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ROMANZO LEWIS [...] mia nonna, Esther [...] che lavò i vestiti [...] che io potessi imparare ascrivere». [...] condannato a morte per [...] un nero disadattato e cosi è trattato [...]. [...] che lo visita nel carcere [...]. In realtà la [...] vita infantile nel villaggio [...] fu felice. Almeno fino a quando le [...] bianche non decisero di radere tutto al suolo per [...] posto a una città banca. Nello stesso gonio il [...] rimase con la madre [...] cura di:Andrea Alo! Il suo com-portamento -mi riferisco [...] al [...] passato -diverge [...] da quello di una personalità [...] si vorrebbe timida e chiusa. SI considerino per un [...] emersi nel cono del dibattito processuale. Per settimane, per mesi, [...] regolarmente. In tutti i luoghi In [...] qualche probabilità di vedere quella ragazza. Quando si [...] lei, non bada a rischi. Come avrà notato, mi sono [...] al suo comportamento la parola [...] sui [...] latto più voile ricorso il [...] ministero per [...]. Costui ha [...] che lei «braccava» la povera [...]. Alla spiaggia, ad esempio, si [...] sempre In un punto da cui poteva g [...] lei prendeva II so. Alla line s'è [...] ad accostarsi fino ai limiti [...] per non parlare delle leggi [...]. Proprio lei vorrebbe [...] ben cheli suo problema sarebbe [...] quello di dover combattere con una natura timida [...] Francamente, signor [...] non [...] mi accusasse di scetticismo». So benissimo dove voglia panie [...] dottor [...]. Ha deciso [...] la tattica della provocazione In [...] costringermi a reagire [...]. Approfittando delia mia guardia [...] che lo finisca per fatali delle rivelazioni [...]. Anche cosi, però, riesco a [...] la rabbia ogni Volta che mi ritrovo a vivere [...] del [...]. Proprio come chi, tolo perché [...] fatto una diagnosi elsa della [...] malattia, possa [...] di [...] gli effetti. Quante volte le debbo [...] regalia taceva di tutto per [...] al [...] della provocazione aperta? Anche [...] tra coloro che si rifiutano di credere [...] si sia comportata in modo tale da [...] quei che sappiamo, Fin dalla prima volta [...] visti, ho avuto la [...] precisa che i miei [...] i suoi. Sebbene ila vero che [...] una sola parata, i nostri incontri alla [...] la (orma di veri e propri appuntamenti. Anche lei aspettava di [...] alla spiaggia col mio stesso [...]. Lo si intuiva dal [...] suo atteggiamento. Ecco, tra di noi [...] instaurato un tacito patto, una [...] in piena regola, Prendiamo ad esempio [...] giorno del cosiddetto misfatto. Lei mi aveva Visto [...] nel suo giardinetto, eppure [...] la porta apèrta. Che mi dice poi [...] eh, dottore? Come giustificare un [...] gesto di seduzione? Era II, [...] fronte a me, col portone spalancato. Si è spogliata nuda, [...] piedi. Come lo [...] lei, dottore?». [...] mi sorride col sorriso [...] tutta la simpatia di cui è capace, E [...] compunto che assume, come egli rimiti Il [...] vista anche se, chiaramente, non mi crede. In [...] occasione la segui fino [...] una casa privata dove [...] una festa, Anche se [...] In un quartiere bianco in cui era [...] agli indigeni, lei non [...] la seguì fino a il. Dopo di che trovò [...] per scalare un muretto di recinzione e [...] una scena che, almeno dal suo punto [...] alquanto strana, non è forse cosi?». Il medico si concede [...] di sé, dopo di che. Comincia a picchiettare con la [...] sul suo [...] notes. Accenna a canticchiare un [...]. Il suo atteggiamento ì [...] finalmente intrappolato In un [...]