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Che [...] ripulita di ogni scoria [...]. Dalla [...] stra a nord si potevano [...] e beatamente vedere le montagne, [...] altro azzurro e bianche. [...] e [...] con [...]. /// [...] /// Insomma [...] che metteva, come si [...] allegria, predisponendo bene la giornata. Il traffico, in genere [...] nei giorni feriali, era quieto, senza i [...] la grande circonvallazione. Poche automobili scendevano o [...] che scavalca il Naviglio. Era davvero domenica. Mancava solo lo sguaiato [...] macchine nuziali, ma sarebbe certo passato attorno [...] ogni domenica. Come ogni domenica sarebbe [...]. Era [...] contratta da ragazzo, come [...] malattia, che nascondeva un modo di identificarsi [...] «gente», nella folla, un alibi interclassista che [...] da quando giocava al calcio. Sviluppava le sue variazioni ideologiche. Giocare significava smettere [...] personale per adottare la [...] uguale per tutti, tranne uno (ai suoi [...] ancora i numeri sulla schiena; ci si [...] e dal taglio dei capelli, dal «culo [...] buon baricentro da centrocampisti, [...] delle gambe [...] io ripeteva al nipote [...]. Però non lo sapeva [...] sapeva molte altre cose, abbandonato pigramente, e [...] felicemente, [...] di una condizione inconscia. Allora, quando giocava, non [...] voglia, ma gli mancava soprattutto lo stimolo [...] decifrare le regole del fenomeno al suo [...]. Non gli importava perché [...] coglieva segni e segnali. Gli bastava quella sensazione [...] non si rendeva conto di star dentro [...] a un sistema di segni, sociali, so-cializzabili, [...]. Non leggeva la metafora [...] riusciva ancora a tradurre in una struttura [...] quello che per lui era semplicemente indossare [...] o blu e correre appresso a un [...] gente attorno gridava. Senza dubbio [...] una sensazione [...] ogni volta che gli [...] riusciva abbastanza spesso) di segnare un goal, [...] di [...] benché lo infastidissero gli [...] compagni. Meglio il grido del [...]. Adesso magari ci speculava [...] come la consumazione di un godimento, o [...] atto di simbolica sintesi della creatività e [...] che era [...] di potenza. Davvero non gli passava [...] un assassino, mentre la [...] rassegnata era lì, davanti a lui, allungata [...]. Non aveva ancora ietto Saba, [...] era fatto irretire da De-smond Morris. Non [...] altro che un campo, [...] buona dose di esibizionismo (in fondo in [...] le donne che stavano attorno al «rettangolo [...] ruota), il piacere metabolico di correre. Da quando aveva smesso [...] era rimasta la passione per il fenomeno. E da lì, da quel [...] e da quel luogo, che incominciò a [...] quasi [...] sui segni e sui [...] accedere a un inconscio perdono, [...] avere una nobile giustificazione che coinvolgesse, tra [...] impropri e mercificazioni, fran-ge sociologiche. E finì col [...] in schemi narrativi le [...] loro segni, ripetendo cose banali, come quella [...] di Eros, con la sublimata esibizione [...] volgarità di coiti, realizzati [...]. [...] tentativo di [...] fuori bene era [...] della teoria del gioco [...] infantile. Vado a respirare una boccata [...]. Per soprammercato era tutto [...] di raggiungere e di lasciare lo stadio, [...] e [...]. Per passare la mattina [...] il tempo suonando il flauto, esercizi presi [...] Purcell [...] da ignoti del X VIII secolo. /// [...] /// Cambiò quindi sedia e [...]. Tirò fuori ap-punti e [...] nella quiete del viavai domenicale. Fu avvertito del mezzogiorno [...] nuziale. Suonato, era il caso [...]