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STORIA ANTICA E [...] DELINQUENZA SIGNORILE NELLA VENEZIA DEL [...] cerchi [...] del palazzo [...] deve varcare il canale su [...] ponticello e addentrarsi in una delle calli più strette [...] Venezia. Una struttura pensile la [...]. [...] di una finestra serba [...] in fuori per spiare gli arrivi. Fra palazzo e palaz-zetto [...] che blocca il campo [...] varcava un altro passaggio pensile di due [...] guardare la via d'acqua dalla parte estrema. Le mura di cinta [...] le più alte che abbia a Venezia [...] e sono state ottenute abbattendo le case [...]. Tutti questi elementi non [...] accentuano un senso di sicurezza, se non [...] di cui è traccia anche altrove a Venezia, [...] nel palazzo [...] a S. /// [...] /// Il [...] dèi piano nobile del palazzo [...] è ornato di busti del [...] indicati come «il card. [...] e i suoi bravi ». Per quanto il Cardinale [...] bizzarro e aperto ai tempi [...] almeno [...] ammirazione di Voltaire, i bravi, via, salvo [...] schiavone, han più [...] di mansueti domestici, a [...] bel figliuolo ricciuto che poteva far figura [...]. Ma tant'è, il nome [...] veniva da una consuetudine secolare, e da [...] aveva resi temibili i [...] in parrocchia di S. Maria Formosa, dove nessuno [...] non fosse amico. Ma i [...] erano tutt'al-tro che soli [...] di prepotenti. Per almeno 150 anni [...] Venezia e nelle sue campagne fu [...] di nobili spavaldi e [...] di bravi. I bravi, banditi dagli Stati [...] e pontifici, ed anche dai più lontani, [...] territorio di S. Marco, dove molti erano [...] potevano [...] e molta la debolezza [...] Stato [...] pretendere [...] delle leggi. Quelle che il Manzoni [...] » contro i bravi, e che a Venezia [...] «parti», «parti pre-se », vanno dal 1568 [...] se con il Settecento le prepotenze di [...] a forme meno brutali. Ma le forze di [...] il bando ai bravi con taglie sulle [...] un invito [...] da parte d'altri bravi, [...] i nobili erano eluse dal facile condono [...] e capitale in cambio di prestazioni militari, [...] di liberare chi si gradisse dal bando, [...] per meriti speciali. Soprattutto era [...] dei nobili, i quali tenevano [...] comune il potere, a rendere inefficienti anche le più [...] proposito et commettendo [...] scandali et [...] e stanno di continuo su [...] favoreggiando [...] questa [...] quella [...]. Maglie di ferro, piastra, [...] pennacchini, guanti da presa, spada e [...] nella sacca, la mattina [...] piazza, loro recapito principale, dove mercanteggiano « [...] le vite degli [...] », le bastonature, gli [...] disturbano nobildonne e contadine. Poi si spandono per [...] far soperchie-rie alla povera gente, o per [...] dove si fuma tabacco, o per i [...] mesi, per la maggior parte non certo [...] massa fluida, ma ai loro mandanti e [...] quali erano spesso accasermati e che scortavano [...] magari con [...] di feroci cani. Non valevano i bandi contro [...] tenitori di bravi, se poi si [...] licenze di [...] servi armati, sia pure [...] sulla carta, il numero a [...]. Quanto agli ambasciatori e [...] Duca [...] Mantova, famoso per la [...] squadraccia, la Repubblica doveva [...] protetti dalla loro insegna. Il fenomeno del Signorotto [...] maggior [...] condanne inflitte ad alcuno [...]. Nel 1696 lo Stato [...] incaricare il Capitan Grande di trovare un [...] omicidio politico. Quanto ai poveri e [...] dei grandi di non [...]. [...] così che il dottor Cingano, [...] capitari Mazzasette, il Tempesta, il Tagliaferro, il Fracasso, [...] il [...] il [...] e centinaia d'altri « [...] » con soprannomi o senza, [...] con «corpo disposto, mostaccio brutto, [...] di porco, et braccio da [...] », infestano Venezia, e « per danari servono [...] questo, [...] quello [...] et [...] pubblici a far impazzire meretrici [...] ruffiane. Di sera smorzavano lumi [...] merci, saccheggiando. Nel 1637, si trovò [...] anche un frate. Nel 1623 scompigliarono le [...] Settimana Santa. Nel carnevale del [...] attraversarono Venezia in corteo, [...] spada sguainata. Gli sfratti in massa [...] Venezia, tempo da 24 ore a 8 [...] crescente del taglio del naso, [...] orecchio, [...] mano, del bando perpetuo, [...] morte, non sortono effetti di qualche rilievo. Intanto nel 1682, fra [...] si contano 700 o-vo a Venezia che [...] bravi, condizionati questi alle paghe, ai servizi, [...] quei nobiluomini prepotenti, che non sdegnavano di [...] loro sgherri. Le cause dei delitti [...] il punto [...] che portava a [...] duelli, o meglio a [...] tra contendenti, ai piedi dello stesso Palazzo