. Eppure nessuno ha speso una [...] parola sul fatto che anche [...] di Veronica nel miei confrónti [...] a [...] poco, strano». Mentre pronuncio il nome della [...] sulle labbra di [...] si disegna [...] di un sorriso, anche se [...] le implicazioni. Perfino durante la [...] della [...] stessa esistenza in un [...] deve essersi convinta della propria capacità di [...] più bassi [...] e, nella propria abilità [...] desiderio [...] Veronica deve [...] tratto la conferma della [...] innegabile, della propria presenza nel nostro piccolo [...]. Se la si considera [...] eravamo entrambi incastrati sia io che lei. Eravamo ambedue ossessionati dalla [...] del pròssimo. Per lei, se me [...] mia esistenza era diventata una droga; il [...] per me. Ero io lo specchio In [...] riflesso il potere del suo sesso e [...]. Se gliene avessero offerta [...] potuto diventare uno [...] assai abile. Specie sulle problematiche di [...]. Tuttavia queste esplosioni di gioia, [...] voce bassa, in tono di [...]. Anche [...] si concentra [...]. [...] mentre siamo entrambi tesi [...] un rimbombo, dei passi lanciati in corsa [...] rumore di percòsse e da uria serie [...]. C'è un colpo violentò [...] della mia cella seguito, subito dopo, dal [...] vóce implorante ma anche piena di dignità. Una voce africana. Guarda che se insisti [...] quella tua merda cafra! /// [...] /// Sentiamo il rimbómbo dei pugni [...] colpiscono un corpo indifeso, seguito [...] crepitio [...] spezzate contro il muro di [...]. G II episodi di violenza [...] si susseguono, settimana dopo settimana, [...] dopo giorno. Cerco di tapparmi le [...] sentire [...] da quelli che vivevano [...]. Mio padre, tanto per [...]. Su questo sfondo fatto [...] di negazione fatalistica, [...] fiducia di mia madre [...] di ispirata [...]. Mi toma in mente [...] umore il [...] in cui ci recammo [...] bianca di [...] per fare le compere [...] avventura nei regno, per noi inesplorato, del [...] scienza occidentali. [...] che ci portava in [...] subito a chiacchierare allegramente con gli altri [...] della nostra gente abituata a far subito [...] si mette in viaggio. Riconto come mia madre [...] ridere, quella mattina; il suo viso radioso [...] dimostrazione di quanto fosse orgogliosa di quel [...] fare a [...]. Contrastando fortemente con la [...] pelle vellutata di raso nero, [...] dentatura [...] splendeva come un raggio di [...]. Quando poi rideva, i [...] spuntavano nudi sopra il gonnellino di cuoio, [...] troppo [...] a ridere, «seduto dietro [...] tavoli che i bianchi usano per scrivete, [...] occupato a tracciare geroglifici [...] sulla pagina bianca, proprio come fanno gli [...] governativi? Vedrete che. Con aria sbarazzina, meravigliosa [...] ricamato e decorato di perline, mi stringeva [...] nel calore della [...] ascella tanto accaldata da [...] reclinava leggermente il capo [...] di scoppiare a ridete, [...] in bocca come un serpente. Aveva una dentatura semplicemente [...] suoi occhi, neri e splendenti, davano un [...] al fascino della [...] andatura. I suoi atteggiamenti, cosi [...] vergognare, anche se non posso negare che [...] sinceramente compiaciuto, dalla [...] bellezza. Quando poi mi veniva [...] alla scuola che presto avrei cominciato a [...] pensiero della [...] re del [...]. Ai [...] della città industriale di [...] Elizabeth, In Sudafrica, ondate [...] susseguono [...] dopo [...] alla legge per la [...] e a quella della ghettizzazione dei gruppi [...] seguita una violenta campagna di lotta [...] 