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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «Calendario del Popolo-Serie unica-ed unica - numero di periodico»--Id 2398029677.

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DIVISIONE DEL LAVORO E [...] puntata precedente avevamo notato come [...] coope-razione dia vita a una forza nuova, una forza [...] superiore alla semplice somma delle singole forze individuali. Questo fatto implica una conseguenza [...]. Infatti è evidente che [...] lavoro paga non già codesta forza collettiva [...] le singole forze individuali. Chi impiega 100 operai [...] forza di lavoro risultante dalla cooperazione dei [...] invece la forza di lavoro di ciascuno [...] isolatamente. Ora, da quanto precede [...] cooperazione implica un accresciuto grado di sfruttamento [...]. E ciò caratterizza anche [...] la cooperazione nella società capitalistica. Lo sviluppo del lavoro [...] come scopo, nella società capitalistica, [...] del profitto individuale del [...]. Basta, quindi, un istante [...] rendersi conto della contraddizione celata nel fenomeno [...] lo sviluppo sociale del lavoro ha come [...]. Abbandoniamo ora la cooperazione [...] generali ed esaminiamo in concreto quali forme [...] realtà della produzione capitalistica. Dalla metà del secolo [...] sino alla fine del [...] la società capitalistica conosce [...] di cooperazione, caratterizzato dalla divisione del lavoro: [...]. Vediamo, innanzi tutto, come [...]. I casi sono due: [...] laboratorio che raccoglie operai di mestieri diversi; [...] quale, ad esempio, si fabbricano carrozze, comprende [...] vetrai, falegnami, decoratori ecc. [...] quando ancora la divisione [...] si è sviluppata, ognuno esegue per intero [...]. Successivamente, [...] mostra quanto sia più conveniente [...] eseguire a ciascuno degli operai solo una singola operazione [...] anziché [...] prodotto. Un brano famoso, tolto [...] grande economista inglese del 1700, A. Smith, ci servirà [...]. Smith, descrivendo una fabbrica [...] Un operaio tende il filo, un altro [...] terzo lo taglia, un quarto lo appuntisce, [...] la sommità per la capocchia; [...] della capocchia richiede due [...] operazioni; collocare la capocchia è [...] imbiancare lo spillo [...] operazione ancora; altrettanto dicasi [...] nella bustina. In tal modo [...] lavoro di produrre spilli [...] diviso in circa diciotto operazioni distinte che, [...] sono tutte eseguite da mani diverse, sebbene [...] stesso operaio esegua, talvolta, due o tre [...] ». Nella manifattura, dunque, [...] si specializza [...] di [...] operazione; e ciò provoca [...] tutto si ottiene una maggior quantità di [...] tempo minore; in secondo luogo, il lavoro [...] grado sempre più elevato di destrezza e [...] terzo luogo divengono necessari attrezzi e strumenti [...] in quanto debbono, nelle mani [...] venire a compiere operazioni [...]. In sostanza, come [...] che eseguiva individualmente tutte [...] per produrre lo spillo, si sostituiscono i [...] A. Smith dediti ciascuno ad [...] operazione; così al vecchio strumento che serviva, [...] altri, a un unico lavoratore, si sostituiscono [...] a particolari esecuzioni. La materia non esiste [...] del nostro pensiero, e non è, dunque, [...] 3. Sono le nostre idee [...] cose. Le affermazioni fondamentali dei [...] il contrario. Chi ha [...] problema è complesso: per [...] opportuno esaminare e studiare ciò che cade [...] comune e che più ci colpisce. È vero che il [...] che nel nostro pensiero? 2. È vero che sono [...] a creare le cose? 3. È vero che lo [...] di approfondire ciascuna di [...]. ///
[...] ///
