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Ritenterà con la politica? ROMA Eccolo [...] signor An-gioni Franco, dalla mezzanotte del sei [...] Stato. Qualifica: «generale di corpo [...] in ausiliaria». Contento di [...] finalmente riposare dopo 47 [...] campi, mis-sioni e vita militari? Gli basteranno [...] passioni: bicicletta, vela, [...] e i libri che, [...] tre per vol-ta? Neanche [...] lui, il ge-nerale, non lo nasconde: «Le [...]. /// [...] /// Ma quella che manda [...] 63 anni è medievale. /// [...] /// Giusto farsi da par-te. /// [...] /// Si -ammette -non mi [...] in pensione». Poi scherza: «Il 28 [...] nonno. Mia nipote è nata [...] era stata programmata per venire al mon-do [...] perché nessu-no potesse dire: è già nonno». E con gli occhi [...] so-gnanti la piccola Gaia, conclude: [...] sempre detto: la program-mazione [...] elastica è un ve-ro guaio». In ogni caso, il [...] promesso alla moglie che non resterà a [...]. Si sta guardando intor-no [...] Angioni, non sa cosa farà, ma muore dalla [...]. Bando al paternalismo È [...] generale in ausiliaria. Ai tempi in cui [...] truppe in Libano, sorpren-dendo [...] e [...] con un esercito, di [...] che tutti erano certi avrebbe fatto una [...] si rivelò invece capa-ce di far le [...] lo chia-marono «Condor» e «Rambo buo-no». Gli italiani se lo [...] determinato, con un linguaggio secco, che marcia [...] alla testa dei suoi ra-gazzi. /// [...] /// Si muove e parla [...]. Scio-glie gli [...] complicati nei [...] elementari, li risolve e torna al giudizio [...] facendo spari-re, come [...] le difficoltà. Quanto ai «suoi ragazzi», [...] giura che non la pronunce-rebbe mai. Mai trattato un soldato [...]. Detesto professori e genitori [...] ragazzi da coetanei. Di padre ne basta [...]. Ho il culto delle regole: [...] che fai devi [...] al meglio, almeno ci devi [...]. Una volta mia figlia [...] un contrasto con un suo insegnate di [...]. Capii che si davano [...] indignai. Chi fa a quel [...] segni». Il generale in pubblico [...] mai ma sa, grazie alla mis-sione di [...] Libano, dove mise insieme organizzazione e capaci-tà diplomatiche, [...] primo generale italiano famoso che in-verte una [...] ne-gativa. Cadorna, Badoglio, Messe. I generali delle catastrofi, [...] della Grecia; quelli che non impedirono la [...] che eravamo con le gomme sgonfie; quelli [...] pensarono «tengo famiglia» e se la squagliarono. Come ha fatto An-gioni [...] collettivo la dignità di un esercito con [...] fatto di mo-nocoli e tacchi ottusi che [...] «Quelli [...] al potere, non alla professionalità. Lo stesso mestiere si [...] passione, perché ti piace, o per raggiungere [...]. A quei tempi era-no [...] politiche che non avevano molti punti in [...] gestione tecnica delle forze armate. Entravano in una sfera [...] meccani-smi di primato, rivalità, invidie. Dal 1945 non accade [...]. Una ricostruzione che sembra [...] via tutte le pagine imbaraz-zanti [...] una storia fitta di chiaro-scuri. E De Lorenzo e Birindelli? Il [...] fa un sospiro. Ma recupe-ra subito la [...] reso famoso: «Sono la [...] la voce cal-ma e pacata di [...] «Come militari erano personaggi. /// [...] /// Quando sono usciti dal [...] gettarsi nello scontro politico è andata [...] andata». Anche [...] è stato tentato dalla politica. Fu quando stava per [...] Roma contro [...]. Si giustifica: «Mi fu [...] a disposizione la mia esperienza per la [...] grande azienda complessa, caotica, di-sordinata, come Roma. Quando mi resi conto [...] diventava prevalente -forse giu-stamente, ma non era [...] -mi ritirai». E il discorso è [...]. Inutile [...] qual è stato il punto [...] svolta che [...] tra-sformato da militare in uno [...] simboli del nuovo esercito. La di-fesa strategica del [...] è a tutto campo. [...] chiesto mille volte, la risposta [...] solo preoccuparsi di appari-re immediata e spontanea, attenta a [...] invidie dentro [...]