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Mercoledì 20 luglio [...] « ». La vita in una «casa [...]. Una donna del Nord [...]. Una storia [...] difficile da raccontare perché [...] si possono dire. A cominciare dal suo [...] è Angela. No, non si può dire [...] ò, né [...] fisicamente. Anche per il lavoro [...] particolari vanno artefatti, in questa storia, per [...] pericolo. Perché Angela, [...] cosi, è [...] custode di un pentito [...]. E questa è anche [...] Giuseppe Marchese, il pentito. Il suo nome si [...] tanto ormai è citato in infinite inchieste [...] Procure [...] mezza Italia. Anche di Pino, come [...] chiamato i suoi, a Palermo, e i [...] e degli ospedali psichiatrici giudiziari con i [...] lera per dodici dei [...] di vita, e come oggi lo chiamano [...] custodi e i magistrati, le [...] uniche persone che può [...] Pino pochi sanno dove vive e non [...] in giro. Al pubblico volta le [...] quattro uomini gli stanno attorno in piedi, [...]. La mafia lo ha [...] come tutti i pentiti. E anche più. Proprio Pino che era, [...] fratello Antonino, uno dei killer fidati di Riina [...] suo parente, visto che [...] sorella Enza Marchese ha [...] Luca [...] fratello di Ninetta, : [...] Corleone che ha diviso con il [...] la [...] quasi trentennale latitanza, [...] e [...] quattro figli, per ricomparire [...] dei boss. È una giovane donna del Nord Italia. Voleva fare il magistrato, [...] prima il concorso per entrare in polizia. Fino al giorno in cui [...] hanno assegnato [...] custodire Pino, di mafia non [...] nulla e di quello che Pino dice ai suoi [...] -ai : magistrati, [...] non capiva nemmeno una parola. Pino è abituato, non è [...] dalla galera. E lui dietro le [...] a diciotto anni e : ne è [...] portato via con [...] un elicottero [...] penitenziario di Pianosa, dopo [...] a collaborare. Guarda la televisione, si [...] si lava i vestiti. [...] luogo [...] a Falcone e alla [...] scorta, in alto: Giuseppe Marchese Luigi [...] un [...] diGiuseppe Marchese, pentito di mafia. Da killer di fiducia [...] Totò Riina a collaboratore di giustizia. Angela, ma è un [...] agente di polizia. Giovane donna del Nord. Lei è [...] custode del [...] pentito. La vita accanto a [...] mafia, le [...] di chi ha ucciso [...] Cosa Nòstra e le riflessioni di una [...] uno strano mestiere. I ricordi e la [...] la faticosa vita di lei. Racconta [...] omicidi visti e fatti prima [...] quel . Parla, con faccia sempre [...] attirati nel tranello dai loro amici, dai [...] strangolati o massacrati a colpi di [...] in mezzo alla strada. Descrive come si incapret-tano [...] quelli, ancora mezzi vivi, per [...] più agevolmente nel portabagagli [...] sicuri che intanto finiscono di ammazzarsi da [...] corda che passa [...] alla gola e legale [...] schiena e le caviglie, con le gambe [...] lentamente strangola, tendendosi mano a mano che [...] gambe cedono allo sforzo. Racconta dei cadaveri sciolti [...] sulla graticola, sotto il pergolato dal baglio [...] o seppelliti tra i [...] della tenuta della Favarella. Guarda la faccia di Pino, [...]. Avverte la tensione dei [...] Pino risponde alle domande [...] del giudice Falcone, di Borsellino. Vede [...] di Pino che dice [...] della Procura di Palermo che lo sta [...] lei, dottore, la vogliono morto. Hanno detto che [...] il dottore Falcone». Angela ascolta e si chiede [...] che hanno [...] questi per parlare cosi, senza [...] turbamento, di tutti [...]