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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 2218907538.

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Tre mesi sono veramente [...]. Di certo, però, per [...] da qualche decennio a questa parte, è [...] di là della molta, troppa politica parlata) [...] statale abbia preso finalmente a [...]. Prodi, a cui nessuno [...] merito di parlare poco e di fare [...] nel ginepraio della Cosa pubblica con accortezza [...] esitazioni. Egli deve farsi largo [...] incancrenita stratificazione di interessi particolari, burocrazie vere [...] e sordità politiche. Il suo sforzo è [...] di tutti e a tutti racconta che [...] Italia [...] bacchetta magica non esiste. Quanti aveva-no troppo affrettatamente [...] im-mediato cambiamento di rotta della nostra amministrazione [...] conto che anche la più piccola mano-vra [...] un numero complesso di fattori e di [...] volta complessi. Troppe leggi Troppe leggi, [...] troppe mediazioni impediscono una gestione agi-le e [...] Stato, senza contare che alcune riforme, come quella [...] esempio, non possono verificar-si se non per [...] periodo di tempo lungo e pianificato. Spesso, in mancanza di [...] per [...] non sempre costruttivo delle [...] si è trovato co-stretto, come nel caso [...] Rai, ad applicare le vecchie regole. [...] fatto cer-cando di scegliere il [...] ma sempre [...] di una logica, quella partitocrati-ca, [...] la nuova maggioranza è chiamata proprio a smantellare. Non sono in grado [...] queste prime, spontanee impressioni, come molti italiani [...] di [...] di banche e di [...]. Qualcosa di meno vago [...] due settori della vita pubblica che seguo [...] passione: la scuola e la cultura. Il nuovo governo, così [...] le sue aperture a pro-blemi non immediatamente [...] non poche speranze tra coloro che [...] e nella cultura individuano [...] una civiltà. I politici, in [...] di democrazia, hanno sempre [...] e la cultura due carrozzoni utili sono [...] al sottogover-no. Hanno lasciato che il [...] cor-ruttela facessero radici profonde, oggi qua-si impossibili [...]. Anche [...] è sta-to fatto poco e [...] si sta facendo. I segna-li [...] benché [...] so-prattutto nel settore della pubblica istruzio-ne. Se non altro per [...] è stata acce-sa sulla scuola, finalmente messa [...] preoccupazioni nazionali dopo de-cenni di buio e [...]. [...] scola-stica, la riforma dei [...] specializzazione degli insegnanti e soprat-tutto [...] esteso a sedici anni, [...] che il nuovo governo intende inve-stire sul [...] generazioni, e che i problemi [...] vengono ora affrontati per [...]. È ancora poco, pochissimo. Non è netta la [...] radicale quanto ne-cessaria inversione di tendenza: i [...] stravincono su quelli degli studenti. E finché non si [...] i secondi rimarranno senza una vera solu-zione. Si sa che un [...] bisogne-rà mettere mano alle strutture profonde [...] ma non si sa [...] e né quando. Le tecnologie sono scarse, [...] rinnovate, le meto-dologie rivoluzionate. È troppo alta la [...] tra Nord e Sud. Basta pen-sare che tutte le [...] della Sicilia vendo-no quanto una sola libreria di Milano [...] dare [...] del rapporto [...]. Detto questo, bisogna riconoscere [...] di Prodi non si è lasciato affatto [...] comatoso della scuola. Ha subito iniziato una terapia [...] ria-nimazione che lascia ben sperare. Per quanto riguarda la [...] le strutture che sostengono [...] cultu-rale italiana, i problemi [...] an-nosi, a cominciare [...] in cui sono relegati [...] testamentari, dai monumenti alle opere [...] ai musei. Gli interventi in questo [...] co-stosi e vanno fatti con cautela e [...]