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È un Paese così. Di pira-ti della strada [...] tre settimane. Di killer che am-mazzano [...]. Un Paese di gente [...] linciare, giustiziare sulla piazza tre concittadini sospettati [...] ucciso, a sassate, da [...] donna di 32 anni. Che Paese le sembra, [...] Ferrarotti? Mi sembra un Paese che vive una [...] frantumata, e alla deriva. Osservia-mo attentamente i tre [...] cronaca avvenuti nelle ultime ore: si tratta [...] distanti anche geograficamente [...] eppure tutte e tre [...] un sottile filo rosso. Che è la caduta [...] e di ogni etica, di ogni morale. Entri nel dettaglio. Gli assassini di quella [...] in Calabria, non si riescono a trovare [...]. A Milano, certo, il [...] investito e ucciso la bimba filippina confessa, [...] dopo settimane e settimane di silenzio, e [...] senza nemmeno [...] provato un soc-corso. Per non dire della [...] chiede il linciaggio dei tre pre-sunti killer [...]. Per non dire di [...] accadu-to nella piazza di Tortona. Ecco, in quella piazza, [...] che urla e muove i pu-gni, si [...] tutto il senso di sbandamen-to che vive [...] ormai quasi costretta a vaga-re nel suo [...]. Professore, di chi è [...] Eh, la colpa, la col-pa. Io dico, anche a [...] duro, che la colpa è della scuola, [...] Chiesa. Quali aspetti della vita [...] sarebbero stati erro-neamente privilegiati? Ma ce ne [...]. Ecco, certe conquiste, ad [...] abbiamo cominciato a [...] solo da un aspetto [...]. Agli operai? Ma certo, [...] detto, agli operai più soldi, [...] miglio-ri, una qualità della vita migliore. Ma migliore in cosa? Parlando [...] dimenticato. Cosa? Vede, abbiamo smesso [...] rispetto, della dignità, della so-lidarietà. Non capisco perché, eppure, [...] a sinistra, il momento for-mativo è stato [...] fatto moralistico. Ecco, sì, abbiamo un [...] paura di essere mo-ralisti e nessuno ha [...] tema della morale. Così, della morale che non [...] ci accorgiamo solo adesso. Adesso che scopriamo come [...] Tortona cercavano di riempire il vuoto che [...] cioè [...] di emozioni atroci. Perché poi que-sta è [...] dire: quel sasso non era lanciato per [...] vedere che cosa succe-deva. Il sasso era un [...] un brivido da mettere [...] vuo-to, completamente vuoto. [...] cattolico Vittorio Messori, sugli assassini [...] caval-cavia, ha idee drastiche. Per i kil-ler del cavalcavia, [...] dopo [...] di Maria Letizia Berdini, lui [...] voluto una forca. Lasciamo stare Messori. La tragica realtà che [...] è proprio tutta nel distac-co che [...] tra i valori assoluti [...] come Messori e le du-re esperienze della [...] propone emarginazione, esaltazione di valori come la [...]. Professor Ferrarotti, e la [...] farsi giustizia nella piazza di Tortona? Lei [...] vuoto. Provi però ad essere [...]. Io la conosco Tortona, [...] accogliente, di gente onesta, che lavora sodo, [...] sentita coinvolta, sporcata dal sangue di quella [...]. Così, gridando [...] la gente ha cercato [...] allontanarsi [...] di omicidio. Una specie di purificazione [...] Sì, [...] un certo senso sì. È stato pro-prio un [...] giustizia sommaria, la giustizia sbrigativa di chi [...] acciuffare i colpevoli e decide-re la loro [...] per sbri-garsi e purificarsi. Professore, un Paese che [...] Tortona a Catanzaro, come può salvarsi? [...] un piccolo sen-tiero da [...] I [...] se ci sono, sono a media e [...]. E innanzitutto dobbiamo convincerci di [...] co-sa: e cioè che [...] è disagio. Che la ricchezza non [...]. Che non si può [...] orologio. E che se non [...] dentro, poi per riempire questo vuoto si [...] feroci. Perciò la verità è [...] il tessu-to sociale. Ma, per [...] dovrem-mo impegnarci a formare [...] nostri giovani. Ne siamo ca-paci? Le [...] Maria Letizia Bardini. A destra [...] di uno dei tre [...] lancio di sassi Sassi killer, il [...] ora frena «Pista da [...]