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Si era ucciso, ma [...] anni dopo, lo disse a Jolanda perche [...] tutti volevano la felicita di lei. Pensavano cosi tanto al [...] che glielo tagliarono a fettine, [...] come carne fresca di [...]. Suo nonno ingoiò decine di [...] rosa con gli occhi sereni, si sedette per la [...] più lunga della [...] vita e aspettò la morte [...] in quegli ultimi minuti di una vita piena di [...] con il volto del fattorino del [...] che sbagliava indirizzo. Mentre faceva la posta [...] del nulla, ricordò alcune cose. Della moglie le mani [...] non [...] mai servita, della figlia [...] che era in ridicolo contrasto con la [...] del genero i piedi che erano inutilmente [...] a un uomo che assomigliava a uno [...] stagioni, e infine della cameriera il sedere [...] giorni dopo uscì dalla casa carico di [...]. [...] della morte gli venne [...] un sorriso. [...] preparato il caffè in cucina [...] gli cadde un cucchiaino. La cameriera lo raccolse [...] al vecchio la più bella E arte [...] gliela toccò, lei giro [...] disse «stanotte». [...] sorrise, ma soltanto a [...]. E pensò: «Quando anche [...] ti fa ridere vuol dire che è [...]. Poche ore prima di [...] e avvertì distintamente il profumo della lavanda, [...] di mele in forno, e un altro, [...] indefinito: forse quello della nipote che si [...] per riscuotere gli applausi che le promettevano [...]. Il destino tragico del [...] quello della nipote. Questo, malgrado padre, madre [...] fossero cimentati, senza mai un dubbio, nel [...]. Il gioco, che somigliava [...] ricamo [...] si posavano le mani [...] non impastavano torte, consisteva nel tramutare i [...] Jolanda in virtù smisurate. La giovane, quando terminò [...] lettere, si sentì come una statua di [...] dopo le tante veglie dei suoi autori. Mancavano solo la corda [...] tirasse, in maniera tale che questo obelisco [...] la piazza del mondo. Le mani su cui [...] lasciato i segni rossi di una fatica [...] erano tutte protese, in offerta. Un marito?, dicevano in [...]. Cominciò a cercare [...] e inevitabilmente [...] negli uomini, [...] ci [...] meschini alla «roba da fine, [...] le tre donne [...] il padre [...] dei piedi camminando di [...] in coro non tanto la [...] di un amore, quanto la [...] non nascita. Jolanda sradicava le male [...] gettava nei giardini limitrofi e [...] il terreno del suo [...] si vedessero tracce. Allora, dinanzi agli amici [...] attorno alle torte di mele, gli amori [...] fonte di scherzi e mai occasioni di [...]. Aveva una caratteristica in [...] tutti gli altri che vennero dopo: viveva [...] malgrado avesse superato i quarant'anni. I genitori di Jolanda, [...] a un fiore che sbocciava, le comprarono [...] dove [...] sarebbe stato un sospiro [...] diceva la nonna con disgusto, «un pasticciare [...]. In una delle rare [...] parlò, e lo fece a letto dopo [...] luce, il padre disse che quello era [...]. La moglie non chiese [...] alla figlia o al mercato immobiliare. Luciano andò in mansarda [...] gradini si trovò a pochi centimetri dal [...] Jolanda, un po' troppo tondo per i suoi [...]. Pensò anche ai discorsi [...] e gli venne il dubbio di [...] assieme a una donna [...] gorgheggiato e detto una decina di volte [...] che [...] servita. Tra gridolini di gioia per [...] libertà che non aveva nulla di clandestino [...] la nonna di Jolanda qualche [...] prima si recò in mansarda e lasciò sul tavolo [...] cucina una torta di mele [...] e tra discorsi troppo circostanziati [...] sue ricerche universitarie, Luciano allungò le mani. Non inciampò in ostinate [...] la gonna si alzò fino [...] delle cosce, nemmeno quando [...] sfilarsi il golf di lana mohair. Quando però le sue mani [...] in percorsi più azzardati, lei sospirò nervosa e aumentò [...] ritmo dei suoi discorsi accademici. Un bacio più lungo [...] il silenzio in mansarda. Jolanda si scostò bruscamente [...] Luciano [...] disse: «Adesso facciamo una doccia». Lui pensò a un [...] lei fugò il suo entusiasmo spiegando con [...] parola «insieme» era quanto di più volgare [...] considerava la doccia un obbligo al quale [...] sottostare più o meno ogni quattro ore. [...] finisce tutto a puttane, pensò Luciano. Inventò di [...] alzare molto presto e [...] stupido se ne andò. Prima di tornare a [...] di banca scelse una passeggiatrice e si [...] lei si mise a cavalcioni sopra di [...] dato nemmeno [...] al bidet a fianco [...]