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Dio, che schifo questa [...] il più inquietante tra i personaggi di [...] dopo [...] scacciato un povero lavavetri [...] Tunnel. Certo [...] poco da star tranquilli, [...] circola senza problemi tra Manhattan e [...]. Eppure proprio lui ha [...] ambiente di riferimento (anche se criminale), mentre [...] titolo del romanzo di Peter [...] Peter [...] Mondadori, traduzione di Tullio [...]. In mezzo a loro: [...] ebreo Jacob [...] sposato con la «donna più [...] che abbia mai accettato di uscire a cena con [...] padre di un ragazzo con un anello al naso, [...] proprietario di una casa con cancello [...] West Side. Ma ecco John G. Ora si che ha [...] poco di lume che gli restava. /// [...] /// Sulla porta di casa. /// [...] /// Al punto che [...] tradito dal suo tribunale, [...] soluzione che gli offre Philip cardi, [...] sconosciuto che sta ristrutturando [...]. Andare a scoraggiare John G. Niente di violento per [...] tanto consentito agli «uomini di buona volontà» [...] vincere il male. Solo che Cardi è lo [...] di quel ringhio di partenza e si presenta [...] con una mazza di alluminio. Il brutto sogno diventa [...] omicida e gli intrusi diventano addirittura due. Stephen King esagera come [...] ripreso dalla fascetta promozionale: [...] volta che un libro [...] un effetto così forte è stato quando [...] Drago rosso di Thomas Harris». Anche perchè tra [...] e Harris [...] più di un tunnel [...]. Ma il romanzo offre [...] di vario interesse sulla vita in circolo [...] New York [...] e conferma la verità, [...] non è [...] a fare il cattivo, [...] ne sta acquattato nel buio di certe [...]. Alessandro Spinaci New York [...] libro di [...] Nasce nel maggio del [...] di Paolo Grassi e Giorgio [...] il primo Stabile pubblico [...] di Piccolo Teatro Lo [...] pubblico inquieto Dal sogno originario di un [...] la «casa» dei milanesi, alla svolta brechtiana: [...] voleva ren-dere nette le differenze, anche politiche. E poi i [...] e le polemiche sulla [...]. È la storia di [...]. /// [...] /// Un [...] che [...] popolare. Un teatro per tutti nel [...] una comunità si possa ricono-scere. Questo è il senso [...] del Piccolo Teatro di Paolo Grassi [...] di [...]. [...] «come la metropolitana e i [...] del fuoco». Un teatro come pubblico [...]. Per raggiungere quel pubblico ver-so [...] quale guarda con [...] e una tensione politica comunitaria, [...] del [...] il primo teatro stabile [...] lavora in profondità progettando, o [...] sarebbe meglio dire sognan-do, scenari futuri e progressivi per [...] cultura nuova, per una nuova politica. Il teatro: un luogo [...] ascolta una parola da accet-tare o da [...]. Perchè anche quando gli [...] ne avve-dono questa parola li aiuterà a [...] propria responsabilità sociale. Cen-tro di questo teatro [...] una fortissima spinta utopica è, dunque, [...]. [...] che al teatro va come [...] rito mondano. [...] presuppone, dunque, un allargamento della [...] del teatro; ma presuppone [...] «quel» pubblico si ricono-sca in [...] teatro, vi si rispecchi, sviluppando una sorta di scambio [...] stesso tempo dialettico ed emozio-nale. Se non si capisce [...] capisce neppure [...] che significa, a quei [...] paziente opera capillare a tappeto, portare a [...] sempre più alto di spetta-tori che i [...] e una sog-gezione difficile da smantellare han-no [...] dal palco-scenico. Una specie di educazione [...] permette di considerare quel luogo come una [...]. In un pugno di anni, [...] la parola [...] lanciata da due ra-gazzi venticinquenni [...] da Nina Vin-chi, che con loro ha sempre condivi-so [...] diventa una parola [...] progressista, europea. Come dirà Strehler citando Gramsci: [...] pes-simismo della ragione e [...]