. Qualcosa si è invece [...] di rendere trasparenti le operazioni di sovven-zionamento [...] Fondo [...] dello spetta-colo. [...] ristretto a un numero [...] delle commissioni e [...] stabilito il principio di [...] com-missario che fosse interessato alla materia di [...] fa piazza pulita della vecchia abitudine che [...] prevalere su quello pubblico. Ora si aspetta la [...] delle attività teatrali. La speranza è che [...] i più forti, che non venga-no cioè [...] di compa-gnie che guadagni non vedranno mai. Fiction italiana Per quanto [...] ottima [...] di Veltroni di obbligare [...] e privata ad investire in produzio-ni italiane [...]. In questo modo po-trà [...] italiana -quella della fiction -storicamente leader a [...]. Così come è lodevo-le [...] trovare una soluzione allo scandalo degli Enti [...] pri-vati non potrà che essere benefico. Purtrop-po non credo che [...] la ma-levola complicità tra la corporazione sinda-cale [...] Enti [...] e la vocazione burocra-tica dei direttori artistici [...]. Gli interessi in gioco [...] purtroppo la sinistra non sempre è in [...] prio-rità ai bisogni della cultura quando, per [...] costretta ad entrare in conflitto con il [...]. Un sindacato, quello degli Enti [...] spadroneggia indisturbato e che decide spesso anche [...] è di [...] competenza semplicemente incro-ciando le [...]. La politica culturale dei [...] totalmente rivista ristabilen-do il principio della produttività. Tanto si spende, tanto [...]. Allestimenti miliardari per poche [...] lusso disgustoso, un gesto di disprez-zo per [...]. [...] dei privati dovrebbe, sulla [...] alle strutture, la vecchia mentalità as-sistenzialista. Se bastasse un fax. Dunque qualcosa si vede [...]. È poco, ma è [...] si pensa che nella scuola e nella [...] fa nulla da tempo immemorabile. Servono tranquillità e serenità e, [...] una sicura governabilità. [...] rimane la parola magica, sempre [...] stessa da troppo tempo. Oggi per partorire un [...] ancora un elefante. Il giorno in cui basterà [...] fax per far partire una riforma è ancora lontano. Tuttavia, scongiurato il pericolo [...] Previti [...] potere, [...] sembra viaggiare verso [...] che sta lì, come [...] anche come un incubo) a far da [...] politica di Prodi. Cento giorni, quasi tutti [...] pochi per tirare somme. E non bisogna [...]. Ma una cosa va [...] è quella giusta, più tortuosa forse di [...] pensava, ma è [...] che per il momento [...] a lungo) non gi-ra in tondo, non [...] pagare i debiti. Walter Veltro-ni [...] definita la «primavera della cultura». Adesso che è piena [...] la prima volta a Ferragosto moltissimi musei [...] della nuova stagione dei beni culturali parliamo [...] Sebastiano Vassalli. Dal suo eremo -un [...] campagna piemontese dove [...] del Cigno e della Chimera [...] scri-ve, «un angolo di mondo -dice -nel [...] ancora arrivata [...] di grandi imprese compiute [...] Ulivo al quale ho dato comunque la mia [...] ci spiega la [...] particolare prospettiva. Vassalli, come giudica le [...] intervento del governo per la tutela, la [...] promozione della cul-tura? [...] troppo presto per esprimere [...]. Ma ci sono cose [...] vanno. Gli agrari che abitano [...] a casa mia, «poveretti» che a diciotto [...] ai figli, da questo [...] esonerati dal pagare la tassa sulla raccolta [...] che si sentiranno certo di ricambiare. Io invece, per adesso, [...] con la tassa sul diritto [...]. Più tasse agli scrittori, [...]. Non vorrei che si [...] pura. Tanto più che viene [...] Sta-to che non ha mai fatto nulla per [...]. Le regole per il [...] promozione della cultura, in particolare dei beni [...] ma anche agevo-lazioni e sgravi per molti [...]. Per gli scrittori lei [...] Ci sono paesi in cui i poeti [...]