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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 2474163951.

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Perché i [...] «Indubbiamente in Italia vi è [...] particolare tradizione di [...] fino a Gio-vanni Gentile e Antonio Gramsci, Dioscuri di questo intreccio tra ri-flessione teorica e [...] politi-co. Nella tradizione umanistica ita-liana, [...] aveva assun-to [...] importante nel governo delle città. Si pensi ai grandi [...] Bruni, Ma-chiavelli, Guicciardini. Quando in-vece si passa [...] grande stato [...] intreccio tra riflessione teorica [...] e politica viene meno: appare per la [...] ceto specifico di professionisti della politica e [...]. [...] in una «polis» del senso [...] mentre negli stati nazionali [...] «Non [...] dubbio. Probabilmente questo carattere civile [...] benefici [...] della filo-sofia italiana. Ad esempio, un gran-dissimo [...] Gentile [...] per il mondo per [...] perché fu fascista. Un grandissimo filosofo [...] per il suo impegno nel Risorgi-mento. Negli altri paesi il [...] piuttosto [...] di testimonianza, talvolta anche [...] e impegno. Se però si parla della [...] professionale, nel senso anche di [...]. Veramente in questi ultimi [...] accademici impegna-ti in politica sono tanti: da Butti-glione [...] Pera, da [...] a [...]. [...] parla-mentare soprattutto in un sistema [...] quello italiano, ha sempre attratto schiere di intellettuali. Se in altri paesi [...] me-no parlamentari che in Italia, è per-ché [...] non vige il parla-mentaristico puro. [...] o negli Stati Uniti ci [...] meno intellettuali in Parlamento perché non sono democrazie [...]. [...] si cele-bra il centenario del [...] di Zola, inizio [...]. [...] quando face-vo il parlamentare, svolgevo [...] lavoro di orientamento, di [...] di appello ideologico. E lei non ha idea [...] bestia sia [...]. In questo momento lei dove [...] trova più a suo agio: nella politica come testimonianza, [...] nella [...] «Né [...] né [...] nel modo più assoluto. Svolgo la parte [...]. Pensi ora ai casi di [...] Genti-le, [...] Karl Schmitt, [...] etc. Perché nel nostro secolo [...] filosofi maggiori si sono [...] «Che vuol dire che si [...]. [...] schierati dalla parte perdente [...]. Le idee per le [...] battuto prima o poi tramontano. Quindi a seconda [...] di tem-po che scegli perdi. Certe volte veri-fichi che ha [...] in un mese, a vol-te in un [...]. ///
[...] ///
Ma perché i filosofi [...] -e non solo loro -si sono schierati [...] gli [...] «Perché tutti i grandi [...] non fanno altro che somma-re i vizi [...]. [...] preferito un vizio piuttosto che [...]. Perché proprio nel nostro [...] hanno preferito un [...]. Masi deve stare per [...] cen-tro [...] si [...] «Tutti sbagliamo, a seconda [...] temporale che scegliamo [...]. Ci sono tuttavia intellettuali [...] Lukacs, [...] o Gram-sci -che amano [...] particolarmente violento e rapido. [...] vogliono essere in presenza [...] aut. Perché appunto questa [...] tipica della grande intelligenza, [...] Spinoza, [...] Schopenhauer. Se uno [...]. Nel nostro secolo, politicamen-te [...] hanno sba-gliato di solito più dei loro [...]. Se, in materia politica, [...] i filosofi [...] vedono più lontano dei [...] questo che la filosofia non offre utili [...] meglio il mondo [...] «No, vedono molto più [...]. Ma appunto, vedendo più [...] male tendono obiettiva-mente a dissolvere, ad analizzare, [...]. Quando [...] ti poni minimamente il problema [...] a in-durre obiettivamente processi di [...]. Vedere più lonta-no non [...] meglio. Perché puoi essere ter-ribilmente [...] che ti succede intorno. Il filosofo tende per [...] guardare troppo lontano, sia verso il futuro, [...] passato. In questo suo oscillare, [...] sfocare il presente». ///
[...] ///