Ducale, [...] al giuoco, la contesa per un palco [...] rivalità per una cantatrice o cortigiana, la [...] a ratti clamorosi anche abati e futuri [...] volte era la sfrenata avidità di mezzi, [...] spietata vendetta a suggerire [...] praticare imprese infami. I nobiluomini Leonardo Pesaro, Paolo Rimondo, [...] fratelli [...] Francesco [...] Girolamo Canal vanno famosi [...] per le loro soperchierie. Ser Leonardo Pesaro, un [...] doge, è il tipo del rapinatore insaziato. Invase [...] pubblici facendosi consegnare quel [...] sarti a [...] lui e i suoi [...] presso gente facoltosa con i suoi sgherri [...] vitto e alloggio, sfruttò ebrei sotto minaccia [...] forniva a forza di cavalli e carrozze [...] scorrerie in terraferma; e si faceva lasciare [...] giunta e bastonando. Un terzetto di signorotti [...] Vettore e i suoi fratelli Piero e Giovanni [...]. La loro caratteristica principale [...] e [...] ai pubblici poteri. L'abate fece colpire da [...] capitano delle barche che a-veva osato sequestrare [...] lui diretto. Per un caso analogo [...] innanzi gli addetti alla magistratura, e la [...]. Sequestrò un ministro del [...] le ducali che portava contro di lui [...] persone. Per vendicarsi di una [...] le fece sparare a sale sul viso. Condannato a cinque anni [...] un assalto alle carceri, durante il quale [...] Piero pugnalò il capitano dei Dieci. Tutti e due banditi, [...] dopo circolava per Venezia scortato dai suoi [...]. Lo aveva attratto la [...] onesta ragazza di cui tentò il ratto [...] assedio alla casa. Per alcuni mesi tenne [...] assoluta [...] » della contrada di San Polo suscitando una afflitta denunzia degli abitanti agli inquisitori di Stato. I bandi si susseguivano, [...] presto condonati. In una canzone l'abate [...] certo suo bando non sarebbe durato un [...] dentro il Consiglio dei X che [...] condannato « ghe n'è [...] vecchi, / che se lor mi ha [...] ho fatti becchi». Banditi i tre fratelli [...] Francesco [...] dopo [...] rifugiati presso il Duca [...] Mantova [...] la spudoratezza di rientrare nel territorio della Repubblica [...] pompa per sistemare alcuni affari delle loro [...] Un mese dopo, quando essi erano già ripartiti, [...] Comun per inchiesta. Nuovo bando perpetuo, nuovo [...]. Ritorno a Venezia applaudito [...]. E questo è appena [...] prepotenza di non pochi nobili e un [...] cui essi avevano condotto nel Seicento lo Stato [...] quale a-vevano il privilegio e la responsabilità. Quanto ai cittadini e [...] fra bravi e signorotti vivevano cosi pericolosamente, [...] Andrea da Mosto [...] animale adattabile. Disgrazia vuole che [...] sia anche animale imitativo, [...] dei delitti e il gusto del sangue [...] anche quando i bravi non saran più [...] domestici innocui, quando Venezia sarà delle prime [...] una pubblica illuminazione (1734), e quando la [...] inaugurata dal nuovo secolo parrebbe [...] dovuto modificare il costume. Trovo in una lettera [...] scritta da [...] al severo e dritto Procuratore [...] S. Marco Giovanni [...] «Si sentono ogni giorno [...] annoverano in questo mese sin al n. Al lume di queste [...] pure radi, avvelenamenti, e [...] mano alla spada, e [...] inseguiti dai birri, che continueremo ad attribuire [...] di Carlo Goldoni, prendono [...] tutt'altro che infrequente realtà. C'è qualcuno che è [...] quel secolo nel suo complesso, delle sue [...] bene e del suo male. Preparato da un Seicento ferreo, [...] le sue pestilenze, i suoi bravi, i suoi signorotti, [...] quasi assenza di pittura e [...] poesia, il [...] veneziano sarà un secolo di [...]. Di esso si possono [...] esigenze di rinnovamento, non lo spettacolo di [...] sè dava una classe responsabile di tanta [...]. Se ogni manifestazione d'arte risponde [...] sviluppo dello spirito umano, concluderemo almeno che [...] festosa del [...] veneziano fu un bel sipario [...] sui 19 [...] assassinii del maggio 1755. Manlio [...] è noto il famoso [...] Milano, emesso da Costantino nel 312 dopo Cristo, [...] parificare i diritti della religione cristiana a [...] religioni esistenti nello Stato. Però, dopo un cinquantennio [...] un tentativo [...] compiuto [...] Giuliano, il cristianesimo riuscì [...] religione ufficiale della classe dirigente romana. Ed allora, specialmente da Teodosio [...] non solamente si svilupparono i sanguinosi conflitti [...] sette che si disputavano il potere nel [...] cristiano e [...] il possesso del governo, [...] spietate persecuzioni contro i seguaci [...] religione, i quali, per [...] e tenaci nei villaggi di campagna (pagi), [...] tempi in poi designati col termine spregiativo [...]