. Quei suoni mettevano in [...] ogni domenica un riflesso automatico, il desiderio [...] su quelle macchine, un vaso o un [...] visto: il crimine senza [...] una giustizia vile. /// [...] /// [...] infine, del tutto auricolare, [...] sposi e il loro corteo si placava [...] vetture. Certo, neanche un granché [...] coppa, non c'è di che entusiasmarsi. Semmai i pronostici promettevano [...] un massacro degli avversari. [...] parte quella era una [...] una [...] sembrava uscita dalla sceneggiatura di [...] film di [...] o Castellani anni Cinquanta. [...] alternativa era una «pomeridiana» alla Scala, dove si rappresentava [...] di [...] con una modesta compagnia di [...]. [...] possedeva [...] discografica comprata in uno dei [...] viaggi in Urss, ma non [...] mai vista in scena. Ciò che [...] era che si desse [...] russo cioè, nonostante non vi fosse neppure [...]. Chissà in che lingua [...] tanto nessuno può verificare. Ecco, è strana la [...] percepire se non suoni, con il loro [...] significato sonoro, senza [...] lo sviluppo logico e [...]. Per conto suo e [...] il cervello seguiva la trama conosciuta [...] e immaginando, intuendo cosa [...] tra loro i personaggi in scena (gli [...] altre volte, come quando gli accadde di [...] Rigoletto in usbeko, al [...] di [...] però le parole originali [...] conosceva a memoria). Altrimenti? Il cinema (mai [...] un giro ricognitivo per le chiese, magari [...] Portinari in [...] una passeggiata in centro [...] vetrine, la tv in casa. La soluzione migliore e [...] rilassante rimaneva lo stadio, scelta oltre tutto [...] moglie. Non era una questione [...] proprio di rappresentazione, tra la gratuità di [...] euclidea (il disegno geometrico del percorso del [...] senso romanzesco, avventuroso, ricco di sopra e [...] movimento assumeva nella ricerca del significato ultimo, [...] goal, la sopraffazione, il dominio, la copula, [...]. Per dire che [...] ci aveva la [...] parte e che, paradossalmente, [...] coscienza, Io sapeva, ci giocava [...] persino. Poteva tutt'al più crearsi [...] e artificiali, in attesa o durante la [...] parteggiare per [...] o [...] squadra, preferendo la più [...] il rischio e la tensione, giocare alla [...] al romanzo cavalleresco, una specie di San Giorgio [...] la principessa dal drago. O il Perseo che [...] Matteo. Cambiare o scombinare [...] del racconto previsto. Erano espedienti cui faceva ricorso [...] evitare un atteggiamento passivo, di [...] da [...] di dipendenza. Voleva arlo lui il goal, [...] lui la storia. /// [...] /// E [...] in aggiunta, un ingrediente [...] ben conosceva, il piacere di assistere alla [...] partecipando il proprio finto do-. [...] (la [...] squadra, è implicito, stava altrove [...] ciò non semplificava certo le cose, introduceva un altro [...] di lettura). Giunsero allo stadio con un [...] appena di anticipo [...]. Non fu diffìcile [...] posto, non [...] «la folla delle grandi occasioni». Riuscirono persino a trovare Giorgio [...] Cesare, fedelissimi da anni alla stessa sistemazione, maniacalmente, [...] restata pochi minuti concentrarono temi di discorso [...] sufficienti per alcune ore, la situazione politica [...] tangenti intascate da un uomo politico locale [...] collega, una storia di corna, un film [...] sera, notizie di Claudio e Sergio, alcuni [...] prossima settimana e i prossimi mesi, un [...] di lettura, un corso sulla lettura di [...]. Di tutto tranne che [...] esibito distacco e con disinvoltura. Quando dal sottopassaggio sbucarono le [...] FOLCO PORTINARI Folco Portinari è [...] nel 1926 a Cambiano (Torino). Dopo essersi laureato con Getto [...] Torino, ha insegnato nei licei. Nel [...] è entrato alla Rai [...] Torino [...] nel frattempo ha insegnato Letteratura Italiana e Contemporanea [...]