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Stavolta Andrea Carraro ci [...] Los Angeles sorta dal nulla tra Roma e [...] metropoli invisibile dove si vive clandestini o [...]. [...] si consuma una storia di [...] illusioni e realtà violente. Andrea Carraro e la [...] «Branco» Andrea Carraro è nato a Roma [...]. Ha raggiunto il succes-so [...] la pubblicazione presso Theoria del romanzo «Il [...] cruda di uno [...] strutturata in modo [...] letterario da cui Marco Risi [...] un film che ha fatto molto discutere. Il libro sarà ristam-pato [...] Feltrinelli [...] del prossimo anno; con lo stesso editore, [...] del 1999, Carraro pubbli-cherà il suo nuovo [...]. [...] comunque, è del 1990 [...] «A denti stretti» mentre è del 1996 [...] cattiva» pubblicato da Giunti [...] «Mercurio» allora diretta da Enzo Siciliano. E alla musica. Ha lavorato con il [...] C. Nel 1991, insieme al gruppo Officine [...] e al collettivo [...] Manifesto, ha realizzato [...]. Ha tenuto personali alla Galleria Ci-vica [...] Modena (1993), Es di Torino (1997) e [...] Sergio Tossi a Prato (1998). [...] ha lavorato al progetto [...] di Giovanni» a Reggio Emilia. La Madre «ACCIDENTI, stai [...] non fac-ciamo tardi! Daniela riprende a cantare [...] procedono a passo [...] lungo la litora-nea intasata [...]. Mi trema la voce». Adesso ricomincia da capo, [...]. /// [...] /// Sopra [...] ampio a vetrate fumé [...] una doppia fila di bandiere [...]. Una guida rossa, cin-ta [...] lati dai cartel-loni pubblicitari del concorso, immette [...] pieno di specchi e di velluti. Lory si guarda attorno [...] verniciata di un ingenuo stupore aggirandosi per [...] attesa [...] dello spet-tacolo. Fa una puntatina al [...] giovani camerieri stanno apparecchian-do con cura le [...]. Attraver-sa un lungo corridoio [...] terrazza proprio sopra lo stabilimento. Si appoggia al pa-rapetto [...] del tem-po fumando e guardando il sole [...] largo. Da lì può ascoltare [...] che provano al piano di sotto. Infi-ne mangia un boc-cone [...] quattro chiacchiere con i genitori di una [...] Lara [...] Latina, che si presenta nel-la sezione delle [...]. La madre è una [...] padre in-vece un ometto se-galigno che si [...] tono e non fa che criticare tutto: «Sembra [...] negli anni Sessanta [...] si esibivano tutti i [...] sta dicendo adesso guardandosi attorno con [...] vagamente schifata, «Davvero! E poi ha seguito [...] tutto que-sto tratto di litorale. Mi dispia-ce per lei [...] ma non so se si rende con-to. La moglie conti-nua invano a [...] gli occhiacci e a [...] sulla coscia: «E [...]. Se la signora [...] vuol dire che non ha [...] senso [...]. Lory aggronda ancor di [...] per esprimere disappunto, vorreb-be litigare, ma ha [...] di restare sola. Sicché si libera della [...] due e ricomincia a peregrinare per il [...]. Lo spettacolo si svolge [...] ambiente interrato che mette sulla spiaggia. Lory pren-de una seggiola [...] ac-comoda accanto a un pilastro proprio in [...]. Sotto di lei [...] il lungo tavolo dei giu-rati. Fra loro è una [...] dei bizzarri occhiali dalla montatura bianca, che [...] la scheda delle valutazioni e vi si [...]. [...] tratto sbuffa e si ri-volge [...] suo vicino: «Accidenti, sono [...]. Non finiremo prima di [...]. Dopo [...] di un quartetto ro-magnolo, ha [...] lo spettacolo. Le ra-gazze si avvicenda-no [...] indossatrici, ballerine. Lory le osserva tutte con [...] di degnazione. A un certo punto [...] alta: «No, no, per carità, no. Molta gente del pubblico [...] giurati si voltano a [...] la donna dagli occhiali [...] fare silenzio e allora Lory si alza [...] a rin-tanare nella nicchia di una ve-trata [...] sala. Final-mente arriva il turno [...] Danie-la. La ragazzina sale sul [...]