Ma quale poesia, quale [...] davvero liberi? E liberi da cosa -come [...] nascondesse differenze enormi [...] dalla servitù dello stile [...] del dire? [...] non è mancata certo [...] Sereni; [...] non nella riluttanza a «identificarsi» (Scarpati) è [...] carta migliore, ma in quella implacabile e [...] di realismo che egli ha istituito [...] vivente» della poesia. Isella si attiene alle ragioni [...] ai riscontri della [...] operazione filologica, e ne va [...] scovare da subito i capisaldi, [...] stesso [...] quando Sereni, rifiutando il perfezionamento [...] senso dello stile, ricorre, per una sempre migliore definizione [...] delle circostanze e dei loro sviluppi emotivi, a «una [...] di modifiche e aggiunte, di deviazioni e articolazioni successive, [...] e rarefazioni offerte o suggerite, quando non imposte, [...] dal caso, dalla disposizione [...]. Dichiarazione [...] che è sicuramente da calibrare [...] il carattere sistemico [...] e la coscienza storiografica del [...] e [...] poetici che, a quel tempo, [...] metà degli anni [...] portavano Sereni a una rivisitazione [...] e a una più precisa organizzazione del suo corpus; [...] del principio epistemico del già menzionato «organismo», che dal [...] individuo poetico si propagava [...] macrotesto. Un principio, dunque, non [...] tanto [...] per [...] nei termini della nuova [...] se non principalmente, restaurativo. E a far da antecedente [...] a questa visione [...] stava, anche questo ben individuato [...] Isella, un modo di procedere nel lavoro della costruzione [...] che Sereni diceva [...] dal Valéry. Questi, [...] acquisita dal poeta lombardo, aggregava [...] concentriche attorno a [...] verso [...] direttamente «dagli dei»; un [...] che, ad avere la pazienza [...] in lungo e in largo [...] critico, si ha modo di [...] con mano, fra le tante opportunità che offre il [...] volume. Sembra dunque messo in crisi [...] luogo comune critico, corroborato per dissimulazione onesta [...] stesso, della fedeltà [...] di partenza. [...] molto di più, nella poesia [...] Sereni. E non [...] dubbio che una operazione [...] preziosa nel ristabilire la giusta misura critica; [...] essa opera nel paradossale crinale fra la [...] essere per istituto intesa a ristabilire un [...] una cosi aperta indisponibilità [...] in questione a fissarsi [...] chiuso e definitivo. Al punto che Isella, cogliendo [...] «visione fluida del mondo» di Sereni, ne fa discendere, [...] necessaria conseguenza, che «su tutta [...] si potrebbe idealmente porre il [...] di [...] in [...] che fra [...] Sereni appose a ben due [...] poesie). ///
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Al punto che Isella, cogliendo [...] «visione fluida del mondo» di Sereni, ne fa discendere, [...] necessaria conseguenza, che «su tutta [...] si potrebbe idealmente porre il [...] di [...] in [...] che fra [...] Sereni appose a ben due [...] poesie).