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Era chiaro adesso il [...]. Volevano far colpo buttando [...] nome di battaglia del compagno e quei [...]. Era chiaro che volevano [...]. Finita la sfuriata, il [...] Mi hanno preso questa notte nel mio [...]. A queste parole, lui [...] e le guardie circondarono la sedia dove Mario [...]. Pastore disse che era [...] non riposava, che lavorava molto e che [...] tutti i mezzi doveva chiudere ogni cosa. Mentre i due poliziotti [...] il balcone un altro [...] opposto studiavano il « [...] Pastore tentò il secondo colpo. Gesticolò con la mano [...] ammiccando con gli occhi. Il compagno era preparato [...] cuore si era calmato. La porta si aprì, [...] arrestati che conosceva molto bene Mario ma [...] suo vero home. Disposero poliziotti per tutta [...] osservare la scena e anche per impressionare [...] due arrestati spalla a spalla. Così incominciò la scena. Il capo dei poliziotti [...] che era stato introdotto dopo: dunque parlate, [...] questo vostro compagno come stanno le cose. Questo ha la testa [...] capisce che il suo atteggiamento rovina tutti. Al che [...] disse: « Caro Mario, [...] tempo, il commendatore sa tutto, sa dei [...] giornaletti, sa della macchina da scrivere, insomma [...] cosa, tutti gli altri compagni sono dentro [...]. Quando il compagno dopo [...] rialzò da [...] aveva [...] sinistro che fischiava e [...] (il fischio gli rimase per qualche settimana [...] lo avevano buttato a terra mentre le [...] la gola della « larva ». Costui non era uno [...] uno che dal momento [...] aveva cessato di essere [...]. Lo portarono via. A Mario, lo fecero sedere [...] per « [...] », per « [...] in ordine » e gli [...] un pettine per [...] ordinare i capelli. Gli fecero anche sciacquare [...] pulire le labbra. Poi lo accompagnarono nella [...] questa volta una cameretta solo per lui. Verso il pomeriggio inoltrato, [...] aprì il cancellerò e buttò dentro un [...] e costui si mise a raccontare che [...] vecchia data. Fece anche dei nomi [...] erano al confino da circa un anno [...] lui era un martire: lo arrestavano, lo [...] al fresco e poi lo lasciavano, mai [...] e a [...] al confino. Lui era un furbo. Volle sapere da Mario [...] subito disse che lui era del quartiere [...] che fra qualche ora «o al massimo [...] messo in libertà e che avrebbe fatto [...] aiutare un antifascista. Il compagno gli rispose [...] là per antifascismo ma per [...] cosa. Al che lui rispose: [...] Fate [...] a dire così, non voglio sapere niente, [...] come me dovete confidarvi». Dopo due ore, un poliziotto [...] a costui: «In confidenza: fra due ore uscirete ». E lui disse subito [...] « Se volete mandare qualcosa a casa [...] disposizione ». Mario scrisse su per [...] alla famiglia: « Carissimi. Questa mattina sono andato [...] il quale mi ha mostrato dei manifestini [...] il fascismo; mi ha mostrato anche una [...] e dei foglietti dattiloscritti e mi ha [...] insieme ad altri sono responsabile di questa [...]. Io ho detto che [...] e non sapevo niente e, dovete [...] ho detto la pura [...]. Se sapessi qualcosa, a [...] direi, voi non siete la polizia, siete [...]. Però, sempre questa mattina [...] a confronto con uno con gli occhiali [...] mai visto, il quale davanti al commendatore [...] a dire che mi conosceva con il [...] Mario e che io avevo organizzato la diffusione [...]. Ora questo disgraziato ha [...] io non so chi sia e perchè [...]. Forse è un amico [...] fa questo per salvare qual-che suo amico. Ho detto che era un [...] e la cosa [...] per finire male con costui. Sono sicuro che la verità [...] a galla, perciò state tranquilli che fra giorni [...]. Mario sapeva che quel [...] I [...] stato portato al capo della [...] politica [...] I Pastore. E così lo consegnò [...] facesse capitare nelle mani di suo padre. Dopo un n [...] « detenuto » fu messo [...] libertà . Verso la mezzanotte ci [...] interrogatorio n sta volta, seduto dietro la [...] Pastore un giovane elegante e profumato con [...]. Ne lesse qualcuno per I [...]. Uno diceva: «Io dichiaro. Mario mi diede la macchina [...] scrivere [...] macchina fu comprata con i [...] ricavati da una [...] / lotteria fatta tra compagni. /// [...] /// Ad un certo punta [...] I [...] seduto dietro la scrivania disse: « Ma [...] nate a negare [...] una franca confessione e [...] accomodare. Voi avete i figli; [...] finisce e domani potrete tornare a casa». Al che il signore [...] massima dolcezza: « Ma allora volete che [...] male? Noi non possiamo farci niente, lo [...] sia ». Chiamò dei poliziotti per [...]. Dopo un paio [...] era disteso sul tavolaccio nella [...] cameretta. Aveva le gambe doloranti. [...] tre giorni senza che fosse [...] più al primo piano. Ma per lui oramai [...] più di lottare per sfuggire alla galera [...]. No, si trattava invece, [...] punto, di una cosa molto più importante: [...] riuscire a non dire neanche una parola [...] via era quella adottata [...] momento: non conosco nessuno, non so niente. In fondo questa linea [...] facile a sostenersi, per lui, perchè di [...] cosa era molto facile rispondere sempre: non [...] conosco nessuno. Il quarto giorno, lo [...] primo piano. Mentre camminava per il [...] domandò a quelli che [...] «Chi è?». Mentre saliva le scale [...] si irrigidiva, il [...] cuore non era quello [...]. Questa volta aveva sì [...] più ma nel complesso si portava bene. Il compagno era sicuro [...] volta avrebbe detto « non conosco nessuno, [...] ». Lo introdussero nella stanza. [...] lui, Pastore. Vestito di nero, la [...] brutto del solito, aveva i pomelli arrossati, [...]. Era [...] dopo mezzanotte. Ve niva dal teatro [...] disse un poliziotto, il giorno [...]. Incominciò a gridare come [...] mise la pistola sul tavolo, disse che [...] finire tutto, disse ancora che il compagno [...] e che il fascismo era potente e [...] da farsi illusioni, loro avevano sempre il [...] una serie di titoli che si addicevano [...] persona. Poi concluse, ancora una [...] Questa notte finirà, mi sono alzato dal letto, [...] per causa tua, finirà ». I poliziotti si spostavano [...] cambiando continuamente posizione ad ogni scoppio di [...] finta rabbia [...]. Dopo la liberazione, non [...] niente di lui. Del suo fascismo e [...] si sa come sono finiti. Di lui, nessuna notizia). Mario disse: « Anch'io [...] al carcere che è meglio, io non [...] niente, ripeterò sempre la stessa cosa, che [...] verità, mi trovo in [...] per colpa mia, io non conosco nessuno [...] che mi dite sono per me assolutamente [...]. /// [...] /// Mario disse: « Anch'io [...] al carcere che è meglio, io non [...] niente, ripeterò sempre la stessa cosa, che [...] verità, mi trovo in [...] per colpa mia, io non conosco nessuno [...] che mi dite sono per me assolutamente [...]. (0) (0) ![]()
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