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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1998»--Id 2185220012.

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Protagonista è una donna di [...] anni, affetta da una forma di delirio erotico tipica [...] «sindrome di de [...]. Casalinga, due figli, problemi [...] un disturbo di personalità di tipo paranoide. Nutre da tempo un [...] nei confronti di un medico, suo coetaneo, [...] convinzione delirante di essere ricambiata. Ora è sotto trattamento [...] possono aiutare questi malati, [...] viene spesso rifiutata per la mancanza di [...]. Innamorati pazzi Charles [...] in [...] che amava le donne». In basso Isabelle Adjani [...] «Adele [...]. Un amore estremo, una passione [...] non conosce limiti. Per intendersi, quel genere [...] ispirato il genio cinemato-grafico di François Truffaut [...] Adele [...]. Ma [...] fatale è anche il [...] scelto per [...] romanzo (pubblicato in Italia [...] Einaudi) [...] scrittore inglese Ian McEwan. È la storia del [...] del giovane [...] che si scatena dopo [...] mongolfie-ra -anche questo fatale, un ricer-cato espediente [...] inizio davvero memorabile -e che coinvolge suo [...] Joe Rose, giornalista scientifico di fa-ma. Che non ricambia affatto [...] del suo per-secutore. [...] di [...] osses-siona e molesta Joe, al [...] da mettere in crisi la [...] vita e il rap-porto con [...] compagna Cla-rissa. [...] smonta e ritaglia la realtà, [...] poi [...] a suo piacimento. E i ripetuti dinieghi [...] non fanno che alimen-tare la [...] passione e la [...] con-vinzione di essere riamato. Spiega McEwan, delineando magistral-mente [...] del suo personaggio: «Se ne stava rin-chiuso [...] dei suoi stessi pensieri, distillando signifi-cati, rovesciando [...] dentro presunti scambi di comunicazioni mai avvenute. Il romanzo di McEwan [...] un epilogo tutto som-mato lieto, anche se [...]. Il folle [...] sembra infatti incapace di [...] propria omo-sessualità; e il suo fanatismo si [...] seguendo il delirante sillogismo: «io amo te, [...] me, io odio te». Ricorda lo psichiatra e psico-biologo Giorgio Maria Bressa: «Freud sosteneva [...] di una [...] sintomatica, caratte-rizzata da [...] omosessualità, [...]. Si sarebbe trattato di [...] cui [...] che riconosceva la propria [...] (cioè non in sintonia [...] più profonda di sé) ope-rava alcuni processi [...] partendo dalla negazione del proprio amore per [...] ad elaborare un delirio di persecuzione da [...] quindi al desiderio di [...] perché aggredito da lui». Da bravo divulgatore scientifi-co, [...] Joe si trasforma in indagatore [...]. E rie-sce persino ad [...] che ha colpito il suo per-secutore: scoprendo [...] di de [...] che prende il nome [...] che per primo la descris-se nel 1942, [...] questa «convinzione delirante di essere in comunicazione [...] persona» da altre forme di delirio erotico. Nella [...] forma pura, riferisco-no gli [...] in que-stione non ha di sicuro una [...] andare oltre la de-scrizione aneddotica di alcuni [...]. Il delirio erotico diretto [...] di livello cultura-le o sociale maggiore, mai [...] trattenuto, è anzi se-condo Bressa una manifestazione [...] nella no-stra cultura: «Nella nostra attuale società [...] psi-copatologia -credo che, ad esem-pio, il luogo [...] la struttu-ra gerarchica rigida possano in-durre in [...] sviluppo del disturbo». La classi-ca situazione della [...] del pro-prio «capo»; o, se si vuole, [...] vecchio cliché del-le signore che amavano in [...] parroco. Se dunque la sindrome di [...] è solo uno «specchio deformante», [...] desiderio malato, [...] patologica, che [...] «sano»? E si può essere [...] in modo ragionevole? [...] è sempre [...] estrema», risponde McE-wan. La passione, in-somma, come [...] è di per sé [...] -osserva Bressa -ma che la vita quotidiana [...] in modo ragionevole. Solo gli amori inespressi, [...] non si confrontano con altri esseri viventi, [...] la ragione». [...] perché è del tutto [...] e quindi -nella razionalità delle proprie idee [...] nella ricerca di idee astrat-te sempre troppo [...] -sa giunge-re alla sintesi di forme [...] di pensiero. [...] perché, come un fiume impetuoso, [...] tutti gli ostacoli ed immagina una vitalità prorompente che [...] di realizzare nella vita: salvo stancarsi quando è giunto [...]. Il conseguimento di una [...] «ragionevole», sottoli-nea Bressa, rappresenta un obiet-tivo a [...] tende per realizzare il proprio progetto di [...]. [...] fuga da un siffatto programma [...] essere pro-prio [...] «impossibile»: quel-lo che, non basandosi [...] dati contrastanti [...] non risponde a queste caratteristiche. [...] fatale, estremo, as-soluto, che non [...] a com-promessi. Edoardo Altomare De [...] quando [...] diventa sindrome La magnifica ossessione Ma il vero «amour [...] si chiama cinema ENRICO GHEZZI NASCE DA UN EQUIVOCO que-sto mio intervento. Il ricordo vago di [...] La magnifica os-sessione, migrato da un gran film [...] a indicare la non-stop [...] che proposi e curai per [...] (collaborava con me, oltre [...] Marco Melani e Letizia Gambi-no, [...] del gruppo che si [...] Schegge, Blob, Fuoriorario) il 28 e 29 [...] i 90 anni dalla prima proiezione dei [...] Lumière. Non si trattava di film [...] ma di amore del cinema e dal ci-nema, di [...] come forma au-tomatica [...] secolo del millennio. Negli stessi anni, è [...] film erano i nostri «attori») cicli come Femmina [...] sublime film di John [...] e Gene [...] con Sergio [...] Germani, e Schermi del [...] Germani), sospesi tra la figura cinematografica dello [...] filmica della passione che lo folgora e [...] «follia» femminile che lo squaderna come un [...]