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Per questo restano sconvolti di [...] a una nevicata. Ma la natura è [...] è amica e nemica. È la società che [...]. Per Nuto Revelli, ufficiale [...] comandante partigiano, la neve è «il» ricordo. E penso ai vec-chi [...] soli in montagna: ora la neve spaventa [...]. DAL NOSTRO INVIATO [...] MELETTI DA INGENUI compagni [...] a bere un bic-chiere in più, a [...] di un numero impressionante di delitti. Questa la prima, agghiaccian-te [...] con la confessione di quel Lotti che [...] dichia-rato di essere soltanto palo di [...] e Vanni. Una storia infinita vissuta [...] di primo grado, un Appello con sentenza [...] Corte di cassazione che ordina di rifare [...]. Un tempo si diceva: [...] in prima pagina. Ma allora di mostri [...] ce ne erano pochi, a malapena uno [...]. Adesso è un rincorrersi [...]. Che si tratti di [...] un esponente della ma-lavita, di un criminale [...] dai cavalcavia: la patente di mostro vie-ne [...]. In casi estremi, anche [...] garanzia aiuta a far nascere il mostro. Non credo si viva in [...] realtà così mostruosa. Forse si esprimono giudizi [...] superficialità, senza [...] nemmeno un attimo. La dignità della persona, [...] mortificata da comunicazioni che richiedono tempe-ratura alta. Sparare titoli negativi è [...] più corrente, il «trend» come [...] usa dire. [...] sarà anche colpevole, è probabile, [...] non è certo, dal mo-mento che ha avuto una [...] di condanna e una di assoluzione. Sta al nuovo collegio [...] smentire un giudizio. ÈCOME SE DANDO del [...] persona, ci si senta sin-golarmente assolti da [...] mostro è lui e io sono una [...]. Quando poi, come nel [...] tutti i compagni di [...] in quanto associazio-ne a delinquere portata ad [...] si appartavano per qualche minuto di intimità, [...] da provare, ci induce a serrare ancor [...] porta di casa nostra, nel convinci-mento che [...] viviamo nel migliore dei mondi. Gli esperti della comunicazione [...] facilità di dare pa-tenti di mostruosità a [...] manca, nasce dalle troppe informazioni. Ovve-ro: le notizie durano [...] per mantenere la temperatura ne vanno inventate [...]. Co-me spiegare altrimenti la [...] inventata, dei tre clandestini buttati a mare [...] freddo al largo di Lampedusa? Come giustificare, [...] Natale e Capodanno, un mu-ratore lombardo [...] da casa perché non [...] soldi per fa-re i regali? Il muratore [...] che era portato ad allontanarsi da casa [...] il motivo che ha fornito titoli ai [...] quanto sofferente di una forma di depressione. Scrivere di un depresso [...] abbandonare la famiglia anche nei gior-ni di [...] meritato una notizia ad una colonna. Una riflessione sul come [...] e sul titolo di mostro attribuito, ripeto, [...]. Sono rimasti soli». Nuto Re-velli, classe 1919, [...] «Mai tardi», «La guerra dei poveri», e tanti [...] hanno raccontato tragedie e spe-ranze degli alpini [...] contadi-no, vive in un caldo appartamento nel [...] Cuneo. Dicono che [...] neve dovrebbe venire solo [...] lì è utile, lì ci sono gli [...]. Ecco, la neve è [...] cosa che serve ad avviare i luna [...] per gente di pianura. In città disturba e [...] cambiare le abitudini. E diventa nemica quando [...] nuova società, dove tutti si deb-bono muovere [...] i minuti contati». Compagna di vita La [...] Nuto Revelli, è stata compagna di una vita. Un tempo, sulle colline e [...] monti, [...] i giovani, [...] gli uomini validi. Erano loro a portare [...] ammala-to, ad organizzare le squadre per aprire [...] liberare i tetti dalla neve quando questa [...] crol-lare tutto. I giovani sono venuti [...] le buste paga nelle fabbriche della pianura, [...] sono rimasti soli, ed hanno paura di [...] non hanno mai temuto. Vivono in bor-gate dove [...] le scuole sono stati chiusi. È gente abituata ad [...] ma ora non trova nemme-no quello ». Lo scrittore sorride, quando [...] suo «timore». Ma ogni anno, quando [...] penso ai giova-ni di allora. Io so che -anche [...] nessuno ne parla -in tante fami-glie la [...] il ricordo di chi non è mai [...]. Soltanto [...] nella provincia di Cuneo, [...] sono stati dichiarati dispersi in Russia. Una generazione mandata al [...]. Fra i vecchi della [...] i re-duci dalla Russia, e [...] ancora qualche anziano che [...] visto tornare il figlio. La neve che cade [...]