[...] civica è concepita come [...] che va da alcuni principi morali e [...] con [...] religiosa, alle norme di [...] non è affatto intesa in profondo legame [...] della storia. Il momento culminante di [...] essere la comprensione da parte dei giovani [...] della Costituzione, cioè delle lotte che hanno [...] la Repubblica italiana e delle grandi prospettive [...] la Carta costituzionale esprime. [...] civica non può essere divisa [...] studio della storia per [...] nesso tra educazione e istruzione, [...] il quale restano da una lato astratte nozioni e [...] astratti principi. Occorre, come è stato [...] Scuola e Resistenza, che [...] anno di liceo sia [...] dello Stato unitario, dal [...] ai nostri giorni; occorre [...] italiana allo studio storico [...] e della Resistenza, come [...] al congresso [...] ma soprattutto sono necessari [...] un nuovo spirito vivo e moderno che [...] della cultura liceale sul [...]. Alla comprensione di questo [...] le sue manifestazioni occorre aprire le finestre [...] modo che il giovane prenda sempre più [...] realtà in cui vive e in cui [...] operare. La lettura dei grandi [...] contemporanei italiani e stranieri, [...] artistica che non si [...] figurative, fino al barocco o giù di [...] ai tempi di Picasso e si estenda [...] più modèrne espressioni, la conoscenza delle norme [...] realtà economica, lo studio delle grandi conquiste [...] tempi: ecco alcuni elementi indicativi di questo [...] interesse. Naturale premessa lo studio [...] in dialettico rapporto con il presente. La critica più forte [...] scuola è che essa è staccata dal [...] rimasta indietro rispetto allo sviluppo della società, [...] classi popolari, al progresso della scienza che [...] nuova èra. I programmi in vigore [...] sono un documento di questa arretratezza. Tuttavia nel paese sempre [...] profonda è la presa di coscienza [...] della scuola: là battaglia [...] scuola italiana contemporanea alla realtà attuale sta [...] in una fase decisiva. Francesco [...] e [...] del [...] RELAZIONE introduttiva dello sfortunato [...] sottoposto al giudizio del Consiglio superiore della [...] ministro Medici invocava a difesa [...] del latino un argomento [...] evidentemente rivolto agli oppositori comunisti. Badate, diceva, il latino [...] « confine storico tra [...] e [...]. [...] spirituale e culturale [...] coincide con [...] del latino ». Tanto è vero che [...] «forse il più illustre [...] », affermava nel 1903 che «i popoli [...] mossero fuori duella [...] della cultura, perchè invece [...] intendere i testi del latino cristiano, scritturale [...] tradussero direttamente nella lingua materna ». Lo stesso errore commisero [...] Arabi [...] per questo « dopo breve splendore, videro [...] cultura in precipitosa e definitiva rovina ». Non si comprende bene [...] degli Arabi a causa del « tradimento [...] sia invenzione dello [...] o del ministro Medici, [...] medesimi catastrofici effetti, che, a quanto pare [...] finora verificati, debba [...] a non lontana scadenza [...]. Ma la citazione mira [...] ben si comprende quando il ministro ammiccando [...] il filologo russo « come pochi sentì [...] e vaticinò la [...] proletaria della Russia [...]. Dovremmo dunque sentirci in [...] al colpo ardito del ministro che ci [...] niente meno che [...] di un filologo russo [...] giunta. Certo se il senatore Medici [...] le vacue preziosità e avesse maggior rispetto [...] reale vicenda politica e culturale dei comunisti [...] invocare a sostegno delle ragioni ideali dello [...] ben più dirette e recenti testimonianze, quelle [...] Antonio Gramsci, ad esempio, o di Concetto Marchesi. ///
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Certo se il senatore Medici [...] le vacue preziosità e avesse maggior rispetto [...] reale vicenda politica e culturale dei comunisti [...] invocare a sostegno delle ragioni ideali dello [...] ben più dirette e recenti testimonianze, quelle [...] Antonio Gramsci, ad esempio, o di Concetto Marchesi.