Cominciando dalla prima, dice [...] frase per frase, epiteto [...]. Ognuno di noi, che [...] eccezione [...] da che viene al [...] di tempi, è come uno che si [...] letto duro e disagiato: dove subito posto [...] fa quartiere), sentendosi stare incomodamente, comincia a [...] fianco, e [...] luogo e giacitura a [...] malati gravi sanno che sia questo travaglio, [...] poco cresce il fastidio e [...] e dura cosi tutta [...] intermissione, cioè, e nelle tenebre, che da [...] malanni), sempre sperando di [...] prendere alla fine un [...] (speranza che riesce vana e che [...] fine mostra quanto era [...] volte credendo essere in punto di addormentarsi [...] la vanità [...] lusinga); finché venuta [...] (non dice neanche, la [...] mai riposato (e quindi disfatto dalla stanchezza), [...]. [...] terribile questo si leva! È una cessazione di quelle [...] ecco tutto. Trasportate al morale quella [...] ne siete atterrito. Quel letto duro è la [...] tutta la vita; quel rivoltarsi frequente sui lati è [...] cercare piaceri e felicità, senza frutto; quel non potere [...] sonno, è [...] perenne [...] quel credere un momento di [...] è [...] atroce di [...] conseguito un [...] di bene; quel levarsi, da [...] è la morte, la morte dopo quella vigilia e [...] la pace, senza il conforto neanche in vista lontana; [...] mera privazione di dolore e [...]. Il proposito di farvi disperare, [...] cerca di [...] in atto come sa meglio: [...] la scelta [...] aggettivo o di un avverbio, [...] moltiplicare le circostanze, e massime col partecipare [...] al periodo quel non so [...] di affannoso e di tetro [...] sente dentro di sé. Ogni parola è commisurata [...] tono è in armonia col quadro lugubre [...] porre dinanzi. Quel si leva in [...] così gelido, anche per il suono (o [...] è sinistro; è la morte sola o [...]. Andando a fondo con la [...] indagine, il Persico [...] immedesimato nel suo argomento, al [...] di [...] e [...] talché passare, dopo il Leopardi, [...] Manzoni è un « [...] fiato e sollevarci da [...] che ci ha dato il [...] letto [...] ». Se infatti è vero [...] Manzoni la vita non può apparire « una [...] a fondo », è pur vero [...] suo letto non è [...] come [...] è solamente scomodo. Non insiste sul tempo, [...] tormenti di chi vi è dentro. Si contenta di dire [...] che è al mondo, sta scomodato più [...]. Poi subito lasciando lì [...] suo infermo, ti schiera innanzi al pensiero [...] altri infermi, ed osserva con quella grazia [...] come quei letti che paiono piani, sprimacciati, [...] vista, a [...] dentro scoprono suppergiù le [...] due similitudini son quasi [...] Filippo [...] è del 1824; la [...] è inclusa in Fermo e Lucia e [...] « ventisettana », elaborata fra il 1824 [...]. ///
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Poi subito lasciando lì [...] suo infermo, ti schiera innanzi al pensiero [...] altri infermi, ed osserva con quella grazia [...] come quei letti che paiono piani, sprimacciati, [...] vista, a [...] dentro scoprono suppergiù le [...] due similitudini son quasi [...] Filippo [...] è del 1824; la [...] è inclusa in Fermo e Lucia e [...] « ventisettana », elaborata fra il 1824 [...].