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[...] debutterà a Roma con [...] Barberio Corsetti ORES TIADI DI GIBELLINA Kusturica [...] «Portiamo in Sicilia i [...] esilio» Guarda Edipo Somiglia tanto a Franco Citti [...] SERGIO DI GIORGI [...]. Anche se [...] «evento teatrale» è spesso [...] questo il caso de Il mondo oscuro, [...] da [...] Kusturica e [...] e prodotto per il «Festival [...] Paler-mo» dal [...] di Tolo-sa e dalla [...] di Milano. Diviso in due parti, [...] questa sera a Palermo in piazza Rivoluzione [...] riscatto risorgi-mentale della Sicilia) e [...] vero e proprio, previsto [...] «Cretto» di Burri a Gibellina, il pro-getto teatrale [...] Il [...] oscuro ha una genesi complessa. [...] ispirazione [...] fiaba popolare serba ha [...] la nuova e inaspettata [...] Kusturica: La gatta nera, il gatto bianco, [...] basso budget, che il regista di Un-derground [...] dintorni di Belgrado (in attesa della nuova [...] per la prossima primavera). E che a [...] volta si ricollega, nella [...] lo sceneg-giatore Gordan [...] (nativo di Mostar) come [...] alcu-ni degli attori non professionisti, a Il [...] (1989), [...] di un mondo dove [...] sono ma-gicamente intrecciati e che solo la [...] talento di Kusturica potevano osare tradurre in [...] tra [...] gettava an-che uno sguardo [...] amarezza sul nostro paese). A Gibellina Kusturica e [...] stanno seguendo le ultime [...] e dei musicisti: il [...] di Sarajevo (fondato da [...] e che dal 1992, [...] il regista ha lasciato per la Francia [...] Sarajevo [...] dalla guerra, è una compagnia ospite presso [...] di Tolo-sa), i tre [...] Kusturica ha portato con sé dal «set», [...] Orchestra [...] la sca-tenata band di Underground. Via telefono abbiamo chiesto loro [...] ricostruire [...] del progetto. Ci conosciamo da giovanissimi, [...] delle Arti di Sarajevo. Lui ha collaborato ai [...] io lo ho aiutato a fondare una [...] il gruppo [...] di Sara-jevo. Poi ognuno ha preso [...] finché la guerra non ci ha fatto [...] in Francia, anche se lui ha scelto [...] Sud [...] io la Normandia. Quanto a Il mondo [...] del [...] di [...] e il sopralluogo in Sicilia [...] primavera, [...] aveva individuato questa favola [...] io pensavo di inne-stare i temi ispiratori [...] Under-ground: [...] e le guer-re senza [...]. Ma do-po essermi lanciato [...] che è una sorta di allegoria zingaresca, [...] si è modificato e così, ad esempio, [...] Gibellina [...] sulla scena, e con gli stessi attori [...] ho già filmato». Prima [...] i soldati abbandona-no i puledri [...] i cavalli, cer-cando i loro figli, possano [...] fuori [...]. Durante il cammino, le [...] i passi [...] e gli zoccoli dei [...] odono queste parole: [...] profitterà di queste pietre [...] e chi non ne profit-terà avrà da [...]. Quando escono fuori, scopriranno [...] erano in realtà diamanti. Nello spettacolo, che definisco [...] installazione per attori nello spazio e nel [...] alcune domande, senza la [...] risposte: [...] è il mon-do oscuro? Quello [...] o quello in cui viviamo? Perché non [...] le cose oltre la loro apparenza? Perché [...] passato e mai al [...]. E sulla loro condizione [...] i due manifestano opi-nioni molto pragmatiche e [...] patetismo. Afferma Ku-sturica: «Sì, io [...] Fran-cia e non posso ancora tornare a Sarajevo; [...] mio lavoro parlo sempre del mio [...] così, non mi lamento». E [...] è ancora più esplicito: «Gli [...] fondo sono sempre degli esuli. Ma [...] peggiore è quello che [...] tuo stesso paese». Ancora una volta Edipo sulla [...] di Franco Citti. E intanto Citti si [...] il suo primo film, [...] non ama Maria, storia [...] incattiviti dalla povertà. KATIA [...] Da «ragazzo di vita» [...] di Pasolini Franco Citti è nato a Roma [...]