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Di più: definiscono il [...] un pensiero politico che, pur valendo per [...] liquida la vulga-ta di un [...] «freddo tattico» (a cui [...] concesso qualco-sa con la [...] insistita esaltazione della «téchne»). Sono pagine ispira-te ad una [...] dialettica tra una concezione [...] e [...] senza pregiudiziali metodiche (sociologiche, strutturali, [...]. E che di necessità [...] temporale con-grua, quella della fase storica e [...]. Proprio per questo, prima [...] principali con-tenuti dei testi, mi permetto un [...] inizi la lettura non dal primo capitolo [...] seconda [...] di vita ita-liana». Cioè, si parta dalle [...]. E le radici sono [...] storia nazionale e storia del comunismo italiano [...] è indicato negli ultimi anni [...] con la crisi del [...] e con quella che viene indicata come [...] della sinistra». È in quegli anni [...] storie, [...] nel loro rapporto di [...] perdono [...] di conciliarsi per dare [...] fase nuova di compimento della rivoluzione de-mocratica [...] dalle costrizioni della guerra fredda e del [...]. Il modello Italia paga [...] sviluppo [...] mista a de-ciso timbro [...] superare il proprio dualismo, un [...] sorretto dal debito pubbli-co, [...] potere autorefe-renziale); e il comunismo italiano paga [...] ad uscire dal bozzolo [...] reciproco» e di una [...] una democrazia protetta e senza ricambio. [...] indaga il rappor-to (un [...] di cui non si ebbe tempestiva consapevo-lezza) [...] ricambio de-mocratico e configurazione sempre più anomala [...] e sociale, rapporto che sarà alla base [...] una strisciante de-generazione morale ma di dirom-penti [...] di un «secondo Stato» fatto di illegalità, [...] occulti, collusioni criminali, vero e proprio sovversivismo; [...] di forme ribellistiche di protesta (terrorismo) ai [...] com-promesso sociale sempre più inca-pace di includere [...] sullo stesso processo poli-tico. E quando [...] perven-ne la forte ondata della [...] il conservatorismo del-la [...] e il difensivismo del Pci [...] tro-varono disarmati nella sfida della modernizzazione, del cambio di [...]. Mentre il blocco sociale [...] lo Stato affondava nel proprio gigantismo inefficiente [...] fioca fiammella accesa [...] della gran-de riforma si [...] patto di potere con la [...] e [...] a suscitare la na-scita [...] democratico [...]. In sostanza la rivolu-zione [...] trovò esauste tutte le forze e le [...] italiano». [...] è [...] del tracollo del si-stema politico [...] prima repubbli-ca, di cui Tangentopoli è stata il clamoroso [...]. [...] si si-tua la concentrazione [...] oggettivi e soggettivi che pro-durrà il «quadriennio [...] tracollo della politica, il [...] della rappresentanza. E quelli che sono [...]. Primo: che si sia [...] salvata la forza che nominal-mente, e pur [...] in causa dal crollo del co-munismo. Secondo: che sia risorto [...] del fasci-smo, cioè di [...] cui ne-gazione aveva cementato la legitti-mità della [...]. Terzo: che si sia [...] ampio consenso at-torno ad un esponente eccentrico [...] nel nome [...] e di un trasversalismo [...] i beneficiari del modello agonizzante e masse [...]. [...] da far impazzire [...]. Il quale deve addentrarsi [...] di quella speciale «struttura storica» che è [...] della nazione per giun-gere a spiegazioni cogenti. Ed ecco-lo alle prese [...] liberale della borghesia ita-liana, [...] eco-nomica del Paese, [...] cattolica [...] na-zionale (impressionante il collasso [...] nelle proprie metropoli), la devastazione [...] di un ramo del [...] tenuta delle [...] rosse quasi si trattasse [...] di produzione. Gli interventi di [...] si situa-no tra il 1992 [...] il 1996, e dunque costituiscono anche una sorta di [...] della crisi. [...] ad esem-pio, la narrazione [...] quando lui stesso ebbe a rite-nere, dopo [...] che il Pds si potesse proporre come [...] schieramento politico nazionale e di governo» in [...] campo moderato che potesse ambire a gui-dare [...]