. Da otto anni è [...] Milano [...] è responsabile dei programmi. Ha scritto monografie su Ungaretti, Saba, Nievo e i saggi «Le parabole [...] (Einaudi), «La storia del [...] di realismo». Portinari ha Inoltre pubblicato [...] «Il cambio di moneta» (Mondadori), «Viaggio in [...] verso» e, recentissimo, «Relazioni di viaggio». Poi, / quello che [...]. Era un vezzo, «e [...] uomini di cultura, intellettuali più o meno [...] meno integrati, che sapevano nascondere il gusto [...] con il gusto per i suoi sottintesi [...] Avevano, [...] le chiavi per aprire e smascherare la [...]. Palla al centro e [...]. Con aria di competenza Giorgio, [...] il competente riconosciuto, pronosticò la «goleada», il [...] era il divario tra i contendenti Sullo [...] citazione poetica e a controcanto prosegui «II [...] difesa / ultima vana, contro terra [...] faccia. TUtto ciò faceva parte [...] apparteneva alla liturgia, quasi meccanicamente. La partita non presentava [...] interesse. Era una delle molte [...] in quel giorno, nel torneo nazionale di [...] diretta. Supplementari e calci di [...] necessario. Non se ne prevedeva [...]. [...] fu particolarmente guardingo, ai [...]. Da una parte la [...] controllare il gioco in difesa, ben raccolti [...] il Grande Teorico del «calcio [...] con lunghi rilanci sperando [...] nel fortunoso contropiede; mentre [...] per ora [...] sembrava ridotto, o rimandato, [...] di" classe e nella certezza del risultato: [...] passaggi a centrocampo, che non trovavano sbocchi [...] per la tattica [...] degli avversari. Le geometrie venivano interrotte, [...] dal pressing praticato, unica possibile soluzione, dalla [...] debole. Tutto procedeva nella normalità e [...] logica, [...] -oNc [...] procederebbe qualunque altro evento umano [...] una situazione analoga. Nessuno d'altronde si aspettava [...]. Qualche fischio [...] da parte di coloro [...] subito la mattanza pronosticata. Qualche «soluzione da lontano» [...] sul fondo». Qualche tentativo «sugli sviluppi [...] o [...] punizione si era «esaurito ai [...] dei sedici metri». Ciò [...] appariva evidente era la scarsa [...] delle due punte; probabilmente deconcentrate [...] del gioco facile. Fatto sta [...] il primo tiro in porta [...] al [...] «controllato agevolmente dal portiere». Era chiaro che la [...] ragione [...] sempre più affannoso e [...]. Quel che accadeva in [...] on fenomeno nuovo, altre volte [...] altre situazioni è dato [...] progressiva perdita di lucidità operativa. E come Gigi [...] disse uno del pubblico [...] confonde la frenesia per efficiente [...]. Una sorta di isteria pareva [...] i movimenti che, [...] di razionalità, si esaurivano in [...] stessi, una [...]. [...] questo divenne [...] delle discussioni, con [...] di escursioni metaforiche nel / [...] quotidiana (ancora [...] dei significati) accresciuta [...] privata. Non era solo come Gigi [...] come Alberto e Giovanni e Cecilia. E sociali [...] della visione complessiva, la [...] dialettica, [...] la resistenza, lo scatto, [...] contrare, la «fìnta», la razionalità, la tattica, [...] via andare. Oppure la strategia amorosa, [...] possesso carnale (anche stupro). Oppure Io scontro di [...] clan. Qualcosa di vero c'è, [...] consigliava il buon senso. Prima [...] del secondo tempo le [...] per le notizie dagli altri campi. Dallo stadio si alzò [...] di meraviglia, ben percepibile, che si doveva [...] tutti [...] campi, un rumore sordo [...] mare. [...] aveva appena [...] che tutti i primi [...] conclusi sullo zero a zero, non era [...] nessun goaL La casistica e le statistiche, [...] si trattava di un fatto assolutamente nuovo. Cera stato sì nel [...] simile ma quel record negativo registrava almeno [...] Tutto considerato la notizia stava divertendo il pubblico, [...] la novità e la sorpresa, un po' [...] si sentivano partecipi e testimoni diretti di [...]