. Faceva [...] insieme al fratello Sergio, [...] Pasolini [...] preferì a Franco Interlenghi per la parte [...] «Accattone». È così che il «ragazzo [...] vita» porta sullo schermo il sottoproletariato incapace di [...] una famiglia e conservarsi un [...]. Insieme a Ninetto Davoli, Franco [...] volto emblematico e onnipresente della cinematografia pasoliniana, [...] «Mamma Roma» a «Edipo Re». Poi passerà a fare [...] del fratello, tra cui «Ostia», «Casotto», «Il [...]. Franco Citti ha lavorato [...] teatro e con altri registi come [...] e Bertolucci. Un foglio bianco un [...] cui sta scritto con un tratto debole [...] «Io che mi so-no sempre sentito figlio». Lo tiene dritto sullo [...]. Le piace così tanto, [...] Citti? «No, è che me lo dimentico [...] prova», taglia corto lui, che ci tiene [...] né per attore né per regista, ma [...] randagia» che ha viaggiato da Accattone a Edipo Re [...] al tea-tro, 61 anni di traversata lungo [...] («Non quelli di Sarde-gna, costano troppo: Fiumicino, Ostia, [...] e affetti (due matrimoni e tre figli), [...] camuffamento: «Io sono quello che sono, questa [...] modo di fare». An-che con Giorgio Barberio Corsetti, [...] dirige in La nascita della tra-gedia. Un notturno, spettacolo iti-nerante in [...] tappe [...] Cen-trale del latte fino [...] Ro-mano) previsto dal 2 ottobre [...] del Festival [...] Franco Citti ha tutta [...] di non mettersi a recitare, [...] di fare delle cose minime, semplici, di «essere» per [...] strada, sul palco-scenico della vita. Il suo personag-gio è [...] cieco che torna dopo un lungo viaggio, [...] anela un luogo in cui trovare pace. Che lui lo voglia [...] di Edipo Re, il [...] Pasolini che lo vide vettore (for-se inconsapevole) di [...] e contemporaneo, dove il mito si confonde [...]. Dal canto suo, Giorgio Barberio Cor-setti [...] di [...] scelto il «simbo-lo». Gli piacevano [...] la fac-cia, [...]. E poi la storia [...] solo per metà, col suo [...] «Assieme alla mia compagnia, ho lavorato su [...] di tragedia greca ma [...] come [...] lontana -spie-ga il regista -Con [...] mito die-tro le spalle, abbiamo creato per-sonaggi che sono [...] anche se parlano una lingua musi-cale, poetica. Volevamo racconta-re il mondo [...]. Il rife-rimento [...] a Colono [...] dietro la figura di questo [...] che cerca i figli e non li riconosce. E La nascita della tragedia [...] Nietzsche, anche quella è solo [...] «Non esattamente, semmai è un [...] che contiene in sé [...] di una ripetizione senza sviluppo». La tragedia si è [...] cieco è un uomo che cerca un [...] cui riposarsi: «Voglio raccontare [...] di trovare il proprio [...] il buio. Si è av-verato quello [...] Pasolini: abbiamo perduto il rapporto col passato, con [...]. Lo spet-tacolo ha però [...] brioso, come la scena del bacca-nale. Gli attori e i [...] a parecchie situazioni farse-sche nate dalle loro [...] abbiamo disegnato una geografia di rapporti, di [...]. Ogni tappa è un [...] obbedisce al principio della contaminazione». Franco Citti conosceva già Gior-gio Barberio Corsetti: aveva visto [...] du [...] con Ninetto Davoli e [...] emozionato. Adesso che ci lavora [...] più convinto della [...] scelta. È paziente, come Pier Paolo». Ancora e per sempre Pier Paolo. Dietro le reti dei [...] i modi [...] e del rac-contare. Un [...] per gioco («Mi so-no [...] i film, perché non ne posso fare [...] un [...] per convinzione, Franco Citti [...] novembre dietro una macchina da presa, anche [...] bene ancora dove [...] («forse in un garage?»), [...] al fratel-lo Sergio, che adesso sta facendo [...] vece. [...] non ama Maria è [...] due poveracci (interpretati dallo stesso Citti e [...] Elide Melli) da cui nasce il Bambinello. Per virtù dello spirito [...]