. Pe-rò non si trattò [...] di chi attenda la caduta del frutto [...] che [...] prospetta un nuovo patto [...] a forte contenu-to di svolta e circondato [...]. Così, se la prospettiva [...] dalla scesa in campo di Berlusconi, resta-no [...] allora elevati: la preoccupazione che la fi-ne [...] produca la crisi [...] del paese; che una [...] alle novità decada nel [...] ad asso-ciare il moderatismo democratico; che la [...] Stato dislochi in zona reazionaria quel pezzo [...] cresciuto nel debito pubblico e [...] che lo Stato si [...] permeabile alle suggestioni cor-porative e autoritarie. In ognuno dei passaggi della [...] politica suc-cessiva la riflessione e [...] di [...] appaiono ispirate a [...] critico. Non solo [...] del-le ragioni più profonde [...] progressisti ma scelte come [...] al severo torchio del [...] al governo Dini, i molteplici tentativi di [...] di riforma costituziona-le fondato sulla reciproca legittima-zione [...] su quella [...] del-la destra che ne [...] problemati-co), la scelta strategi-ca [...] con forze moderate demo-cratiche, [...] ad esse la gui-da della coalizione, la [...] ri-composizione della si-nistra di governo, la stessa [...] nella ricerca di un patto costi-tuente: tutte [...] a quella analisi della crisi italia-na: una [...] può essere po-sta sui binari costruttivi della [...] e delle riforme. Le tensioni e perfino [...] fase precongressua-le (concezione [...] del parti-to e del [...] sinistra, contenuti e modalità del compro-messo riformatore, [...] sociale, questione della giustizia, ecc. E non credo che si [...] (sincero o forzoso) a una [...] «che ha vinto». Intanto è da dire [...] linea fa parte la valutazio-ne della relativa [...] una gracilità che [...] sem-bra quasi porre a [...] il 21 aprile non segna [...] del rapporto di forze [...] Paese [...] rappresenta una rottu-ra profonda del processo di [...] vinto nella politica, non ancora nella so-cietà). Il problema è appunto [...] tramite la politica, nel profondo e [...] della struttura sociale e [...]. La dislocazione nel governo [...] una sfida che deve avanzare su più [...] su quello delle realizzazioni governative ma anche [...] quello [...] politi-ca per provocare i [...] della [...] na-zionale: un nuovo patto [...] nuovo blocco sociale ri-formatore. Da cui dipendono la [...] pro-duttivo e proprietario, il [...] la europeizzazione. Dunque [...] di che discutere, [...] di che te-matizzare rifiutando [...] consolatorio come la paura [...] esposizione. Il giudizio sulla crisi e [...] suoi op-posti sbocchi è articolato ma pur sempre ruotante [...]. Anzitutto siamo anco-ra nel [...] della politi-ca», ma contrariamente al 1992-94 si [...] una ricostruzione in [...] pur sapendo che, [...] di forza reali non sono ottimi sia [...] spaccatu-ra del Paese nel consenso, sia in [...] struttu-razione delle forze in campo. Non basta, anche se [...] nuova classe di governo, occor-re stabilizzare una [...] senso ampio entro un meccani-smo istituzionale che [...] caratteri fi-nora mancati o carenti: totale legittimità, [...] ca-pacità e volontà di au-toriforma, ristruttura-zione funzionale [...] derivazione elet-torale del governo, ri-costruzione della pub-blica [...] garanzia e trasparenza, ecc. In-somma una riconciliazione tra [...] in crisi e impuri, del-la politica e [...] ca-pace di sconfiggere pulsioni di reci-proca distruzione [...] nel «basta coi partiti» o nel «non [...] proprietà pubblica». [...] è il possibile lievito [...] e ce la può fa-re se sarà [...] conservatrici e se andrà oltre la logi-ca [...] che rispondeva a una situazione di [...]