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[...] E SENSO [...] Ordine Nuovo » del [...] il seguente articolo dì Antonio Gramsci: esso [...] nel ciclo di temi che da qualche [...] sotto la rubrica «Filosofia e senso comune [...]. La tesi centrale [...] (« cultura non è [...] magazzino ben fornito di notizie, ma è [...] nostra mente di comprendere la vita, il [...] teniamo, i nostri rapporti con gli altri [...] contrappone infatti a due pregiudizi ancora largamente [...] estremamente grossolano, è quello secondo cui cultura [...] un aggregato enciclopedico di nozioni; il secondo [...] che la cultura sia una specie di [...] » per [...] un gioco intellettualistico di [...] disopra del mondo della produzione e del [...] astratta « regione » dove a stento [...] delle lotte degli uomini. Quando vivevo in una modesta [...] dove le scarse suppellettili erano sepolte sotto mucchi di [...] un giovane operaio che abitava lì accanto, veniva talvolta [...] sera a [...] e abbracciando con sguardo quasi [...] quella congerie di carta stampata, e palpando con le [...] grosse mani la mole di qualche dizionario, mi chiedeva [...] ammirazione: «Ma come fai a [...] tutto ciò a memoria? ». E benché cercassi di [...] libri erano di consultazione, e molte cose [...] ritenevano, o, ritenute, non servivano a nulla, [...] una specie di reverente stupore a mio [...] si leggeva in faccia ogni volta che, [...] stanza, mi rivedeva sepolto tra quella congestione [...]. Nè si creda che [...] studio e delle letture sia solo degli [...]. Anche nelle classi medie e [...] borghesia c'è sempre, in margine [...] quotidiana, ima certa considerazione per [...] cosiddette « arti liberali», onde la corsa agli impieghi [...] stato, al [...] alla laurea. Tutto ciò dipende in gran [...] concetto che si ha della [...] cultura ». Questa parola suscita in [...] e in chi [...] del libro e del [...]. [...] invece [...] che un uomo abbia [...] consumato, come si diceva, molto olio di [...] fondi di pantaloni per molti anni sui [...] e sia giunto senza gravi inconvenienti, e [...] successo, sino alla laurea, e non abbia [...]. Provatevi a discutere con [...] non su qualche argomento specifico e ristretto [...] professione, e vi accorgerete [...] qualche citazione e qualche frase a parte, [...] generale si trova quanto [...] più ricco di qualsiasi operaio. Ed è curioso il [...] labbra della gente « per bene» (una [...] ne darebbe una prova palmare), gli stessi [...] volgarità, i luoghi comuni che si ritrovano [...] evoluta del [...]. [...] questo un fatto che [...] portata di tutti: ognuno di noi, ad [...] socialismo con un contadino e con un [...] sovente fare te stesse obbiezioni, e, si [...] Unisce il contadino e [...] non è mai [...] più seria, ma per [...] stupida, la più meschina. Cultura non è il [...] ben fornito di notizie, [...] capacità che la nostra mente ha di [...] il posto che vi teniamo, i nostri [...] altri uomini. Ha cultura chi acquista [...] e chi sente la relazione immanente con [...] esseri, ciò che da essi lo diversifica [...] ad essi lo unisce. Cultura è una stessa cosa [...] filosofia. Ciascuno di noi è [...] è tanto più, quanto più è uomo. Cultura, filosofia, [...] sono [...] riducono [...] Nel linguaggio comune si [...] un tale è un « uomo », [...] «carattere», quando cerca di rendersi conto di [...] riflette sui motivi delle proprie azioni, osserva [...] confronta, medita e sceglie il proprio cammino, [...] finché non sorgono ragioni serie per [...]. Cosicché essere « colto [...] filosofo» lo può chiunque lo voglia. Basta vivere da uomini, [...] spiegare a sè stessi il perché delle [...] delle altrui; [...] gli occhi aperti su [...] tutti, sforzarsi di capire ogni giorno più [...] siam parte; penetrare la vita con tutte [...] di consapevolezza, di passione, di volontà. Non esiste una « cultura [...] astratta, generale, una specie di patrimonio indiviso e complesso, [...] cui ognuno deve [...] di farsi la parte maggiore, [...] specie di torta di cui toccano i grossi quarti [...] pochi, Le briciole ai più. Come ognuno non giunse [...] attraverso la propria filosofia, da sè e [...] cosi si può parlare di cultura di [...] di una data classe, solo pensando alla [...] e sempre rifatta, della cultura dei vari [...]