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Che cosa significa pensare [...] studioso torinese POESIA Cacciatore, una classica oscurità [...]. Compresa, a suo tempo, [...] fatto perdere alla sinistra le elezioni. Debole non vuol dire [...] di Gianni Vattimo vuol essere un pensiero [...] presente dei suoi mutamenti e delle sue [...]. Editorialista della Stampa è [...] pochi fi-losofi italiani i cui libri si [...] Parigi, a Londra e a Berlino. Un acuto commentatore del [...] intellettuale che non di-sdegna le battaglie politiche [...] diritti civili. Ecco il suo modo [...] filosofo La fede cattolica e la politica, [...] anni Sessanta e Settan-ta, quanto hanno contato [...] filosofo Gianni Vattimo? Le istanze degli anni Sessanta [...] arrivate in un relativo ritardo, nel senso [...] diventato [...] solo nel marzo del [...] avevo già [...] di Estetica a Tori-no, [...] arrivato al [...] del movimento studentesco, stando [...] della barricata. [...] che si respira-va nel [...] era quella di chi [...] poco solidale col mondo moderno, bor-ghese, ma [...] per ra-gioni, diciamo così, [...]. E le sue radici [...] Io [...] passato attraverso [...] cattolica di Maritain, poi, [...] approdato ai critici della modernità, da Nietzsche [...] Adorno, [...]. È vero che ho [...] a [...] dove allora insegnava [...] però io, per ragioni [...] capivo il suo te-desco, quindi anche se [...] due passi non [...] mai ascoltato. Quando son tornato a Torino, [...] cominciato a insegnare, il mio primo approccio [...] degli studenti fu un [...] alla Pasolini. Mi sembravano troppo ricchi [...] rivoluzionari (io ero meno ricco dei miei [...] e tutto ciò mi teneva lontano. La fine del [...] fu per me un [...] stetti male anche fisicamente e poi, mentre [...] convalescente per [...] ho letto più intensa-mente Marcuse, [...] e mi sono reso [...] possibile in-terpretare le ragioni di [...] contro la metafisica in [...] ragioni di Marx e di Adorno con-tro [...]. I miei libri su [...] e su Nie-tzsche dei primi [...] Settanta sono un modo di leggere [...] della metafisica come [...] che non era poi una [...] tanto inverosimile. Poi, però, arriva il [...] clima dopo la metà degli anni settanta [...] del «pen-siero debole». Il mio libro su Nietzsche, «Il [...] e la maschera», quello che Eco ha [...] Bompiani nel [...] io lo pensavo come [...] la filosofia del [...] la sentivo come la [...] invece se ne infischiava alta-mente. A un certo punto [...] diventa la moda culturale [...] e estremistica [...]. Fino al [...] io mi sforzo di [...] il marxismo, e Nietzsche. In realtà il pensiero [...] realtà come conseguen-za del terrorismo. Che [...] il terrorismo? In [...] uccidono [...] io stesso nel [...] divento bersaglio di minacce [...] Bri-gate Rosse, mentre milito nel Partito radicale, [...] insaputa mi can-dida alle elezioni come rappresen-tante [...] Fuori, [...] movimento di libe-razione omosessuale, cosa che mi [...] pensavo: la mia carriera accademica è finita [...] ero uscito dal [...] come Eco scherzando mi [...] solo maoista, ma anche profes-sore ordinario). Il passaggio del ter-rorismo [...] nel senso che io mi sia convertito [...] minacciato per telefono, ma insomma ho cominciato [...] non si poteva [...] il [...] perché se si prendeva [...] diventava dei rivoluzionari professionisti che erano ancora [...] borghesi. Io avevo degli allievi [...] coinvolti col terrorismo, mi sembra-vano così impregnati [...] pauperistica, per cui, tutta [...] che non dovevamo accettare [...] soddisfazione (come insegna-vano Nietzsche e Marcuse) veniva [...]