. Il caso si voltò [...] era la scena trovata per prima, rispetto [...] ave-vo in mente [...] che in Europa 51 [...] test di [...] lo vanifica; Jane [...] specchiata nel televisore in Secondo [...] la freccia nel labirinto [...] Laurel [...] Hardy in Noi siamo le colonne; [...] di Lolita, e John Wayne [...] che insegue minaccia salva ama Natalie Wood [...] Sentieri [...] e [...] di Lang o [...] di [...] in La signora di [...] amanti di [...] soli abbracciati in mezzo [...]. Non era (non è) [...] bella scena [...] apparsa dentro la [...] insieme con quella appunto [...] Aurora [...] dove si vede che [...] agli sfondi e ai [...] non solo li at-traversa [...] ma li muta. La so-vrimpressione ridiventa la figura [...] più automaticamente fiammeggiante: amore in atto, due immagini che [...] compenetra-no, fanno [...] (come [...] dei letti separati, ma [...] più generativa e puramente filmi-ca). In un film che è [...] un defi-nitivo scriversi [...] amorosa. Amore insie-me [...] e folle liqui-do acquatico. Per questo «equivoco», credo, [...] a scrivere un pezzo [...] amorosa nel cinema», [...] di una pagina che [...] McEwan e dalla «sindrome di de [...] evocata nel suo Amore [...]. O forse perché pro-prio [...] gennaio, Fuoriorario presenta da mezza-notte una notte [...] Amore senza, con capolavori co-me Giovane amore [...] Vive [...] di [...] I fidanzati di Olmi, [...] a tre di [...] Passioni di Kira [...] Il raggio verde di [...]. INCIDENTALMENTE noto che la [...] ha fatto forse il più [...] film [...] degli ultimi [...] Alla scoperta del mondo (insieme [...] di Spielberg, o con il [...] plus la [...] de [...] di [...] o con. E che [...] con Vive [...] e ancor più con The River ha colto [...] senza della [...] del millennio -come il [...] di Crash, come gli amori [...] senza amore [...] (. Eccedo in [...] e contorci-menti, mi concedo idiozie [...]. È che non mi piace [...] copertina italiana del libro di McEwan; [...] la splendida [...] di [...]. Lì, [...] folgorante e poi sminuzzato come [...] attimo di film indefinitamente analizzato nel ricordo e in [...] dilatato per fotogrammi di inquadrature [...] diverse, [...] già e più il senso [...] amorosa che [...] e esatta narrazione successiva con [...] della fatale e sacra sindro-me. [...] galleggiante angeli-co, malefico [...]. Fatale come i milioni [...] no-stri di cui è fatto non «il [...] un solo istante che qualcu-no possa ardire [...] o nostro. Il cinema pare (in [...] di «umano») la sindrome di de [...] con cui credia-mo di [...] scegliere, formare, cogliere un film [...] e incrociarsi di visioni [...]. E [...] non meno del religioso, proprio [...] si [...] come [...] di un senso del mondo, [...] un mondo che ci parli. Non voglio domandarmi o do-mandarvi [...] se proprio cinema e tv non ci chiedano di [...] noi stessi parola [...]. Ma [...] mi sento chiamato in cau-sa [...] equivoci. Anzi diretta-mente a proposito [...] per il cinema o sulla [...]. Il cinema in sé [...] biomeccani-co gesto [...] (ce lo ricordano a [...] come Cimino; ma anche [...] di nuo-vo nel loro [...] nulla ha a che vedere con lo [...] cui si narrano le cro-nache. Nella forma televisiva, ne [...] sperimentato diretta-mente (con sgomento o sconcer-to o [...] terri-bile automaticità. Legata a un ge-sto, [...] un dito, al colo-re di un maglione, [...] ottusamente intenso, a singole parole, si istituisce [...] spettatori una relazione. Essi sentono o sanno [...] stai parlando proprio a loro, solo a [...]. E che per questo è [...] al «colpo di fulmine», [...] amoroso che non basterebbe (non [...]. Cinema, tv, reti [...] come in un complotto [...] sono la forma [...] (e mille-naristica come non mai) [...] no-stra [...] che sia (dato) un senso, [...] direzione, un amor che [...]. Successe anche a Re Giorgio V La «sindrome di de [...] ovvero [...] folle per una persona [...] ricambia, accompagnato [...] e incrollabile convinzione di [...] il nome dallo psichiatra francese C. Uno dei primi e [...] di amore «avvelenato e inutile» (come lo [...] Ian McEwan) descritto dallo psichiatra è quello di una [...] 53 anni. Era convinta che Giorgio V, [...] e che usasse le tende [...] finestre di [...] per comunicare con lei, [...] criptici messaggi [...]. La donna perseguitò attivamente [...] 1918 in [...] compiendo svariate visite in Inghilterra. Nel corso di una di [...] -annota McEwan in [...] fatale» -«non riuscendo a trovare [...] stanza [...] in cui soggiornare, si convinse [...] il sovrano avesse usato la propria influenza per [...] di fermarsi a Londra. Di una sola cosa era [...] il re [...]. Lei ricambiava il suo [...] anche carica di rancore nei suoi confronti. Quella donna passò tutta [...] di tale illusione». ///
[...] ///
Quella donna passò tutta [...] di tale illusione».

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

(265)

Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(264)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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