Quel mio amico giornalista [...] momento di grande ispirazione, buttato giù un [...] nostalgico, sul tema della senilità. Te lo riporto (sai [...] piace raccogliere documenti, [...] e [...] in comune con gli [...] spazio dignitoso e sacro lasciato un tempo [...] suoi silenzi, ai suoi brontolii, alle sue [...] prospettive nuove da cui poteva vedere le [...] più profonda saggezza o una più dolce [...] con una ostinata miopia che rischiava a [...] diventare [...] un tempo, presso i [...] cinesi, presso i popoli nordici il culto [...] il rispetto e la memoria degli antenati, [...] ripagavano la devozione o la serena condiscendenza [...] circondati o immergendosi in un progressivo, significativo [...] nel cerchio estremo della [...] taglienti e corrosive, ideologie utopiche o rivoluzionarie, [...] pazzeschi e improbabili, ma proprio per questo [...]. [...] lodatori del tempo antico, [...] sono stati, quasi in tutti i [...]. E ancora più lo [...]. Rispetto al conservatorismo piatto [...] yuppies che girano oggi a Manhattan, Benjamin Franklin [...] rivoluzionario: il suo ultimo atto pubblico, a [...] la firma di una relazione al Congresso [...]. Ma ecco che, [...] lo spazio di dignità [...] ai vecchi è venuto meno ed è [...] impaziente sopportazione, da letterine gentili del consiglio [...] «davvero dispiace ma con la ristrutturazione in [...] nuova strategia produttiva della società multinazionale che [...] costretti a rinunciare alla [...] preziosa collaborazione», da ambasciate [...] di famiglia comunicanti che «per suggerimento del [...] Tale e dello psicologo della vecchiaia dottor Talaltro [...] bella stanza con tutte le comodità in [...] riposo in Brianza, ma non preoccuparti, verremo [...] domenica di ritorno dalla gita di famiglia [...] Lugano». E loro, i vecchi, ripagano [...] ipocrite attenzioni con un improvviso perverso rifiuto di invecchiare, [...] una fregola [...] giovanili e giovanilistici, con sforzi [...] aggiornati su tutto, e cadono [...] disperazione a ogni male di pancia, e provano una [...] maligna quando colgono nei loro coetanei i segni della [...]. Sono diventati tutti come Paul [...] che andava compunto e [...] visita a tutti gli amici e conoscenti [...] sul loro corpo irrigidito i segni del [...] vivo, circondato dai suoi [...] dalle sue amanti docili a ogni voglia. Un tempo si appendevano [...] nella memoria i ritratti degli antenati. E se in questi [...] consumo e fine della storia, di spugne [...] si fosse costretti a circondarsi dalla galleria [...] vecchi», nostri immarcescibili contemporanei, viventi come se [...] il siero di [...] tenuti su dai lifting [...] degli organi? È una galleria, quella che [...] espone ritratti in cui noi ci specchiamo [...] stessi. Come scrisse [...] allora trentenne, quando morì quel [...] vecchio [...] capriccioso e vanitoso e pur [...] che era il poeta [...] «You [...] (Eri sciocco come noi). ///
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Come scrisse [...] allora trentenne, quando morì quel [...] vecchio [...] capriccioso e vanitoso e pur [...] che era il poeta [...] «You [...] (Eri sciocco come noi).