. Il leninismo era una forma [...] ascesi drammatica. Il pensiero debole allora intende [...] liberazione come una mossa del cavallo, come una specie [...] scarto che ridistingue il destino [...] da quello della storia. Davanti alle degenerazioni [...] della presa del pote-re, unica [...] è [...] che non si può pretendere [...] rovesciare [...] storico. Si può tuttalpiù [...] in certe sue derive di [...] da una parte. Ma che resta del [...] col pensiero debole lo pri-viamo del suo [...] razionale? Pensiero debole non significa solo fi-ne [...] bensì an-che «ontologia». Il che implica, utiliz-zando [...] che è [...] stes-so che ha questa [...]. Pensiero debole non è solo [...] di una ragione non universalisti-ca, non argomentativa. Ma è anche la [...] filo conduttore ontolo-gico di indebolimento. Proprio per-ché [...] è ontologico, credo che [...] debo-lezza si trovino anche dei criteri di [...] etici. Del resto, sono consapevole [...] pura-mente [...] della critica filosofica [...] superata. Io stesso ho pubblicato [...] addietro un saggio che ho de-dicato proprio [...]. A proposito di criteri [...] è una bella opportunità per i filosofi [...] perico-lo? Io la vedo anche come un [...] chi domina oggi nella bioetica sono i [...]. Cioè quelli che confidano [...]. Per esempio, a me [...] della vita» in quanto tale, come es-senza [...] dubbi. Per me il problema non [...] il valore della vita, e non [...] il sopravvivere in quanto tale; [...] do-manda è semmai: cosa possiamo decentemente fare, con le [...] possibilità tecniche, per non [...] vergognare di fronte alle persone [...] cui stiamo? Il [...] comunità culturale, a una comunità [...] discorso, come insegna [...] non a una qualche essenza [...] o principio metafisico. Mentre ho paura che finiscano [...] vincere, nei [...] quelli che han-no una metafisica [...] più forte [...] della [...] o della riproduzione). È per questo che [...] Papa [...] costretto a pareggiare la ma-sturbazione col genocidio, [...] a non ragionare in termini di [...]. Oggi molti filosofi (anche Lei [...] ultimo libro) sperimentano forme di comunicazione più [...] mai? Non so. Io a lungo mi [...] questa effusione individualistica. Il mio ideale del [...] ancora una saggistica argomen-tativa più neutrale. Per inciso, a cosa [...] Sto finendo di scrivere un libro che [...] inglese, presso la Co-lumbia University [...] intitolato «Dopo il cristianesimo». Che deriva da lezioni [...]. E poi ho sem-pre [...] grande libro che ha già cambiato tante [...] che ora si chiama «Ontologia [...] il mio «testo fondamentale», [...] mai se finirò. Ma non cre-do che [...] allo stile più personale che ho usato [...] «Cre-dere [...] credere». Quella è stata so-prattutto [...] verso chi scrive di cose religiose, per [...] con una specie di [...] in prima persona, per cui non si [...] se «ci crede o no». [...] possibile in religione fare [...] og-gettivo, culturale? Io ho avuto troppa storia [...] accontentare di [...] roba [...]. La filosofia italiana è [...] colonizzata e arretrata rispet-to alla filosofia europea, [...] Ma no, io non ci ho mai creduto [...] storia; è vero che noi scri-viamo in [...] viene letta poco, però. Ma [...] non è la brutta [...] Vattimo? Perché [...] il problema non è [...] del prodotto interno lordo, ma [...] vivacità intellettuale. Lo sa quanto [...] voluto per tradurre in in-glese [...] «Minima [...] di Adorno? /// [...] /// Nato a Torino nel [...] formato soprattutto alla scuola del pensatore cattolico Luigi [...] originale e profondo interprete [...] pensiero tragico. Professore di Filosofia teoretica [...] Torino, Vattimo ha studiato il pensiero di [...] e di Nietzsche nei [...] «Essere, [...] e linguaggio in [...] e «Il soggetto e [...] -Nietzsche e il problema della liberazione». Con la raccolta «Il [...] esce per i tipi di Feltrinelli nel [...] provocazione che farà molto discutere nel mondo [...] italiano. Il tema verrà ripreso [...] Vattimo [...] svolgerà in molti altri libri («La fine [...] 