. Non credo ci arriveremo mai [...] Italia, ma potremmo impegnarci per far avere a scrittori [...] poeti delle borse di stu-dio. Persino la Finlandia manda [...] più promettenti [...] a stu-diare. Non pensa che sarebbe [...] ri-sultato riuscire a snellire la burocrazia che [...] far partire progetti che utilizzino al meglio [...] a quanto pare non mancano? Lo scrittore rappresenta [...] nazionale, un patrimonio che [...] in due modi: o attraverso la lingua, [...] bandiere. E que-sto secondo metodo mi [...] meno au-spicabile. La lingua è tramandata [...] ma anche attraverso la scuola, un al-tro [...] quale il governo ha deciso di intervenire. Come vede que-sta sfida? [...] quella più difficile. Quarantacinque anni di [...] hanno ridotto la scuola in [...] disastrose. Insomma il di-scorso scuola [...] tanto più che temo le grandi pianifica-zioni. Quello che di buono [...] buono [...] stato e ci sarà, [...] merito di pochi, singoli, insegnan-ti che svolgono [...] il proprio lavoro. A questo proposito ci [...] discussioni: dal ruolo che devono avere certe [...] for-mazione degli insegnanti, con riferimen-to anche a [...]. Lei inve-ce, alle soglie [...] che è tut-to inutile e dobbiamo ancora [...] al singolo maestro o professo-re? Non credo [...] serva-no a qualcosa. Prendiamo le polemiche di questi [...] del liceo classico. Si potrebbe anche fare. Ma che cosa vuole [...] di un sistema così [...] Sono [...] trovate giornalistiche. Bisognerebbe am-mettere che noi abbiamo [...] una scuola [...] una scuola per pochi che [...] benino. Purtroppo con [...] della media superiore si [...] velleitarismi che hanno portato a questo sfacelo. Non mi dica che [...] priva-tizzazioni. La scuola non è [...] si possa privatizzare. [...] alternativa allo sfa-celo sarebbe [...] mano alla Chiesa, un padrone che ha [...] di assumere, licenziare, studiare strategie con esperti. Il suo è un [...]. ///
[...] ///
[...] vero come dice lei [...] al duemila, come è vero che siamo [...] analfabeti. [...] paese europeo che [...] antepo-ne il non necessario al [...]. Al li-ceo dove potrebbero [...] le lingue che ci servono si studiano [...]. Poi, passato il periodo dai [...] ai [...] pagan-do, alcuni scelgono di imparare [...]. Torniamo ai beni culturali. A questo «mi-nimo» che [...] dovrebbe riuscire a rea-lizzare. Guardi, più vado [...] più mi rendo conto di una cosa: [...] questione di schieramenti quanto di per-sone e [...] ha chi organiz-za di [...] stabilire un buon lavoro [...]. Veltroni ha tenuto i [...] Ferragosto. Bene, ma io non [...] volesse molto. La cultura, si è detto, [...] è scritto, è stata per [...] una cultura di sinistra. Dalle case editrici ai [...] stabili. [...] stata una corresponsabilità, o comunque [...] passività da parte dei di-rettori e presidenti di queste [...] La verità è che la sinistra non ha avuto [...] controparte, degli interlocutori. I re-gisti più importanti, [...] Visconti [...] Fellini erano di sinistra. Ma questo non dipen-deva [...] di nessuno. E poi, non è [...] che la cultura era dominata dalle sinistre [...] di vi-sta istituzionale. Insomma, per me non [...] le banche abbiano favori-to i film di [...]. E adesso, vede questo [...] Guardi, [...] governo della sinistra ha co-minciato bastonando gli [...]. [...] che diceva Moretti? Una nazione dove anche [...] pic-cola città funzionino cinema e teatri. Un suo collega, lo [...] Alessandro Ba-ricco, ha prospettato una specie di paese dei [...]. Guardi, ci sono cittadine [...] è assolutamente inutile aprire un cinema o [...]. Basterebbe una piscina o una [...]. Bisogna stare attenti a [...] a un concetto libresco del-la cultura. Cultura è creare possibilità [...] gente stia insieme e ci stia volentieri. Non dimentichiamoci che questo [...] paese dei mostri culturali. [...] il paese dei settecento premi [...]. Ripeto: sono diffidente davanti [...]. Insomma, le grandi idee [...] le piacciono. Prima di [...] fuori quelle bisogna avere [...] di guardare ciò che esiste [...]. Il suo suggerimento, se [...] Rinunciare ai colpi di genio, cercare di [...] di questo paese per poi [...]. Conoscere la realtà: una [...] Italia, che ci sorprende sempre. ///
[...] ///
Conoscere la realtà: una [...] Italia, che ci sorprende sempre.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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