. Quando mi arrivò la [...] non riuscivo a [...]. /// [...] /// Continuavo a offrirmi per [...] possibile, facevo anche i corsi che nessuno [...]. È stato scritto che [...] Liba-no perché nessuno voleva andarci e io ero [...]. Una forzatu-ra, mi creda», [...] fermezza. Questo mi ha dato [...] il mio entusiasmo: un circolo vir-tuoso. Ci sono stati momenti [...] non mi hanno dato notorietà: quando decisi [...] a [...] sele-zionato per le truppe [...] la giungla; la Florida o il Golfo [...] Messico [...] ai Berretti verdi». Eppure sono tutti [...] senza il Libano il generale Angioni non sarebbe mai diventato [...]. Era la prima volta [...]. I media si scatenarono. Nel nostro paese [...] gioca un gran-de ruolo», riconosce. Prima, spiega il [...] era stato soffoca-to da mille [...] ingarbuglia-te: «La guerra perduta male, la colpa per [...] permesso il fasci-smo e per [...] lasciato venti anni al potere. La mia genera-zione è [...] sindro-me del perdente. [...] do-vevamo [...] per forza perché stavamo nella Nato ma tutti vo-levano che volasse basso. Il ra-gionamento fu: se [...] almeno [...] inefficiente e incapace. In-vece, la professionalità è [...] quindi tolleranza. Senza profes-sionalità [...] non è demo-cratico. Diventa gretto, chiuso; la [...]. Col Libano ci sbloccammo [...] stata la fatica di [...] generazione per superare le sin-dromi che ci [...]. Missioni e lingue straniere Furono [...] e lo studio, a partire da quello [...] prestigio [...] e a consentire il Libano. Gli altri paesi mandavano [...] che conoscevano france-se, inglese, tedesco. I nostri vertici furono [...] co-nosceva le lingue. Dovevano co-me minimo portarci [...]. In questo modo, una [...] la sindro-me degli sconfitti, prendeva il po-sto [...] si volasse sempre basso. Ora, io credo, abbiamo [...] sicuro orientamento democratico. In grado di difende-re [...] scattare efficiente per la protezione civile, di [...] collaborare alla tute-la del nostro patrimonio artistico. Insomma, una struttura al servizio [...] comunità. Bisogna [...] senza la Nato saremmo [...] caserma con le fa-sce ai piedi». E, sottinteso, si capi-sce: [...] pericolo continuando la tradizione dei ge-nerali intriganti. Angioni sa che [...] simboli comporta [...] con [...]. Io, invece, [...] scelto. [...] anche componenti emotive. Tra il 43 e [...] guerra ci fu-rono troppi capovolgimenti. Pri-ma [...] osannati, poi bi-strattati. Da bambino ritenevo di far [...] di una cosa segreta e spa-ruta: la Resistenza. Tutti dimostra-vano simpatia per [...] Salò che stavano costruendo da Roma. Scappai da casa per [...] avanguardia di americani che entravano in città. [...] solo un frate che [...] arrivare dalla Tiburtina gridò viva gli ame-ricani. Soli, perché la popolazione [...] potessero scatta-re punizioni. Invece la mattina do-po Roma [...] fiorire di fazzoletti rossi e tricolori perché [...] entrati alla grande: tutti erano diventati della Resistenza. Quando arrivavano i soldati [...] prima avevano osannato, ora li strattonavano. Scelsi [...] per stare coi per-denti. Sarei potuto anche finire [...]. Ma le ideologie erano [...] radi-cali. Andò così». Angioni lo colma di [...] immaginare che non gli possano credere. [...] che mi sono stati maestri». E [...] il generale assesta un colpo [...] stratega. I maestri? Elenca disar-mante: «Un [...] maggiore, [...] capitano. Due capitani [...] colonnello. Anche un generale di [...]. /// [...] /// È vero, quasi sempre [...] inferiore al mio. Ma si impara sempre [...] dice mentre fa scattare la controffensi-va finale: [...] ha anche im-parato dal [...]. Non [...] mai riconosciuto perché ci attaccava-no [...] modo frontale. Ma parlando tra noi, [...] dicevamo che ci stavano insegnando a di-stinguere [...] e autorevolezza». Il tempo è scaduto [...] Angioni, ancora nel suo grande ufficio da [...] e saluta. Improvvise gli arrivano le [...]