. Esiste in ogni epoca, [...] sociale un complesso di «mezzi » culturali, [...] ma questo è suppergiù a disposizione di [...] può diventare, e non è il lato [...] (1). Ciò che costituisce [...] ed il valore della [...] modo con cui quei mezzi vengono adoperati, [...] quel dato tempo questi o quegli individui [...] giungono. Come [...] tecnico non fa la [...] selvaggio può manovrare la leva di un [...] il bottone [...] quadro elettrico senza che [...] sia diversa, vivendo tra le macchine, di [...] tribù, così si può [...] dei più perfezionati « mezzi » di [...] -gari [...] senza che la propria [...] arricchita o sensibilmente modificata. Il mondo attuale borghese [...] con la [...] specializzazione, con la [...] produzione libraria è or-mai [...] stato di organizzazione che sarebbe assurdo pensare [...] rifare tale e quale [...] mondo operaio e socialista, [...] forze attuali. Sarebbe assurdo, dato che [...] impegnati nella lotta ed è troppo urgente [...] uno scopo di questo genere le energie [...] le possedessimo. La superiorità del ceto [...] riguardo è ancora per non breve periodo [...] che gli operai più intelligenti potranno [...] alla scuola e portarvi [...] di barbari giunti in un mondo prima [...] difficili « segreti » della cultura generale [...]. Ma è però possibile [...] altro [...] della scuola attuale, la [...] è necessaria per eliminare non solo di [...] di fatto, il monopolio borghese. Questa superiorità ci è [...] della cultura che, ripetiamo, non è una [...] coscienza concreta della realtà in cui viviamo [...] leggi, e cioè degli ideali che la [...]. Appunto perché la cultura [...] organismo (3), è coscienza dei rapporti universali, [...] e socialista è più colto di quello [...] domina il caos, in cui mancano i [...] organizzatori delle energie, in cui gli individui [...] in [...] plumbea, gelatinosa di egoismo [...] mezzo di cultura che [...] possiede [...] in quanto lo possiede [...] gli dà la superiorità su tutti i [...] borghesia è la coscienza di classe. Dov'è infatti il metodo [...] il laboratorio che possa dare al borghese, [...]. [...] si sente in ogni [...] vita solidale con quelli della [...] categoria, e con tutti [...] e infine del mondo intero. Ciò non per una [...] perché realmente questa solidarietà di interessi e [...] una necessità, e man mano che [...] ne prende coscienza diventa [...] in quanto partecipa della vita in sfere [...] di [...] inserisce la [...] individualità in un tutto [...] valore e dà a lui [...] qualcosa e la confidenza [...] una moltitudine di compagni. Quando la coscienza di [...] frase da comizio, non è solo nel [...] e delle quote, ma diventa vera «coscienza», [...] per cui la vita di ognuno [...] per [...] vivente della classe, nella [...] in cui opera e che va trasformando, [...] la più grande opera di cultura che [...]. La classe è la più [...] scuola in cui milioni di uomini abbiano [...] acquista, [...] una coscienza e creato su [...] i lineamenti di [...] nuovo ordine sociale. Antonio [...] quindi distinguere tra lo spirito [...] una « cultura », che coincide con il suo [...] di classe (e per cui si può parlare di [...] cultura borghese, di una cultura di cui si fa [...] il proletariato ecc. Nel contempo la cultura [...] dei passi decisivi sulla via della propria [...] La [...] e al clericalismo denuncia [...] di sfacelo della cultura borghese. F O L [...] L O [...] LATINO DELLA CHIESA NELLE STORPIATURE [...] un mio artìcolo apparso recentemente [...] un quotidiano ho fatto cenno alle storpiature popolari del [...] della Chiesa. Così, per e-sempio, la sequenza [...] morti, il Dies [...] (Dies [...] dies [...]. /// [...] /// A Napoli si dice [...] signore [...]. Questi esempi, riportati nel [...] caso limite del folklore come servitù culturale, [...] corruzione popolare di prodotti culturali non popolari. Tuttavia anche in questo [...] quando la condizione culturale subalterna è accentuata [...] di pregare in una lingua che non [...] in questo caso è possibile osservare il [...] reagire alla violenza subita, e di affermare [...] il proprio mondo di aspirazioni, di sentimenti, [...]