. La questione sta domi-nando [...] queste settima-ne, come si è visto al [...] e si vede nelle [...]. Che cosa ha da [...] più [...] rispetto alla coalizione classica [...] una certa cautela dallo stesso [...] e questo secondo me [...] tanto con la presenza di idee diverse [...] lun-go periodo quanto con la proble-maticità e [...] po-litico immediato. Ma intanto [...] deve dare il meglio di [...] di governo e, tramite [...] coordi-nato delle sue componenti, nella [...] di coinvolgere nel proces-so ricostruttivo la parte avversa sen-za [...] che [...] il rischio della non ri-forma [...] di quello che [...] chiama «collasso istituzionale» che ridarebbe [...] alle opposte tenden-ze del consociativismo e della spal-lata plebiscitaria. E il rischio che [...] della politica e [...] del canale delle decisioni si [...] con un radicale declassamen-to [...] così che il sogno [...] di un novello «modello rena-no» [...] nella nuova divisione internazionale del lavoro imposta dalla globalizzazione. Sono queste le motivazioni [...] che fissa i suoi capitoli connessi: Europa, [...] democrazia, nuovo [...] rinnovamento unitario del-la sinistra [...]. Ognuno di questi assi [...] di rivoluzione culturale, cioè un supe-ramento e [...] aggiornamento di culture storicamente accumulate. Per esem-pio, [...] attribui-sce alla integrazione europea anzitutto [...] si-gnificato di una necessità [...] imposta dalla globaliz-zazione, nella prospettiva [...] di una universale guerra permanente tra potenze economicamente ag-gregate [...] di un [...] regolato da vincoli e istituzioni. Ma siccome quel sistema [...] pur sempre di un rapporto di forze [...] occorre che [...] (regno della prima moder-nità [...] si aggreghi come entità competitiva sia nel [...] in quello del modello sociale. È un originale recupero [...] «civiltà europea» che ci consente di reggere [...] di garan-tire le stesse prospettive nazionali e [...] modello sociale la cui qualità sia segnata [...] inveramento [...] socialista. Non un nuovo nazionalismo [...] un [...] contare nella dimensione mondiale [...] delle pro-prie realizzazioni e del proprio spiri-to [...]. La rivoluzione culturale risiede [...] verso la glo-balizzazione e della pura difesa [...] dimensionato sullo Sta-to nazionale [...] sociali ormai sconvolte. Questo esempio della scelta [...] volontà di impedire che la sinistra rifluisca [...] dunque a forza residuale del nuovo secolo. Non a caso [...] paventa [...] di un nuovo «caso italiano» [...] affida [...] della sinistra alla capacità di [...] al «conflitto aperto» nel-la nuova epoca una propria auto-noma [...] globale. Portare a coerenza rispetto a [...] dimen-sione le concrete piattaforme [...] in Italia è quando egli [...] dal congresso. ENZO ROGGI [...] alla sfida del governo [...] un patto costituzionale e un nuovo blocco [...] Direttore [...] Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Vicedirettore: Marco Demarco [...] Giancarlo Bosetti Redattore capo centrale: Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Infatti, fintantoché [...] i con-servatori istituzionali mantengono [...] veto e di intimida-zione, sarà facile agli [...] Polo, che non hanno una unica posi-zione in [...] costituzionali, mostrarsi co-me i veri innovatori. Sarà facile consentire loro [...] semplicistiche che diano più poteri decisionali ad [...] ovvero ad un solo uomo senza preoccuparsi [...] complessivo nel quale vanno trovati e inseriti [...] che sono una garanzia sia per chi [...] chi farà [...]