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Sono passati sei anni, [...] Ca-paci. Ieri, a due giorni [...] Prodi [...] scritto alle sorelle di Giovanni Falcone. Sempre ieri, da Palermo [...] il consiglio di facoltà di Giurispru-denza ha [...] di in-titolare [...] magna a Falcone e Borsellino, [...] accademi-ci». Falcone e Borsellino, la loro [...]. I ragazzi che fanno [...] aspettato un mese, prima di chiamare i [...]. Volevano esse-re certi di [...] speravano [...]. Non per niente io faccio [...] mestiere». Parla lui a nome [...] lista «Movimento studentesco», che a Giurisprudenza è [...]. E gli studenti di An [...] contro anche loro. [...] non piaceva che la proposta [...] da noi». Lo studente racconta di [...] del [...] si è astenuto e il [...] ha prevalso. [...] mafia non potevano avere [...] intestata perché non accademici, appunto. Non è finita [...]. Per risolvere il problema, [...] facoltà ha deciso che avrebbe fatto affiggere [...] stu-denti che hanno [...] e che so-no stati [...]. Inclusi dunque, ma senza [...] Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La lettera di Prodi [...] Anna [...] Ma-ria Falcone arriva in una città in [...] questo. Il presidente del Consiglio [...] commozione. Scrive di un «eroico martire [...] difficile lotta [...] lotta che il governo è [...] fino [...] riaffermazione dei valori civici e [...] Stato di diritto». Da Palermo, intanto, la [...] la Camera del lavoro [...] per [...]. Danno ap-puntamento per questa [...] Biondo e per domani pomerig-gio davanti al [...]. Ma non basta dare appuntamento, [...] loro. E scelgono la formula [...] a partecipare». I segre-tari locali insistono, [...] tensione antimafia rimanga alta in tutte le [...] Stato, [...] gravissimi come la fuga [...]. Da Firenze, parla Rosaria Schifa-ni, [...] anni fa in quella strage perse il [...] Vito, [...] dei tre agenti di scorta morti insieme [...] Fal-cone [...] a Francesca [...]. Come sempre, la vedova Schifani [...] toni sfumati: «Nulla è cambiato da allora [...]. Quelle morti non so-no [...]. Le stragi sono fi-nite [...] ci sono più obiettivi. Ormai vivo [...] ma mi sembra che [...] siano stati lasciati un poco so-li, come [...] altre priorità, non so quali. Dovrebbero essere più tutelati». Ma poi non le [...]. Ag-giunge: «Non è un [...] o di giustizia: è [...] che deve cambiare. Finché non cambia-no le [...]. E nega di essere [...]. Propone [...] genitori [...] accecato poco tempo fa, Nico: «Loro hanno perdonato e hanno ragione: può [...]. /// [...] /// Taglia corto Vincenzo Rovello, [...] di Palermo da tre giorni sulla graticola [...] di Pa-squale [...] il padrino del narcotraffico, [...] ai garbugli burocratici che si sono annodati [...]. Ieri mattina il Procuratore gene-rale [...] Palermo non si è sottratto ai giornalisti, ma [...] delle sue dimissioni è stato [...]. Di [...] via non sene parla. [...] ufficio e mi sento [...] in Italia si dimettessero tutti resterebbe solo [...]. Poi indi-ca anche un [...] questa incredibile vicenda. Nella [...] scelta di rimanere al [...] Rovello troverà il conforto anche [...] presidente del Csm, Carlo Federico Grosso: «In questo momento le dimissioni sarebbero un abbandono [...]. Palermo ha bisogno di magistrati [...] i gravissimi problemi che quella [...]. Il Procuratore generale entra [...] vicenda. Se fossimo stati preavvertiti [...]. [...] un fax, ma ci [...] mezzi anche informali e ci sono, a [...] che poteva prendere la Cassazione per evitare [...] a questo. È strano che il [...] sulla scarcerazio-ne e il 21 è fissato [...]. Una polemica diretta con [...] polemica, solo una semplice [...]. Le parole di Rovello giungono [...] ore prima che sulla vicenda [...] arrivi [...] paradosso. La sesta sezio-ne della Corte, [...] che aveva ordinato di scarcerare il padrino [...] Siculiana, [...] pomeriggio ha con-fermato la condanna inflitta al [...] suoi fratelli dai giudici pa-lermitani. Per Pa-squale [...] la sentenza che gli [...] e dieci mesi di carcere per traffico [...] as-sociazione mafiosa diventa così «inap-pellabile». A Palermo ieri è sta-to [...] il giorno [...] ministero. Carlo De-stro, il responsabile [...] è insediato nella stanza numero 59 al [...] Pa-lazzo di Giustizia do-ve ha condotto una [...]. Con i giornalisti non ha [...] aprire bocca, [...] a [...]. Nel suo ufficio il Procuratore [...] rimasto per pochi minuti, quindi è entrato [...] Ettore Costanzo, il magistrato che ha [...] cinque giorni è rimasto [...] la Cassazione aveva inviato «per co-noscenza» alla Procura [...] Palermo. Non credo che vi [...] questo ufficio e sono con-vinto che non [...] alcun dolo da parte del personale. /// [...] /// Nella stanza 59 rimane [...] anche il direttore [...] Maria Rosaria Rago. Così dopo [...] tra quelli che sono di-retti [...] nostro ufficio per [...] intervento. Non mi sem-bra che ci [...] irregola-re. /// [...] /// Walter Rizzo È diventata [...] a ventuno anni e dieci mesi di [...] boss Pasquale [...]. Lo hanno deciso, assecondando [...] dal [...] Massimo [...] i giudici della VI [...] Cassazione presieduta da Luigi [...]. Sono state rese note [...] che hanno portato alla scarcerazione di Pasquale [...] che ha potuto così [...] momento, alla giustizia. [...] affermano i giudici, andava [...] per evitare «situazioni di ingiustificata diseguaglianza». La Corte parla di diseguaglianza [...] con riferimento ai fratelli del boss, Gaspare e Paolo, [...] avevano già ottenuto il 25 febbraio del [...] scarcerazione come effetto [...] della Corte [...] di Palermo che aveva sospeso [...] termini di custodia cautelare per i [...]. Dopo questa pronuncia del [...] i legali di Pasquale [...] (che a differenza dei [...] rivolto direttamente alla Cassazione saltando il passaggio [...] Tribunale [...] Libertà) avevano chiesto la liberazione del loro [...] estensivo di quella sentenza. E la Corte di Cassazione [...] loro ragione sulla base di più considerazioni: «Tutti [...] i fratelli avevano proposto impugnazione contro la [...] ordinanza della Corte di Appello di Palermo; [...] tutti imputati in custodia cautelare; inoltre la [...] confronti di Gaspare e Paolo non era [...] personali, investendo oggettivamente le ragioni, ritenute insussistenti, [...] dei termini che è avvenuta dopo che [...] secondo grado si era incardinato dopo oltre [...] pronuncia di primo grado e per residuali [...] in massima parte già espletate e concluse». Sulla base di queste [...] Cassazione [...] doveva essere scarcerato già [...]. La Cassazione: ecco perché [...] libertà. /// [...] /// La Cassazione: ecco perché [...] libertà. 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