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Il titolo è appunto «Venezia», [...] sono molti e prendono in esame un [...] che va dal Medioevo sino al Novecento. Sfogliando queste pagine si [...] saggio di Gino Benzoni, «Verso la fine» [...] del tramonto della «Serenissima». Si scopre così che [...] Repubblica [...] già diventata molto fragile nel Seicento, per [...] debolezza a partire [...] del [...]. In tutte le grandi [...] secolo: dalla guerra di successione spagnola sino [...] successione austriaca e, ancora più [...] Venezia [...] dalla [...] perdita di forza e [...] tenere una politica di neutralità. Una neutralità ben differente [...] partes avuta durante tutto il Cinquecento e [...] Repubblica in condizione di influenzare le scelte [...] anche della Francia. La crisi insomma era [...] del 1797, anno della caduta della Repubblica Serenissima. E continuò anche più [...]. Quando, ade esempio, gli [...] e, pur tenendo una [...] di non riconoscere nessuna autonomia alla città. Pochi anni dopo ci fu [...] napoleonica che puntò a far convivere in [...] dimensione territoriale Milano e Venezia [...] cessò di essere una vera e propria capitale. Anche in questo caso [...] pur rivendicata, del capoluogo veneto [...] se ne volle [...] parlare. E che dire della [...] di Napoleone, fra il 1806 e il [...] parte delle strutture e delle istituzioni della [...] Insomma, questo bel libro dimostra che è [...] forte la grande esperienza autonomistica di Venezia, [...] crisi viene da molto [...]. E, soprattutto, che in questa [...] nulla [...] bensì [...] di almeno due grandi imperi. Con buona pace di Rocchetta, [...] ha a che vedere Roma ladrona con [...] veneta? Arriva in Italia un importante libro [...] Fritz [...] sulle teorie di uno [...] del Novecento [...] van der [...] progettista ascetico [...] Un filosofo della misura Il [...] di New York era [...] motto: «Il meno è il più». Rivisitando scritti ed aforismi, [...] la complessità della [...] estetica: un tentativo di [...] armonioso tra cultura e natura. Saggi Alle radici dei [...] razzismi Arriva in Italia in una prege-vole [...] dieci anni di distanza da quella originale [...] decisamente importante dedicato a [...] van der [...] te-desco che con Wright [...] Le [...] è stato uno dei [...]. [...] costruita di [...] van der [...] era certo ben nota [...] pubblicazione del libro scritto da Fritz [...] dalle opere europee, che [...] vertice qua-litativo nel padiglione di Bar-cellona del [...] una vera e propria [...] dello «spazio aperto», a quelle ame-ricane, talvolta [...] il [...] di New York o [...] a Chicago. Ma assai meno cono-sciuta [...] sempre stata la formazione intellettuale di [...] i suoi scritti, la [...] così dire «teorica». Si era [...] più legati [...] di un architetto estrema-mente silenzioso, [...] ol-tre che [...] delle sue opere anche nei [...] testi, che si credevano soltanto bre-vi aforismi. Philip Johnson, [...] che in un certo [...] imprenditore di [...] quando questi nel 1936 [...] Ger-mania per gli Stati Uniti, pub-blicò, nel 1947, [...] questi aforismi, [...] presumibilmente con la piena [...] da testi di più [...]. E a parti-re da allora [...] è sempre legata piuttosto strettamente [...] tedesco al «suo» detto (in [...] di non sicura attribuzione) [...] is more», «il meno è [...] più». Mot-to o aforisma enigmatico [...] a numerose letture, che può anche essere [...] anticipazione delle poetiche del minimali-smo, secondo cui, [...] meno» dei mezzi espressivi, con la loro [...] trasparenza, si ot-tiene «il più» ; vi [...] elisione a questo «più», che può anche [...] del Mistico, secondo una raffinata logica dei [...]. Ma ecco che il [...] Fritz [...] viene a modificare per [...] visio-ne, e soprattutto consente di [...] e di [...] la complessa profondità a [...] sfondo filologico e fi-losofico rimasto inesplorato per [...]. Avventurandosi negli archi-vi del [...] di New York e [...] lo studioso te-desco ha infatti portato alla [...] meticolosa-mente nel volume, molti ma-teriali inediti, quaderni [...] lunghe conferenze dal taglio quasi sistematico e [...] sorpren-dente continuità speculativa, svelando così un [...] van der [...] quasi ossessionato dalla questione [...] interrogata co-me [...] ossia come «arte del [...] architettonica che eccede es-senzialmente il fare unilateral-mente [...] tan-tomeno vuole risolversi in me-ra [...]