. Passa del tempo. Nel frattem-po a lui [...] un cartone: i barboni suoi amici gli [...] come se avesse tro-vato una villa. Si rincontrano e lui [...] cartone, ma lei va a [...] per tentata violenza. E così via. Questa storia particolare di Giuseppe [...] Maria la scrive Vitto-rio Gassman, nei panni di [...]. Ma gliela ruberan-no». Citti si diverte molto, [...] Giuseppe scon-troso che vuole vendere il figlio [...]. E [...] della regia lo elet-trizza. Al punto che, ancor prima [...] girato il suo primo film, [...] lancia una sfida ai professionisti della cinepresa: «Lo dico [...] a lei: [...] in mente di fare una [...]. Vorrei fare un film [...] mentre un altro regista ne gira uno [...] del Centro Sperimen-tale. Vediamo chi fa la [...]. Vediamo chi sa trovare [...] di me». Ancora e per sempre, Pier Paolo. /// [...] /// Il lavoro di Aldo Clementi [...] una commedia di Hofmannsthal Il mito di Don Giovanni [...] nel «Carillon» [...]. È [...] pri-mizia il Carillon di Aldo Clemen-ti, [...] con vivo successo dalla Biennale in concerto. Avrebbe dovuto andare in [...] paio [...] la Scala [...] commissionato e program-mato, ma [...] con la scusa delle economie che fini-scono [...] gli artisti tanto sfortunati da esse-re ancora [...]. Clementi, infatti, è sin [...] di conseguen-za, ingombrante. A 71 anni, è [...] più originali della ge-nerazione lanciata alla scoperta [...] mondo di suoni e di immagini. Inventore di filigrane sonore, [...] nella preziosa forma del [...] secon-do il grande Bach, per la geome-trica [...] che si inseguono intrecciate per ritro-varsi, alla [...] immuta-te. Diciamo, per intenderci, che [...] una sublime matema-tica musicale dove la fantasia [...] la rigorosa osservanza e la libera violazione [...]. La difficoltà, semmai, è [...] procedimento funzioni anche in teatro. Clementi, però, al pari [...] Berio [...] di Manzoni, af-fronta il teatro per [...] la tradizione, trasformando la [...] scatola sonora dove musica e azione si [...] ideali. Non così lontani come [...]. Il rapporto, in Carillon, [...] ispirato da una lieve com-media di Hofmannsthal, [...] Strauss. La comme-dia è Der [...] ossia [...] difficile, [...] che, nei raffinati salotti [...] Vienna, si muove con fascinoso distacco tra il [...] femminile, più cor-teggiato che corteggiatore, per incontrare [...] no [...] gemella tra le belle [...] circondano. Una moderna variazione, insomma, [...] Don Giovanni, dove il seduttore è svuotato [...] un mondo votato del pari al crepuscolo. Il legame tra il [...] scrittore, acco-munati dal vagheggiamento di una squisita [...] nel ricordo della commedia, ridotta a minuscoli [...]. Sol-tanto brevi passi che [...] «canoni» intonati dalle dodici voci (metà maschili [...] unite, divise e riunite in un movimento [...] si ripete, come avviene, appunto, nel meccanismo [...] sonora. Il meccanismo è reso [...] dal tessuto e dal colore [...] dove due [...] due celeste e due [...] agli archi e ai fiati, minute cellule [...] arpeggi, moltipli-cando [...] di uno scam-panellio rotatorio [...]. Costruito così il congegno, Cle-menti [...] grande abilità a [...] e [...] introdu-cendo inaspettate sorprese stru-mentali, [...] danza e, soprattutto, tre spettacolari «inter-mezzi» in [...] piccolo coro mentre i solisti si abbandona-no [...] risate, parolette, gridolini egual-mente senza senso. Hofman-nsthal non è dimenticato. A Venezia il gioco [...] in concerto, con un as-sieme eccellente. Impeccabili i dodici interpreti [...] En-semble Vocale, tra cui [...] lanciate in tessiture imper-vie, gli strumenti [...] Sinfonica Siciliana e il [...]