La distanza che è misurata [...] una maggiore ragione e comprensione, ed anche da una [...] forza. Non sono nè più vecchio, [...] più saggio ; sono stato provato, ma lo sarò [...] e non dispero di [...] testa a tutto ciò che [...] contraddice. Nel 1936 scrivevo : [...] E [...] il tempo in cui tutti i poeti [...] e il dovere di sostenere che sono [...] vita degli altri uomini, nella vita comune. La poesia vera è [...] tutto ciò ohe libera [...] da quel Bene spaventoso [...] contro i suoi simili e che ha [...] morte. I poeti hanno imparato [...] rivolta dalla folla infelice e senza ritrarsi [...] loro. Poco loro importano i [...] risa, ci sono abituati ; ma hanno [...] di parlare per tutti. Hanno la coscienza dalla [...] »Più tardi, quando la coscienza dei poeti è [...] torture e morte si [...] sarcasmi e alle risa. In Francia, durante [...] senso della poesia non può [...] dubbi sullo scopo perseguito : ritrovare, per nuocere [...] la libertà [...]. Dovunque si rispondono voci che [...] per coprire il pesante mugolio della [...] trionfino i vivi, perchè la [...]. Cantare, lottare, gridare, [...] e salvarsi. La poesia si dà [...]. Essa non può, senza [...] a lungo sulle parole. Seppe perdere tutto per [...] e fondersi nel suo eterno riflesso : [...] e nuda, ardentissima e sempre bella. Dico « sempre bella [...] prende [...] posto di tutta la [...] degli uomini, perchè essa diviene la sola [...] bene. ///
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So che i poeti [...] considerati come degli uomini esposti ad ogni [...]. Si dimentica spesso che [...] hanno avute « per » gli altri, [...] dagli altri». Essi hanno sofferto per [...]. Il loro amore desolato, [...] loro povertà, ma anche [...] simbolizzano [...] e la speranza di [...] in un mondo imperfetto. Perchè cantare la propria [...] propria fiducia, se tutto [...] intero non è impegnato [...] anche se vi si rischia la propria [...] vi si perde la vita? Bisogna che [...] spinga fino [...] limite del senso, fino [...] occorre che il poeta abbia il coraggio [...] la moltitudine che tace. ///
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Da 1 [...] de [...] »Paul [...] tutto è la [...] legge morale. Ascoltiamo Baudelaire : « Il [...] di questo incomparabile privilegio, egli può, a [...] se stesso ed altri ». Ascoltiamo Nerval : « La [...] un poeta è quella di tutti ». E Rimbaud proclama : [...] Io [...] un altro ». Baudelaire, Nerval, Rimbaud, hanno [...] tutto. Come la maggior parte [...] sofferto e sono finiti malamente. Hanno diviso la vita [...] morte dura degli altri. Erano innocenti, di una innocenza [...]. Ma volevano [...] contagiosa. Pareva loro che la [...] fine la verità pratica. Pensavano, con Novalis, che [...] modo [...] naturale allo spirito umano. ///
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Pensavano, con Novalis, che [...] modo [...] naturale allo spirito umano.