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Sì, perché il «caso di Bella», al di là degli aspetti epistemologici, a un filosofo [...] scienza come lui, suggerisce proprio [...] di opposte sponde. Quelli che vor-rebbero rovesciare [...] procedure scientifiche consolida-te, e quelli che sono [...]. Entrambi [...] per [...] nel [...]. Con con-fuse ideologie puritane [...]. Oppure [...] fumo, e magari sesso. Dunque, nel mirino di [...] da un lato [...] scientista e [...]. [...] il rifiuto della scienza. Lo stesso rifiuto -protesta [...] induce un Ceronetti, nemico della fecondazione assistita, [...] parli per sé! [...] ma proprio il «tormentone» Di Bella [...] ? E la speranza di [...] in proprio la salute contro entrambi non poi è [...] di un males-sere non solo italiano? Di una «vo-lontà [...] salute» che sollecita la scienza a mettere nel conto [...] attese fuorvianti, per [...] magari qualcosa? Già, ma chi [...] e come gestire tutto questo? Qual è [...] regressivo, e quello «progressivo» [...]. /// [...] /// [...] gratuita scienza e [...] della demagogia. [...] «Ho una posizione più sfumata. Intanto la medicina non [...] scienza, ma qualcosa di più. È tecnologia, cioè ap-plicazione [...] alla produ-zione di massa. Poi è tecnica terapeutica, [...] in tempi brevi. In-fine è [...] vale a dire un [...] pubbli-che o private, fornite ad utenti. Il caso Di Bella, con [...] la [...] emotività di massa, nasce innanzitutto [...] piano. Non è una sconfitta della [...] ma [...]. Certo, molte scelte [...] errate. E questo pesa enorme-mente [...]. Ec-co perché, con Di Bel-la, [...] stata una scon-fitta delle istituzioni, e non del sistema [...] ricerca scientifica. In altri paesi comun-que [...] conflitti e delle alter-native di ricerca è [...]. E può accade-re che un [...]. [...] il suo lavoro prima o [...] viene validato. In Italia prima ancora [...] in gioco altri fattori: politici, sociali e [...]. Vuol dire inefficienze, sprechi, [...] «Voglio dire che [...] un senso di sfiducia generale [...] pubblico verso la Sa-nità, una diffidenza stratificata verso il [...] medico. Il che genera [...] incontrollabile. Andava gestito con [...] esplodere? « La realtà [...] che la pratica scientifica accetta anche alcune [...] per arrivare a validare qualcosa. Si ragiona di più su [...] che può [...] fuori sul lungo pe-riodo, sebbene [...] comporti costi, lentezze, errori. Lì il pericolo della pressione [...] sulla [...]. Perché le ricadute ester-ne [...] la fiducia è più alta. Il che non toglie [...] Usa ci siano lotte di interessi, polemiche, [...]. [...] fine, da tutto questo scaturisce [...] un qualche risultato. /// [...] /// Da noi inve-ce [...] una generale crisi di fiducia [...] il sistema [...]. Lei vuol dire che [...] Usa [...] con-flitto nella scienza è produttivo, mentre in Italia, [...] è di-struttivo? «Negli Usa [...] i conflitti locali den-tro [...]. Nella chimica, nella fisica, [...]. Dai tempi di Reagan [...] base è stata pe-nalizzata. Provocan-do, tra contraccolpi e polemiche, [...] dei privati. In altri settori, trascurati [...] il contrario. E ricerca-tori solitari sono [...] di finanziamen-ti. Quanto contano, in tutto [...] e i movimenti di opinione? «Molto, se [...] di mercato o alle lotte [...]. [...] di un maggiore pluralismo, sicché [...] chi si trova su posi-zioni eretiche [...] a trovare spa-zio. Da noi invece [...] lo scontro tra comu-nità [...] e istanze salvi-fiche. In Italia, su di [...] muro contro muro, poi [...]. [...] non ha contribuito a offrire [...]. La scienza ufficiale, in altri [...] do-vrebbe accettare [...] magari [...] «Bisognerebbe ac-cettare il [...]. Senza far gravare trop-po il [...] sulla collettività. È una questione di soglie. Un certo tasso di [...] incoraggiare. /// [...] /// Tra un [...] dopo le chiusure ministeriali, avremo [...] di Bella. Una specie di caso [...] a furor di [...]. Quel che bisogna cambiare, ad [...] modo, è il rapporto tra la [...]. Ormai [...] il boom delle medici-ne alternative. Una «volontà di salute» [...] re-ligiosi. [...] «Condivido quanto ha scritto il [...] in [...] si na-sconde la [...]. E cioé: ad un si-stema [...] e [...] della medicina non potrà che [...] una visione salvifica e [...]. Sono due facce [...]. [...] e [...] si sosten-gono in un gioco [...]. La rigi-dità del medico [...] o privato, suscita [...]