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Figlio [...] la madre disegnava vestiti [...] Prof negata ad alunna [...] FIRENZE [...] giornata di lavoro -le [...] lunghe -dedicata al restauro di una bambo-la [...]. /// [...] /// Ci ave-va giocato da [...]. [...] ritro-vata in un vecchio scatolo [...] scarpe e [...] portata a me. La testa di [...] che sarebbe la porcellana prima [...] lucidatura, era un [...] sgraffiata. I pezzi di legno [...] e arti stavano ognuno per conto proprio. Mancava il vesti-to mentre [...] garantiva-no la [...] della bambola erano rotti [...]. A parte, la parrucca [...] veri del-la nonna della signora. Il particola-re dei capelli [...]. Una volta era normale [...] avessero i capelli della [...]. Quando le bambine si [...] di solito molto lunghi, ne venivano accantonati [...] la parrucca della bambola che così diventava [...]. [...] maggiore [...] fatto sul vestito. La cliente [...] voluto in stoffa [...]. Mi ha portato una [...] bambina con un bel vestitino per copiare [...] cui vestire la bambola. Era, di-rei, [...] decennio [...]. Per finire devo ancora [...] di legno che erano sal-tate da una [...]. Mauro [...] 40 anni, fa di [...] di bambole. Davanti la [...] bottega i bambini facevano la [...] prima che la civiltà dei consumi imponesse [...] e getta». Il mestiere se [...] inventato quattro anni fa quando [...] di lavorare per una cooperativa di restauro archeologi-co. [...] mise insieme le sue competenze [...] restauratore e la grande passione di collezionista di bambole. Decise, sia pure a [...] una parte di tutte quelle che aveva [...] quarto di secolo e aprì un [...] in via Borgo Pinti, [...] Firenze, dove un tempo pulsava il cuore [...] antichi e gelosi maestri artigiani fiorentini. [...] vengono a [...] i suoi clienti: collezionisti [...] di gran valore, uomini e donne che [...] pezzo di storia della propria fami-glia ricostruendo [...] vi-ta antiche bambole con cui hanno giocato [...] nonna, la mamma e loro: oggetti curati [...] o odiati da generazio-ni e generazioni di [...]. Tradizione di famiglia Difficile [...] sempre diversa, la molla che fa scattare [...] collezionare bambole, un hobby che può diventare [...] modelli e tipi che sul mercato valgono [...]. Il signor Mauro come col-lezionista [...] una specie di figlio [...] «Mia madre -racconta -faceva la [...] di vestiti per bambola. Oggi, con una parola importante, [...] direbbe che faceva la stilista, in realtà era [...] molto brava. Così i miei soldatini [...] giocat-toli della mia infanzia convivevano coi suoi [...] bambole che circolavano, perché mia madre se [...] le servivano per il lavoro, in casa [...]. Poi venne [...] di Firenze e spazzò via [...]. In casa non restò [...]. Da allora, ogni volta [...] un giocattolo, chiedevo una bambola. Avevo poco più di [...] continuavo a giocare coi soldatini. Le bambole, invece, le ammucchiavo, [...] accanto [...] tutti modelli e tipi diversi. Non le toccavo mai, tranne [...] venivano le [...] in quel caso dovevo soprattutto [...] perché loro erano bambine e ci volevano giocare». Ma cosa dicevano gli [...] passione di un loro coeta-neo per le [...] «Scherzando [...] sempre che [...] a dodici anni, ho [...] Sessantotto perché per un maschietto raccogliere bambole era [...]. La realtà, però, è [...]. Un vero collezionista non [...] le bambole, al massimo fa animazione, le [...] dà vi-ta dentro la vetrinetta: ricostruisce un [...] o un inter-no di famiglia e magari, [...] che gli manca una bam-bola e si [...]. Io facevo i giochi [...] altri bambini, so-prattutto quelli per la strada». Le bambole sono apparse molto [...] ne hanno trovata una [...] perfettamente scolpita an-che in una [...] imperiale di una bambina. Ma è [...] che cominciano a essere stru-menti [...] il gioco. Di solito, ma mi [...] aveva-no la testa di [...] e il corpo di [...]. Meglio, fatto con tanti [...] che assicurava-no un corpo snodabile grazie a [...] di elastici che teneva insieme le parti [...]