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[...] dunque, arrivati alla pagina [...] «Enciclopedia di nuovo tipo» che si pubblica [...] che [...] e la fedeltà dei [...] tutti gli intrighi e contro tutti i [...] e di sabotaggio da [...] dei nemici del [...] progressiva. Procediamo serenamente -perchè convinti [...] nostra causa -verso la pagina [...] 1952 vedrà aumentare il [...] e degli abbonati Ogni lettore recluti altri [...] altri abbonati. [...] avverte che e-sistono ancora [...] Enciclopedie rilegate in tela ed oro e [...]. ENCICLOPEDIA Del [...] DEL [...] Rilegata [...] e oro -da p. /// [...] /// Sciolte (senza [...]. Si spedisce franco di [...] pacco postale a ricezione [...] anticipato. Versare preferibilmente sul [...] p. Questi sono di varia [...]. Vi son grammatiche che [...] una decina, altre che arrivano a trenta. Noi cercheremo di non [...] importanti. Il lettore tenga sempre [...] conoscenza precisa di questi elementi della proposizione [...] di avviarsi con buona preparazione allo studio [...] e greca. Per chiamare (in latino: vocare) [...] in proposizioni che hanno il soggetto alla [...] o [...] persona singolare, o [...] plurale, si usa il complemento [...]. Una virgola o due [...] complemento vocativo dal complesso della proposizione. Per specificare, determinare meglio [...] un nome generico, si ha il complemento [...] è formato da un nome preceduto dalla [...] del, della ecc. Esempi: Il figlio di Filippo [...] -La Costituzione rappresenta la difesa dei cittadini -Il [...] del cacciatore. Ma osservate che nel [...] esempio il complemento è relativo [...] soggetto, nel [...] è relativo al complemento oggetto, [...] indica un rapporto di possesso. Si tratta perciò di [...] del complemento di specificazione: soggettiva, oggettiva, possessiva. Se dico: L'isola di Sardegna [...]. Ma, prima di tutto, che [...] e questo dittongo mobile? [...] un dittongo (ie od ito) [...] che talvolta si riduce ad una semplice vocale: la [...] forte (e od o), si capisce, [...] la meno facile a lasciarsi [...]. Quando avviene questo mutamento? Per [...] ricorro a tre caratteristici esempi: un nome, piede; un [...] muovere; una voce verbale, vieni. Da piede si hanno [...] pedone, pedina; da muovere, [...] vieni è voce del [...] che non ha dittongo. Ma osserverete facilmente che, [...] il dittongo mobile diventa una semplice vocale, [...] parola si allontana dalla sillaba di cui [...] parte: piéde, pedàta, pedóne, pedini: muovere, [...] vieni, venire. Ecco dunque, da queste [...] regola. I dittonghi mobili si [...] quando [...] cade su di essi, [...] semplici vocali quando [...] si sposta. La regola non è [...]. Lo stesso muovere, che mi [...] servito come esempio, fa mossi (invece di [...] mietere fa mietevo (non [...]. Due verbi con dittongo accentato [...] mantengono in tutte le voci; nuotare (per evitare la [...] con [...] nota) e vuotare (per evitare [...] confusione con vota-re [...] dare il voto). Così pure chiedere. Il dittongo, in questi [...] si chiama più mobile, sta stabile. Perciò: [...] ma: giocate, giocheremo ecc. Nomi molto usati si [...] due forme: spagnuolo e spagnolo (ma sempre [...] e figliolo (ma sempre [...]. Certo, la tendenza moderna [...] semplificazione, cioè per [...] dei dittonghi mobili sui [...]. Il lettore scriva purè [...] gioco, spagnolo, figliolo. Per aiuola c'è ancora [...]