. La zia: nipoti criminali Il [...] fa una conferenza stampa, ma non rac-conta [...] che hanno portato al fermo dei tre [...] Furlan. Si aspetta il Gip, [...] dovrebbe decidere [...]. Ad accusare i tre [...] testimonianza di un fratello più grande. /// [...] /// La zia dei fermati: «Stanno [...] galera». /// [...] /// Scendono le scale di [...] Giulietta Marega in Furlan e suo figlio Gabriele, uscito [...] Procura. Ho fatto davvero un [...]. La madre dei tre [...] pren-de al volo. È andata così: i [...] piccoli, sicco-me sempre in casa si parlava [...] e sassi là, ad un certo punto [...] stati [...]. E lui ha creduto [...]. E lo ha detto [...] lo hanno portato in questura e lo [...]. Ma i miei figli [...] sono innocenti. Se per caso sapessi [...] loro -ma non è possi-bile -li ammazzerei [...]. La Procura avrà avuto [...] altri indizi, per chiedere il fer-mo giudiziario [...] Furlan, con [...] di omicidio volontario. Il ruolo del fratello [...] sembra comunque molto importante. Non [...] un rapporto buono, fra i [...]. Gabriele e Franco, i [...] in una stanza, divisi dagli altri, i [...] fanno comunità fra loro, come in passato, [...] in un collegio da poveri. Gabrie-le avrebbe fatto perdere [...] Sergio, il più giovane. Gabriele sa-rebbe nominato in [...] telefonica giudicata decisiva. La madre di Paolo [...] -anche lui portato in Procura, [...] casa e ancora indagato -è la sorella [...] fratelli Furlan. E aggiunge: «Anche se [...] dico che quelli là la galera se [...]. Non mi dispiace per [...]. Non spiega i motivi. Lancia solo in-vettive contro [...]. Nessun cenno, nella conferenza [...] Procuratore Aldo [...] a indagini e indizi. Ci vuole ancora una [...] Gip, ma anche la nostra, perchè noi [...] del-le nostre tesi». Decine di telecamere, decine [...]. Il Procuratore aggiunge: «Non [...] si dovranno fare ulteriori verifi-che. Dobbiamo verificare la pista, [...] se ci sono altri re-sponsabili». Protetto dai carabinieri, esce [...] della caserma, per evitare [...]. /// [...] /// Di certo ci sono [...]. Oltre al racconto di Gabriele, [...] ed alle telefonate anonime (confermata fra [...] la presenza dei Furlan [...] Dick) si parla della [...] ra-gazze. Una si chiamerebbe Elena, [...] uno dei Furlan. La ma-dre indirettamente conferma. Si pic-chia con il [...] tempia, per fa-re capire che la ragazza [...]. Ha rovinato i miei [...]. Il pranoterapeuta Stranamente, alla [...] procuratore -in una ca-serma dedicata a Ernesto [...] «magnifico asso cacciatore [...] -è presente anche un [...] annuncia come «Sereni Lello, sensitivo e pranoterapeuta». Rac-conta che venerdì scorso, [...] della ragazza ucci-sa, si è presentato in Procura. Mi hanno detto che [...] sentito il padre dei Fur-lan». Sul cavalcavia, il signor Lello Sereni [...] Macerata ha «sentito la presenza di tre [...] un cugi-no». I cellulari Sembra fantacronaca, [...] proprio nella caser-ma dei carabinieri. Di certo la Procu-ra [...] «indizi», soprattutto le intercettazioni telefoniche. La fa-miglia dei Furlan [...] ma possederebbe forse più di un cel-lulare. A [...] -non solo i pa-renti [...] vicini sono serpenti -è una donna che [...] e si fa intervistare dalle televisioni. È cambiata [...] in piazza delle Erbe. [...] più pulita, diversa da quella [...] notte, quando «la gente» voleva im-piccare i ragazzi che [...] in-cappucciati dalla Procura agli albe-ri che sopravvivono al cemento [...] piazza. Hanno rischiato di finire sotto [...] dei carabinieri, per [...] sputare addosso ai «killer [...]. Oggi, sotto gli alberi [...] si trova nessuno di quelli che erano [...]. Tortona si è ri-vista [...] Tg, e si è vergognata. Ma il vecchio con [...] e la sciarpa gialla era [...] ieri notte, urlava e [...]