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Sono passati tanti anni, [...]. Riemerge vaga-mente e solo a [...] il ricordo di una grande esaltazione, di sfide un [...] inco-scienti e un [...] consapevoli. Di sicuro, co-munque, niente [...] comparabile con la sfida ripetuta più volte, [...] da Alberto, il ragazzo di Montecatini [...] ieri gio-cando alla roulette [...] classe, davanti a quattro compagni. Ma è poi questo [...] È giusto usare la parola suicidio per [...] ha tutte le caratteristiche di una sfida [...] sfrontata, frutto di uno stato di esaltazione, [...] in super-ficie, piuttosto che di depressione? Quello [...] Alberto [...] stato un atto cercato, esposto, [...]. [...] alle [...] e ai divieti e obblighi [...] adulti portata [...] addirittura con sfron-tatezza. Poi è partito il [...]. La spavalderia con la [...] Alberto [...] è tolto la vita resta un mistero, [...] dei ragazzi di Tortona. Sono sfide di cui [...] comprendere [...] profondo, che ci lasciano [...] momento in cui ci mettono con le [...]. Perché ci rendiamo conto, [...] abbiamo fallito, e non sappiamo neanche come, [...]. Ma è già importante [...] falli-to. Fanno impressione i commenti [...] vicino ad Alberto e doveva [...] bene. Gli amici [...] descritto come il più [...] uno che rideva sempre. Il suo allenatore di [...] senza parole. Lo stesso preside della scuola [...] definito uno degli alunni più [...] ai giornali, «e invece mi [...] accorto di [...]. Nessuno aveva mai capito. Eppure Al-berto era tempo, [...] che girava intorno a questa [...] passione. Mo-strava dei segni sui [...] di avere provato a tagliarsi le vene. Faceva vedere ai suoi [...] macchie sui pol-pastrelli, e comunicava che stava [...] lento e dolce. Ma i genitori, evidentemente, [...] accorti di niente. Né [...] uno degli alunni più brillanti [...] alle-gri. E neanche i suoi [...] Al-berto confidasse loro le sue segrete avven-ture in [...] la pistola, gli avesse concesso il privilegio [...] come fosse un og-getto prezioso. Ognuno ha scoperto ieri [...] Alberto [...] diverso da come pensava-no. Perché ha fatto una cosa [...]. E proprio questo, nel fatto [...] per sé [...] più inquietante. Perché per la millesima [...] di fronte a [...]. [...] problema che riguarda tutti. /// [...] /// È qualcosa di serio, [...]. [...] una rottura nel canale di [...]. Non conosciamo i nostri [...]. Ci fac-ciamo delle idee [...] anche in-quietanti, ma comunque tali che riuscia-mo [...] noi, a catalogare. E comunque li pensiamo, [...] ugualmente sorprendenti. Sono ombre che circondano [...]. Sap-piamo che parlano in [...] che amano certi idoli, che seguono una [...]. E li lasciamo fare, [...]. Manon li conoscia-mo davvero, [...] pensiero che noi abbiamo di loro. Pochi giorni fa, un [...] ha passato la vita in mezzo ai [...] iscritto al Pci e poi al Pds [...] Cerveteri, [...] a calci e cazzotti [...] argentino da parte di quattro ragazzi inferociti [...] mi ha [...]. /// [...] /// Ma non riesco a [...] potuto fare una cosa del genere. E quando gli anziani [...] a capire i loro giovani, vuol dire [...]. Per quale motivo il [...] che pure ricordo così esaltante, pazzo ma [...] in Alberto si sia tradotto in morte [...] perché questa sfida [...] molti giovani; e perché [...] delitti inspiegabili, che non sto [...] a elencare: io, [...] lo capisco più. Vivo insieme ai giovani [...] anni, ero poco più di un ragaz-zo [...] cominciato a inse-gnare, e non riesco più [...]. /// [...] /// E forse è proprio questo [...] bisogna fare: [...] di [...] con le nostre convinzioni, che [...] non ser-vono a nulla. Aprire gli occhi, pulirci [...]