. [...] OPERAZIONI CON LE [...] più che a specificare, a [...] l'isola; costituiscono, perciò, complemento di denominazione. Quando [...] indicata dal predicato finisce, [...] una persona o in una [...] (es. Date lavoro ai disoccupati -Non [...] quel libro? [...] Il contadino dà il [...] si ha il complemento di termine. Esso come avete visto [...] sulla preposizione a o sue preposizione articolate. Del complemento [...] si è già detto (p. Aggiungiamo che, quando [...] è prodotta da una [...] una persona o da un animale, il [...] si chiama di causa efficiente. Così nel caso della [...] Molti [...] sono causati dalla miseria. La distinzione è importante [...] il latino. E ora parliamo di [...] si riconoscono con grande facilità: quelli di [...] di luogo. Abbiamo detto quelli di [...] a quello, evidente, che indica quando è [...] avverrà [...] (es. Anche i complementi di [...] varia specie, pur indicando tutti, sostanzialmente, relazioni [...]. Se dico: Nel Polesine [...] fame, ho un complemento di stato in [...] invece: Andiamo a Roma -Veniamo dalla città -Passeremo [...] Corso, ho rispettivamente un moto a luogo, [...] luogo, un moto per luogo. Ma vi sono anche [...] che equivalgono a luoghi. Un operaio ha una [...] 180 lire; queste 180 lire sono in [...] come una [...] di paga). Formiamo questa [...] con [...] 10 lire; per quanto abbiamo detto nella, [...] di queste monete rappresenta 1/18 [...] di paga, e 3 [...] e 6 monete rappresentano 6/18, sempre [...] di paga. Ma 6 monete sono [...] 3. Dunque 6/18 è il doppio [...] 3/18, e cioè [...]. Ma dire che 6/18 [...] di 3/18 è lo stesso che dire [...] la metà di 6/18, e cioè che [...]. Prendiamo ora delle monete [...] la cifra di 180 lire occorrono 36 [...] moneta rappresenta in questo caso 1/36 [...] di paga, e 3 [...]. Ma 5 lire sono [...] 10, e 3 monete da 5 lire [...] di 3 monete da 10 lire. Risulta dunque chiaro che 3/36 [...] la metà di 3/18, e cioè che [...] ed anche che 3/18 [...]. Raggruppiamo ora i risultati ottenuti [...] questi ragionamenti e vediamo di arrivare a conclusioni generali, [...] presente [...] e 3 [...] 6:2, e ancora, [...] e 18 [...] 36:2. Legga attentamente questa nota. Abbiamo già detto che il [...] sta ad indicare che ciò [...] precede tale segno è uguale a ciò che lo [...]. Due cose uguali possono sempre [...] sostituite una [...]. Questa sostituzione è [...] usata in matematica quando può [...] utile per una dimostrazione. Sappiamo, per esempio, che [...] 15. Tutte le volte [...] in un calcolo, troviamo un [...] se ci può essere utile possiamo [...] con un [...]. Nel [...] esempio che segue, iì ragionamento [...] è: «da quanto 6 [...]. [...] 186 [...] 3 [...] e quindi al posto di [...] in 6/18, possiamo scrivere [...]. [...] nella uguaglianza [...] posto di 6/18 possiamo scrivere [...] ed allora [...] 2. Dunque per moltiplicare una [...] numero abbiamo due procedimenti che si [...] il numeratore per quel [...]. Dobbiamo ora constatare un fatto: [...] concluso che i due procedimenti che si possono usare [...] la moltiplicazione si equivalgono, come pure i due che [...] possono usare per la divisione, ci dice che, [...] e [...] caso, i risultati ottenuti con [...] due metodi devono essere uguali, e cioè, secondo gli [...] precedenti: [...] e [...] 24/30. /// [...] /// Dunque 3/5 è un [...]. Moltiplicando ora per 3 il [...] di 9/5 si ottiene una frazione, 9/15, il cui [...] è [...] a un terzo di 9/5. Se 9/15 è un terzo [...] 9/5, ed anche 3/5 è un terzo di 9/5, [...] dimostra che 3/5 e 9/15 sono uguali [...]. E poiché lo stesso [...] è facile vedere, anche se invece di [...] e moltiplicare numeratore e denominatore per 3, [...] 9/15 e si divide numeratore e denominatore [...] arriva alla conclusione generale che: moltiplicando o [...] termini di una [...] per uno stesso numero [...] frazione non cambia. Così, per es. [...] questa importantissima conclusione che, [...] possibile [...] e la sottrazione delle [...]. Si usa in una argomentazione, [...] che pur essendo assurda si vuol ammettere come probabile. AB IRATO: sotto [...]. Si sottintende la paròla [...] irato, cioè con [...] irato. A FORTIORI: con maggior [...]