. Dopo Luciano venne un [...] Comune al quale i genitori di Jolanda rimproveravano [...] e [...] di toccarsi spesso il [...]. La madre [...] con il telefono e [...] soltanto geometra. Il padre, tra una [...] e [...] disse «roba da poco». La nonna alzò gli [...] «Tuo nonno non aveva la [...]. Arrossì poi [...] il sedere marmoreo della cameriera [...]. Altri vennero, ma non [...]. Poi incontrò Anselmo che [...] genitori perche ricco, di buona famiglia e [...]. Inoltre aveva [...] nera. Non fu lui ad [...] ma viceversa. /// [...] /// Anselmo apprezzava la cultura di Jolanda e si appassionò perfino ai prosatori del Seicento italiano [...] Jolanda PIER MARIO [...] di Giulio [...] Mario [...] 38 anni, giornalista, è nato [...] Milano. Nel 1984 ha vinto il [...] Viareggio opera prima per la raccolta di poesie «Labbra [...] (Shakespeare and Co. Ha inoltre pubblicato due [...] ragazzi presso [...] «Il gatto della Mezza [...] (Premio Cento letteratura per [...] e «II mistero delle [...]. Su quotidiani e riviste [...] racconti. Per [...] ha in preparazione un romanzo. Ernesto Sàbato [...] TUNNEL Editori Riuniti Il racconto [...] un delitto e della [...] genesi nella rievocazione [...] il romanzo che rivelò uno [...] maggiori scrittori [...]. Non ebbe [...] fretta con le mani, le [...] anzi per giocherellare con le sue pipe, tutte fredde [...] che Jolanda aveva [...] puntualizzato [...] dei tabacco bruciato le ricordava [...] suo nonno, quindi la morte. In quelle serate quiete Jolanda [...] te che preparava con il pentolino portato [...] «Sai, io tengo molto [...]. /// [...] /// Jolanda, che aveva le chiavi [...] di Anselmo, ci andò un pomeriggio assieme ai genitori [...] fecero troppe [...] al portinaio. Dopo quella visita il [...] lungo viaggio [...] e si fece consegnare [...] Dopo alcuni mesi, la madre compose il numero [...] Anselmo. Rispose la voce giovane di [...] donna. Il padre, dopo [...] pensato per tutta una mattinata [...] disse: «Il mondo è pie-no di avventurieri». Seguirono nella vita di [...] Jolanda ad affacciarsi delle comparse, [...] più primi attori Avevano il pallore delle commedie mai [...]. E allora nei pomeriggi [...] torte di mele, mentre il padre passava [...] stanza dando [...] impressione di essere sul [...] regnavano i sospiri sa un mondo «che [...] Jolanda [...] merita». Poi, come on [...] Dario, psicanalista, separato dalla [...] amante. [...] in una gelateria del [...] Dario [...] a lungo gli occhi di Jolanda, si [...] ima straordinaria liquidità, più prepotente di quella [...] appena sporche di crema e pistacchio. Decise che era una doma [...] sensuale. Aggiunse dentro patto di La [...] in silenzio in una camera [...] di Zurigo, con la tappezzeria [...] fiori azzurri. Jolanda, che per la [...] sopra di sé il peso incredibilmente leggero [...] fu più contenta di ciò che perse [...] che guadagnò: la verginità somigliò a un [...] una ricerca universitaria, tolto dopo pesanti perplessità. Rimase, dopo, con gli [...] fiorellini della tappezzeria e un sorriso idiota. Dario provò a [...] nelle fantasie erotiche, ma lei [...]. Preferiva le passeggiate nel [...] domandava soavi dichiarazioni d'amore. Quando era in camera esibiva [...] nudità più all'acqua rigata della [...] che non ai muscolosi silenzi di lui. Dario quando tornarono a Milano [...] di non essere stato violento. Ma ormai era tutt'uno [...] professione, fatta di agguati più che di [...]. Lo psicanalista andò a [...] amante sulla quale i genitori di [...] tutte le colpe. Jolanda entrò a casa [...]. [...] fu improvvisamente invaso da [...] di confetti, gli aliti sapevano già di [...]. Fecero fare qualche ritocco [...] stanze che sei mesi prima [...] si aggiunse come dote [...] rimase lì in attesa di diversa destinazione. Qualche giorno prima delle [...] e la madre, ormai solenni, partirono per Firenze [...] Jolanda aveva a disposizione, per i giorni delle [...] un bilocale. Avendo deciso, i due [...] tappa a Firenze durante il viaggio di [...] pensarono bene di andare a «disinfettare tutto». Tornarono con la macchina [...] piatti, tazzine e posate. A poche ore di distanza [...] in [...] na con lo stesso carico, [...]. Il 20 marzo si [...]. Lui si chiamava Marzio, [...] e una mitezza di carattere non proprio [...] il nome che portava. Era ingegnere, viveva con [...]