. Ma quella spinta che [...] della nascita del Piccolo si frantuma quando [...] si trasforma-no in feroci [...] politi-che. Milano, che è la [...] Piccolo Teatro, Milano che ha visto la nascita [...] «Corrente» [...] del «Politecnico», delle nuove case editrici, Milano, [...] suo slancio unitario. [...] questo punto [...] sto-ria di via Rovello è [...] specchio di una realtà sociologica che sta cambiando tutto, [...] cominciare da quel mondo fatto di tensione comune e [...] frater-nità che «quei due» poco più che ra-gazzi, avevano [...] a sognare. Ep-pure non rinunciano a [...] è nel pubblico e per il pubblico [...] celebra la [...] funzione. Semmai sono i maestri a [...] e [...] una scena [...] anche politiche. Niente melassa, ma un [...]. Inizia così la stagione [...] Piccolo Tea-tro che toccherà la [...] punta più alta con «Vita [...] Galileo» [...] e vituperato addirittura con [...] contro la libertà [...] con il sapere e [...] perfetto di tempi oscuri in cui trionfa [...] e si può pensare di ridurre al [...] chiudendo i rubinetti dei finan-ziamenti. Anche il pubblico del Piccolo [...] in un lungo autunno caldo che fa [...] operaia [...] e dove la [...] sembra cambiare le carte [...] e della [...] fruizione. [...] decentrati in zone della [...] non si sa che cosa sia il [...] il Piccolo porta or-gogliosamente i suoi grandi [...] spettacoli ospiti. Sono gli anni in [...] Strehler [...] a [...] sulla difficoltà del ruolo [...] trionfante della riproducibilità e dei mass me-dia. Questa ossessione lo accompa-gnerà per [...] la vita a segnare con una linea scura, una [...] di nessuno, un presentimento di di-versità, la [...] storia a venire. [...] quel pubblico nel quale, [...] specchio, si riflettevano i fantasmi [...] I piccoli, poveri sogni [...] dal ritua-le dei sipari che si aprono [...] chiudono, che ruolo possono ave-re in una [...] nume-ri? [...] straziante della carretta dei [...] «Giganti della montagna» di Pirandello che si infrange [...] sipario di ferro, Strehler dà corpo [...] verso una società affluente [...] ferro. Con un messag-gio: che [...] difendere tut-to quello che sta in palcoscenico [...] comunità di spettatori di fronte alla quale [...]. Questo presentimento non lo abbandonerà [...] neppure nei trionfi più grandi. Neppure quan-do Grassi se [...] fare il So-vrintendete della Scala e, ritornato [...] ha lasciato per una parentesi in un [...] Strehler vede il pubblico cresce-re -si fa la [...] titola un giornale-, nella [...] centro dove sta il teatro forse più [...] è rimasto sempre piccolo di nome e [...] quella minusco-la sala su quel piccolissimo palco-scenico. Cresce il pubblico e [...] giorni di programmazione e dove prima [...] sette spettacoli ce ne [...]. Ma la compo-sizione degli [...] era gente di sinistra, [...] lo svuotamento delle ideologie, [...] di quel pubblico considerato fra i più [...]. Lo cambiano non solo [...] riguarda il Picco-lo, beninteso, ma in tutta [...] ormai dietro ad altre chime-re. Un [...] difficile da deci-frare, dalle parole [...] confu-se. Segnato anche dalla violenza: [...] evadere nel tea-tro [...] e della poesia, im-mediatamente [...] adepti? Se il teatro non contribui-sce più [...] mondo però, almeno nel sogno di Strehler, [...] suo centro [...] an-che se la città [...] si scopre meno «da bere» con Tangentopoli. Una ferita che bru-cia [...] per anni -poi ab-biamo capito [...] costruzio-ne della Nuova Sede [...] Città del Teatro che Marco [...] ha progettato e di [...] il Piccolo possiede il solo Teatro Studio. Un progetto che [...] di Strehler avrebbe dovuto [...] idee, e un ricam-bio di pubblico differenziato [...] approcci teatrali che nei diversi teatri avrebbero [...]. Non è andata così. Nè gli è stata risparmiata [...] di non [...] assegnata la Nuova Sede tanto [...] almeno per il Cinquantenario. Da luogo amatissimo il Piccolo [...] in un teatro che è facile attaccare. Ed ecco Stre-hler ritornare [...] «Giganti» destinata a rimanere senza risposta se è [...] gi-ganti stanno in sala, in mezzo a [...]. /// [...] /// E buon fu-turo. Maria Grazia Gregori [...] 