. E Pino racconta, un [...] un po' in italiano. Il suo racconto è come [...] faccia senza espressione, non parla [...] di sentimenti, di emozioni. Non ricorda mai quanti [...] che stagione era quando è successo il [...] tal altro fatto. Enumera con precisione i [...] e le «famiglie» mafiose di appartenenza, i [...] persino il tipo di automobili. Quei dettagli che interessano [...] le ricostruzioni, le verifiche. Sembra quasi che abbia [...] solo davanti ai fogli dei verbali da [...]. Mentre i suoi colleghi [...] tornare ad avere incarichi investigativi, Angela no, [...] la domenica, anche a Natale. [...] quando Angela usciva di [...] dal suo pentito, la salutava [...] «amore, mettiti il cappotto [...] e ricordati la pistola» e gli amici [...] «SI [...] e spara per prima». Adesso, sempre più spesso [...] «Vedi se ti ricordi che oltre alla mafia [...]. Nella «casa sicura», seduti davanti [...] una tazza di caffè, Angela [...] chiede a Pino: «Ma tu [...] ragazza ce [...] mai avuta?». Ma me [...] fatta lasciare. Se volevo restare con [...] Cosa Nostra, dovevo [...] il padre. Come avrei fatto poi a [...] in faccia?». E racconta di quella [...] affacciarsi alla finestra mentre se ne stava [...] bar di «zio Filippo», padrino della cosca [...] Corso [...] Mille, [...] aspettando di essere chiamato [...]. /// [...] /// Aveva cominciato ad [...] scuoia, a [...] in giro sulla [...] «500», a fare progetti con [...] aprire un negozio, fare un viaggio. Con Rosaria si scrivevano, [...] madre, andava ai processi. Ma era arrivato [...] di Cosa Nostra: se [...] devi [...] il padre, è separato [...] donna. Così Pino aveva chiamato [...] sorella a colloquio e [...] di rispedire a Rosaria tutti i regali [...] aveva fatto, di [...] che lui aveva il [...] che si [...]. Ad Angela si stringe [...] sentire [...] che riassume cosi quello [...] che ha avuto fuori dalla galera, tra [...] di fiducia che [...] padrino [...] le Immagini di Rosaria [...] ai funerali dei poliziotti [...] di Capaci e decide di pentirsi. Il primo verbale lo [...] 1992. Giuseppe Marchese, 32 anni, [...] Filippo [...] figlioccio di Totò Riina, [...] Leoluca [...] -la sorella [...] ha sposato II killer [...] rampollo cullato [...] Cosa Nostra. Con le sue rivelazioni contribuisce [...] indagini [...] del de Salvo Urna e [...] Importanti Indizi [...] contro il [...] Bruno Contrada. Killer del [...] ha ammesso di [...] ucciso, dentro una cella [...] Vincenzo Puccio, e I boss Stefano Bontade e [...]. /// [...] /// Vedi che fine ha [...] è sposata. Non sarebbe la prima [...] da loro che il suo uomo è [...] di giustizia accetta di [...]. Certo, per Pino è [...] ma chissà. Ma Rosaria in quegli [...] su famiglia. Non c'è nessun tentativo [...]. Pino deve fare la stia [...]. [...] sorella Enza, latitante insieme al [...] dimenticando suo fratello Antonino, che [...] lo incontrasse a Pino lo strangolerebbe con le sue [...] e [...] fratello, Gregorio, e la sorella [...] piccola, Angela, e suo padre, anche lui uomo [...] e [...] madre. /// [...] /// Certo, a chi potrò mai [...] chi sono davvero?». Nemmeno mia madre sa [...] marito se n'è andato, agli amici sto [...] storie. Sorride a Pino e [...] il morale, che anche questo fa parte [...] dice: «Dovresti fidanzarti con me», ma attenta [...] tono giusto, che [...] bisogna, ma senza confondere [...]. Lei rappresenta lo Stato. Che fatica questa vita! Quel poliziotto scomodo doveva [...] sera di agosto, mentre rientrava a casa. Quella sera però il [...] Pino Vono non doveva [...] tra le sterpaglie dello [...]