Richard [...] ripete spesso che le [...] non pog-giano su alcuna fondazione filo-sofica. Lei che ci possa essere [...] una «fondazione» plausibile di [...] «No, non [...] nessuna fondazione filosofica, nel senso [...]. Sono [...] con [...]. Ci sono giochi di [...] prassi politica, ma è del [...] assur-do pensare di fondare filosofica-mente una prassi. Lo sapeva già Ari-stotele». [...] «Certo, Marx è aristotelico in [...] egli è del tutto consapevole che il [...] di per sé non produce [...] politica scientifica. Sono stati i suoi [...] epigoni che hanno pensato, sulla base del [...] Marx, di [...] fondare una politica che [...] orientamento obiettivo, che potesse essere [...] dal punto di vista [...]. Quando Marx ed Engels [...] politici, parlano in termini di impe-gno [...] del perlopiù. La prassi concerne [...] del perlo-più». Comunque [...] un rapporto tra le [...] Marx ed Engels [...]. Se non avesse-ro paraocchi [...] Marx -anche il borghese, anche la regi-na Vittoria, [...] che io dico, come due più due [...]. Ma loro vogliono nascondere [...] che questo è il destino di questo [...] sociale. Ma da [...] a dire: allora adesso [...] miei interessi, combatto gli operai, op-pure sto [...] operai, op-pure sto a destra, oppure sto [...] nessun nesso. Non ci può essere [...] la verità scientifica e il mio impegno [...]. La differenza però, rispetto [...] Marx, [...] che oggi nessuno preten-de di sapere [...]. È relativamente facile e [...] base di una pretesa scienti-ficità della previsione [...] tu tenda a collocarti [...] che dovrebbero essere i [...] trasformazione. Però non è assolutamente [...] è vero che, se leggi le previsio-ni [...] di grandissimi interpreti liberali euro-pei -come [...] di [...] ma anche Weber -ti [...] erano [...] marxi-sta. Solo che Max Weber [...] mondo futuro mi fa [...] quindi lo combatto. [...] etica rispetto a ciò che [...] obiet-tivamente prevede. ///
[...] ///
Nel mondo greco, i [...] essere anche le gui-de spirituali e politiche [...]. Può oggi il filosofo dire [...] «Assolutamente no. La filosofia nasce nel [...]. [...] la convinzione degli altri, aveva [...] in un [...] condiviso. Non è paragonabile con [...] il mondo [...]. Il mondo moderno è [...] «Il mondo moderno ha perso la [...]. Non può esistere un [...] è un [...] pla-netario. Ma abbiamo [...] e [...]. Non è anche cristiano questo [...] «Anche cristiano. Solo che il cri-stianesimo [...] sradicare il mondo classico pagano quando proponeva [...] universale e il suo modello di una [...]. Mentre noi pa-radossalmente vorremmo ritornare [...] se [...] sta-to questo sradicamento irreversibi-le». Pensi alla «polis» come [...] I cittadini liberi di Atene erano poche [...] di persone. Ora, tu sei il sindaco [...] una piccola città. È un caso que-sto? Io mi sento molto più [...]. Quindi Venezia non è una [...] «Venezia è stata una grandissima [...] proprio nel senso ateniese del [...]. [...] profon-da tra Atene e Venezia, [...] città che diventano imperi marittimi. Ma [...] non è [...] quantita-tivo, è radice. Ci può essere un [...] grandi stati na-zionali. [...] un [...] condiviso in Gran Bretagna, per [...]. [...] valori crescono, naturalmente, a partire [...] un terreno comune. E questo è totalmente [...] filosofico contemporaneo, dove si parla di etica [...] cristiana, poi secolarizzata dal marxismo, non [...] in [...] che hanno valore più [...] o relativo, ma che [...]. [...] universale è totalmente as-sente nella [...] e nello spiri-to ateniesi, ma anche nella [...] gelosamente la peculiarità [...]. Fino a [...] nel senso proprio del termine, [...] se-parata dalla terraferma, [...] co-sa, [...] come dicevano i [...]. Sergio Benvenuto [...] del filosofo DECISIONE. Le posizioni di centro [...] che sommare i vizi delle polarità opposte, [...] bisogna sempre cercare di [...]. E i filosofi le [...] «Importante è pensare Ma oltre la terra ferma» [...] Come Gramsci e [...] anche [...] di «Essere e tempo» [...] della scelta, [...] e dunque concepiva il [...]. MACHIAVELLI Il segretario fiorentino [...] «Principe», fu un tipico esponente di [...] italiana del Rinascimento che [...] grande politica. Tariffe di abbonamento Italia Annuale Semestrale [...] numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. ///
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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(145)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .