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Da una lettera di Giorgio Amendola [...] Leone Cattani, sulle vicende di via Rasella [...] Renzo De Felice [...] Einaudi editore): [...] di via Rasella mi [...] e personale responsabilità, come comandante delle Brigate Garibaldi [...] Roma e per [...] centrale, e come tale [...] Giunta militare del [...]. Ma [...] assunto una posizione che [...] come ancora la ritengo, non vuol dire [...] ogni altro problema. Io ho sempre sentito [...] di quella tragedia. Ritengo che [...] di via Rasella abbia [...] importanza, e abbia contribuito efficacemente alla salvezza [...] Roma, [...] comprendere ai tedeschi il rischio di una [...] in una città, nella quale le forze [...] Resistenza [...] tale audacia ed efficacia cospirativa. /// [...] /// La decisione di riaprire [...] partigiana di via Rasella assunta [...] giudice romano Maurizio Pacioni continua a provo-care indignate reazioni. Il ministro [...] Giorgio Napolitano ha dichiarato di [...] entrare nel merito della decisione [...] ma «da un punto di vista storico -ha det-to [...] pare assolutamente aberran-te». Dello stesso tenore la [...] Pietro [...]. La sen-sazione di chi condanna [...] quella di dover bloccare un pericoloso tentati-vo di delegittimazione [...] Repub-blica: [...] romano sottintende proprio questo obiettivo. [...] a proposito delle finalità [...] con-tro i partigiani dei [...] sono le di-chiarazioni [...] Francesco Caroleo Grimaldi, difensore [...] parti civili, Giovanni [...] (fratello del bambino che [...] quel 23 marzo del 1944 insie-me ad [...] che aveva chie-sto la riapertura delle indagini [...] Rasella. [...] ha replicato alle reazioni del [...] Napolitano e di Pietro [...] di riproporre «tesi esclusiva-mente ideologiche» [...] aggiungendo che [...] alla quale questa senten-za si [...] è quella che ha come rife-rimento Salvo [...] e non chi non ebbe [...] coraggio di presentarsi dopo un fatto così grave che [...] sicuramente scatenato [...] ecci-dio delle Fosse Ardeatine». In soldo-ni, [...] fu responsabilità dei partigiani. Dei tedeschi non si [...]. Convinto [...] della decisione del giudice [...] anche il presidente della Repubblica [...] che ieri ha dichiarato: «La [...] agli storici» e ha lasciato [...] la Resistenza. Affermazione giudi-cata «saggia» dal [...] Prodi [...] coscienze e non ad [...]. Mentre Arrigo Boldrini ci [...] che durante [...] nazista «il dovere di [...] quello di concorrere con tutte le pro-prie [...]. Ettore Gallo, ex partigiano [...] della Corte Costituzionale si sente «offeso» e [...] del Gip romano come una decisione «assurdamente [...]. A furia di mettere in [...] la storia, [...] sullo sbarco dei Mille a Marsala?». Assai più paludate, invece, [...] Giuliano Vassalli, già ministro di Grazia e Giustizia [...] parti-giano torturato [...] a via Tas-so ma [...] intervento del Vaticano. Vassalli dichiara «sorprendente» la [...] Pacioni ma aggiunge che «non si possono [...] conoscere gli atti» e che la vicenda [...] probabilmente la possibilità di affrontare [...] sotto il profilo penale [...] formale». Non solo indignazione in-vece [...] Pietro Ingrao che [...]. Paolo Mondani [...] 2. Ma non siamo la [...] eravamo nel giusto» ROMA. Arriva piano, piano zoppi-cando dalla [...] stanza. Si era sdraia-ta un [...] sul letto per riprendere fia-to. Quella terribile frattura [...] di qualche mese fa, [...] e stanchezza. Ma [...] Carla Capponi, gappista, medaglia [...] della Resistenza, donna [...] e straordinaria. Un mito per chi [...] anni [...]