. Ha i capelli [...] sulla fronte, è infa-gottata [...] giallo tutto sbuffi e [...]. Lory incrocia le dita [...] una signora lì vi-cino tutta vestita di [...] «Tre [...] fa alle Selezioni è arrivata prima. Ma Lory non [...]. Balza in piedi, sentendosi [...] «Forza, bambina mia, forza! Quel mercoledì di tre [...] Lory aveva ripreso la corriera dopo appena due [...] arrivo a Pomezia. I colleghi ave-vano organizzato [...] allo stabilimento, cui lei aveva aderito controvoglia. Ma dopo [...] di piagnistei col-lettivi e [...] non si sa a chi, aveva pensato [...]. Che senso aveva tutta [...] or-mai [...] non esisteva più, il [...] fal-limento e qualcuno aveva an-che apposti i [...] e alle inferriate. [...] spicca-va ancora al di [...] ma tra breve sarebbe stata tolta pure [...]. Fu di ritorno a Tor San Loren-zo alle undici. Non [...] quasi nessuno per strada. Cammi-nando fischiettava il motivo [...] avrebbe can-tato Daniela il pomeriggio alle selezioni. Passò davanti [...] comunale per poi costeggiare [...] di cinta coperte da folti rampican-ti e [...] la ma-no sinistra i rametti più spor-genti. Girò alla [...] traversa e giunta in [...] si fermò un poco ad ascoltare rapita [...] di Da-niela che si esercitava dentro casa [...] canzone. Stava per infilare una [...] sbarre per aprire la serratura [...] quando intravide al di [...] del giardino qualcosa che le tagliò in [...]. Avvampò tutta in volto, [...] a tre-mare. Si spostò per guardare [...]. Sì, non si era [...] gri-gia che emergeva dalla siepe era pro-prio [...] suocero. Aprì furti-vamente il cancello [...] passi felpati lungo il via-letto ammattonato del [...]. Dop-piò la siepe, stava [...] poi seguen-do un impulso im-provviso si nascose [...] degli attrezzi, tutta ansimante, col cuore che [...] in fronte. Il vecchio non si [...] nulla e continuava a sbirciare attraverso le [...] Daniela che si stava fa-cendo il bagno, [...] di sordido che le suscitava quella scena [...] per contrasto dalla voce delicata, ancora infantile, [...] Daniela [...] vibrava intorno e sembrava [...] su dalle piante fiorite [...]. Restò ancora qualche minuto [...] quel vecchio maiale che a [...] volta spiava [...] figlia tredicenne nuda den-tro [...] più il tempo pas-sava e più Lory [...] di odio verso di lui e di [...] stessa che se ne stava lì incapace [...]. Poi ci furono delle [...] e il vecchio si voltò ac-quattandosi ancor [...] siepe e Lory per lo spazio di [...] in faccia e aveva [...] viscida e spaesata e fu quello sguardo [...] misura e la fece rompere in un [...]. Gli si scaraventò addosso come [...] furia. Lo agguantò per un [...] e lo trasci-nò indietro e il vecchio [...] in mezzo alla siepe e Lory cominciò [...] calci e pugni e intanto gli urla-va [...] che cono-sceva, vecchio maiale, ti spedia-mo [...] vedrai quando lo saprà Arturo [...]. La fi-glia smise di [...] si aprirono e il vano ampio della [...] ra-gazzetta paffuta con la faccia attonita, una [...] un accappatoio giallo annodato malamente alla vita. Madre e figlia tornarono [...] eccitate. Arturo le aspettava impalato [...]. Arturo si fece abbracciare [...] di sasso, [...] di gelido cipiglio im-pressa [...] e rugo-sa. Lory sulle prime non [...]. Guardava la casa immersa [...] due dita il nastro giallo della confezione [...]. Il suo viso era [...] e stanco. Arturo ebbe un sussulto, [...]. Fece segno alla figlia di [...] di torno e Daniela ubbidì. È un povero vecchio. [...] fat-to piangere. Se ne sta seduto [...] un angolo e non vuole più tornare. Non ti ver-gogni, non [...]