. /// [...] /// Uccisi Nulla Adriano [...] Quale vuoto si nasconde [...] di Alberto? Ne parliamo con lo psichiatra Vittorino Andreoli [...] «Questo è il suicidio di chi grida [...] Gioventù [...] si diceva una volta; gio-ventù vuota, senza [...] stanca-mente oggi per commentare ogni «devian-za» giovanile; [...] si ac-quieta. Poi [...] una corda al collo [...] ai nostri giovani, a [...] perchè di certi [...]. Ma Alberto, [...] di 16 [...] con un colpo di pistola, [...] ha taciuto; ha lasciato, a noi vivi, una cassetta [...] spie-garci il perché del suo suicidio: «. E allora, ancora una [...] sentiamo il bisogno di rivolgerci ad un [...] aiuti a capire perchè a 16 anni [...] morire [...] si accorga [...]. Il professor Vittorino Andreoli [...] e dirige il Dipartimento di psichiatria di [...] un lavoro di cura [...] con un centro specializzato per i gio-vani. Da alcuni anni si [...] della morte su cui ha scritto due [...]. Il pri-mo, Voglia di [...] «de-siderio» di uccidere e di uccidersi; il [...] E [...] luna darà ancora luce, è un racconto [...] dei senti-menti [...] di fronte alla morte. Alberto sceglie un palcoscenico, [...] si svolge gran parte della [...] vita quotidiana, e su [...] il gesto più eroico possibile, quello della [...]. È proprio [...] infatti, avere a che [...] morte; se vuole affermarsi, mostrare il proprio [...]. La [...] rappresenta [...] estrema di quel grande bisogno [...] affer-mazione eroica che [...] nel mondo giova-nile. E di un eroe [...] spettaco-lare, perché la spettacolarità è gran parte [...] giovanile che tra videogio-chi, film e tv [...] consuetudi-ne, appunto, con la [...]. Questo ci rimanda alla [...] i giovani hanno della morte. Quando li interroghiamo, quasi sempre [...] descrivono non la morte esistenziale, ma [...] morte, la [...] è sempre una morte immediata, [...] non ha mai il dolore e [...] che non è mai caratterizzata [...] lutto, da quella sensazione cioè del distacco che crea [...] nostalgia, la paura della perdita, il rimor-so. La [...] è la morte [...] e transitoria, perchè un [...] canale può morire mentre su un altro [...] e vegeto. Manca il senso della [...] esistenzia-le, lenta nel dolore, spesso agonica. Tutto questo mi sembra [...] pensiamo che si è calcolato che un [...] anni ha già assistito nel-la [...] vita a 35. Ma quante morti vere, [...] Forse una. La morte che noi [...] e il giocare con [...] tanti giovani, ma questo mi pare non [...] di Alberto, non è propriamente un giocare [...] definitivo, che ti finisce, quanto piutto-sto una [...] come quelle che vengono raccontate in una [...]. Alberto però, nella [...] cassetta, ci ha [...]. Oggi sempre di più [...] giovani questo senso di passivi-tà, che diventa [...] essere capaci di nulla, di essere inutili. Si sente spesso ripetere una [...] molto usata: que-sti [...]. [...] sotto [...] delle idee e soprat-tutto delle [...] è vero: non ci sono né idee né ideologie, [...] questo vuoto è [...]. Ma è un termine che [...] trae in inganno se ci si riferisce ad un [...] affettivo che non [...] anzi, tra i giovani [...] proprio forte [...] da qualcuno, [...] essere utili. [...] un vuoto di ideologie, ma [...] pieno di bisogni affettivi. Il termine vuoto non [...] appare come sino-nimo di nulla. Il suicidio, come nel [...] Alberto, è un messaggio, una richiesta di aiuto. Questa generazione ci parla [...] bisogni affettivi, della paura di essere soli, [...] gio-vani che ci mandano in continuazione [...]. Messaggi che il mondo [...]