. Lei, ora, ha 78 [...] viso è sempre sorridente, [...] sorniona e da gran [...]. Come aveva nel 1944, [...] dai nazisti con la pistola [...]. Proprio quella [...] aria, più di [...]. Una bella ragazza sveglia e [...] come lei, poteva essere una partigiana o una pericolosa [...] Certamente no, secondo i [...]. Così, quando la presero, [...] via delle Milizie, la povera Te-resa [...] incinta e con un [...] che era alla disperata ricerca del marito [...] Carla, fu portata al comando [...]. Aveva in borsetta la [...]. /// [...] /// Carla, invece, come una gran [...] disturbata da quattro scioc-chi soldati, prese posto su una [...] si informò di quello [...] accadendo e accese golosamente una [...] di gran marca. Non la toccarono e, poco [...] era in [...]. [...] giornata davvero speciale. [...] chiamata in centinaia da [...] Ita-lia: [...] partigiani, amici ebrei, ex gappisti, uomini politici, [...] che hanno avuto il pia-cere di [...] per farsi raccon-tare la Resistenza. Tutti, per espri-mere solidarietà, [...] esprimere affetto o per chiedere [...]. Dunque, un giudice, ha dichiara-to [...] una «illegittima azione di guerra» [...] lei, quel 23 marzo del 1944 fu, insie-me a Rosario Bentivegna, la princi-pale protagonista della [...] azione militare partigiana, [...]. Dice subito: «Io sono [...] e chi mi conosce lo [...]. Che questa de-cisione sia [...] un magi-strato proprio mentre il pubblico ministero [...] chiedeva [...] per Erich [...] non mi [...]. [...] dal dopoguerra e fino ad [...] un preciso tentativo politico di de-legittimare i [...] e mettere tutti sul-lo stesso [...]. È la solita vecchia [...]. Insomma, secondo alcuni, a [...] Ardeatine fummo noi e [...]. [...] di campagna, vive con [...] Elena e gli abitanti del paesetto la ri-cordano [...] ultime elezioni politiche, aspettava fuori dalla stazione [...] dei pendolari per distribuire mani-festini del Pds. È sempre in giro per [...] a conferenze, dibattiti, in-contri anche con i ragazzi delle [...] che vogliono sentire la [...] romani. Le donne, nel gruppo, [...] erano soltanto quattro: Carla Cap-poni, appunto, Marisa [...] Maria Teresa [...] e Lucia Ottobrini. Carla, questa è la [...]. In via [...] e Bentivegna non vedeste, [...] della grande esplosione, nessun ragazzino che si [...] «In fondo alla [...] Carla [...] un gruppo che stava [...] ma Pasquale Balsamo riuscì, palleg-giando con loro, [...] lon-tano. [...] come tutti chiamano da [...] Bentivegna) [...] ad avver-tire un infermiere della Croce rossa [...] operai che stavano scaricando roba da un [...]. Dis-se, ovviamente, che era [...] rastrellamento nazista e fu tutto un fuggi, [...]. Il ragazzino non lo [...]. Forse si era accodato [...] soldati come facevano un [...] tutti i ragazzi. Comunque bi-sogna [...] conto che [...] della carica nel carrettino provocò, [...] «simpatia», anche [...] tedeschi portavano alla cintura. Già, perchè, la compagnia che [...] era [...] ecco-me. /// [...] /// Ma , a me, [...] di un soldato: troppo grande per essere [...] ragazzino. O forse è un [...]. È vero che [...] si intrave-de un marciapiede che [...] via Rasella non [...] e non [...] mai stato, come [...]. [...] e [...] sconvolgente tragedia delle Ar-deatine. Una tragedia che, tutto [...] segnato in qualche [...]. Poi riprende: «Anche sulla vicen-da [...]. [...] tutti coloro che hanno [...] mettere sotto accusa i [...] noi avremmo organizzato [...] di via Rasella, per [...] nazista, in modo che [...] e i suoi uccidessero [...] prigionieri in via Tasso e a Regina Coeli. Con [...] sempre [...] un feroce dissenso po-litico. È una tesi provocatoria e [...] può avere immaginato. Per fare uccidere i [...] insomma, noi avremmo previsto, [...] il massa-cro di decine di nostri eroici [...] si trovavano in via Tasso nelle mani [...] di [...] e degli altri [...]