. Oggi dice: «Ero a [...] la televisione». Gli al-tri anziani che [...] -una ventina in tutto -dicono invece che [...]. Bar del teatro, davanti [...]. Musica alta, videogiochi, piz-zette. [...] ogni giorno dopo le [...] Sergio, Sandro e Paolo Furlan, i tre fermati. [...] ci so-no i loro [...] ragazzi che sembrano darsi forza restando seduti [...] unico tavolo. Marisa ha capelli neri [...] in ogni dito. Per primo han-no fatto [...] Paolo, [...] Sandro e [...] era Sergio. E [...] una don-na che è riuscita [...] arrivare fino a Sergio, il mio amico, per [...]. Io ero lì, un [...] guardare e a piange-re». Al bar degli amici Si [...] a parlare, con la musi-ca che non [...]. Era tutto il giorno [...] piazza andavano [...]. Ti guardavano male solo [...] giovane, con i capelli lunghi. Li sentivi parlare di [...] di pena di morte. Nelle stanze della Procura [...] erano sotto interrogatorio, ed in piazza [...] già stati il processo [...]. Un ragazzo prende un [...] la mano sul titolo di apertura e [...] «Domani [...] scrivere: Massimo (che sono io) di-ce che Sergio [...]. Grosso come oggi, però. Certo, che con Sergio [...] dei sassi. Lui diceva: [...] li prendo, quelli, li [...]. Ma come si può [...] lui? Adesso te lo descrivo io: un [...] bar, al mattino. Poi via al lavoro, [...] plastica. Ci si rivedeva [...] al bar, prima della cena. Non è che noi [...] posti: ci si vede [...] al Punto pizza, e [...]. Una vita così. Discoteca solo al sa-bato, [...] che costa solo 15. E Sergio è uno [...] morosa non usci-va, stava [...] veniva nem-meno al bar». Gianni, 18 anni, tenta [...]. Ed allora hanno pre-so [...] amici, li hanno messi dentro, così la [...]. Come quelli che erano [...] che invece di farsi i c. Giacche e giubbotti Chi [...] resta fuori dal bar del teatro. Quelli con la giacca [...] quelli dei giubbotti. Ma lo sa [...] successo ad un nostro [...] I [...] lo han-no chiamato e gli hanno detto: [...] neghi. Quel televiso-re lo hai [...]. [...] le [...] impronte digitali [...]. /// [...] /// E sai come ha [...] «Non è possibile, voi bluffate. Io avevo i [...]. Con ra-gazzi come noi, [...] Sergio, cosa può succedere dopo venti ore [...] cara-binieri? Ieri sera siamo andati in piazza, [...] sgridati. [...] un cretino che faceva [...] la mano, ogni volta che passava una [...] siamo messi a ridere. Abbiamo dovuto andare via». Il vescovo, Martino Canessa, è [...] per le urla [...] notte. Le grida sono una reazione [...] una lunga attesa. I servizi delle tv, [...] sorella della vitti-ma. Ma se si parla [...] uno ad uno, capiscono che bisogna ancora [...] e vedono che siamo in una fase [...] colpevoli. Del resto la confe-renza [...] non ha chiarito nulla». Sono pochi, davanti alle [...] notte che sta scendendo. Tanti arrivano solo per [...]. Ci sono i dubbi, [...] urla. Si sa che il [...] Sergio, è in una ca-serma, perché la notte [...] era ancora minorenne; che i suoi fratelli Sandro [...] Paolo sono nel carcere di Voghera, in attesa [...] Gip. Nessuno ha confessato Nessuno [...] confessato. A sirene spiegate, verso [...]. Sembravano uomini du-ri». Si lamenta, il pro-curatore, [...] dei giovani fermati sono « finiti sui [...] televisioni, non so come». Ora tutti ricordano qualcosa [...] tre fermati. Ieri mattina, dopo la notte [...] davanti alla casa dei Furlan sono state mandate due [...] una dei carabinieri, una della polizia. Poi si è capito [...] nessun pericolo, che nessuno avrebbe da-to fastidio [...] nel 1956 da Rovigo. La piazza si era [...]. Ed an-che la notte [...] morte gri-date in faccia agli «assassini», avreb-be [...]. Bastava fa-re partire le [...] dei carabinieri dal retro [...] Procura. /// [...] /// Bastava fa-re partire le [...] dei carabinieri dal retro [...] Procura. (0) (0) ![]()
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