. Una sensazione eccitante e [...]. I è con animo [...] ansioso che si disposero, tutti quanti, ad [...] tempo. Nessun cambio, le formazioni «riprendevano [...] ostilità nella medesima formazione dei primi [...] minuti», [...] va il radiocronista. [...] schemi di gioco, però, sembravano [...] cambiati. Più attacchi affannosi da una [...] rinuncia al contropiede [...]. Qualcuno consigliava, come sempre [...] di non buttarsi tutti in [...] di [...] avversari, di non ammassarsi in area, di [...]. Invece dominava la frenesia. In più [...] la gran giornata di [...] portiere che parava veramente [...]. Una di quelle giornate [...] vita se, infatti, verranno rievocate per il [...] dai protagonisti. E, come si sa, [...] questi casi aiuta gli spericolati portieri. Né mancavano perciò espressioni [...] i suoi glutei, in un misto di [...]. [...] fortuna può generare fastidio [...] senso di patita ingiustizia in chi non [...] questo punto di vista, e da molti [...] del tifoso era un buon test per [...] complesse e complete sulla fauna umana; si [...] della [...] dello spettacolo ma non [...] analitica). [...] negativa si svolgeva al positivo [...] di una profonda e inconscia avarizia di fronte [...] di consumare gratuitamente un supplemento [...] partita. Le cose sarebbero potute [...] non ci fossero state le notizie, inaudite [...] radio inviava dagli altri campi. Fino a quel momento [...] segnato un solo goal, in nessun incontro, [...] a zero era un risultato esteso a [...]. Questo comunicarono e radioline; [...] gli stadi, collegati e no, stavano incominciando [...]. Lo spettacolo dei «supplementari» [...] abbastanza squallido, in quanto la vista dei [...] e in preda ai crampi, con i [...] acido lattico, provoca un senso di pena. Corrono male, quasi ubriachi nella [...] lucidità, hanno i riflessi appannati e non coordinano più [...] movimenti C'è una frattura tra [...] che parte dal cervello e [...] esecuzione, una pausa per Io [...] fatale. In ogni caso è [...] che attaccare, in una simile situazione, come [...] questione. Era banale citare Non [...] anche i cavalli? di Sidney Pollack, ma [...]. Qualcuno tirò in ballo [...] milioni [...] dei giocatori, però senza [...]. Neppure quando, rimasti a [...] arrivò ai calci di rigore: cinque per [...] «a oltranza». Chi segna per primo [...] dieci rigori fu trasformato in goal, un [...] dei tiratori, un poco per la bravura [...]. Incominciava a calare la [...] i riflettori, si consultarono gli orologi A [...] la tensione ebbe una ripresa. Non era pensabile [...] lì tutto, senza sapere [...] a finire. [...] dentro, proprio. Piuttosto, bisognava avvisare a [...] benché non fosse necessario, poiché ormai la [...] televisione stavano dando la straordinaria notizia. Nemmeno un goal era [...] nessun campo, e i calci di rigore [...] come da regolamento, senza esito alcuno. Un senso di malessere [...] incominciò a prendere man mano gli spettatori [...] in tutto il paese, dal momento in [...] si collegò in diretta con i vari [...] cronaca [...] evento. È vero, non si [...] calamità nazionale, ma si faceva strada, sotto [...] e [...] di qualcosa di misterioso. Molti che avevano rinunciato [...] campo, vi si recarono adesso per curiosità, [...] non si interessavano al calcio, tanto da [...] costituite per [...] delle strutture ricettive. Le gradinate si erano [...] consistenti rinforzi di polizia, gli altoparlanti invitavano [...] calma, mentre sempre più stancamente, al limite [...] alternavano gli infruttuosi battitori. Fu perciò naturale che [...] si riunissero con i dirigenti delle società, [...] contatto con i dirigenti nazionali, convocati in [...]