. E lui, senza scomporsi: «Che [...] se qualcuno dovesse promuovere la [...] del paese? Mi creda, [...] farà sempre e sol-tanto quel [...] decidono Parla-mento e governo». Breve pausa e scandisce: [...] Se [...] politica? Chis-sà. A priori non lo [...]. A destra in [...] recente [...]. [...] Il Condor a riposo «A Beirut [...] la lezione del [...] Il [...] detto anche «Condor», se [...] pen-sione. A malincuore, nonostante i [...] in caser-ma. Franco Angioni, il generale [...] pace in Libano, non se la sente [...] nonno o il velista a tempo pieno, [...] non abbia in animo di giocare di [...] politica. Nel frattempo ricorda: «Ho [...] il militare come mio padre perché in Italia [...] con i perdenti». /// [...] /// La giustizia inglese [...] assolto. Ma la Corte Europea [...] umani ieri ha ammesso il ricorso del [...] chiesto giustizia contro il governo britannico che [...]. A Strasburgo quindi verrà [...] del bimbo che tre anni fa aveva [...] di violenza. Da allora il piccolo [...] vivere con il padre naturale. STRASBURGO Il governo britanni-co sul [...] degli imputati per una presunta violazione della conven-zione europea [...] diritti umani. La Corte Europea per [...] Diritti Umani ha ammesso ieri il ricorso presen-tato da [...] il go-verno britannico, che di diritto e [...] lo avrebbe protetto dalle percosse a scopo [...] e, soprattutto, del patri-gno. [...] tre anni fa ave-va picchiato [...] un bastone il ra-gazzino, [...] di [...] cer-cato di colpire un coetaneo [...] un coltello da cucina. Le gambe e il [...] stando ai servizi sociali della scuola che [...] erano coperte di ecchimosi. Ma una Corte inglese aveva [...] di ag-gressione, dopo che il [...] del tribunale aveva definito le ba-stonate subite dal bambino [...] correzione moderata». Ma il padre naturale [...] cui ge-neralità non sono state divulgate per [...] ave-va fatto ricorso ai giudici del Con-siglio [...]. Ed è con lui [...] vive da allora Due giorni fa la [...] aveva dichiarato che le ba-stonate erano il [...] a freno. La donna ha de-scritto [...] un ragazzino completamente incapace di con-trollarsi e [...]. Una specie di piccolo «demonio» [...] questa, di fatto, la [...] tesi difen-siva -che avrebbe già [...] di due anni provato a distruggere [...] appartamento. Il comportamento distruttivo del [...] immu-tato anche nei primi anni della scuola, [...] tutte le solu-zioni e dei rimedi suggeriti [...] e dagli psicologi [...]. La madre, ancora, ri-tiene [...] del problema risieda nei metodi di educazione [...] gioventù oggi non è affatto disciplinata», ha [...]. Madre e figlio, che [...] insieme, sono comunque ri-masti in contatto e [...] insieme. La madre è [...] però, che il proseguire dela [...] giudiziaria compro-metta del tutto ogni residua possi-bilità di riconciliazione. La decisione di ieri, [...] riconoscere la competen-za sul caso e finalizzata [...] che prevedibilmente richie-derà molto tempo, è destinata [...] polemiche. Il Partito conservatore accusa [...] di ingerenza negli affari interni del Regno Uni-to, [...] associazioni più [...] per la protezione della [...] reagito con du-rezza. Il primo ministro britannico John Major [...] dichiarato pri-ma della [...] che «ognuno deve [...] crescere i bambini nel [...] per loro». Ma non è tutto: le [...] della Corte, in base alla Convenzione Europea sui Diritti [...] del 1950, sono vincolanti. Anche gli altri 38 Stati [...] Consiglio [...] rischiano dunque di es-sere [...] per leggi che dovessero essere giudicate troppo [...] di punizioni corporali. Gli avvocati che difendono [...] Gran Bretagna ave-vano fatto presente che la [...] nel Regno Unito ha bandito le percosse [...] dalle scuole, ma le ha man-tenute in [...] non eccedano limiti ragionevoli. Ieri la madre del ragazzino [...] dichiarato che [...] era il so-lo modo di [...] a freno. /// [...] /// Ieri la madre del ragazzino [...] dichiarato che [...] era il so-lo modo di [...] a freno. (0) (0) ![]()
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