. Ma come si fa [...] tesi del genere? Sa-remmo stati peggio dei [...]. Tra [...] avevamo previ-sto anche un [...] Tasso che non fu possibile realizzare. Così co-me fummo costretti [...] al Teatro Adriano dove doveva svolgersi la [...] anni-versario fascista. Avevano paura di noi [...] costrinsero i fascisti a trasferirsi altrove. Per [...] tutto era già pronto e [...] era già stato messo in movimento: Marisa [...] comprato [...] bambola e io mi ero [...] trave-stita» da mamma premurosa, Nella carrozzina, [...] come quella di via Rasella. Io dovet-ti ritraversare tutta [...] quel-la bomba avvolta in un materasso [...]. Noi eravamo dei soldati [...] ai nostri comandanti. Ci siamo [...] per la libertà. Perla li-bertà di tutti. Anche per quella del giudice [...]. Il telefono continua a [...]. Carla Capponi è di nuovo [...] e deve [...] sdraiarsi. [...] chiama [...] poi Pasquale Balsa-mo e Marisa [...]. /// [...] /// Ma chiamano ancora e [...]. Ora, è la figlia Elena [...]. [...] e zoppicando, saluta e [...] altro bel sorriso, appe-na, appena velato dal [...]. Dice: «A presto in Tribunale. Mi ero dimenticata di [...] già ricevuto diverse telefonate di avvocati compagni [...] tempi, che si sono offerti per la [...]. Ma abbiamo già i [...]. Tra [...] ripeto, io [...] ho già scoperto che uno [...] legali che hanno chiesto la riapertura del-le indagini, nonostante [...] le sen-tenze che hanno definito via [...] un legittimo atto di [...] era un noto iscritto [...]. Insomma, ancora una volta cercano [...] per le nostre scelte di [...]. Ma io non ho [...] cui pentir-mi. Eravamo dalla parte giusta, [...] convinta». Le ultime parole si [...]. Wladimiro Settimelli Il rastrellamento in [...] Rasella dopo [...] Minuto per minuto il racconto [...] quel 23 marzo 1944 fatto in un libro da Rosario Bentivegna «Ci siamo arrivano i tedeschi», il film [...] «Il boato [...] enorme, squassò il centro della [...]. /// [...] /// Rosario Bentivegna, il gappi-sta [...] almeno altri dodi-ci partigiani portò [...] contro i soldati nazisti [...] il 23 marzo del [...] Rasella, nel 1983 scrisse un libro poi [...]. Bentivegna, come è noto, [...] che, [...] un carrettino della nettezza [...] esplosivo in mezzo agli uomini della polizia [...] la miccia che provocò [...]. Dal libro di Bentivegna, con [...] ri-prendiamo il drammatico racconto del [...] culminante [...] partigiano:« Passavano i minuti. I tedeschi non arrivavano. [...] basso, non era ancora [...] me. Non capivo cosa stesse [...]. Carla era passata. Ella doveva rag-giungere [...] di via Quattro Fon-tane con [...] Rasella qualche minuto prima [...] dei tedeschi per [...] come scorta, verso la base. /// [...] /// Ma i [...] arrivavano, il tabacco si [...] di [...]. [...] dal basso, dalla via del Traforo, vidi sopraggiungere una pattuglia. Credetti che fosse la [...]. Risalivano la strada, non [...] grup-petto allineato non seguito dal gros-so. Per la terza volta [...] pipa: per la terza volta la dovetti [...]. Il tempo passava lento, [...] la preoccupazione si stava trasformando in ansia: [...] stavano saltando. /// [...] /// Passa len-tamente, molto vicino [...] a [...] «Se alle 4 non [...] il carrettino e andiamo via». Carla, intanto aveva sganciato [...] di via Quattro Fontane. /// [...] /// [...] ecco giungere Gu-glielmo Blasi [...] si era appostato in un portoncino, sulla [...] Rasella, [...] più in basso e di [...] me. /// [...] /// Finalmente era comparso Cola, [...] della strada, giù in fondo. Saliva lentamente a prendere posi-zione [...] il segnale. Ciascuno di noi era [...]