. Ma per ri-vendicare quale [...] quale identità? Su uno dei suoi tanti [...] alla ricer-ca [...] scrive che «ogni tentativo [...] problemi architettonici con strumenti di calcolo è [...]. E nel «quaderno 1927-28», [...] appunto che viene a smentire gli odierni [...] che sarebbe stata la cieca, e «fatalistica» (L. [...] fiducia nel progresso propria dei [...] del moderno, [...] van der [...] confessa penso-so: «Si parla di [...] della nuova architettura. Devo dire che è [...]. Ab-biamo appena iniziato. Soltan-to in pochi luoghi [...] nuovo campo. Ciò che è vin-cente [...] nuovo forma-lismo. Sarà possibile parlare di [...] solo quando si saranno create nuo-ve forme [...]. Ne viene, alla fine, [...] rapporto bipolare fra le «realizzazioni spaziali» e [...] termini che si condizionano e che cresco-no [...] in-tensità, in un progetto che amerebbe togliere [...] banale «differen-ziazione estetica» (per ripren-dere da parte [...] di [...]. [...] senza per questo farla [...] espressione dello «spirito del tem-po», priva di [...] di capacità di nuova apertura. A [...] van der [...] non erano [...] parte af-fatto estranee le [...] o tra-giche circa il mo-derno conflitto della [...] urto fra la «forma» e la «vita». [...] chiarisce anche che il [...] di [...] fu il filosofo Alois [...] interprete fra i primi [...] il cui salotto per di più era [...] Georg [...] (che [...] il conflitto del moderno) [...] Werner Jaeger. Ma la consapevolezza di [...] cruciale» gli veniva soprattutto dalla [...] frequentazione di Romano [...] e in particolare delle Lettere [...] Lago di Como scritte nel 1923 dal filosofo [...] di origine vicentina, emigrato in giovanissima età [...] Germania [...] allora titolare di una cattedra a Berlino. Fu grazie [...] del mondo «tecnicamente orga-nizzato» svolta [...] da [...] che [...] van der [...] non di-sperò di [...] ancora rispondere in [...] «cardinale» alla questione [...] sentita come essen-zialmente intrecciata con [...] della «creazione di una nuo-va forma di vita». [...] van der [...] cercò allora di rispondere alla [...] della forma se-guendo [...] di [...] ossia ricercando [...] di un nuovo ordine, fatto [...] misurato equi-librio relazionale fra [...] e [...] fra la cultura e la [...] fra il soggetto e [...] tesi in un rapporto ar-monioso, [...] nuovo analogo a quello che corre (come amava [...] fra il vento e la [...] a vela. E riflet-tendo ulteriormente sul [...] con Romano [...] sul bordo vertiginoso [...] della tecnica: «Non soltanto [...] servizio». Ma per quanto radicale, [...] assunto sufficiente per riuscire a resistere alla [...] di ogni distanza, propria dello spirito del [...] Non [...] forse anche il rischio di rove-sciare ambiguamente [...] quella che [...] Frampton, pensando agli anni [...] ha definito una [...] della tecnica»? In ogni [...] capolavori di [...] van der [...] -con il Padiglione di Barcellona [...] la celebre casa [...] negli Usa e la [...] Berlino -, ora li potremo vedere a [...] loro inattualità straniata di luoghi di sosta [...] ro-vine di [...] della misu-ra, del limite [...] il moderno ci può anche [...] consegnare. Nicola Emery [...] In un racconto intitolato «Amici-zia», Kafka [...] di cinque [...] e mettendosi vicine («alla [...] tutti in riga»), si qualificarono agli occhi [...] di se stesse come i cinque che [...] facevano «grup-po». Ne arrivò una sesta, ma [...] posto per lei. Egli non ci fa alcun [...] ma ci dà fastidio, il che è un male [...]. [...] di Kafka vie-ne riferito da David Grossman nel suo intervento durante il primo convegno [...] a Fabrica nel marzo [...] scorso [...] per i tipi della Feltrinelli [...] «Sos raz-zismo» [...]. [...] in tutte le sue gra-dazioni, [...] verso la violenza razziale che si fa sempre più [...] fino alla [...] forma più grave, il razzismo, [...] dunque al centro del volume che dà conto de-gli [...] del convegno, cui hanno partecipato personalità illu-stri della cultura [...] fra cui citiamo, fra gli altri, Tahar Ben [...] (Egitto), Aldo Busi (Ita-lia), Buchi [...] (Nigeria), [...]