. Il cambiamento della religione [...] dubbio, un tentativo di adattamento della classe [...] condizioni della società romana, ma non riuscì [...] era nelle sue intenzioni, la profonda trasformazione [...] rapporti di produzione. Perciò gli sforzi compiuti [...] Costantino [...] da altri imperatori dopo di lui, per [...] sistema della schiavitù, non ebbero esito. Anzi il sempre più [...] conseguenza e causa, nel medesimo tempo, del [...] delle minori possibilità di sfruttare i popoli [...] quindi del maggior gravame fiscale incombente sui [...] malgrado ogni legge, il fenomeno della liberazione [...] della loro trasformazione in coloni o in [...]. Ciò non avvenne, [...] DI STORIA [...] TRA BARBARI E [...] è voluto far credere, sotto [...] spinta di sentimenti cristiani, ma perchè molti proprietari di [...] impoveriti, cercarono di [...] di una spesa improduttiva, [...] di nutrire i loro dipendenti [...] non lavoravano, ma pretendendo, invece, la maggior parte di [...] che producevano i loro [...] non solo come corresponsione della [...] della terra o della fornitura delle materie prime, ma [...] come un perpetuo segno di servitù verso gli antichi [...]. La condizione degli [...] quindi, migliorò dal punto [...] e morale, ma non dal punto di [...]. La solidarietà fra essi [...] erano rimasti nello stato di schiavitù perchè [...] più ricchi, non venne perciò a mancare, [...] movimento rivoluzionario si sviluppò in forza e [...] con quello dei lavoratori liberi, mal pagati [...] e trovando alleati nei soldati disertori, nei [...] perchè i [...] del Circo non si [...] persino nei piccoli proprietari, che non sapevano [...] testa per pagare le tasse e preferivano [...] terre e darsi al vagabondaggio. Si formò così, [...] un vasto movimento rivoluzionario che [...] a coincidere con la pressione esterna delle popolazioni barbariche, [...] che, [...] provocò il caos [...] statale romano, [...] del territorio, lo smembramento [...] ed, infine, il crollo [...] schiavistico come rapporto di produzione [...] della società. [...] nelle province [...] dei [...] opera [...] su [...] della famiglia, della proprietà privata [...] dello stato, Engels fa una chiara ed efficace descrizione [...] sfruttamento romano nelle province. Immiserimento generale, riduzione dei [...] dei mestieri, [...] diminuzione della popolazione, decadenza [...] ad un livello inferiore, [...] risultato definitivo del dominio mondiale di Roma [...]. Lo stesso Engels riporta [...] vescovo Salviano di Marsiglia, il quale racconta [...] dei proprietari e dei funzionari in Gallia [...] da far sì che molti cittadini romani [...] occupate dai barbari e che i cittadini [...] nulla temessero quanto di ritornare sotto il [...]. Ecco apparire [...] tra i malcontenti di [...] popolazioni barbare, della quale si conoscono [...] esempi e che si [...] saldando con [...] del tempo. In tutte le province [...] schiavi, [...] pro-letari, sotto-proletari e soldati [...] univano sotto i pretesti più diversi, religiosi, [...] sempre con lo scopo ultimo e fondamentale [...] la classe sfruttatrice. La penisola balcanica, [...] Minore, [...] erano in uno stato perpetuo [...] rivolta; lunghe ribellioni furono quelle degli [...] settentrionale, degli [...] in Pannonia ed Illiria e [...] quella dei [...] che infierì in Gallia dal [...] dopo Cristo in poi, fino [...] dei Franchi. I [...] erano in maggioranza contadini [...] diventati coloni, i quali, colpiti [...] delle tasse e particolarmente da quella chiamata [...] (testatico) formarono delle bande armate [...] lingua celta detta [...] e, con [...] di soldati disertori, diedero vita [...] una vera e propria guerra. Essi avevano dei capi [...] e presiedevano delle forme embrionali di governo. Nelle loro file militavano [...] le religioni e senza religione, ma [...] generale del movimento fu [...] alle cricche cristiane al potere e, in [...] anti-cristiano in senso generale. Per avere [...] delle relazioni che essi [...] basti dire che Attila li rifornì di [...] armi. [...] noto che lo stesso Attila [...] relazioni di alleanza con Eudosio, un medico [...] Marsiglia [...] dirigeva la rivolta contadina in Gallia, e [...] Basilio, [...] dei contadini spagnoli, [...] al dominio romano. /// [...] /// [...] noto che lo stesso Attila [...] relazioni di alleanza con Eudosio, un medico [...] Marsiglia [...] dirigeva la rivolta contadina in Gallia, e [...] Basilio, [...] dei contadini spagnoli, [...] al dominio romano. (0) (0) ![]()
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