. Nel buio non ho [...] lampi degli spari, ricordo che rotolavo e [...] rotolavo». Pino Vono si salva [...] serie di circostanze casuali, dalla sentenza di [...] Mi lasciano solo contro i clan [...] dei clan catanesi. Una esecuzione che per [...] sicuramente stata solo rimandata. Una vita d'Inferno Pino Vono [...] anno vive infatti una vita d'inferno. Sballottavo su e giù per [...] e poi anche in una sede diplomatica in Marocco, [...] che lo Stato riuscisse mai a [...] un minimo di serenità. Questi undici mesi per [...] sono stati una sorta di [...] kafkiano attraverso le maglie di una burocrazia che sembra [...] apposta per aumentare i rischi e le difficoltà di [...] persona che già vive in uno stato di [...] tensione. Poi mi mandano in albergo [...] mi rendo conto di essere stato [...] NOSTRO CORRISPONDENTE [...] assieme a cinque pentiti. Resto a Milano ufficialmente [...] alla [...] il che mi consentiva [...] con la famiglia, facendo fronte ad una [...] provocate dalla situazione particolare nella quale ci [...]. Il punto dolente era [...]. Per il primo periodo [...] e , per andare a lavorare non [...] che usare i mezzi pubblici. Insomma ero un [...] fisso. Poi hanno deciso di [...] il che voleva dire che [...] del dirigente al mattino [...] prendere in macchina e quindi a fine [...] in albergo. Insomma se prima ero [...] adesso i bersagli erano diventai due. Se la mia era una [...] di pericolo quella della mia famiglia era a [...] poco incredibile. Francesco e Graziella i [...] che vanno a scuola erano stati iscritti [...] senza alcune forma di [...] e anche il resto [...] registrato in albergo senza alcuna riservatezza». Insomma mi avevano scaricato. Inviato in Marocco Di [...] situazione insostenibile Vono si rivolge alla stampa. Il suo caso fa rumore [...] il poliziotto viene e convocato al Ministero dove viene [...] il suo in-vio [...] preso una sede di-, [...] in Marocco. Nel paese africano Vono [...] mesi, scoprendo anche una truffa organizzata ai [...] extra comunitari. È solo, disarmato e non [...] vedere i familiari perché il suo rientro in Italia [...] avvenire solo a sue spese e [...] sotto la [...] responsabilità. Torna a Catania ad aprile [...] testimoniare [...] ad un processo e scopre [...] fatto incredibile. Non solo nessuno mi [...] ma un paio di [...] stato rispedito in Marocco, naturalmente solo e [...]. È stato allora che [...] valeva la mia vita per il Dipartimento». Per [...] beffa proprio in quei [...] bocciano la proposta di [...] inoltrata per Vono [...] questore di Catania Giuseppe Scavo. Chiede solo di non [...] caserma per evitare di essere facilmente individuabile. Non mi fidavo di [...] struttura di questo tipo e quindi ho [...] a Catania dove se devo correre dei [...] vicini i miei familiari». Nella città siciliana il [...] molte cose sono cambiate e in peggio. Quando non ci sono, [...] può accadere qualunque cosa e al mio [...] fatta alcuna «bonifica» della zona, rendendo così [...] contro di me e contro i tre [...] sono accanto. Ho scritto il 29 aprile [...] questore, ancora attendo una risposta. Ma non è questo [...] incredibile. Pochi giorni fa mi [...] il trasferimento. Mi mandano in una [...] densità mafiosa, insomma dalla padella alla brace. Mi viene da pensare [...] come il mio per il dipartimento di [...] meglio un poliziotto morto. Gli si fa un [...] si evitano tante grane». /// [...] /// Gli si fa un [...] si evitano tante grane». (0) (0) ![]()
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