Colpisce [...] orale di questo romanzo [...] scritto per essere recitato ad alta voce, [...]. Rime popolari mescolate a [...] strano Pascoli, uno stranissimo Gozzano, con rifiniture [...] canto alla giovinezza povera e ribelle di Pratolini, [...] negli anni Trenta, in pieno fascismo, tra [...] libri che costavano troppo anche sulle bancarelle [...]. Accanto a una vera [...] sentimentale nel Mannello di Natascia, ai frenetici [...] non con la [...] alle frequentazioni di donne [...] », come quella che « studia Petrarca [...] un casino », si svolge [...] politica accompagnata da una [...]. Sono caratteristici i versi [...] a Roma, con il Duce al balcone, [...] anche se un [...] « gigione »; con Bontempelli [...] da Starace », Pirandello e Marconi, i [...] il ricordo di Agnoletti, la polemica [...] condita con la voglia [...] mitraglie contro i padroni, magari annusando la [...] per dispetto dei Selvaggi, [...] Bilenchi. Natascia, la [...] viene dipinta come una [...] belluina, « tenera lupa », sempre viva [...] giovane e del vecchio artista, ma pur [...]. Il « fascistello di [...] di Vittorini, amante di Robespierre, di Lenin, [...] una miscela eterodossa contro Mussolini, nel senso [...] contro il Re per il Re, sogna, [...] la violenza proletaria contro i capitalisti. Le sue letture più frequenti [...] russi, i poeti maledetti, niente Manzoni, niente [...]. Ma ciò che brucia [...] il mondo del protagonista del Mannello è [...] quel suo [...] scegliere come sposo un [...]. Dentro ricordi vivi della [...] malattia, del medico compagno minacciato [...] camerati, di Scipione, Rosai, Firenze, le povere cene con Vittorini, in una letteratura che zampillava dalla vita, come nella [...] giottesca. Niente studi regolari borghesi, [...] per il nostro giovane artista. Pratolini dovrebbe essere amato [...] vantando [...] proletaria, si sono accostati [...] spesso ahimè soltanto alla cultura di massa. Né « fascistello di [...] « compagno di partito » fino in [...] Pratolini [...] racconta di un personaggio ribelle, dentro una [...] che da adulto, da vecchio, si accorge [...] stato vinto ma di non essere nemmeno [...]. Nel romanzo in versi [...] di date, dal 1944 al 1967, che [...] essendo quelli gli anni del dopoguerra, di Metello [...] altre opere [...] di successo internazionale. Dico subito che sono [...] prima parte del libro, dai versi ritrovati, [...] « verde » di oggi dinanzi a [...] intatto, a una natura preindustriale. La seconda parte, quella [...] è scoppiettante e vivace come la prima, [...] i suoi pregi. Intanto è un ripensamento [...] pubbliche e private che i due protagonisti, [...] e magari per telefono, si comunicano. [...] è inevitabilmente più moralista del [...]. ///
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[...] è inevitabilmente più moralista del [...].