. Pasquale ricomparve vici-no a [...] per la terza volta, e ammiccò. Stavano veramen-te arrivando. Guardai in basso, verso [...] discesa, e [...] ap-parve la pattuglia di [...]. Venivano su, verdi nelle [...] ramarri, con i mitra sul ventre. Era un piccolo drappello [...] che precedeva, co-me gli altri giorni, [...]. Gli altri li dovevano [...]. Cola intanto aveva raggiunto [...] del Boccaccio e si era fer-mato. I nazisti lo superarono, [...] me, mentre in basso spuntava la prima [...]. [...] che [...] più quella di Goethe, le [...] di Hitler, [...] uomini [...] nazista, i rappre-sentanti di coloro [...] rastrellavano i cittadini inermi, degli assassini di [...]. [...] le armi puntate, il passo [...] perfino la carretta su cui era piazzata [...] era un oltraggio al cielo [...] di Roma, agli intonachi, ai sampietrini, al verde che [...] parco di palazzo [...] riverberava dolce sulla via Rasel-la. [...] millenni e nei millenni; [...] victis di [...] non aveva di fronte, [...] le armi e il co-raggio dei partigiani. Oggi il no-stro tritolo. Venivano su cantando, macabri [...] i segni di morte che avevano indosso [...] segni della loro condanna. Aveva-no superato Cola, egli [...] berretto. Si avvicinarono a me, [...] e di un sole usurpa-to, che non [...]. Non erano loro quella [...]. Erano loro il terrore, [...] avevano seminato per le vie deser-te di Roma, [...] che avevano portato dentro le case e [...] anche la morte che era in agguato [...] dietro gli angoli delle nostre strade, cui [...] freno il coprifuo-co e la fame, le [...] torture, la morte che li colpiva im-provvisa, [...] e dava [...] di una giustizia che [...] troppo a soprag-giungere. Cola si era tolto [...]. Alzai a mia volta [...] bidone dove era stato disposto il tritolo [...] fornello della pipa alla miccia. [...] molta cene-re, ormai, nella [...] la mic-cia tardò un poco a prendere. Poi la sentii sfrigolare, [...] che mi era ormai consueto, e mi [...] del fumo. Allora riabbassai il coperchio, [...] cappello e lo deposi sul car-rettino: era [...] con il quale avvertivo i miei compagni [...] era stata accesa. Tra 50 secondi esatti [...]. Non appena ebbi compiuto [...] vecchio soldato della Croce Rossa, che entrava [...] tornò a uscire di nuo-vo: «Vattene» gli [...] tra poco ci sarà [...] arrivando i tedeschi». Non so se capì, [...]. Lo rividi dopo la Liberazione, [...] a ringraziare accompa-gnato dalla moglie per [...] che gli avevo dato [...] valso a [...] la vita. Mi avviai lentamente, molto [...] non esse-re notato, verso via Quattro Fonta-ne, [...] Carla [...] mi aspettava [...] con via Rasella. Sentivo i tedeschi avanzare. Il loro passo si [...] vi-cino, le loro voci si facevano sem-pre [...]. Una ventina di metri [...] un camion dal quale [...] operai scari-cavano materiale per una casa in [...]. Non so se capirono, [...] resero conto di quello che stava per [...]. /// [...] /// Raggiunsi Carla [...] e quasi [...] mi infilai [...] per coprire il mio camiciotto [...] spazzino. Impugnai, nella tasca, la [...] della sicura. Il boato [...] enorme, squassò il centro della [...]. Un fi-lobus che scendeva [...] Quattro Fontane, sbandò un mo-mento, come se [...] avesse fatto sobbalzare il [...]. Guardai dietro di me. La compa-gnia nazista era [...]. /// [...] /// La compa-gnia nazista era [...]. (0) (0) ![]()
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