. [...] e un quarto di [...] strumentali sotto la precisa guida di Henri [...] coronati dai caldi applausi [...] autore ed esecutori. Alla Scala nel 1999? Ora [...] ritorna alla Scala che, vergognandosi un [...] sem-bra abbia deciso di [...] nella prossima stagione del 1999. È ovvio che, affinché [...] ugualmente in scena, oc-corre prevedere una regia [...] lo spettacolo, come re-centemente reclamava Berio per [...]. Felice del successo, Clementi [...]. Questi comunque sono i [...]. Ora basta registrare [...] esito ottenuto dalle Biennale [...] Venezia [...] diretta da Mario [...] ritrova il prestigio degli [...]. Biennale Musica [...] livello, in quel di Venezia. Grandi applausi per il [...] Aldo Clementi, Carillon: sa-rebbe dovuto andare in [...] Scala, che ora forse lo riprenderà -con molto [...] pizzico di vergogna -nel [...]. Si ispira a Der [...] una commedia di Ho-fmannsthal. Tra gli altri concerti, da [...] una serata dedicata a Webern e a [...] e [...] esecuzio-ne di Violin and orchestra [...] Morton Feldman. RUBENS TEDESCHI Dai punti [...] al violino di Feldman Perché [...] Fenice [...]. Le cinque serate del-la Biennale Musica [...] sono nate dalla collaborazione [...] Fenice, mantenuta dopo [...] del teatro che ha [...] prima rappresentazione di [...] di Camillo [...] an-nunciata come parte integrante [...]. È rimasto, in forma [...] doveroso omaggio a [...] affiancato da altre serate [...] Feldman, Clementi e [...] il breve ciclo propone [...] (assolute o italiane) di grandi compositori, precedute [...] con-segnati alla storia di Webern e [...] nel bellissimo con-certo di [...] di Stato di Stoccarda e dal suo [...] Gabrie-le Ferro, per la ricostruzione della Fenice. Da sottolineare, finora, la [...] pubblico numeroso e attentissimo. Il programma [...] comprendeva i primi tre [...] Anton We-bern, la [...] op. Questo fondamentale pezzo, di [...] ebbe una genesi tormentata: la partitu-ra composta [...] radical-mente trasformata nel 1962, e di-strutta. Il titolo, «Punti», si [...] scrittura disgregata, se così possiamo dire, dissociata [...] indipendenti, organizzati rigorosamente con criteri seriali, cancellando [...] di-scorsività tradizionale; ma rifa-cendo il pezzo [...] ad-densò intorno ai «punti» [...]. Il risultato è uno [...] affascinanti capolavori, che [...] rivela anche una immediata [...] visionario [...] di genia-li frammenti, di [...] Ferro e la splendida orchestra hanno proposto [...]. [...] ac-costamento a Webern mostrava [...] di questa mu-sica con la visionaria libertà [...] di mirabili intuizioni [...]. Nella seconda serata si [...] Violin and orchestra (1979) di Morton Feldman. Non [...] nulla del virtuosismo tradizionale [...] di questo pezzo (che non per caso [...] di «Concerto»); ma la difficoltà ri-siede nella [...] tutti gli interpreti, nel con-trollo della delicata, [...] e delle dinamiche (quasi sempre fra il [...] «pianissimo»). Il soli-sta e [...] spesso si alterna-no e [...] si sovrappongo-no, conducendo ognuno una sor-ta di [...] un tempo sospeso. [...] indu-gia prevalentemente (ma non [...] ri-tuale scansione di accorti, il soli-sta su [...] o note ripetute. In una quieta, so-spesa [...] sonori i suoni e i silenzi, le [...] le ripetizioni sottil-mente variate sembrano [...] come se il compositore [...] mano scoprendo fuori da ogni schema precostitui-to. E quando, dopo quasi [...] il pezzo finisce [...] un semplice arrestarsi, lontano anche [...] conclusione, da ogni retorica di-scorsiva. Interpretazione impec-cabile: Emilio Pomarico [...] diretto con assoluta adesione [...] pezzo di Feldman, in [...] la [...] Or-chestra sinfonica Nazionale della Rai [...] il bravissimo [...]. /// [...] /// Interpretazione impec-cabile: Emilio Pomarico [...] diretto con assoluta adesione [...] pezzo di Feldman, in [...] la [...] Or-chestra sinfonica Nazionale della Rai [...] il bravissimo [...]. (0) (0) ![]()
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