. BUSILLIS: difficoltà, ostacola Deriva dalla [...] latina In [...] in quei giorni, trat-ta dal Vangelo. Pare che un curato assai [...] di latino leggesse la frase come segue; In [...] busillis e la interpretasse così: [...] In [...] le son le Indie, questo [...] capisce; ma [...] diamine vorrà mai dire? ». Di [...] il proverbio: [...] sta il busillis, cioè la [...] la cosa che non si capisce. CUI [...] a chi giova? Si usa [...] chi può [...] compiuto una data cosa: evidentemente [...] cui quella cosa giova. /// [...] /// [...] una voce del verbo latino [...] che significa manco. Si usa come sostantivo: il [...] ciò che manca (specie nelle casse dello stato). Ai principi dell'anno mille comincia [...] sorgere la borghesia. I contadini, coloni e [...] sottoposti ai padroni feudali non e-rano adibiti [...] la terra; poiché al centro di -ogni [...] castello del marchese o . Ed ecco che un [...] non poterono più sopportare lo stato di [...] cui erano costretti a vivere e cominciarono [...] campagne. Le invasioni dei barbari [...] fatta più tranquilla, le [...] tempo erano state abbandonate, avevano cominciato a [...] quelle città (che erano dette anche borghi, [...] di borghesia) accorsero quei contadini: essi conoscevano [...] a produrre i primi oggetti ed a [...]. Le prime botteghe: maestri [...] permisero di [...] su bottega: accorrevano, intanto, [...] contadini, sia quelli che già conoscevano un [...] che non conoscevano alcuno; e quelli che [...] di [...] su una propria bottega, [...] maestro d'arte, accorrevano ad offrire il loro [...] no), come garzoni, ai padroni delle botteghe. Facciamo [...] del maestro che per [...] ammette un garzone nella [...] bottega. Sono due, a lavorare: [...] e il garzone. Ammettiamo che non si [...] lavorante senza qualifica, ma di un lavorante [...] quanto il padrone. In che modo costui [...] compenso del garzone e il guadagno del [...] che. [...] si fece mentalmente il [...] che occorreva, dato il costo della vita, [...] di fame e per avere un letto [...] ed offrì al garzone la som-ma corrispondente: [...]. Che cosa avrebbe dovuto fare [...] garzone? [...] sdegnosamente [...] strozzinesca e [...]. [...] le spese della, bottega, [...] prima, e quelle generali, e tutte, insomma, [...] e siamo in due a lavorare, a [...] « un salario » ma la metà [...]. Quale sarebbero state le [...] discorso? Che il padrone avrebbe messo alla [...] e questi avrebbe dovuto recarsi ad offrire [...] ad altra bottega. Il [...] del lavoratore e il [...] in ogni bottega trovava un padrone che [...] stesso discorso del primo. Ed allora il garzone, [...] di fame, doveva accettare le condizioni di [...] i padroni. Perchè? Perchè egli sapeva, [...] ferro, o il legno, o il cuoio, [...] ecc. Conclusione: il salario che [...] percepì fu soltanto una piccola [...] di quanto gli sarebbe spettato. Tutto il rimanente glielo [...]. Era cominciato, così, lo sfruttamento [...]. La parte che il [...] garzone fu chiamata poi (vedremo quando e [...]. Abbiamo fatto il caso [...] solo. Ma, quando i garzoni [...] padrone guadagnò sulla pelle del secondo [...] quota: ne guadagnò tre, [...] quattro quando furono quattro, ecc. Così, egli moltiplicò ed [...]. Con i profitti accumulati, [...] bottega, acquistare [...] strumenti, ecc. Più vasto fu lo [...] grande fu il capitale: e quanto maggiore [...] capitale tanto maggiore fu la possibilità di [...] in acquisto di strumenti e di materie [...] ingaggiare altri operai; e. /// [...] /// Più vasto fu lo [...] grande fu il capitale: e quanto maggiore [...] capitale tanto maggiore fu la possibilità di [...] in acquisto di strumenti e di materie [...] ingaggiare altri operai; e. (0) (0) ![]()
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