[...] e distrutte, e alle volte [...] ferro [...] fuoco. Quando, dopo due anni [...] azione distruttiva dei diritti elementari demo-tica. Quali fossero queste « [...] avrò forse modo di accennare in seguito. Certo è che al [...] non sedevano, in quel momento, nè [...] nè la pratica della [...]. Facciamo un passo [...] crisi politica seguita [...] di Matteotti. Il campo degli avversari [...] estende notevolmente: comprende ora i popolari, comprende [...] Giovanni Amendola. Esclude ancora, però, gli [...] del movimento liberale e poi, cosa strana [...] colpisce, questo campo degli avversari del fascismo [...] corso della crisi e in modo più [...] essa si prolunga, apparisce ed è isolato, [...] masse popolari, ma dai gruppi e dagli [...] a capo della vita economica del Paese, [...] rappresentano e dirigono gli istituti tradizionali della [...]. I grandi industriali, la [...] maggiore dell'esercito, le gerarchie del Vaticano rimangono [...] lo difendono, lo aiutano a [...] la [...] crisi, approvano il discorso [...] e rimarranno in questa posizione per anni [...] sino a che non giunga una catastrofe [...] tutti allo sbaraglio. Eppure, se potessimo domandare [...] questi gruppi e di queste istituzioni se [...] e sono per la libertà, non dubitate: [...] di sì; tutti protesterebbero contro qualsiasi dubbio [...] natura di liberali e persino, se ne [...] di democratici. Non intendo, ora, ricavare da [...] costatazioni oggettive quelle conseguenze che [...] pare ne derivino per un [...] generale. Voglio soltanto concludere che [...] si siano proclamati e si proclamino fautori [...] e movimenti che, in momenti decisivi di [...] che portò [...] a essere governata dal [...] a essere e dichiararsi [...] col fascismo stesso, ci [...] arrestarci, [...] al termine di libertà. Dobbiamo riconoscere che è [...] Gramsci, andare oltre questo termine, indagare quale [...] il valore politico e storico di esso. Che della libertà si [...] diverse era già stato riconosciuto da Francesco De Sanctis, [...] che su questa diversità aveva fondato la [...] due grandi correnti di pensiero o scuole [...] quella liberale e quella [...]. La scuola liberale, dice, [...] uscì da una reazione contro il sec. ///
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Ma perchè ? Il [...] non era dunque stato [...] Sì, aveva avuto per bandiera la libertà e [...] si passò ai fatti, ci fu la [...] guerre e le battaglie per raggiungere la [...]. La libertà era però [...] fine », « era [...] delle classi medie e [...] dalla supremazia tirannica dei principi e delle [...] e clero». Per raggiungere questo fine, [...] alla forza e persino, nella conseguente ed [...] Robespierre, che avrà più tardi parecchi continuatori, [...] libertà. Questa posizione è corretta [...] nel [...] dalla scuola liberale. Per questa « la [...] è messa da parte; sul trono è [...] come metodo » e che può essere [...] ciascuno intendendo con questo metodo salvaguardare le [...] stanno a cuore. La società è quindi [...] forze naturali, che giungono al progresso attraverso [...]. La posizione del secolo [...] dalla scuola democratica. Questa ha davanti a sè [...] ideale, « e questo ideale è una nuova società [...] sulla giustizia distributiva, [...] di diritto » e per [...] più avanzati, anche [...] di fatto. Dalla eguaglianza nasce il [...] al concetto di [...] si accoppia ora [...] e in questo sistema la libertà non [...] o metodo, ma sostanza. La libertà dei democratici [...] nuovo, come era stata pei liberali del [...]. [...] una lotta; la lotta tende [...] mutare lo Stato e per [...] il [...] Francesco De Sanctis, Mazzini e [...] scuola democratica. ///
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[...] una lotta; la lotta tende [...] mutare lo Stato e per [...] il [...] Francesco De Sanctis, Mazzini e [...] scuola democratica.