Ero a colazione con Federico Caffè [...] un piccolo ristorante della vecchia Roma. Parlavamo degli [...] on [...] di [...] e Caffè diceva che [...] al di là delle [...] alcuni aspetti ricordava quella di Barone. Mi raccontò dei vari [...] Barone aveva fatto e dei rapporti che aveva [...] economisti del suo tempo. Durante il suo excursus [...] nel primo quarto del secolo, sottolineò più [...] rammarico, il generale disinteresse per gli economisti [...] fra [...] e il [...]. Rimasi colpito dal suo [...] a casa mi misi a leggere alcuni [...] Barone, Del Vecchio e altri economisti italiani, [...] tempo avevo appena sfogliato pensando che fossero [...] di una [...] « recherche ». Questo giudizio scaturiva dal [...] non sapevo dare altro [...] di questi autori; la mia attenzione, come [...] quelli dalla mia generazione in giù, era [...] ai classici della letteratura straniera e non [...] curiosità o sollecitazioni per gli economisti italiani [...]. Dunque, apprendevamo in apertura [...] un giorno [...] umido del lontano 1975, [...] di conoscenze intorno [...] del libro prefato, si [...] moderata bisboccia con uno dei più insigni [...] un localino della vecchia Roma. [...] tra un caffè e [...] colto da vera folgorazione storiografica, avvalorata poco [...] in libreria dei Frammenti per lo studio [...] italiano del predetto insigne studioso e sodale. Tali « frammenti » [...] verso [...] meta di studiare, la [...] Caffè, « [...] dei grandi economisti italiani [...] dei loro continuatori più degni durante il [...] le due guerre ». In uno slancio di [...] resto pervadeva anche altre parti della istruttiva [...] informava di avere allora [...] leggere senza un preciso disegno tutto quello [...] riguardo ». Ben presto, colpito dal [...] e [...] da un numero imprevedibile [...] egli si era cacciato in uno studio [...] durato [...] due anni perché alla [...] 1977 lo schema di massima del volume [...] Pur temendo di essere giudicato un 4 [...] forse uno stravagante per il fatto che [...] una materia cosi insolita, lo mostrai a Giuseppe [...] Nardi, a Giorgio [...] e a Sergio Steve. Feci ciò non tanto [...] qualche incoraggiamento, ma perché mi sembrava doveroso [...] raccolta erano inclusi alcuni loro saggi. Con mia grande sorpresa [...] entusiasmo per [...] e furono prodighi di [...] consigli ». Non senza [...] additato [...] Chabod [...] dei criteri di compilazione di [...] che non poteva umanamente essere, a questo punto, altro [...] una semplice antologia. [...] giustificava le sue scelte [...] di scavo svolto impersonalmente [...] suggerimento di predisporre un [...] economico italiano lo trovai nel saggio di Ricci [...] nel 1918 scriveva: [...] un volume maneggevole, serio, [...] a leggersi dovrebbe illustrare la storia della [...] Italia dal 1860 ad oggi [...]. ///
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[...] giustificava le sue scelte [...] di scavo svolto impersonalmente [...] suggerimento di predisporre un [...] economico italiano lo trovai nel saggio di Ricci [...] nel 1918 scriveva: [...] un volume maneggevole, serio, [...] a leggersi dovrebbe illustrare la storia della [...] Italia dal 1860 ad oggi [...].