. I vestiti erano i [...] si sbizzarriva nei colori e nei modelli. Spesso gli occhi erano [...] e questo è uno dei tormenti di [...] è [...] e quando la bambola [...] un occhio di ve-tro sono dolori. Di parrucche e ca-pelli [...] detto: quando non erano di lana di [...] Tibet, cardata e filata, quella che chiamia-mo lana [...] era fatta coi capelli [...]. I modelli? Solo in Germania [...] Francia [...] cinque seicento fabbrichette, nuclei [...] una sola famiglia, che producevano centi-naia di [...]. Un nume-ro infinito. Bisogna aggiungere i pa-stori. Stavano tutto [...] sui monti e lì, in [...] e in silenzio, mo-dellavano i pezzi. Quando scende-vano a valle [...] mer-catini ed era una parte importante del [...]. [...] sposta e riordina dal suo [...] di lavoro [...] li-me, piccole sgorbie, gradine. Rac-conta che le bambole parlavano [...] decennio [...]. Pensi: nel 1890 una [...] riuscì a miniaturizzare un [...] il corpo della bambola che, grazie ai [...] frasi intere, raccontava brevi favole o storielle [...]. Certo, avevano un prezzo [...] che mamma e papà». Per far bene i [...] le stoffe antiche, [...] ta-gliare e cucire, lavorare [...] il legno e [...] la pasta, deve conoscere [...] la reazione degli elastici e i trucchi [...]. La ricerca di gambe [...] Un lavoro metà da artigiano e metà creativo [...] se si esclude [...] sulla parte [...] (soprattutto gli ela-stici), vanno [...] in volta. E bisogna aggiungere il [...] paziente in giro per [...] a rovistare tra le [...] alla ricerca di pezze [...] i viaggi [...] soprattutto a Parigi, dove [...] aste in cui vengono vendute partite di [...] antiche per acquistare spalle, gambe, occhi di [...] e i più svariati pezzi che, adattati, [...] e la capacità di emozionare a giocattoli [...] colore e la forma della propria infanzia [...] casa. E bisogna anche an-dare, [...] occasioni, alle «Borse di scambio» dei giocattoli, [...] che i patiti del collezionismo organizzano per [...] acquistare doppioni, «pezzi unici», preziose componenti originali. Au-mentati da quando [...] la smania di collezionare [...] di bam-bole hanno scelto un settore impe-gnato [...] tradizione antica e solida. Difficile dire [...] in comune: forse amano [...] attraverso un oggetto, un clima, una trama [...] identità familiari. /// [...] /// Lei sa per-chè si [...] di [...] o pacchetti si siga-rette?». [...] che è anche il [...] Club nazionale delle Barbie, fondata da cinque uomini [...] ha notizie di alme-no un restauratore di [...] Bologna, Milano, Roma, Napoli. Quanto si guadagna? Beh, [...]. Ci vuole passione. Se mi affe-ziono ai [...] Mai, anzi. Restituire una bambola restaurata e [...] lo spettacolo della faccia del cliente è la più [...] soddisfa-zione che provo. Quando provoco stupore mi [...]. Se non lo ami, questo [...] non lo puoi fare. Riparare bambole industriali? Impossibile. Una persona non può rifare [...] che ha fatto una mac-china. Non varrebbe la pena. Un uomo può restaurare [...] ha costruito un altro uomo, ri-percorrendo i [...] sue in-tenzioni, il suo progetto». Da una settimana Mari-sa, che [...] frequenta la se-conda media alla scuola «Benci», non segue [...] le lezioni. La ragazza che ha [...] e le scuole elementari [...]. I genitori, Pasquale e Graziella Vanni, [...] la mandano a scuola fin-chè [...] di sostegno, con-cesso dal Provveditorato, [...] affiancato un traduttore sordo-muto come previsto dalla [...]. La burocrazia le nega [...] a scuola. [...] ha risposto che non ci [...] soldi per pagare [...]. Inter-prete che per Marisa [...] un supporto didattico, sarebbe un aiuto psicologico, [...] persona. Nel paese è cono-sciuta [...] tutti». Il primo pre-vedeva, con [...] di soste-gno, anche un traduttore [...] 24 ore alla settimana; [...] un corso per [...] del lin-guaggio dei gesti anche [...] compagni di classe, affinchè i ragazzi potessero comunicare direttamente. Costo dei progetti 19 [...]. Mari-sa si deve accontentare [...] unica finestra sul mondo ester-no, per poche [...]