. Se Grossman ha voluto [...] i meccanismi [...] e [...] e Aldo Bu-si, in [...] ha criticato la risoluzione del parlamento di Strasburgo [...] permette ai gay di adottare bambini, Ben [...] ha sostenuto che il [...] le quali però vanno [...] «culturali», che pure fanno arte della natura [...]. Una tesi con la [...] la scrittrice nigeriana Buchi [...] «il raz-zismo è un [...]. /// [...] /// Nella seconda parte del [...] delegati di Sos [...] han-no lanciato un allarme, [...] che, attraverso gruppi skinhead e nostalgici della [...] contro la differente identità di immigrati, portatori [...] e donne. /// [...] /// Il padiglione tedesco progettato da [...] Van Der [...] per [...] di Barcellona del 1929 [...] van der [...]. Le archi-tetture, gli scritti [...] Fritz [...] editore [...]. [...] sminuita dal confronto con Machiavelli [...] apprezzata durante il Risorgimento. Tariffe di abbonamento Italia [...] Semestrale 7 numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) -oppure presso le Federazioni del Pds. Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Statale dei Giovi, 137 [...] S. E concludeva «Es-sa non ha [...] se non quelle carpite al segretario di Firenze, non [...] teo-ria [...] senso della parola, per-ché la [...] utopia consiste nel fatto compiuto, né [...] filo; [...] suoi altro non formano che [...]. Del resto, dallo storicismo [...] il tema della ragion di Sta-to aveva conquistato a fatica [...] degli storici, e ne era [...] co-stantemente sminuita dal [...] sostanzialmente attribuita la pater-nità. [...] generica che godet-tero i [...] del dibattito [...] indagati al di fuori [...] contesto, è cominciata a venire me-no, nonostante [...] Croce e del Firpo, dello Chabod e [...] De Mattei, solo in anni molto vicini a noi. E naturalmente [...] opera, Della ragion di Stato, [...] nel 1589 e che contò subito ben 17 riedizioni [...] 14 traduzioni, diede il nome a tutto un genere [...]. Adesso, dopo [...] convegno della Fon-dazione Firpo, [...] Donzelli ripropone molto opportunamen-te, per [...] cure di Chiara [...] una nuova edizione [...] del [...]. Se con la [...] opera il gesuita che [...] di Carlo e poi di Federico Borromeo, [...] se-guito diversi incarichi per Carlo Emanuele di Savoia, [...] «le vere e reali maniere che devi [...] Principe per [...] grande e per governare [...] popoli», gli ob-biettivi erano anche altri. Perché la ragion di Stato [...] per [...] solo la «conoscen-za dei [...] quali quel fine si poteva realizzare», perciò [...] mera arte di gover-nare», ma soprattut-to [...] delle tecniche per il [...] la «conoscen-za dei mezzi per con-servare il [...]. E se il potere [...] ai principi da Dio», ovviamente ogni impre-sa [...] dovevano essere conformi alla legge divina, in [...] di citazioni e di ricorso ai classici [...] gioco degli inganni e tran-quillizzare coloro i [...] meccanismi del potere e il monito di Machiavelli. Un tentativo di sistematizzare il [...] tra etica e politica, fra religione e potere mediante [...] codificazione di consigli e di massime, riadattando [...] teorico [...] in cui com-pare [...] aspetto della Contro-riforma, quella del [...] e della secolarizzazione. Da [...] la preoccupazio-ne per [...] del mondo cristiano, per [...] il pericolo in-dividuato nelle tesi [...] Lutero e Calvino, che dettarono il successo [...] tra i con-temporanei. Predicando «temperanza», la «liberalità» [...] del principe, [...] indicava i [...] contenuti [...] nelle mutate condizioni politiche del tempo, sottolineando, [...] ed [...] come il bene del [...] dello Stato sono inscindibili, e che la [...] e tran-quillità» dei sudditi, insieme alla frattura [...] pro-duce guerre civili e contrasti insa-nabili. Ma [...] di corte, preoc-cupato di [...] cri-stiana, [...] il principe che «la [...] non dal parere», coniu-gando [...] con la ragion di Stato, [...] consegnato un [...] nel quale è possibile [...] degli equilibri e le storture sopravvissute nei [...] del no-stro sistema. Ancora attuale, se pensiamo [...] dalla no-stra politica, perché, se ai princìpi [...] Stato si sono sosti-tuiti quelli di partito [...] ci ricorda che la [...] tali interessi è rimasta immutata. Carlo Carlino Della ragion [...] Stato [...] Giovanni [...] Donzelli 1997 [...]. /// [...] /// Carlo Carlino Della ragion [...] Stato [...] Giovanni [...] Donzelli 1997 [...]. (0) (0) ![]()
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