. Io penso (e rabbrividisco [...] perchè penso al nazismo) che è meglio [...] che nessuna ideologia. Oggi invece si può [...] il contrario di tutto, alla mattina aiutare [...] attraversare la stra-da e alla sera andare [...] da un ca-valcavia. I giovani sembrano barche [...] bordo e la società ha perso la [...] bussole e sestanti, che aiutino i giovani [...] propria rot-ta. Per leggere e capire le [...] del giovane bisogna leggere e capire tutta la nostra [...] una società insicura, che non sa dare modelli, che [...] una lato [...] la morte e [...] la [...]. [...] in cui non ci [...] ladri ma i [...] non più gli incoerenti [...] i capaci di adattarsi [...] le situazio-ni. Questo è il clima [...] per-ché non [...] educazione senza coerenza. E aggiungiamo che è una [...] di giovani che sache [...] lavoro. Poi gli esperti coniano [...] cela una realtà drammatica: [...] che a 35 anni vivono ancora in [...] un lavoro fisso e vivono con la [...] pensione del padre. Mancanza [...] considera: tutto ciò produce disperazione [...] nei casi estremi, il suicidio. Non ci sono solo [...] spettacolari ma anche quelli da vergogna, sociali, [...] sa proprio come occupare il proprio tempo, [...]. Qual è la paura [...] sentono [...] «La più diffusa nel [...] è quella di non piacere, e se [...] non ci si sente accettati. E pensiamo che rispetto [...] si tratta di una generazione ben nutrita, [...] si trucca e si veste in modo [...] e si droga perchè la droga è [...] cambiare, per sentirsi diversi [...]. [...] la famiglia, uno mi [...] la scomparsa della figura del fratello. Le statistiche ci dicono [...] media dei figli per famiglia, oggi in Italia, [...] 1,2. La figura del fratello è [...] fonda-mentale [...] ci si confronta, si impara [...] e anche a [...] piacere. Oggi invece i giovani [...] in un branco senza volto, dove sono [...] vivono soli in casa, avvolti in un [...] che non può essere mitigato certo dalla [...] quali sono i computer o i videogiochi. La nostra è una [...] genera giovani insicu-ri; ma sono anche fragili, [...] fragili tra loro si spezzano improvvisamente tra [...]. Bruno [...] 821 minori spariti nel [...] Una [...] di legge Suicidi, gesti violenti, sparizioni: generalizzare [...] drammatizzare ancora di più, ma certo le [...] giovanile in Italia fanno impressione. Ieri il dipartimento di [...] ministero [...] attraverso il coordinamento per [...] diritti dei minori, ha diffuso i dati [...] scomparsi. I «soggetti» -così recita il [...] -per i quali sono state attivate le ricerche nel [...] e che non sono stati ancora ritrovati alla data [...] gennaio [...] sono 550. Quelli per cui sono partite [...] ricerche [...] sono 821. Sono cifre alte: in America [...] anno 3. Per evitare che il [...] anche in Italia, il coordinamento (nato nel [...] una proposta di legge in cui si [...] di sottrazione di minore con quello di [...] con pene [...]. La proposta prevede anche [...] fornisca ogni anno al Parlamento [...] dei minori scomparsi, e [...] per i mezzi [...] di diffondere le immagini [...] cui non si abbiano più notizie. Il minore è riconosciuto [...] dopo 30 giorni dalla denuncia. È un fenomeno che [...] fascia [...] da zero a 10 [...]. Invece, gli scomparsi veri [...] in maggioranza, fra i 15 e i [...]. I maschi sono più [...]. La regione in testa [...] classifica è il Lazio, seguito da Campania, Lombardia, Puglia, Piemonte, Sicilia ed [...]. /// [...] /// La regione in testa [...] classifica è il Lazio, seguito da Campania, Lombardia, Puglia, Piemonte, Sicilia ed [...]. (0) (0) ![]()
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