. Gli amici di scuola [...] a [...]. Capelli lun-ghi e tutina, [...] di Via Berlinguer, cerca sempre la ma-no [...] che non lascia mai. Il padre, Pasquale, andrà [...] avrà garan-zie dagli enti locali. Il padre ha an-che [...] la de-cisione di non mandare la figlia [...] di sporgere de-nuncia. /// [...] /// E poi non ci [...] Marisa. Una schiarita forse giunge [...] in questi giorni sta decidendo di sostenere [...] «Se non si interviene per que-ste spese sociali, [...] il [...] -si chiedeva ieri [...] provinciale Aurelio Pellegrini -; [...] della vicenda sono intervenuto. Troveremo i 19 milioni [...]. Con [...] do-vremo comunque rivedere gli accor-di [...] competenze. Forse Marisa tornerà presto [...]. [...] Gianni Pasquini «Restituisco la [...] della nonna» Riporta al loro antico splendore [...] quelle con i capelli della bisnonna e [...] vetro. La passio-ne e la [...] collezionismo. Figlio [...] (la madre disegnava modelli [...] bambole), avverte: «Ripa-rare bambole industriali? Impossibile. Non si può rifare [...] le macchine. Un uomo può restaurare [...] ha costruito un altro uomo, ripercorrendo i [...] sue intenzioni». La prima bambola parlante. /// [...] /// MILANO Via Felice Casati [...] Tel. Giornalista [...] lui, ingegnere elettronico trentenne lei: [...] sono cono-sciuti dopo una serrata e lunga corrispondenza [...] per caso su Internet. Poi [...] in un bar, il [...] infine il matrimonio. RICCARDO STAGLIANÒ VARESE «Marco [...] Yvette [...] sposano». La parte-cipazione era indi-rizzata [...] lista di amici e colleghi per posta [...] «Mar-co [...] Yvette si sposano». [...] inatte-so messaggio si spiegava [...] due futuri coniugi si erano co-nosciuti per [...] tutte le storie [...] via Internet, come in [...]. /// [...] /// Il missile che ave-va [...] Marco Gatti, giornalista informatico, [...] e repenti-no atterraggio di fortuna [...] del municipio di Castiglio-ne Olona, [...] ottobre, per convolare a nozze con [...] trentenne Yvette Agostini era [...] abban-donata in uno dei tanti spazi per [...] si trovano in rete. Sono una persona che [...] in multitasking, curiosa e incuriosita dalle infinite [...] rete. Ora che ho lasciato [...] tornare al mio lavoro. Ametista», scriveva Yvette in una [...] pausa dopo una giornata faticosa che non accennava a [...]. Altrove, in un altro [...] Marco [...] incappato in quel frammento di vita altrui [...] a rispondere. Presenta-zioni laconiche, lo schermo [...] lo scambio aveva preso a funzionare. E fu così che [...] punto Marco accennò «alle azalee» che aveva [...] a un pos-sibile aperitivo da prendere a [...] scavalcare finalmente il fossato rischioso e intrigante [...] virtuale e quella reale. Marco si rese conto [...] la mano e [...] tre bar milanesi diversissimi [...] stili: «Uno abita-to quasi esclusivamente da [...] pullulante di [...] e [...] e il terzo, con [...] di gli-cine, praticamente sotto casa mia». La [...] rispose, scelse, consapevole, la terza [...] per poi mandare [...] tutto [...] minuto. Ma [...] si ripresentò, la settimana dopo. /// [...] /// Di lei Marco sa-peva [...] e portava gli occhiali. Un imbarazzo che si [...] le gocce [...] sulla giacca. Due torrenti di parole [...] nel fiume del non detto, nelle pieghe [...] compulsiva e anomala. Alla chiu-sura del locale [...] sbatacchiare di sedie, fecero ca-pire che si [...]. I rac-conti in piena [...] di lui. Poi furono rose bianche [...] Marco le chiese la mano. La memoria della loro [...] sul disco fisso dei loro computer. Sono ol-tre duemila i [...] e registrati e crescono al rit-mo di [...]. Nelle loro vère nuziali, [...] fatto incidere uno [...] (le faccine che esprimono [...] con punti, virgole e parentesi ). Se rotate la testa [...] verso sinistra vi ac-corgerete che si tratta [...] un naso e una lingua che pencola [...] bocca. Lo [...] libidinoso, insomma. /// [...] /// Lo [...] libidinoso, insomma. (0) (0) ![]()
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