-vina come [...] per mari-nes e vietcong del suo Full Metal [...] che avrebbe potuto am-bientare con [...] efficacia [...] di residui ferrosi delle acciaierie [...] un [...] inquinanti alla memoria del lavoro [...] e [...] indu-striale, un secolo intero, in [...] ca-so (la famiglia [...] iniziò il trasferi-mento delle sue [...] su queste aree [...] del Novecento). [...] con le colate di [...] caldaie lambite dalla fiamme, le scintille che [...] operai eroici e titani-ci, impregnati nelle tute [...] di fumo, piacquero ai futuristi quanto agli [...] socialista. [...] adesso mette in fondo [...] navata di ferro [...] celebra ormai più nulla e [...] un tempo, che sembra ormai appartene-re alla preistoria si [...] il [...]. [...] il camice bianco del tecnico [...] di un presente che can-cella [...] la memoria di quelle [...]. Non so quanto si [...] lamina di ferro [...] ve-niva afferrata al volo [...] quando sporgeva dal laminatoio. [...] la trascinava [...] compiere mezzo giro per [...] sul secondo laminatoio parallelo al [...]. Così immagino ed è [...] dai racconti di un vero ope-raio, di [...] la Redaelli. La prima a chiudere, una [...] di anni fa. [...] al-meno un decennio dopo, [...] gli armadietti erano se-miaperti come se aspettassero [...] sgabelli erano an-cora le scarpe pesanti, alte [...] alle panche erano ri-masti qualche tuta e [...] protezione: la polvere aveva unifor-mato i colori [...] ammuffito, [...] era stato repentino, la [...] aveva neppure vo-luto chiudere le porte per [...] prima di un day [...] indu-striale. In un altro stabilimento [...] si tenne an-che un [...] e dove per un [...] mo-stre, sulle superfici in basso degli im-ponenti [...] armato, erano rimaste le figure dei calciatori [...] appiccicavano. I tempi erano quelli [...]. La mostra in corso era [...] degli antichi faraoni. Quanto vale la memoria [...] e di quelle fabbriche. Hanno rappresen-tato la modernità [...]. Adesso rappresentano una sor-ta di [...] senza la benedizio-ne [...]. Come un reperto storico [...]. Senza la vita che li [...] animati ri-schiano [...] una sorta di estetismo di [...] di suggerire una retorica della mac-china e del macchini-smo [...] e senza le ragioni della [...]. Molte città e molti [...] trovati di fronte queste occasioni e, tra [...] inventato un nuovo vocabolario [...] urbanistica e in architettura, con ri-sultati finora [...] vaste le aree da recuperare, troppo complicate [...] mettere assieme privati e pubblico (o troppo [...] trop-po scarse le idee. A Sesto San Gio-vanni, su [...] di [...] realizzare un grande parco, che [...] il riuso di altre aree [...] intorno, un milione e mezzo [...] metri quadri. Come è accaduto altre [...] organizzato un concorso internazio-nale e sono stati [...] di [...] coordinato da Peter [...] che abbia-mo intervistato e [...] Mario Bellini, Roberto Gabetti e [...] Isola, Pierluigi Cervellati, Giu-lio Crespi, Graham [...] e Domini-que [...] (il francese della Biblio-teca [...] Parigi). Ma i dieci gruppi [...] di un aiuto importante, potranno in qualche [...] ri-sposte alla domanda [...]. La popolazio-ne è stata [...] le carte, ha visitato [...] e infine ha espresso [...] semplicemente ha espresso bisogni che sono stati [...]. Ed è davvero stata straordinaria [...] fanta-sia (che magari deve qualcosa a suggestioni [...] che ha reinterpretato e ridi-pinto [...] angolo di quelle [...] come se si dovesse costruire [...] Disneyland [...] lavoro che [...]. Una rivoluzione investe quei [...] questa è la visio-ne [...] gli operai di un [...] cura dei giardini interni). Ciminiere ridipinte di giallo, [...] cielo per scoprire [...] le stelle, gru metalliche [...] in mezzo a specchi [...] giar-dini [...]. [...] più bella è un [...] sensoriale per i non vedenti: [...] i [...] e ascoltare i canti degli [...] uno dopo [...] sulla terra, [...] sulla sabbia, sulla roccia. I vecchi capannoni recu-perati [...] diffe-renziati: il bosco preal-pino, la foresta pluviale, [...]. La fattoria urbana. Naturalmente bi-blioteche, mediateche, spazi [...] e per il cinema, sempre [...]. Tra tante proposte [...] lo [...] memoria: intatto resterà un [...] impatto evocativo, ma la vegetazione lo avvolgerà [...] a poco lo occulterà. Diventerà la fab-brica del [...] il mauso-leo progressivo [...] della storia. /// [...] /// Diventerà la fab-brica del [...] il mauso-leo progressivo [...] della storia. (0) (0) ![]()
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