Con [...] viene improvvisamente [...] « fame e la povertà di capitali [...] Roma aveva per lunghi anni sofferto. Da Torino in particolare, [...] Firenze, Genova, Milano istituti e gruppi finanziari « esportano [...] Roma i loro capitali. Le banche del Nord [...] Roma le loro filiali dirette e indirette, e [...] e lombardi entrano con i loro capitali [...] romane, realizzando nei consigli di amministrazione [...] nei quali portano un [...] e [...] della borghesia industriale del Nord [...] centri finanziari vaticani e con le famiglie [...] Roma la loro rendita fondiaria. Nessun incontro, tuttavia, avviene [...] e la pur esile base industriale esistente [...] Roma [...] nel Lazio, [...] di capitali e [...] afflusso di mano [...] dal Sud non danno [...] uno sviluppo della base industriale preesistente nè [...] industriale nuovo. Al contrario [...] significa [...] Roma [...] per il Lazio un ulteriore decadimento delle [...]. Perchè muoiono le industrie [...]. Nascono il cemento armato, [...] i cuscinetti a sfera, le mietitrebbia combinate. A Roma, le poche [...] dal capitale e non rinnovate, muoiono a [...]. La prima a entrare [...] laniera, distrutta dalla concorrenza [...] Piemonte, [...] Toscana, del Veneto: intorno al 1880 i [...] si riducono a dieci e, nel 1890, [...]. Poi è la volta [...]. Perchè questo? Che cosa [...] di questa contraddizione apparentemente singolare? Rispondere a [...] sembra essenziale per comprendere quale è stato [...] sviluppo avuto da Roma e per comprendere [...] il problema di Roma capitale. Una risposta di valore [...] la risposta sul problema specifico di [...] in ogni caso inquadrata, [...] Antonio Gramsci nella Questione [...] compromesso di fondo tra gruppi capitalistici settentrionali [...] meridionale, circa il modo, cioè, in cui [...] realizza [...] tra le regioni settentrionali più [...] Mezzogiorno dominato da rapporti di produzione di [...]. Nel modo in cui [...] di Roma nello Stato italiano c'è tuttavia [...] e caratteristico, che non rende il problema [...] fin dai primi anni [...] alla questione meridionale. Innanzitutto, come abbiamo detto, [...] capitali [...] quale non si è [...] altra situazione meridionale e un forte processo [...]. In secondo luogo una [...] base industriale esistente, quale non si ebbe [...] (Napoli, Palermo) nelle quali, nei limiti determinati [...] lungo tempo di rapporti [...] continuò tuttavia a vivere. Varie ipotesi sono state [...] questa scissione, questa contraddizione che costituisce un [...] Roma e del suo tipo di sviluppo [...] diverse ipotesi, la più accreditata è quella [...] causa [...] scissione tra abbondanza di [...] sviluppo (che per taluni anni fu vero [...] industriale in un preciso disegno politico della [...]. [...] ha indubbiamente una [...] validità e non mancano prove [...] a suo conforto. Basta ricordare la concezione [...] di Roma ebbe Quintino Sella che, per [...] pur « uno dei pochi borghesi, tecnicamente [...] in prima fila alla formazione dello Stato [...] Italia » (2). A Teodoro Mommsen, che [...] con quale idea universale [...] andasse a Roma, il Sella [...] una risposta illuminata: « quella della scienza [...] tale concezione aveva continuato a difendere dopo [...] perchè Roma fosse in senso moderno « [...] della nazione » e perchè accanto [...] politico, legislativo, e amministrativo [...] un ambiente di alta scienza ». Tuttavia fu proprio il Sella [...] il ristagno industriale di Roma e che [...] rese esplicita la paura della classe dirigente [...] pericoli cui avrebbe potuto [...] luogo la formazione nella [...] robusta classe operaia, « Se voi credeste, [...] dichiarò egli nel 1876, [...] Roma venivano a uno a uno spazzati via [...] che io sia un [...] di tante officine, di tanti laboratori in [...] precisamente [...] ANTONIO GRAMSCI, Il Risorgimento, Einaudi Editore, Torino. ///
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Tuttavia fu proprio il Sella [...] il ristagno industriale di Roma e che [...] rese esplicita la paura della classe dirigente [...] pericoli cui avrebbe potuto [...] luogo la formazione nella [...] robusta classe operaia, « Se voi credeste, [...] dichiarò egli nel 1876, [...] Roma venivano a uno a uno spazzati via [...] che io sia un [...] di tante officine, di tanti laboratori in [...] precisamente [...] ANTONIO GRAMSCI, Il Risorgimento, Einaudi Editore, Torino.