. Padre e figlio tornarono [...] ubriachi fradici. Lory fece finta di [...] dover discutere ancora col marito, ma per [...] non riuscì a prendere sonno. Quella puzza acre di [...] nella camera la nau-seava e non poteva [...] del suocero acquattato dietro la siepe. Alla terza strofa Daniela [...] smarrita di-nanzi a sé, e riattacca due [...] sulla stessa nota come un disco guasto. Tace ancora, la base [...] via senza di lei. I potenti riflet-tori le [...] una lu-ce bianca, accecante, sente ride-re un [...] posti e un telefonino che trilla chissà [...]. Serra i pugni, batte [...] terra, aggrotta la fronte. Sta per scoppiare a [...] voce da dietro le quinte le suggerisce [...] ri-prende al punto giusto. Un so-spirone collettivo si [...] che adesso applaude con una foga liberatoria. Un al-tro lungo applauso [...] si congeda dopo la canzone. Lory, scura in volto, [...] platea. Ma viene bloccata da [...] «Voglio solo parlare un mo-mento con mia [...]. Lory alla fine ubbidisce [...] presso le vetrate. Si mette di spalle [...] fissa il suo profilo riflesso sul vetro [...] accennati, i con-torni bianchi delle piccole on-de [...] sulla riva. Finito lo spettacolo, raggiun-ge Daniela [...] dove tutte le ragazze attendono trepidanti la [...]. La prende con vigore [...] «Forza, vieni. La ragazzina la guarda [...]. E Daniela rispon-de, girata [...] mentre la madre la trascina via, in [...] «E chi lo sa. /// [...] /// Il vento scompiglia la [...] di Lory che continua a cammina-re allacciata [...] fi-glia. La madre non risponde [...] con vee-menza verso un punto impreciso della [...]. [...] si arre-sta e comincia a [...] e a [...] e a [...] i capelli. Esce gente dal lo-cale [...] di Lory e dal pianto convulso del-la [...] tutti accalcati [...] come trat-tenuti da una [...]. Finché un uomo si [...] si fa [...] incerto [...]. Lory si accorge [...] momento di quella figura [...] caccia un urlo disperato e molla la [...] Da-niela [...] bocconi, affondando la faccia sulla rena. Andrea Carraro IL PAESAGGIO Il [...] delle forme Nei [...] paesaggi di Chiesi -dei quali [...] parte anche la ve-duta urbana che ri-produciamo [...] so-pra -appare la stessa alternanza [...] caotico e vuoto pau-roso che si [...] nelle «composizioni con figure» [...] modenese: uomi-ni e donne, implumi [...] asessuati, accorpati [...] dolore di una qualsiasi Deposizione [...] al tempo stesso, avvinghiati nel caos di una moderna [...] punk. Oppure architetture industriali, con-temporanee [...] dei corpi di chi le ha abitate [...] forti e tragiche in [...] inutilità. I corpi di Chiesi, [...] o architet-tonici, appaiono come i residui di [...] giorno» ma, al contempo, già co-me testimoni [...] Anche per-ché siamo sempre, nonostante tutto, in [...] che dopo la notte vuole o pre-vede [...]. [...] uno sforzo titanico che i [...] delle opere di Chiesi compiono: ed è quello di [...] farsi massa di singoli. Vogliono vincere con il [...] buio che li circonda, li vela e [...]. [...] anche la fatica del se-gno [...] a definire forme certe e a suggerire, attraverso [...] toni e passaggi di colore: [...] blu profondo [...] viola. Lory le osserva con [...] di degnazione. RESTÒ ancora qualche minuto nascosta [...] spiare quel maiale che a [...] volta spiava [...] figlia tredicenne nuda. LA MADRE non risponde [...] con veemenza verso un punto imprecisato della [...] fatto apposta, vero. /// [...] /// LA MADRE non risponde [...] con veemenza verso un punto imprecisato della [...] fatto apposta, vero. (0) (0) ![]()
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