1952) e poi un [...] generi di consumo (1954). Ha le lotte [...] molto accese in quegli [...] si dovevano scontare con il [...] Trial, il [...] che nel 1956 decapitò [...] Mattonai [...] dei suoi leader. [...] fotò fu pubblicata da [...] quei ragazzi -per una [...] che mi sfugge -tirarono su le tendine [...] passante si accorgesse con una semplice occhiata [...] si svolgeva [...] in piena regola, ebbi [...] che, ogni volta che lo sguardo di Veronica [...] di me, ogni volta che mi capitava [...] di abbracciare un suo compagno, la ragazza [...] che da qualche parte, li fuori, silenzioso, [...] affascinato, schiavo [...] io stessi ad [...] che da qualche parte, [...] cancellata, lo vigilassi su di lei. Ogni volta che sì [...] fuori dalla finestra, se ne stava li, [...] a far bella mostra dei suo corpo [...] arrivava ai punto di sorridermi. Il suo atteggiamento mi faceva [...] che non potesse vivere [...] giornata senza [...] contare sulla sicurezza che esisteva [...] "indigeno" che la desiderava follemente (anzi, sarebbe meglio dire [...] era pronto [...] pur di [...] un nero che, vittima del [...] impossibile di [...] era pronto a mettere in [...] la [...] vita [...] (e stupida) lotta contro le [...] del suo paese, contro il destino! Per la maggior parte [...] medico svizzero se ne sta dritto sulla [...] gravemente sereno dietro ai suoi occhialettì. La corona del suo [...] il sederino morbido di un neonato. Mi ascolta attento, senza [...] di scarabocchiare sul [...] notes che tiene in [...]. I suoi occhi danno [...] di [...] sul punto di chiudersi mentre [...] realtà non perde una sola battuta della conversazione. Malgrado [...] di sonnolenza, il suo [...] curiosità, accompagnata da un [...] da [...] vagamente canzonatoria e al [...] come se da me [...] nuove e clamorose rivelazioni. E questa [...] compiacenza a [...] in bestia. Non c è niente [...] più [...] distaccata di uno studioso [...] impegnato a verificare le sue ipotesi piuttosto [...] il significato autentico della passione di un [...] confronti di un altro. Lei non mi crede. Non è così?», gli [...]. Fuori della cella, un [...] africani intona canti di [...] e la tempesta di [...] conto dei colpi di [...] ma non ne ricavo [...]. Solo quando le guardie [...] smettere di picchiare i carcerati, e i [...] sono stati tirati, [...] un inconfondibile coro muto. Il canto si leva [...] crescendo [...] per diventare un oceano sonoro. Poi le voci sì [...] sino a che la prigione intera echeggia [...] dei prigionieri: «Il paese ti schiaccerà, dottor [...]. Per concludersi con un crescendo [...]. Nel momento in cui [...] I [...] della libertà nessuno si muove, nessuno paria. Perfino il vento sembra [...] di soffiare, come se il [...] ascoltasse col fiato sospeso [...] inno alla libertà universale. Solo però chi ne [...] è. Van [...] non era il solo [...] dei guasti provocati da [...] di stampo occidentale. Le sue idee erano condivise [...] tantissimi [...] per una donna slanciata come [...] (ancor oggi ricordo perfettamente come le donne più anziane [...] famiglia le rimproverassero la [...] magrezza) saltavano come cerbiatti o [...] come pere mature appese ai rami, ogni volta che [...] a ridere. Era perfettamente consapevole che [...] tutti erano fissi su di lei e, [...] era affatto dispiaciuta. Mia [...] doveva sentirsi nuovamente ragazza; con [...] sue risate argentine, coi suoi sospiri e con le [...] mossette doveva essere una provocazione continua per gli uomini [...] ebbero a che fare con [...] durante il viaggio. Senza contare che, con [...] confidava a tutti quelli che aveva a [...] che suo figlio presto avrebbe cominciato a [...] dei bianchi. A [...] lei, si aveva [...] che fosse la prima [...] andava a scuola. Senza contare che, proprio [...] mi sarebbe stata impartita, era convinta che [...] e il mio cervello ne sarebbero usciti [...]. Non si potevano avanzare [...] che il mio incontro coi libri avrebbe [...] che suo figlio avrebbe acquisito dei poteri [...] capacità di manipolare [...] a suo piacimento. Che uso avrei fatto [...] avrei imparato? Magari sarei diventato maestro di [...] oppure ancora impiegato o magari sarebbe toccato [...] di scrivere quéi libroni [...] stati mostrati da qualche ragazzo del villaggio. Francamente non sapevo cosa [...]