. A illustrare questo interessante [...] il seguente esempio. Il testo latino del Tantum [...] comincia così: Tantum ergo [...] et [...] novo [...]. /// [...] /// Traducendo liberamente : Veneriamo [...] Sacramento, e [...] testamento ceda il [...] A nuovo rito cioè [...] Cristo e della [...] Chiesa. Presti la fede un [...] per compensare il difetto dei sensi. Com'è ovvio questo canto [...] Chiesa, pieno di raffinata sapienza teologica, non è [...] dal [...] anche tradotto resterebbe, per il [...] ». Ed ecco ora come i [...] di Teramo cantano il Tantum [...] « Canta o' merlo nel [...] a cena [...]. /// [...] /// Il [...] non sa [...] di antico e nuovo testamento, di supplemento [...] dalla fede per compensare la debolezza dei [...] rassegnandosi a non capire, risolve il canto [...] serie di versi in dialetto, tentando di [...] modo qualche cosa. Così il Sacramento da [...] una cenetta in campagna, dopo la fatica, [...] canta nel frumento; [...] antitesi fra nuovo e [...] il luogo [...] contemplazione di un antico [...] data di origine risale a tempi remotissimi, [...] che viene in soccorso della debolezza dei [...] in un invito a pestare senza errore [...] il mento, che è. Lo stravolgimento del testo [...] e delle preghiere della Chiesa lascia tuttavia [...] spontaneità popolare, che si manifesta invece assai [...] e nei canti in italiano o in [...]. Un frammento di Passione, [...] (o si cantava) nelle campagne abruzzesi. Certamente non si tratta [...] pieno riconoscimento della propria condizione umana, perchè, [...] di Passione, la fatica e [...] prodotti di un certo [...] gli uomini hanno generato e che gli [...] vengono trasferite e contemplate nella flagellazione di Gesù, [...] buon Dio »: e tuttavia sullo sfondo [...] religioso della Passione, comincia già ad apparire [...] la storica passione del campagnolo, condannato alla [...] tramonto, flagellato dal sole o dal gelo, [...] bestia che altri uomini trattano da bestia. Anche gli aspetti più arcaici [...] superati del folklore tradizionale, possono dare occasione al manifestarsi [...] una coscienza radicalmente diversa. In « Cristo si [...] Eboli » Carlo Levi accenna alla credenza [...] animali domestici non sono soltanto animali, ma [...] insieme. Ebbene, questa arcaica credenza [...] subito, in un paese della Lucania, una [...] in occasione delle ultime elezioni amministrative. Alcuni contadini mi mostrarono [...] che chiamavano Truman, un caprone che portava [...] capo del governo, e così via per [...] avevano dunque acquistato coscienza delle forze reali [...] dietro i dèmoni della tradizione, ma lo [...] solco di antichissime abitudini mentali e di [...]. Credo che queste considerazioni [...] rispondere ai quesiti po-sti alla fine del [...] su Gramsci e il folklore Effettiva mente [...] discesa e corruzione di prodotti elaborati da [...] elevati, esistono nel folklore, e Gramsci, che [...] la concezione romantica del [...] e della [...] con [...] del [...] ha certamente ragione di [...] rilievo questo momento passivo, servile, e comunque [...]. Ma il folklore non [...] degradata e corrotta, e la vita culturale [...] è soltanto voce del passato, testimonianza di [...] vivente. Il [...] non vive [...] ancorato a epoche sepolte, ma versa nella [...] la propria attualità, la propria spontaneità e [...] creatrice. Anche nelle manifestazioni culturali [...] il pregare in una lingua sconosciuta, lievita [...] di libertà e un tentativo di riscatto. Ancor più si fa [...] esigenza nelle manifestazioni folkloristiche meno servili, più [...]. Nei riti e nelle [...] la vita del contadino dalla culla alla [...] delle feste [...] risuona a tratti la [...] umani affetti legati alle reali condizioni di [...] contadino. Dalle [...] tradizionali alla festa del [...] Maggio, [...] ideale della vitti, culturale [...] dunque come movimento, come ricerca di [...] in cammino. /// [...] /// Dalle [...] tradizionali alla festa del [...] Maggio, [...] ideale della vitti, culturale [...] dunque come movimento, come ricerca di [...] in cammino. (0) (0) ![]()
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