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Nella prossima puntata affronteremo [...] linguaggio. Si è davvero impoverito [...] ha trovato nuove formule? I ragazzi sono [...] e maneggiano il computer come gli adulti [...] caffè. [...] naturalmente a proprio agio e [...] abilità mediatiche fin [...]. Ma nuova tecnologia non [...] metodi di insegnamento. La scuola e i [...]. [...] la cultura informatica, inclusi i [...] sia tenuta in forte consi-derazione dagli intellettuali interes-sati alle [...] tecnologie, lo [...] scuola [...] da una par-te e «competenze» [...] è forte. Un altro elemento legato al [...] multimediale «disturba» [...] ai tempi della [...] digitale rende quasi obsoleta la [...] come colui che trasmette conoscenze. Per [...] del cyberspazio. È in grado, oggi [...] «fare a meno» [...] Dei videogiochi si è [...] parlare. Molte persone sono preoccupate, [...] per [...] diffusione di questi giochi [...] potenziale nocività. È colpa non solo [...] anche dei videogio-chi se i ragazzi leggono [...] «Il [...] meno è un fatto grave e ri-guarda [...] i genitori, chi si occupa di attività [...] Francesco Carlà, che dei videogiochi ha scritto la [...] Castelvecchi, Space [...] -. È grave e non [...]. Io una do-manda però me [...] pongo. Possibile che di fronte [...] così diffuso della multimedialità gli scrittori non [...] altro mo-do per raccontare che non sia [...] libro? Davvero non si può fare alcuno [...] i linguaggi?». Parlare di multime-dialità e [...] è solo parlare di linguaggi, ma [...] di competenze. Rima-nendo [...] videogiochi, ad esempio, in [...] degli esperimenti pilo-ta, si [...] questione e por-tato i videogiochi a scuola [...] costruire il proprio gioco al computer. Col ri-sultato che i [...] progetto, in un anno non solo hanno [...] videogame, ma hanno predisposto la guida [...] la pubblicità per [...] e curato gli aspetti [...] una fiera. E sempre sul tasto [...] insiste Gom-ma, pioniere in Italia, insieme al [...] Decoder, [...] al-ternativo della tecnologia infor-matica [...]. Gomma, tra [...] ha partecipato a un pro-gramma [...] ragazzi di [...] con una rubrica divulgativa di [...]. Su cen-to studenti, cinquanta [...] in casa, sei lo usavano, solo uno [...] Internet. E pensare che in [...] an-che come materia di insegnamen-to [...]. Il pro-blema sta [...] il compu-ter con i [...] insegna-mento. E le due cose [...]. Perché ci dice questo? «Perché [...] scuola te lo insegnano allora il computer [...]. E in Italia la [...] tragica. Invece in Germania, ad [...] linguaggio informatico vie-ne insegnato già nelle scuole [...] a formare programmatori di 11-12 anni. La cosa bella del [...] se possiedi le competenze necessarie, puoi [...] fare tutto quello che [...]. E quindi è la [...] insegnata». E [...] si pone il problema [...] insegnanti, spesso ignoranti in materia. Ma si pone anche [...] fa notare Gomma, «che oggi avere un [...] è una questione di classe. Chi ha i soldi per [...] e chi no. E non solo. [...] è an-cora molto indietro nella [...] informatica. Da un lato, la [...] gli stessi bisogni della so-cietà americana, una [...] avanzate [...]. Le persone, cioè, chiedono [...]. Ma, [...] lato, [...] stato da noi uno sviluppo [...] sbilanciato che ha prodotto una paradossale [...] su tutto ciò che sta [...] lo sviluppo tecnologico e la mancanza di tutta la [...] di valori nati e legati alla società informati-ca. Il dibattito che ha coinvolto [...] sui diritti legati a questo [...] in Italia non [...] stato. Prendiamo il diritto alla [...]. Credo che se non [...] nessuno si sarebbe po-sto [...]. Un altro esempio è [...] che ne-gli Usa non [...] che vuole ma che in Italia ha [...] monopolio che nessuno denuncia». /// [...] /// Partiamo pure dalla gasso-sa [...] il [...] radio-grafa la cultura dei [...] quat-tordici e i ventuno. Quel che ne vien [...] è il «magma flui-do». Con isole di solida [...] con libri, musei, lirica e bi-blioteche, [...]. [...] di campo, tra un gruppo [...] e al loro interno. Ma la mobile galassia [...] e collassa quando entra nei recinti della [...]. Laddove il [...] degli intervistati, secondo il [...] recalcitra alla lettura «come [...]. E dove, [...] noto, solo uno studente [...] alla lau-rea. E allora è gioco forza, [...] un [...] antipatico, [...] anche «dal-le cattedre» questi giovani. E comin-ciamo da Giulio Ferroni, [...] letteratura italiana alla Sapienza di Roma, protagonista [...] di una forte polemica contro le colpe [...]. Gli altri sono im-mersi [...] fluttuante, con modelli culturali variopinti e ibrida-ti». I [...] per Ferroni, «non sono [...]. [...] a gerghi, mode e tratti [...] del vestire. Non sanno [...] né san-no inquadrare quel [...]. Del che è espressione [...] con parole prive del lo-ro referente. Ecco, è proprio [...] la categoria chiave per [...] intermittenza del [...]. E così affiorano i [...]