Giovanni [...] Carlo [...] meno vistosa, ma più [...] dannunziana e anche più capace di collegarsi [...] della società italiana del suo tempo, è [...] Giovanni Pascoli. Giovanni Pascoli nacque a San Mauro [...] Romagna nel 1855. La [...] infanzia e la [...] adolescenza furono funestate da una [...] di lutti: [...] del padre (1867), la morte [...] sorella Margherita (1868) e poi, a breve distanza [...] quella della madre e dei [...] Luigi, Giacomo e Ruggero. Compiuti gli studi medi [...] Urbino, Rimini e Firenze, Pascoli frequentò [...] di Bologna, dove ebbe [...] Carducci e per compagni Severino Ferrari e il [...] Andrea Costa. Si iscrisse, così, all' Internazionale [...] arrestato per alcuni mesi nel 1878. Abbandonata [...] politica si laureò e [...] anni nei licei (a Matera, a Massa [...] Livorno). Potè così chiamare con [...] sorelle, Ida e Maria: e [...] rimase con lui tutta [...]. La [...] fama di latinista gli [...] e la docenza universitaria. Nel 1906 venne chiamato [...] Carducci nella cattedra di letteratura italiana presso [...] Bologna. Morì nel 1912. Le sue opere principali [...] Primi poemetti, Canti di Castelvecchio, Poemi [...] e Inni, Canzoni di [...] Enzio, Poemi italici e, postumi, Poemi del Risorgimento e Poesie [...]. Gli studi danteschi e [...] anche gli studi danteschi (Minerva oscura, Sotto [...] La mirabile visione) e le prose, fra le [...] quella dedicata [...] della [...] poetica, Il fanciullino. Tutta la poetica pascoliana [...] in [...] direzione: la scoperta [...]. Per lui il poeta [...] fanciullino che è dentro di noi: anzi [...] è quella infantile e nel ricordo [...] si esaurisce la poesia [...]. La poesia non [...] ma si scopre, perché [...] nelle cose stesse: in essa bisogna [...] vedere il particolare poetico [...] può fare solo chi la guarda con [...] se le vedesse per la prima volta. Ma un tal modo [...] proprio del fanciullo e quindi il poeta [...] ripetere le impressioni che provò da bambino. Storia della letteratura italiana del [...] poesia deve dare ad ogni cosa il suo nome, [...] fanno i bambini. La poesia deve essere [...] priva di sovrastrutture culturali, proprio com'è la [...] che ci si forma [...]. La poesia conduce ad [...] sentirsi tutti fratelli e contentarsi di poco, [...] fanciulli. La concezione tolstoiana o [...] una sorta di infanzia ideale [...]. Il mondo si trova alla [...] di una nuova bufera che rischia di [...] il ricordo [...] reale ed ideale [...] pare naturale rifugio di fronte [...] simili prospettive. [...] più patetico (e poetico) [...] sta in quella necessità di [...] dal paese e dalla casa in cui si è [...] e quindi nella [...] Pascoli in una foto nel [...] propria terra e del mondo della propria infanzia. Il carattere stesso del Pascoli, [...] particolare la [...] sensualità, ha [...] la scontrosità e la [...] temperamenti infantili. Lo sviluppo dei temi [...] avviene attraverso due momenti distinti (uno giovanile, [...] realistico) che approdano, attraverso [...] tragedia familiare alla poetica della memoria, del [...]. Tutto, dunque, spinge in [...] scoperta [...]. Con [...] si identifica la poesia, alla [...] approda il suo travaglio stilistico, [...] del mondo corrisponde la [...] concezione evangelica e umanitaria. In tal modo Pascoli [...] reale della psicologia e della condizione [...] moderno: il vagheggiamento di [...] si sottragga al caos e alle contraddizioni [...] di [...] di originaria innocenza in [...] gli echi delle violenze e delle brutture [...] in cui si spengano i contrasti e [...] cui si vanifichino i nostri problemi. Vagheggiamento che nasce da [...] di evasione al predominio delle cose sugli [...] della civiltà industriale, alla necessità delle guerre, [...]. Desiderio che [...] virile raffrena, [...] una pura e pericolosa illusione [...] impegnandosi, invece, nella lotta quotidiana: che, tuttavia, rimane [...] animo suo, come uno dei [...] della dialettica della [...] personalità, e di tanto in [...] lo affascina, e rende più drammatica la [...] lotta, più umano e contrastato [...] suo impegno. I simboli di questa [...] nella letteratura decadente, V infanzia e la [...] ora meno esplicitamente contrapposte [...] adulto e alla città. ///
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I simboli di questa [...] nella letteratura decadente, V infanzia e la [...] ora meno esplicitamente contrapposte [...] adulto e alla città.