1985, «La società trasparente», del 1989, «Filosofia [...] 1990, «Oltre [...] del 1994) fino al [...] «Credere [...] credere». /// [...] /// [...] definitività della morte ha [...] Edoardo Cacciatore di vedere le prime copie [...] della [...] poesia da lui stesso [...] Il [...] a meravi-glia, che uscirà tra pochi giorni [...] «Collezione [...] poesia» di Ei-naudi, con una mia prefazione: [...] la summa di un discorso poetico (in [...] prosa) che insistente-mente per tutta la seconda [...] secolo, del tutto al di là del-le [...] letterarie e giornalistiche, delle sirene [...] ad ogni costo, ha [...] del pensiero e della vita, si è [...] ossessioni della mente nel suo rapporto con [...] data come voce della conoscenza, dei suoi [...] costri-zioni, delle sue sfide, dei suoi limiti [...]. Riallacciandosi ad una tradizio-ne [...] ha le sue radici nel materialismo antico, [...] più labirintiche costruzioni del manierismo e del [...] cosciente della ben diversa condizione che ha [...] un mondo moderno sempre più cari-co di [...] più vuoto di significati. Cacciatore ha sentito la [...] della realtà», co-me perpetuo ed inarrestabile dramma [...] sogget-to e ciò che è ad esso [...] sempre perseguito [...] obiettivo di una identificazione [...] il ritmo stesso della mente nel suo [...]. Una identificazione che vuole [...] momento «intera», che mira a svuotare la [...] ogni aura «spirituale» e a ri-scattare quasi [...] biologica e materiale, nel confron-to non eludibile [...] del mondo nella parola poetica si dà [...] quella che Cacciatore chiama [...] la deformazione della sostan-za [...] immersione nel movimento del mondo; ma [...] segue la «restituzio-ne», una [...] della realtà e della mente, della loro [...]. Ogni momento di questo [...] continuamente la realtà e continuamente ne è [...] tende a produrre «meraviglia», illuminazioni che si [...] mistica [...] che esplicitamente ri-chiama i [...] dei grandi filosofi e scrittori meridionali Giordano Bruno [...] Tommaso Campanella. È una strada difficile, [...] sistematica oscurità, una con-centrazione assoluta del discorso, [...] metafore, di altera-zioni semantiche e [...] di artifici metrici, che [...] più strenue invenzioni della poesia medievale e [...]. Ma la difficoltà e [...] poesia di Caccia-tore è riscattata dalla forza [...] che la pungola, [...] effetto di ripetizione, dalla [...] ritmo (insieme metrico e vita-le), dal mondo [...] afferra e trascina, altera e restituisce den-tro [...] più diverse scorie del linguaggio culturale antico [...] più diversi dati [...] contemporanea, i più con-creti [...]. La morte, per Cacciatore, non [...] stata solo [...] nemica: con la [...] poesia, con il suo [...] dicendo», egli aveva sempre «saputo» [...] morte, [...] in-scritta nel proprio stesso procedi-mento, [...] continue figure della ne-gazione, del troncamento, della privazione, della [...] del silenzio. Termi-ne inevitabile e previsto, [...] ogni scommessa con la vita, di ogni [...] mondo, limite iniziale di ogni interrogazio-ne che [...] a se stessa e al mondo. Cacciatore aveva defi-nito il poeta [...] «colui che si fa-miliarizza con la morte», che mira [...] intrattenere «rapporti [...] con la morte»; «cacciatore» della [...] appunto, che, nel suo [...] conoscere e [...] dire, divie-ne «caccia» di ciò [...] è esterno e che sempre stiamo cercando e che [...] afferriamo. /// [...] /// [...] «Indeboliamo il potere» [...] del terrorismo fu fondamentale. Cominciai a pensare che [...] il [...] perché si diventava rivoluzionari [...] sono ancora peggio dei burocrati. Non si può [...] di rovesciare [...] storico. Si può [...] più [...] in certe sue deri-ve di [...]