. Nuto Revelli è innamorato [...] in tutti i suoi bellissimi libri -della [...]. Ho imparato a cono-scere [...] quelle donne du-rante i venti mesi di [...]. Eravamo ospiti della montagna, quindi [...] gente. Guardavo tutto con oc-chi [...] campagna di Rus-sia. Era da quelle case [...] baite, così simili alle [...] russe, che arriva-vano gli [...] crepare in Russia. Quello era il loro [...] vita. Guardavo le povere case, [...] impossibile che li avessero strappati proprio da [...] a fare la guerra male armati e [...] rotte, a fare una guerra di aggressio-ne [...] ed altri disgraziati. Per questo ho parlato [...] nei pri-mi due libri, poi mi sono [...] la storia e la vita dei ragazzi [...] dei superstiti, dei vecchi e del-le donne [...] casa. Solo per raccogliere le testimonianze [...] donne [...] così ho chia-mato quel libro [...] lavorato otto anni. Ma questo mondo dei [...] diritto di essere ricordato. È il minimo risarcimento». Dai vetri delle finestre [...] neve che torna a scendere piano. È successo il 20 [...] quando comandavo la Brigata Giusti-zia e libertà Carlo Rosselli, [...] par-tigiani, in valle Stura. I tedeschi avevano avviato [...] combat-temmo per tre giorni. La neve era rima-sta [...] 1. E fu lì che [...] mezzo alla neve, dove i tedeschi non [...] mezzi pesanti. Ci siamo salvati. Io ero tornato dalla Russia [...] del 1943, ferito ad un braccio, conge-lato, [...] brutta pleurite. Uccidere e salvare Ero [...] settem-bre mi sono messo [...] partigiano. A [...] la nostra base, dovevo [...] calcio Non parlavo mai, ai miei ragazzi [...] in Russia. Solo una volta o due, [...] accen-no, quando li vidi demoralizzati. Anche in valle Stura, [...] fra il [...] ed il [...] un freddo da galera. Ricordo una marcia di una [...] ed un giorno, per andare a Vernante a fare [...] i ponti. Ricordo le notti nelle [...] fienili, con quei ragazzi che in gran [...] dalla città, non erano abituati al gelo [...] anda-re [...]. Avevano [...] alcuni an-che meno. Il freddo [...] si doveva convivere. E quando arrivava la nevica-ta [...] si era contenti, perché quasi sempre voleva dire che [...] una tre-gua». Il racconto della guerra [...] un confronto con la guerra in Russia. La Russia è stata [...] estrema». Nuto Revelli racconta la [...]. Ma era infida. Sul terreno ondulato il [...] neve in ogni [...] ed [...] dopo avere pestato il [...] immerso -uomini e muli -in due metri [...]. Ma non era la [...] nemico. I russi, se noi [...] aggrediti, avrebbero passato il loro inverno nelle [...] nostri montanari sarebbero rimasti nelle loro baite. E invece ci hanno [...]. In Russia, capisce, con [...]. Si sfasciavano in due [...] di cammino, ed allora [...] rubava la paglia dai [...] e se la metteva attorno ai piedi [...] strisce di coperta. Cam-minando, paglia e neve [...] di ghiaccio, ed il piede si rattrappiva, [...]. Non hanno saputo fare [...] giusti. Coprivano anche la bocca, [...] calore del fiato anche davanti al-la bocca [...] ghiaccio». Già quando era lassù [...] Stura Nuto Revelli aveva scritto il diario di [...] non voleva raccon-tare ai partigiani. Ero [...] ufficiale rimasto in prima linea. Avevo il compito di [...]. Con alcuni alpini, men-tre [...] la ritirata, tenem-mo le stufe accese, perché [...] il fumo, credessero che fossimo ancora lì. [...] venti, venticinque gradi sottozero. Ricordo il rumore delle [...] ricordo il rumore dei passi. Tutto mi sembrava ingigantito. Tremavamo al pensiero che [...] sentissero quei rumori». Il dolore e la [...] sono raccontati nelle pagine di «La guerra [...]. A volte, quando il [...] i 30 gradi, i fili di ferro [...] vive, i paletti dei re-ticolati si spaccavano». Inizia la ritirata Inizia [...] confusione as-soluta. Non [...] nulla per combattere il [...] anche sotto i 40 gradi. Sul camion [...] un recipiente pie-no di liquido [...] dolciastro. Un alpi-no ha gridato [...] tutti sono corsi a bere, anche gli [...]. Era liqui-do anticongelante. Spettacolo orribile: la piana [...] appare punteggiata di macchie [...]. Ogni cinque metri [...] un alpino che ge-me, che [...]