. Le regole del gioco [...] procede a oltranza, senza porre alcun limite [...]. Ameno di cambiare le [...]. Ma chi le avrebbe [...] Ai [...] incominciarono a scendere i più organizzati dei [...] rifornimenti di panini, birre, sigarette. Venne citato [...] nella manica. Il problema era il [...]. Quella che ormai attraversava [...] la città, e il paese tutto, era [...] fastidiosa e opprimente e snervante, che si [...]. I telecronisti, esaurite le [...] ricordi, non sapevano più cosa raccontare. Certo sarebbe stato più [...] avesse piantato lì tutto e se ne [...] letto, ma ciò sarebbe stato possibile solo [...] di normalità, laddove [...] si stava mutando in [...] le dimensioni del fenomeno, sia per [...] del dubbio che le [...] più naturali. Di [...] la paura, [...] delle cause e [...] degli effetti. I quali effetti si [...] dal mattino successivo, sotto specie di un [...] posti di lavoro, e di non pochi [...]. Le preoccupazioni comunque aumentarono [...] delle ore, entrando cioè nel tempo produttivo. Era secondario che i [...] nutriti con the e caffè molto zuccherato [...] non reagissero più alle grida di scherno, [...] pietà che scendevano dalle gradinate. Né veniva alcuna consolazione dalla [...] di condividere una sorte comune. Cesare cantava: «Odio me [...] dì. Giorgio recitava [...] di una lapide a William [...] che «stanco di un [...] calcio, prese la palla sotto il braccio [...] dai compagni, così inventando il rugby». La gravità della situazione [...] meglio quando intervenne lo stesso Presidente, come [...] telespettatori sui loro schermi, [...] accesi. I giornali parlavano di [...] morti per collasso cardiaco, altri di morti [...] era in grado di mettere in atto [...] da risolvere il caso. Almeno nessuna autorità istituzionale. [...] e il suo misterioso [...] messo in allarme i servizi segreti, non [...] possibili disordini (e le prime avvisaglie [...] state, e qualcosa di [...] certi indizi che lasciavano presagire qualche intervento, [...]. Chi e cosa [...] dietro, [...] complicità, le fila portavano fuori [...] confini? Non mancarono persino supposizioni [...]. Un colonnello assunse la [...] quando il paese si consumava in questo [...]. Al massacro? Il rischio [...]. Fu il colonnello a [...] che svolse con pazienza. Quando bussò al numero [...] Bigli venne il poeta in persona ad [...]. /// [...] /// Un poeta era riuscito, [...] che dava scarso credito ai poeti, a [...] le strutture, i regolamenti? [...] Michele, [...] angelo infernale? Si poteva [...] abbagliante apparizione al di sopra degli stadi, [...] fiammeggiante in pugno? E, [...] si potevano, e con [...] le regole, fermare la macchina infernale, restituire [...] la vita? La gran dose di enfasi [...] sostanza, che quella era. Il poeta e il [...] piano. Il poeta si sarebbe [...] e sarebbe apparso alle folle Si dava [...] che il poeta non credesse molto negli [...] E [...] apparizioni? I suoi iddii erano indifferenti. /// [...] /// Il colonnello gli propose [...] al centro dello stadio e lì cantare [...] Proposta quasi empia. Ma fu costretto ad [...] forza e le minacce di rappresaglia. Ciò che fa meraviglia, [...] non avesse pensato ai precedenti Così apparve. Ciò che non dissero [...] distratti [...] intervento, fu che un bambino [...] impossessò del pallone e scappo via, approfittando della generale [...] Non era William [...] vissuto per altro [...]. Per delirio di ipotesi [...] regolamento. Vinceva chi non segnava [...]. /// [...] /// Vinceva chi non segnava [...]. (0) (0) ![]()
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