. [...] come il sociologo Usa [...] dia-gnostica da anni. Colpa [...] di modelli critici forti. Del mito [...]. Invece di mettere al centro [...] rinnovamento entro le discipline, la scuola italiana ha celebrato [...] pedagogia come scienza [...] ad [...] e [...]. Dunque, scuola e insegnanti [...]. Non sono loro a [...] che poi accede [...] Sentiamo al riguardo Lu-cio Russo, Ordinario [...] calcolo delle [...] Feltrinelli sul cui titolo [...] «Segmenti [...] bastoncini (Dove sta andando la scuola?». Ci sono ancora buoni [...]. [...] in docenti delle medie [...] la trama di un raccontino, e in [...] che, non sapendo se lo zero sia [...] dagli autori! E ovvia-mente non sanno [...]. Suvvia, professore, non esagera? «No, [...] proprio una situazione avvi-lente, [...] degli intellettuali italiani. Altro esempio: la totale [...] dimostrativo nelle scuole. Niente più geometria piana, [...]. Incapacità assoluta di risolvere [...] già oggi negli Usa gli studenti non [...]. Tutto è affidato al computer, [...] tra poco ciò sarà normale anche da noi. Salvo per certe [...] E [...] ve-niamo ai «segmenti» e ai [...] a Russo tanto cari. I primi sono frutto [...] sulla «li-nea retta», sui «piani». E per via di [...] il triangolo, figu-ra concettuale. I «bastoncini» invece sono [...] le bacchette [...]. Bene, dice Russo in [...] prevale il concretismo corporeo dei bastoncini, contro [...] analisi, e dimostrazione». Insomma una regressione conosciti-va, analoga [...] che marcava la di-stanza tra le vette greche della [...] e [...] romano (antico! Iato «che solo il Rinascimento [...] a col-mare». Russo è critico con [...] Riforma [...] Berlinguer: «La filosofia come di-sciplina annegherà negli [...] la storia antica verrà compressa, e già [...]. Sic-ché il lodevole recupero [...] intere fasi. Regnerà sovrana la tecnologia didattica, [...] una visione eclettica della scuola dove ognuno compra ciò [...] vuole». E a [...] Russo diagnostica: «Vincerà la logica [...] coerente con una società [...]. /// [...] /// Agli antipodi [...] di Roberto Maragliano, pedagogista a Roma e [...] dei «saggi» incaricata di [...] scuola del prossimo futuro: «A [...] di molti, sulla crisi [...] coltivo innanzitutto il dub-bio. Ciò detto, la crisi [...] una sfasatura tra due [...] quello spontaneo che avvolge [...] addestrati dai media, e quel-lo tradizionale, scolastico. Mentre se-gni, suoni e [...] in-scindibili, la scuola torna a [...] a [...]. Bisogna aprire le aule [...] rompe-re le barriere disciplinari e modellare [...] su questa realtà per-vasiva». Un esempio didattico? Ecco-lo: «Richiesti [...] un testo come Blob, gli alunni di [...] furono incapaci. Funzionò benis-simo quando si chiese [...] di produr-re [...]. [...] delineata [...] pedagogica di Maragliano: «Al posto [...] una scuola, che privilegia la scrittura testuale, de-ve affermarsi [...] il sapere co-me rete: un sapere empirico, [...] intuitivo, intertestuale». Ma non si rischia [...] il sa-pere, di [...] estensivamente si-no a [...] «No -replica [...] aree disciplinari rimango-no: come [...] legate e at-traversate da saperi portanti, veicola-ri, [...] la nozione di [...] e poi dalla lin-gua [...] universale. Naturalmente si tratta di [...] nella scuola, [...] aderente ai saperi. E al sapere spon-taneo, [...] di cui i ragazzi sono [...]. [...] il sapere come ipertesto, per [...] scuola e vita. Una tesi sulla quale An-na Oliverio Ferraris, docente di Psico-logia a Roma, dissente fortemente: «La [...] -afferma -dimostra che i bambini non tratten-gono [...]. Sono in grado di [...] di [...] la logica, ma saltano da [...] file [...] e ignorano le parti scrit-te. È un approccio erroneo, [...] ma cancella la ri-flessività». Oliverio Ferraris tra [...] nonè certo una [...] afferma: «La Tv? Meglio farla [...] ai bambini. Con esperienze ad hoc. Quello sarebbe già un [...] potenzia le [...] tempo, spazio, racconto, scelta [...]. Invece, esaltando a scuola [...] si celebrerebbe una cultura [...] ludica, [...]. [...] slegato, quello che ha già [...] purtroppo: la maggior parte degli studenti è incapace di [...]. Dunque, studiosi concordi sul [...] del sapere, divisi sui rimedi. La scuola deve pie-garsi punto [...] basta agli «alfabeti» [...] globale? Oppure deve [...] filtrare le domande? E poi [...] tempo familiare [...] deve essere così diviso, come [...] tra «mamma Tv», gratificazioni e «adde-stramenti» vari, senza racconti, [...] e il sapere dei giovani si [...] da lontano: [...]. /// [...] /// Bruno [...] degli [...] 4. I giovani sono fluttuanti, [...] i contenuti fra di loro. Mancano modelli critici forti Vecchia [...] media separati in classe MARAGLIANO. Deve affermarsi [...] il sapere come «rete». Facendo entrare la tecnologia e [...] computer nelle aule [...] 1. Con questa riforma la [...]. /// [...] /// Con questa riforma la [...]. (0) (0) ![]()
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