3. Vi proponiamo i numeri più [...] di seguito. Domenico Modugno e Milva [...] da tre soldi» di Brecht Foto [...] Luigi [...] Chissà se questa istituzione [...] fornire un contributo al rilancio della drammaturgia [...] Un [...] glorioso, ma come sarà il suo futuro? Negli [...] più vitale è stata [...] grandi lingue teatrali: napoletano, siciliano, toscano. Lì, forse, si dovrà [...]. Festeggiando il [...] nel [...] dei suoi [...] che, anche per i [...] nei paesi del Primo Mondo, può oggi [...] si vorrebbe, o si dovrebbe, mirare al [...] cro-giolarsi al calore di uno splendido, glorioso [...]. Ma i ricordi insor-gono, si [...] fissati a volte in una sola immagine illuminante: [...] ne sbuca fuori trasformato in Pulci-nella, sposando in sé due grandi ma-schere italiane; Galileo, vecchio [...] quasi [...] è la risposta); un velo, [...] cielo, costel-lato [...] dalla scena alla platea lo [...] di una classe al tramonto; la pozza [...] il Matto (ma tanto saggio) [...] dal bordo della ribalta; il [...] di ferro che cala [...] a schiantare la carretta degli [...] teatranti giro-vaghi. Abbiamo accennato così, alla [...] memoria risveglia, alcuni dei massi-mi risultati del [...] Giorgio Stre-hler e del Piccolo, su autori e [...] Goldoni e Brecht, Cechov e Shakespeare, e Pirandello. E, certo, bisogna pur [...] re-gisti, italiani e stranieri (e tanti, tan-tissimi [...] collaborato-ri, artistici e tecnici), hanno [...]. Tempo, allora, di entusiasmi e [...] nel riflesso tella Resistenza vit-toriosa, [...] della Re-pubblica, del laborioso impegno [...] Costituenti per dare [...] la [...] legge fondamentale. Esplodeva il neorealismo cinematografico, [...]. In campo teatrale, si [...] grandi perso-nalità, come Luchino Visconti, come Eduardo De Filippo, [...] una nuova ge-nerazione si affacciava, con Strehler [...]. A Milano (che po-teva [...] su [...] bravo e onesto, e amico [...] teatro, Antonio Greppi) era nata la Casa della [...] esperienza del Politecnico di Elio Vittorini. Che, del resto, si [...]. Anno, per altri versi, [...] segnali, anche in Italia (mentre la [...] le Potenze già alleate [...] il Primo Maggio, si era avuta la [...] Portella delle Ginestre; [...] dello stesso mese, comunisti [...] esclusi dal gover-no della nazione (e sarebbe [...] lunghissima, come ammoni-va Togliatti). Fu [...] insomma, di forti [...]. Oggi, ci troviamo in un [...] assai diverso; e, per quanto concerne [...] specifica della scena di prosa, [...] di cui la crisi del Piccolo è solo [...] più evidente e clamoroso. A Roma [...] pur un governo amico, [...] partita una proposta di legge orga-nica, che [...] a numerosi rilievi critici. In essa si prevede, [...] a Teatro Na-zionale il Piccolo (insieme con [...] Sta-bile [...] e potrebbe essere un modo, anche se [...] migliore, per [...] ai condizionamenti lo-cali, stante [...] a Milano, [...] teatro, di amici, non [...]. Ma, naturalmente, il [...]. Potrà, il Piccolo così [...] (sempre che la legge ipo-tizzata entri, prima [...] vigore), fornire un degno contributo, [...] della [...] fama, al rilancio e [...] drammaturgia italiana, dai classici ai moderni, agli [...] attivi, cui sarebbe da rivolgere una speciale [...] creato da Strehler e Grassi, [...] a questo còmpito. Ma, nel quadro della [...] di questi ultimi decenni, quantunque tenuta ai [...] e ignorata o trascurata, con rare lodevoli [...] espressioni dialettali, anzi delle [...] il napoletano in primo [...] siciliano, il toscano (si [...] veneziano). Un Teatro Nazionale insediato [...] Mi-lano [...] dunque essere, e non sembri un paradosso, [...]. E, a proposito, vengono [...] mirabili confronti di Strehler non solo con [...] Goldoni [...] ma anche con il milanese Bertolazzi, con [...] Eduardo (seppure con [...] «italiano»). Confessiamo un [...] sogno: di vedere un [...] fra le mani del Maestro, così come [...] fratelli, poveri e rissosi, ma, alla fine, [...] Chioggia del Sette-cento, anche i tragici [...] ca-polavoro di Raffaele Viviani, [...] di essere riconosciuto [...]. Aggeo Savioli [...] 1. /// [...] /// Aggeo Savioli [...] 1. (0) (0) ![]()
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