. E questa fuga spesso [...] dogmatica e fanatica rispet-to alla cultura di [...] ad accogliere esperienze altre. Scegliere tra i due corni [...]. Non teme oggi [...] su vasta scala tra [...] «A me pare che quella [...] fosse una lezione molto più [...] della New Age. Lui era per una soluzione [...] piani molte-plici. Non voleva prendere il [...] gli altri. Certe uscite di [...] su Di Bella non [...]. Ma [...] va pur difeso [...] di un lin-ciaggio! /// [...] /// Resta il fatto che [...] si parla tanto di salute. Di salute minacciata dalla [...] anonime potenze [...]. Perché? «Se ne parla tanto [...] perduta, perché non [...]. [...] libertà, quando non [...]. Non vi-viamo bene nelle [...] burocrazia. Ci sentiamo schiaccia-ti, e [...] ospedale non è una bella esperienza. Ricordiamoci pe-rò di una cosa. Fino a tre secoli [...] ancora per le strade in Eu-ropa. Dopo, con [...] e gli anti-biotici, [...] media è cresciuta [...]. [...] contro la moderna repres-sione medicale [...] negli [...]. Per la li-berazione dai [...]. Ma ciò non significa [...] arcaico, in cui si stava male. Né idealizzare santoni [...] atteggiano a santoni. Anche per-ché, in certi terapeuti [...] un puritanesimo e un morali-smo [...] più fastidioso di quello in voga tra i medici [...] che ci [...] dal fare [...]. È una bella gara [...]. È stato uno degli [...] della scuola di [...]. In passato ha insegnato [...] è ordinario di Filosofia del-la scienza [...] Statale di Milano. È autore di numerosi [...]. Ultimamente ha scrit-to per Laterza, [...] Donald [...] «La filoso-fia della scienza». Dirige per [...] Raffaello Cortina [...] ri-vista di idee scientifiche. Sta per aprire un [...] Internet [...] quale si potranno registrare messaggi da inviare [...] (virtuale) costa cinque milioni [...] NICOLA FANO Ogni lunedì due pagine dedicate ai libri [...] A EDIMBURGO, [...] lem-bo del parco del Castello [...] un bel cimitero per cani: tutti i [...] scozze-si, [...] fino a oggi, vi [...] stele canina. [...] degli spazi spetta [...] equi: è prevista solo una [...] maggiorazione per le tombe dislo-cate accanto agli antichi cipressi [...] anche in Scozia i morti riposano [...] cipressi oltre che den-tro [...]. I [...] per animali, da qualche tempo, [...] una realtà non solo [...] anche in Italia. Nella maggior parte dei [...] di [...] privati che rendono buoni [...]. La morte è sempre [...] ottimo affare: la generale ca-duta di razionalità [...] apre spazi commerciali [...]. Ma [...] del secolo, in materia, potrebbe [...] avuta un signore torinese di nome Roberto Tarozzo, [...] programmatore in-formatico, il quale sta [...] rendere [...] virtuale. /// [...] /// I fatti stanno così: [...] gli interessati potranno registrare messaggi vi-deo e [...] di au-guri o [...] che parenti e amici [...] dopo la morte del mittente; un semplice [...] di acces-so renderà leggibili i vari messaggi [...] di almeno die-ci anni. Costo dello spazio, alla [...] tremila dollari, al cambio attuale circa [...] lire. Per questa modi-ca cifra, [...] possibile inviare regolarmente ai propri cari gli [...] principali festività o per i compleanni o [...] il proprio testamento o addi-rittura rivelare amori [...]. Una corrispondenza [...] sensi elettronica, ma [...]. [...] tori-nese ha avuto immediato successo: [...] -ha [...] sta sfuggendo di mano. Abbiamo fatto pubblicità su Internet [...] prima [...] ufficiale del sito abbiamo [...] soprattutto da francesi e ameri-cani. La cosa potrà sembrare [...] è un servizio che pri-ma o [...] avrebbe comun-que attivato». Ovviamente, da [...] futuro il prossimo passo sarà [...] di far rivivere ap-pieno il morituro: con un semplice [...] interattivo si potrà magari giocare a carte col defunto [...] virtualmente a passeggio oppure scrivere [...] un [...]. Dice bene [...] torinese: prima o poi [...] questa idea. Idea semplice quan-to geniale. Poiché sposa la scaltrez-za etica [...] il tutto a un prezzo [...] poi. E perciò non stupisca il [...] che fra coloro che si sarebbero [...] (nome [...] non ci siano italiani. È tradizione che siano [...] met-tiamo, il Colosseo o la Fontana di Trevi ed è tradizione che siano gli [...]. /// [...] /// È tradizione che siano [...] met-tiamo, il Colosseo o la Fontana di Trevi ed è tradizione che siano gli [...]. (0) (0) ![]()
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