. Gianni Vattimo, filosofo torinese, [...] e vuole essere quella corrente filosofica che [...] nome di «pensiero debole». /// [...] /// [...] Dahrendorf a Roma parla [...] e [...] State «La corruzione uccide [...] Ingresso libero domenica 29 in tutti i musei [...] non era anomalo» [...]. Tradurre, non omogeneizza-re». Lo ha detto il [...] Da-hrendorf, ospite a Roma [...] Laterza, a margine di un in-tervento sugli [...] alla vigilia della Fiera del li-bro di Francoforte, [...] il 2 ottobre. Poche cose come i [...] a vedere come il princi-pio nazionale sia [...]. Esso non è però [...] una circolazione molto intense di idee. Dahrendorf ha raccontato [...] di un gruppo di [...] egli stesso ha fatto parte, che negli [...] si è adoperato per promuovere la pub-blicazione, [...] libri che per molto tem-po non avevano [...] luce. Quasi ovunque i primi [...] richiesti sono stati gli stessi: La so-cietà [...] suoi nemici di Karl [...] e Le origini del [...] Hannah Arendt. Poi via via i [...] nelle biblio-teche di ogni persona di cultura [...] Albert [...] Daniel [...] Isaiah Ber-lin, Norberto Bobbio. A proposito [...] euro-pea, Dahrendorf ha detto [...] credere che «le differen-ze siano ancora oggi [...] per questo il prossimo gradino -ha proseguito Dahren-dorf [...] tanto quello di unifi-care le diverse tradizioni, [...] rendere [...] facile la co-noscenza di [...] ne-gli altri paesi europei. Questo [...] un compito che la cultura [...] in particolare, [...] editoria possono assolvere». Il discorso fatto per [...] e la Arendt non [...] narrativa e [...] di grande consumo. An-zi [...] mostra le sue differen-ze nella [...] dei [...] dei vari paesi [...] «Neanche i libri americani [...] venduti -ha detto -sono gli [...] nei vari pae-si». Il sociologo è stato [...] corruzione politica ed ha affermato che essa [...] risultato fisiologico della demo-crazia: al contrario, è [...] gestione del potere da parte di pochi [...]. Secondo Dahrendorf, «la cor-ruzione [...] del-le democrazie, che si debbono impegnare, proprio [...] Italia, in un grande [...] di recupero della [...]. La strada esiste, come [...] Italia, e si [...] dunque percorrere». Dahrendorf [...] intervenuto anche sui temi dei [...] e sul [...]. Secondo Dahrendorf, «il sentimento [...] in Italia», dove fenomeni di esaltazione dei [...] «come in altre parti [...] Europa, fortemente enfatizzati». Quanto al [...] secondo lo stu-dioso tedesco, è [...] altro che morto: si deve solo trasformare, chiedendo [...] di fare di [...] senza perdere [...] elemento della [...]. A conclusione [...] incontro, Giuseppe Laterza ha [...] al Parlamento italiano e al Governo, sottoscritto [...] e collaboratori della casa editrice, per aumentare [...] alla traduzione dei libri italiani in altre [...]. Chie-diamo che venga innalzata [...]. /// [...] /// Ingresso libero domenica 29 [...] musei, gallerie, monumenti e aree archeologiche di [...]. [...] che si ripete per il [...] anno consecutivo, rientra [...] delle manifestazioni per le giornate [...] del patrimonio culturale. La giornata intende avvicinare [...] ai beni culturali e in particolare a [...] sono accessibili normalmente. Oltre [...] libero in musei e [...] la giornata italiana avrà un fitto [...] coinvolgono anche istituzioni private e il mondo [...]. Intanto, dedicato al problema [...] patrimonio culturale aperto al pubblico, si apre [...] Roma, nel complesso del San Michele a Ripa [...] dal Consiglio [...] e dal ministero dei [...] ambientali. Il convegno vedrà la [...] di tutta Europa. Non ho nulla da [...] Rocca, ma il titolo [...] socialista anomalo» forse non [...]. [...] è stato socialista e [...] di militanti che hanno onorato questo ideale [...] oltre un secolo, come tanti socialisti di [...] nessuno dà voce ai loro valori. Anomali sono stati altri [...]. /// [...] /// Anomali sono stati altri [...]. (0) (0) ![]()
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