È necessario premettere una [...] soggettiva quella che esiste solamente nel nostro [...] quella che esiste al di fuori del [...]. Bene: gli idealisti sostengono [...] non ha una realtà oggettiva, bensì soggettiva. Come lo dimostrano? Una [...] questo senso è quella del filosofo idealista [...] Berkeley [...] cui abbiamo parlato a [...]. Ne deriva che la [...] insieme di proprietà non oggettive, ma soggettive, [...] non esiste. Berkeley, con questo metodo, [...] che il sole non esiste poiché le [...] sono attribuite (rosso, caldo, rotondo, ecc. I [...] invece che il sole [...] noi lo vediamo come "n disco piatto [...] questo è del realismo ingenuo, il realismo [...] dei primi uomini che non avevano che [...] per controllare la realtà, ma perché a [...] sole essi possono invocare la prova della [...]. Essi non discutono sulle [...] ma sulla loro esistenza: e quali sono [...]. Si vis pacem, para [...] significa « Se vuoi la [...] la guerra ». Non si co-nosce [...] precisa di questa frase, ma [...] solo fatto che è una frase latina vi dice [...] fu inventata da quella Roma [...] 7 che portò la pace [...] tutto il [...]. Da allora la frase [...] Si [...] pacem para [...] » fu la parola [...] pretesto di tutte le aggressioni, di tutte [...]. Cicerone disse, anzi, più apertamente [...] più sinceramente: « Si pace frui [...] est » e cioè: se [...] godere della pace, bisogna fare la guerra. Cicerone si trovò [...] così, con Hitler ed oggi [...] trova [...] con Truman e Churchill. Secondo noi, invece, la [...] con la pace. Non si prepara diffondendo [...] ma [...] del lavoro, [...] della collaborazione fra i [...] i paesi, costruendo istituzioni democratiche contro gli [...] pace. E il [...] deve [...] che si proponga, appunto, questi scopi. Cultura di [...] infatti, [...] che cultura di pace. Come non era, certo, [...] di Cicerone o di Hitler; [...] è quella di Truman Churchill De Gaulle [...] C. E, perciò, non ce [...] ad intendere col « se vuoi la [...] guerra ». Invece, noi vogliamo la [...] la pace. Le sembra [...] SALOMONE [...] che per il film Fabiola [...] stata una [...] 1 [...] 1 [...] dazione potentissima di Cari [...] II [...] pitali cattolici. ///
[...] ///
Oh, come mai? E siamo [...] a vedere Fabiola. Abbiamo allora capito tutto: [...] avevano perfettamente ragione di non essere entusiasti. La materia ha fatto [...] e da Fabiola è venuto fuori tutto [...] che animò la lotta dei cristiani nei [...] della Chiesa. Nel film la lotta [...] evidente tra gli schiavi [...] i cristiani [...] che lottano per la [...] per la soppressione [...] e i padroni che [...] con la forza la continuazione di un [...] essi era molto comodo (come oggi il [...] la classe operaia). C'è un personaggio (quel [...] barbetta nera) che apertamente e cinicamente lo [...] che ad essi ingiustamente [...] colpevoli, non ha importanza: « Noi dobbiamo [...] », egli dice, « perché i cristiani [...] nemici ». Non i nemici della [...] i nemici dei loro interessi, nemici della [...] quel tempo che era quella dei venditori Idi [...] oggi [...] classe padrona del capitale, [...] di lavoro; il che [...] classe lavoratrice che ne è priva). II film dimostra [...] e in certi punti [...] che è inutile uccidere uno, cento, [...] perché tanto più feroci [...] e tanto più numerose sono le vittime, [...] cristiani aumenta sempre di più (e così, [...] un secolo e mezzo, per la classe [...]. Come avrebbero potuto i [...] film?. Scrive, per esempio, [...] Italia di Milano: « Secondo [...] risultati non sono stati pari [...]. Ci aspettavamo qualcosa di vivo, [...] commovente, in fondo, se il vocabolo non potesse dare [...] di edificante. Invece, il sacro ed [...] hanno buon gioco insieme, poiché scontentano i [...] di vivande appetitose e mettono in imbarazzo [...] nel film quello che dovrebbe essere il [...] del Cristianesimo ». Mostra di ignorare, [...] Italia, che il trionfo [...] Cristianesimo [...] la rivoluzione degli schiavi. Ciò, appunto, che il [...] evidenza. Ma [...] della Curia milanese desiderava, [...]. Magari con qualche allusione ostile [...] Sovietica e una lontana mistica eco di Te [...] in ringraziamento del Patto Atlantico. Si duole, invece, [...] del Cardinale [...] perché nel film « [...] la mano sul profano ». Cioè si è fatta [...] storia. Ai finanziatori [...] della [...] Film non resta che constatare [...] avere spesi molto male i loro 700 (dico settecento) [...]. Lei, dopo [...] premesso [...] un giovane che "sta [...] 1 [...] di famiglia" a causa [...] paterna", si lamenta che "dei [...] abbiano pubblicato una fotografia, la [...] mostra che lei se la spassa con le donnine [...] un tabarin. E ci scrive: [...] Non sono padrone, coi [...] fare quello che voglio? ». ///