. Lo scrittore mostra il [...] Russia, con la copertina nera, di carto-ne. È [...] del 1943, scritta prima con [...] stilografica e poi con una matita. Il diario della ritirata [...] retro di fogli con [...] dei soldati del batta-glione. A Cuneo [...] dove tutto è morte, [...] una distorsione a un piede, una diarrea, [...] ferma per sempre, il de-stino di vivere [...]. Camminare vuol dire essere [...] vuol dire morire. La neve si fa [...]. [...] la neve peggiore, quella che [...] di più. /// [...] /// Ri-vedo le gambe dei [...] alpini feriti che viaggiano in slitta: da [...] colore rosa, il colore delle bambole di [...] sempre più scure, fino alla cancre-na. /// [...] /// Con sforzo so-vrumano, devo [...] vo-glio perdere le gambe». La neve su Cuneo, [...] fa fit-ta. Nuto Revelli torna con [...] vecchi della montagna. [...] co-lonnelli e generali. Parlavo del degrado della [...]. /// [...] /// Perchè, invece di fare [...] inverno, non si mandano gli alpini nelle [...] piccoli distac-camenti, per dare soccorso a chi [...] solo? Sa cosa mi hanno risposto? [...] serve per fare altre [...]. Mi vengono in mente [...] quando nevica». Direttore responsabile: Giuseppe Caldarola Condirettore: Piero Sansonetti Direttore editoriale: Antonio Zollo Vicedirettore: Marco Demarco [...] Giancarlo Bosetti Redattore capo centrale: Luciano Fontana Pietro Spataro [...] Società Editrice de [...] S. /// [...] /// Se il benessere è [...] se ci acquietia-mo, se guardandoci allo specchio [...] come sono con-ciate culturalmente, mentalmente, milioni di [...] fa-miglie italiane -continuiamo a bearci del ritornello [...] volontariato; se non vediamo [...] impetuoso dei suicidi negli [...] alla fine non vediamo il Grande Niente [...] questa società: cresciuta in benessere esattamente come [...] -man mano che diven-ta più alto -perda [...] così da essere in balìa di ogni [...]. Ma il niente [...]. [...] credibilmente nei discorsi fatti [...] cavalcavia in questo ul-timo anno, nel senso [...] in tante [...] frasi ascoltate in famiglia. Eppure neanche la loro [...] Niente basterebbe a [...] perdonare. Perché ci sono zone [...] vita e della mor-te, in cui ognuno [...] per [...] libera scelta. Al di là di [...] esterne. Non parlo dunque di [...] se il loro stato men-tale e umano [...]. Io sto anzitutto, per [...] con chi la violenza la subisce. Di loro dico solo [...] esclama-to ascoltando la notizia in televi-sione. Sono dei vigliacchi. Sono dei bastardi. Sono dei figli di [...]. Senonché -come recita un [...] è stato regalato a Nata-le -anche i [...] sono fi-gli di Dio. O, se si preferisce, [...]. E hanno diritto a [...] le leggi di uno Stato civile. Perciò ho provato un [...] un fremito sulla pelle, leggendo che intellettuali [...] Gianni Vattimo o Vittorio Messori propongono per loro ri-spettivamente [...] o la pubblica impiccagione. Perché -essi dicono -questo [...] tutto, oltre ogni limite, è gratuito. /// [...] /// Ma era forse meno [...] la morte di quegli innocenti che si [...] in agosto a una stazio-ne, o su [...] dicembre [...] del presepe e dei [...] O [...] movente politico invece di essere [...] diventa [...] Chiedo, al di là [...] posizioni citate: per-ché di fronte a delitti [...] la nostra storia (delitti fer-mamente voluti, per [...] con protezioni ventennali, e vittime assolutamente casuali) [...] impiccagio-ni? Perché «siamo il paese di Bec-caria» [...] stragi a grappolo o chi scioglie vivi [...] fanciulli, ma non lo siamo più quando [...] figli di puttana senza protezioni? O abbiamo [...] di-sgusto per le volte che abbiamo garbatamente [...] sono un garantista. Di un paese che un [...] dimentica e un [...] impicca, che si divide (si [...]. Perciò la maledizione scagliata [...] sorella da Ma-ria Rosa Berdini è un [...]. Perché non ci indica una [...] di fuga da noi stessi. Ma ridà dignità e identità [...] una comunità, come [...] di dolore di Rosaria Schifani [...] Palermo nel maggio del [...]. [...] la maledizione, che rompe [...] animi, fatto di sguaia-taggine mentale e di [...] televisive e di af-fettati [...]. [...] che fa vacillare [...] come la maledizione biblica, come [...] ma-ledizione della mitologia greca, come la maledizione scespiriana. È un urlo contro [...]. Guai se ne facciamo [...]. E poi è deducibile». /// [...] /// E poi è deducibile». (0) (0) ![]()
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