. Se [...] chiama il bluff del Polo [...] dentro [...] non sarà più possibile al Polo rispondere drasticamente «presidenzialismo e federalismo» senza riempire queste due [...] con contenuti precisi. Non sarà possibile ai conservatori [...] replicare ossessi-vamente no a qualsiasi rafforzamento del potere esecuti-vo, [...] qualsiasi razionalizzazione del potere del Parla-mento, gridando al lupo [...] inesistenti derive plebiscitarie (magari impegnandosi di più a fare [...] buona legge sul conflitto [...]. Dunque i riformatori [...] sono chiamati ad una duplice [...]. Probabilmente, il fronte più [...] lungo il quale bisognerà combattere una guerra [...] dinamica è quello interno. Il movimento dei riformatori [...] ancora che vincere, coloro che esprimono, anzi [...] conservatrici mai sottopo-ste al vaglio della critica. Deve, al tempo stesso, [...] go-verno [...] nonostante gli asset-ti istituzionali [...] parla-mentare siano sostanzialmente ina-deguati ad una democrazia [...] ma competitiva. Sul fronte esterno, la [...] posizione. Con pazienza vanno individuate [...] il Polo e svelate le inadeguatezze delle [...] differenze profonde che inter-corrono fra presidenzialismo, [...] e elezione diretta del Primo [...]. Qualche volta si ha [...] sia più [...] in [...] costituzionale di alcuni dei suoi stessi sostenitori [...] Pds, addirittura che raccolga consensi più fra i [...] partito, che vogliono [...] che fra i riformatori, [...] e lo spingono alla coerenza istituzionale. Contrariamente alle opinioni di [...] che non è rigidità, consente di valutare [...] e agevola gli accordi nella chiarezza. Se al Con-gresso del Pds [...] prendere le decisioni di fondo, è la Bicamerale [...] nel quale [...] dovrà condurre i riformatori [...] ma assoluta-mente circoscritto alle tematiche istituzionali e [...] riformatori del Polo. Senza retorica, sappia-mo che [...] riescono qualche volta a fare im-portanti riforme [...] an-che che gli statisti lasciano il segno [...] istituzioni. Ma [...] un altro punto sul quale [...] soffermarmi. Io non conosco gli [...] essendo stato magistrato ordinario per dieci anni [...] cosa è leggere un fasci-colo processuale, altra [...] le notizie dai giornali. Ma sarebbe [...] se tutto si dovesse [...] di correo così equivoca e senza riscon-tri [...] Leonardo Marino, che non ave-va niente più da perdere [...] che oggi è un uomo libero. Perfino nel contesto di [...] il magi-strato che difende il sistema del [...] non basta da so-la la dichiarazione di [...] giustizia ad accusare se non in-tervengono altri [...]. [...] stato questo riscontro obiettivo [...] del processo [...] che si ha è quella [...] non ci sia sta-to e che la condanna si [...] basata soltanto sulla chiamata di correo. Ma [...] cosa vorrei [...] a pro-posito delle inchieste [...] venisse accertato che ci furono irregolarità nei [...] grado, nascerebbero cer-tamente dei processi penali sulla [...] della procura di Brescia. Potrebbe a quel punto [...] di proporre alla Corte di Cassazione una [...]. Certo, però, che in questo [...] si rischierebbe di far passare alcuni anni, anche nel [...] in cui per una revisione [...] ba-stare una sentenza di primo [...]. I tempi non sarebbero [...] di [...] anche se que-sta dovesse [...] ristret-ti, dovrebbe seguire il processo pe-nale contro [...] sareb-bero tre gradi di giudizio. Prima di ottenere una [...] giudicato ci vorrebbe del tempo e questo [...] rimango-no in galera, magari da innocenti. Ecco perché dico che [...] del Capo dello Stato che si basa [...] che è so-vrana e che può riequilibrare [...]. /// [...] /// Ecco perché dico che [...] del Capo dello Stato che si basa [...] che è so-vrana e che può riequilibrare [...]. (0) (0) ![]()
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