[...] ///
I "soldi" non sono [...] di suo padre. Sono degli operai a [...] li ruba. Sì, [...] signore, non [...] è proprio così: li ruba. E glielo dimostriamo facilmente. Sei suoi operai, in [...] lavoro, e per trentaseimila lire complessive di [...] oggetto che suo padre vende [...] sessantamila lire. Se i sei operai [...] di questa macchina, avrebbero guadagnato duemila lire [...]. Ma la macchina è, [...] padre, e allora. Egli la presta ed [...] ne tragga un guadagno. Quanto? Ecco, è [...] che dobbiamo capirci. Questa macchina costò, mettiamo, [...]. È in funzione già [...] pari a circa 300 giorni lavorativi [...] cioè 1500 giorni in [...]. Egli se l'è già [...] macchina, [...] a 333 lire giornaliere. Ma [...] pure (papa ha tante [...] grande, [...] la villeggiatura. Ma non è tutto: [...] spese generali [...] (c'è il fitto dello [...] viaggi a Roma per avere le concessioni [...] Ministero, [...] sono la luce, il gas, una dattilografa [...] della testa; poi si ha un bel [...] finanza ma qualche tassa bisogna anche [...] ecc. Ma ci sono anche [...] (e c'è anche mammà che ha tante [...] la Scala, le corse, ecc. Insomma: gli operai in [...] costruito un oggetto che vale 60. [...] di lire 18. Agli operai spetterebbero, quindi, [...]. Papà, invece, ai sei [...] 36 mila lire. E allora dov'è che [...] mila lire? Restano nelle tasche di papà. E cioè [...] glielo diciamo rispettosamente e vorremmo [...] lei non [...] offendesse [...] papà è un ladro che [...] ad ogni operaio mille lire a testa. Se suo padre ha sei [...] per ognuna delle sue 25 macchine, cioè 150 operai, [...] a questi operai 150. Il che è un [...]. Che permetterà a papà, [...] di comprare altre macchine e perpetuare ed [...]. Questo furto, che permette a [...] signore, di farsi fotografare al [...] con una elegante donnina (mentre c'è chi muore di [...] quella differenza, cioè, tra ciò [...] i suoi operai hanno e ciò che dovrebbero avere [...] sa come si chiama? Si chiama plusvalore. Si rechi, lei che [...] Milano, alla [...] domanda. [...] ha un bel sostenere [...] nostre idee a creare le cose, che [...] soggettiva: quando egli vorrà [...] ingombra di traffico, egli dovrà fare una [...] autobus che, soggettivi o oggettivi che siano, [...]. Ed eccoci, allora, [...] domanda. La tesi che lo spirito [...] la materia è una delle tesi fondamentali degli idealisti, [...] perfettamente con ciò che sostengono [...] varie religioni. Queste ultime sono sorte [...] della storia [...] in cui [...] erano le conoscenze scientifiche, [...] causa della loro ignoranza, gli uomini primitivi [...] loro idee [...] divina di molti fenomeni [...] creazione, ad opera di un Essere Superiore, [...]. Bene: gli idealisti del XX [...] tutte le bardature filosofiche, nascondono in sostanza [...]. Essi continuano cioè ad [...] che un lavoro paziente e perseverante ha [...] nel corso della storia. Così la tesi: è [...] crea la materia è confutata dalla scienza [...]. E i materialisti, per [...] tesi opposta, appunto della scienza si servono, [...] gli uomini di man in mano hanno [...] i confini della loro ignoranza. ///
[...] ///
E i materialisti, per [...] tesi opposta, appunto della scienza si servono, [...] gli uomini di man in mano hanno [...] i confini della loro ignoranza.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(267)

Città & Regione [1975-1976*]

(261)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(266)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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