. Ad ogni curva mi [...] si spalancasse dinnanzi io tutto nuovo, dietro [...] altri compagni di viaggio erano [...] altro che rassicuranti: «Ma [...] accade ai nostri ragazzi una volta che [...] del sapere dei bianchi? Nel momento in [...] pronunciare "mi scusi" con lo stesso accento [...] ad [...] la pretesa dì metterci [...] se fossimo del bestiame». Una donna scoppiò a rìdere: «Una volta m'è capitato di conoscere una tale di [...] -sapete, una di quelle [...] che sono andate a scuola. [...] dipinta le labbra col rossetto [...] si dava importanza fumando una sigaretta. Le no chiesto se [...] avesse paura che la bocca le prendesse [...]. Basterà che impari a pronunciare [...] scusi" con [...] dei bianchi [...] cominci a fumare tenendo là [...] dèlia bocca». [...] che era intervenuto per [...] rise prima di chiedere a mia madre; [...] ammesso che ti dia della pagana, non [...] a dipingerti la bocca di rosso proprio [...] cittadine». Il contenuto della discussione [...] demoralizzante. MI amili rimbombare in [...] I Omeri latenti che mio padre aveva ritenuto [...]. FU cosi [...] invece [...] occasione per far Iota, quel [...] a [...] e tutti i preparativi che [...] finirono per trasformarsi in cattivi presagi, quasi Che il [...] a scuola non fosse che II primo segnale, di un disastro a venire, di una [...] che cominciava, sia pure lentamente, a [...] (orma. Qualcuno potrebbe sostenere che io [...] un mago, alia luce di quel [...] oggi si sa di me, [...] se KM sono affatto convinto [...] mio destino fosse già segnato [...]. Comunque posso dire anch'io, aia [...] in maniera quanto mai con visto che potevo contare [...] un [...] praticamente [...] la strada su cui [...] messo avrebbe condotto a un [...] in [...] in un futuro più o [...] entrato in rotta di collisione [...] la mia [...] col mio clan e con [...] cultura che fino ad allora mi aveva nutrito lo [...]. Da qua) momento In [...] un [...] solo di nome ma, [...] etto, sarei diventato un [...] sosteneva [...] il mio [...]. Ma non vedi come [...] Mi [...] diventati tanti granchi con quei loto passetti [...]. Sono convinto che, se [...] devono solo alle lezioni che gli sono [...] bianco. Ho sentito che chi legge [...] di [...] pazzo. Proprio come quel tale [...] che ai mette [...] fissare un foglio pieno [...] prima di cantare». Quel viaggio a [...] divenne [...] di una iniziazione in cui [...] vedevo come un ragazzo in [...] per un viaggio lungo e [...] punteggiato di pericoli e di [...]. Prima di cominciare la [...] bisogno di procurarmi [...] nella torma della divisa [...] armi, rappresentate da libri, lavagnette, penne, matite [...]. Mentre me ne stavo [...] bancone [...] dì [...] a [...] non staccavo gli òcchi [...] in attesa che mia madre sì decidesse [...] Ancora una volta rivivevo [...] dalla solennità con cui [...] notizia secondo cui ben presto anch'io avrei [...] scarsa, e perciò importante, popolazione scolastica nera. Proprio come avevano previsto [...] dì viaggio di quella lontana mattina, la [...] si è conclusa con un lieto fine, Invece [...] mi aspettava (a morte; invece della saggezza, [...]. Se oggi mi trovo [...] in attesa [...] capitale, è perché, frequentando [...] dimostrato di non [...] contento del mìo stato. La rabbia, la frustrazione, [...] spìnto su un sentiero [...] che si sarebbe concluso col capestro. C'è un proverbio zulu che [...]. Era a [...] che mi avrebbero strappato [...] ali. Contìnua Domani la settima [...]. /// [...] /// Contìnua Domani la settima [...]. (0) (0) ![]()
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