. [...] sul matrimonio la terza volta [...] si videro. [...] la futura suocera gli tenne [...] mano nella propria. Faceva cosi con gli [...] data. Lui lasciò fare e parlò [...] lungo di [...] madre. Marzio associò, negli anni futuri, [...] matrimoniale [...] di borotalco. Quella polvere bianca e [...] assurse a [...] o diPrima tappa del viaggio [...] ma [...] della camera [...] nozze [...] sé: a [...] la laurea. Quanto al resto suonava [...] di Jolanda: «Abbiamo tutta la vita». Marzio, [...] aveva sempre avuto paura [...] con metà bocca. Tornarono a Milano, occuparono [...] stanze e la loro vita si mise [...] da Jolanda, il cui sentenziare perentorio aumentò [...] che aveva finalmente raggiunto la desiderata condizione [...]. Il carattere remissivo di Marzio [...] segretamente e [...] più modo [...] tappezzeria a azzurri. Fa lei a dettare [...] quella che chiamava «settimana felice». Si alzavano alle 6,30, [...] la doccia, poi tornavano a letto dove Marzio [...] vassoio della colazione: Gli era impedito di [...] Jolanda diceva [...] «la giornata si prepara [...]. Lui osava, dopo [...] lavato le tazze del [...] averla aiutata a riassettare il letto. Verso le sette di [...] Marzio [...] dai suoceri e [...] davanti al portone. Tornati a casa, si [...] importanti» preparando la cena. Mangiavano in cucina, sparecchiavano, lui [...] la [...] unica sigaretta, facevano la [...]. Davanti al letto, su un [...] di noce, [...] la televisione. Le mani di Jolanda [...] cambiava programma in continuazione, nessun film fa [...]. Alle [...] spegnevano la [...]. Se lai [...] e lo faceva con un [...] o un piede, Jolanda diceva ebe non [...] paura mai vinta nei confronti [...] donne perbene. Dopo il divorzio riprese [...] le ragazze di [...] alle quali volle sempre [...]. Le trattava con gentilezza, loro [...] per [...] o una serata si sentivano [...] non erano mai riuscite a diventare: signore. Una di quelle, riparandosi [...] si rivestiva, gli confessò: «Tu sei come [...]. Il matrimonio di Jolanda [...] e due giorni. Marzio ascoltò i rimproveri [...] «Ogni volta che ti vedo sei più vecchio: [...] fa invecchiare è più puttana del tempo». Un lunedì sera andò [...] moglie dai suoceri Le disse che non [...] lei e nemmeno dormito. Senza aggiungere altro riempì le [...] due valige. In una ci mise anche [...] saponetta consumata. In casa di Jolanda, dopo [...] rifiutato una decina di sentenze, giunsero a questa conclusione: «Ha sposato un matto». Jolanda lasciò [...] e si trasferì in [...]. Prese a [...] con più disinvoltura e il [...] entusiasmo della [...] sostituito dal più solido vanto [...] divorziata. La [...] vita sentimentale si nascose [...] della nuova condizione, che le permise più [...] di maggiore esperienza. Qualche mese dopo la [...] dei miglioramenti alla mansarda. Fu un via vai [...] Eira fine luglio e non aveva impegni accademici [...] da completare in attesa di incerte vacanze. Faceva caldo ma indossava [...] pelle con il tacco grosso, gonne strette [...] Un muratore scorse in quella rigidità la [...] tante regole. La guardava in silenzio [...] fissava i suoi fianchi rotondi poi faceva [...] occhi meridionali più in basso. Jolanda avvertiva la sensazione [...] la più pesante e la più sfrontata. Un giorno fu lei a [...] in una strampalata sfida con se stessa. Si soffermò su! Il muratore girò il [...] un attimo gli occhi dei due [...]. Suonò il campanello verso [...] sera. Le disse di [...] dimenticato alcuni utensili Le [...] «Guardi [...] quel calorifero». Jolanda si mise in [...]. Quando Io senti dietro [...] si mosse e chiuse gli occhi Nessuno [...]. Alla One gridò, le sue [...] tra i [...] li tennero stretti fin quasi [...] Non si alzò quando lui [...] la porta e disse senza chiedere: «Domani alla stessa [...]. Jolanda andò in ritardo [...] genitori Non si fece la doccia, si [...] mani [...] nonna le disse: «Stasera [...]. In agosto non lasciò Belano. Ogni sera, verso le otto, [...] in mansarda il muratore al quale lei [...] e chiedeva, prima [...] parlarono di niente. Poi il muratore sparì [...] preavviso. /// [...] /// Jolanda riprese ad andare a Firenze, dove rimaneva per periodi sempre più lunghi, in febbraio [...] trovata dalla portinaia [...] le mani sulle tempie. Sai collo bianco della «signora [...] segni bluastri, dai [...] occhi straripava [...] sorriso ambiguo. Il commissario di polizia [...] che secondo le indagini la figlia aveva [...] brutte compagnie. Lo seppero anche i [...] In [...] di Jolanda 0 lotto durò due vecchiaie. /// [...] /// Lo seppero anche i [...] In [...] di Jolanda 0 lotto durò due vecchiaie. (0) (0) ![]()
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